mercoledì 20 marzo 2013

Lettere all'IRB e George North(ampton)

Non è nemmeno passata una settimana, gli effetti di Galles - Inghilterra sono ancora ben visibili. In certi casi fisicamente, con Alex Cuthbert, autore della doppietta nel 30-3 con cui i dragoni hanno vinto il match di Cardiff, schiantato il sogno di Grand Slam inglese e, sopratutto, conservato il titolo del 6 Nations, che sarà costretto a sei settimane lontane dai campi per problemi al polpaccio. In altri verbalmente, con JPR Williams, uno dei basettoni della Golden Age gallese degli Anni '70, che ha risposto all'entourage tecnico dell'Inghilterra: argomento della discussione l'arbitro neozelandese Steve Walsh

L'allenatore degli avanti, Graham Rowntree, ha detto che rivedendo la partita di sabato si è sentito frustrato e infastidito dall'operato di Walsh tanto da voler inoltrare una lettera di lamentele a Joel Jutge, il responsabile degli arbitri nella IRB - magari per rendere meno al vetriolo la missiva allegherà i ringraziamenti per l'operato di George Clancy a Twickenham... 
Williams ha ribattuto: "E' vero, ha fischiato molti falli a favore dei gallesi durante la gara, ma perché i gallesi hanno demolito la mischia inglese. Cos'altro poteva fare? Non sono un esperto di mischia, ma avendo rivisto anch'io l'incontro, non posso che concordare con le scelte di Walsh. Il Galles non ha vinto 30-3 per via dell'arbitro. Semplicemente è stata la squadra migliore sul campo". Polemiche, secondo Williams, che ricordano la storia della volpe e l'uva. 
Già a caldo qualcosa si era mosso: la prima meta di Cuthbert è arrivata da una palla rubata in ruck dopo un placcaggio a metà campo e con l'ovale appena fuori dal raggruppamento a terra. Austin Healey, l'ex trequarti dei Tigers e della nazionale e dei British Lions, dal suo account Twitter immediatamente commentò apprezzando l'azione della meta gallese, ma soffermandosi sull'ingresso falloso, per lui, in ruck.

Messaggio decodificato per latitudini come la nostra, dove i più provinciali si sentono sovente in dovere di far rigar diritto i compaesani: "così fan tutti". L'operato arbitrale si critica dappertutto e soprattutto DA SEMPRE (si, anche nel rugby), anche quando è palesemente poco giustificato, senza che nessuno s'alzi col ditino alzato da severo Custode dei Principi Cardine. Si critica non la persona ma l'accadimento, a torto o a ragione, senza per questo mettere in discussione il risultato o il "sistema", senza che per questo scatti l'evocar cospirazioni o emergano code di paglia.  

Nel frattempo a Llanelli gli Scarlets sono alle prese con George North che potrebbe lasciare la franchigia a fine stagione per trasferirsi dai Northampton Saints. Sarebbe un "disastro" per Simon Easterby, l'head coach della formazione di Pro12. Il manager dell'ala ha confermato che la trattativa è in corso e Easterby ha commentato augurandosi che il giocatore sia disposto a parlare con gli Scarlets e che soprattutto il trasferimento non avvenga per il bene del suo club e del rugby gallese in generale: "E' un talento eccezionale, lo abbiamo fatto crescere e sostenuto, abbiamo migliorato le sue abilità. Non siamo un sistema per alimentare i campionati inglesi e francesi a differenza di come pensa qualcuno. Può sembrarlo perché molti giocatori si sono mossi. Dobbiamo d'altronde fare conto con vincoli economici e di budget e siamo probabilmente tra le regioni che ottengono meno finanziamenti in Europa. Ma quando si tratta di giocatori come North, vogliamo tenerceli stretti". 


Easterby ha concluso parlando della prestazione del Galles nel 6 Nations e sottolineando come il fatto che alcuni degli elementi più importanti siano all'estero - in particolare in Francia - abbia inciso sul rendimento iniziale, con la sconfitta maturata contro l'Irlanda nella prima giornata: "Si è potuto vedere dalla preparazione limitata che hanno avuto prima di affrontare gli irlandesi". Poi è accaduto altro. 

2 commenti:

ironduke ha detto...

non capisco questa levata di Grammy o meglio fa il suo lavoro ma se analizziamo bene l'operato degli arbitri australi non ci vedo nulla di strano quello è il loro metro di giudizio .
il discorso è che in mischia li hanno ciancicati punto

Abr ha detto...

..eh, gli è che ni brucia ...
A livello approccio professionale che mi pare molto pressappoco, potremmo inviargli come esempio da imitare, copia del dossier scritto e video preparato dalla Fir per il caso Clancy :D

Welsh: nelle chiamate in mischia, la prima la ridava da rifare per default 8e mi par un modo corretto e all'antica di trattare dei Pro); poi, consapevole di essere un australe, ascoltava quel che gli diceva il guardalinee in cuffia. Al che spesso Cole si lagnava.

Nel gioco aperto, chiaro che chi più spinge e avanza in ruck, più ha la meglio con un arbitro australe "andante"; ma vale anche con uno boreale pur in misura minore (con Clancy il dossier Fir invece dimostra che è avvenuto esattamente l'opposto o meglio, ha fischiato contro la difesa solo nel primo tempo, quando a difenderci eravamo noi. Poi ha invertito il metro).
Lo sapevano già da prima, come giustamente dici.
Anche noi lo sapevamo già da prima di Clancy comunque, ma non lo dire troppo in giro che 'sta cosa ci sta facendo gioco.
(Secondo l'antico vezzo italico per cui si protesta contro le ingiustizie, non per far cambiare il metro ma per "esser più tutelati" anche noi, cioè per entrare nella Casta dei ben trattati pure noi).

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