mercoledì 13 marzo 2013

Chris Ashton a rapporto e il resto dei trequarti pure

Tempo di analisi verso l'appuntamento al Millennium Stadium: ricordavamo ieri di come l'Inghilterra, dopo le quattro mete marcate contro la Scozia nella prima giornata di 6 Nations, si sia fermata ad una sola nel resto del torneo ed ecco che dalle colonne del Daily Mail Sir Clive Woodward discute di Chris Ashton e rende un omaggio pure agli Azzurri, che d'altra parte hanno monopolizzato la linea dei trequarti nel team of the week di Planet Rugby. "Giocare come ala può rivelarsi una posizione molto difficile senza giocatori creative tra i back", scrive Woodward. "Quando parlo di giocatori creativi, intendo giocatori che in attacco sanno passare, fare off load ed eseguire calci come quello con cui l'Italia ha marcato domenica". 

Woodward sottolinea come sia Brad Barritt quando Manu Tuilagi siano una coppia di consistenza, scelta per un gioco fisico e impattare nel mezzo della difesa avversaria, esplorando i canali o creando superiorità numerica e nella speranza che riescano a riciclare per Ashton o per Mike Brown. Una scena che non si vede così spesso, per quanto si notano gli sforzi: a Twickneham contro gli italiani la truppa di coach Stuart Lancaster ci ha provato, ma tra le scelte un po' standard di Danny Care, la prevedibilità di Toby Flood e la difesa azzurra, Ashton non si è visto se non in un paio di isolate occasioni, idem per Brown. Notare poi come l'ala dei Saracens contro la Francia si fosse lasciata sfuggire Wesley Fofana con un tentativo di placcaggio piuttosto imbarazzante. Ma Woodward a proposito controbatte: "Scegli le ali in base a ciò che possono combinare in attacco". 

La questione è il futuro, quello che avverrà dopo il tour dei British & Irish Lions in Australia, a partire dal prossimo autunno: "Emergerà una nuova squadra e lui (Ashton) ben sa meglio di chiunque altro i desideri che Jonny May e Christian Wade stanno coltivando fortemente per la sua maglia". 

6 commenti:

Abr ha detto...

Bah.
Che l'Inghilterra di Lancaster non sia 'sta gran macchina da mete lo si sa da quando è arrivato.
Agli inizi, addirittura Ashton era consegnato sulla corsia e non poteva nemmeno venire a cercarsi ovali in mezzo. Che poi in più non attraversi un periodo di splendida forma, diversamente da Brown, è chiaro.

Tanto, il rugby inglese da che mondo è mondo si procura i punti e le vittorie coi piazzati, no?
Anche ai tempi di Woodward ... al massimo lui li faceva anche droppare ...

Abr ha detto...

Sui giovani, mi sa che è come la ricerca scientifica: qualcuno disse, non è vero che la scienza progredisca per mezzo di "scoperte" come ci fanno credere a scuola, ma più semplicemente perché una nuova generazione con nuove idee ed approcci, rimpiazza quella vecchia ...

ringo ha detto...

Woodward è come Scalfari: deve sempre ricordare a tutti che è il barbapapà del rugby inglesi degli ultimi anni per via del Mondiale. :D

Abr ha detto...

OT - Informazione di servizio

Siamo sotto attacco spammer (tutti calciofili), lo spam filter ne blocca molti ma alcuni passano, e son talmente tanti che iniziano a dar fastidio.

Siamo quindi costretti ad alzare la saracinesca, consentendo i commenti ai soli utenti registrati. Per adesso.

Ci impegnamo a ri-abbassare presto la mini barriera (ci irrita, come tutti i papiren), vedremo se nel frattempo 'sti spammer si son diretti da altre parti.

ironduke ha detto...

prorio stamattina pensavo che la gestione monocorde dei 3/4 inglesi ci ha favorito incapaci di variare il gioco con la smania di sfondare il ns muro certo ashton sta lì xchè è una macchina da mete xchè appena attaccato fa danni , la mancanza di foden si fa sentire in partite come quella di domenica xchè pure goode non mi sembra un estremo topclass ironduke
ps sir clive non sopporta lancaster ma questo si era capito da tanto .....

Abr ha detto...

hai toccato un bel tasto: la mancanza di foden. Alex Goode mi piace da matti, ma è molto molto "fissato", è perfetto in copertura ma molto meno avventuroso. Lancaster ha inserito l'altro estremo più estroso Brown, ma questo fatica a trovare cose da fare nela prevedibilità del gioco dei 4/4 inglesi,

Alla fine però la domanda sorge spontanea: fiumi di mete dai 3/4, nice to have; ma alla fine gli inglesi portano a casa lo stesso e regolarmente (almeno con le europee) il bottino pieno, quindi chissene?
Bastano buoni piedi(e avanzare) per vincere le partite di rugby.

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