lunedì 11 marzo 2013

Pensierini sparsi su Twickenham oh cara


 "Non ho mai commentato l'arbitraggio, e non sarà certo la prova odierna di quel buffone a farmi cambiare le abitudini di una vita".
Questa frase di una celebrity inglese tifoso di  calcio, sia l'epitaffio appropriato per la prova di Clancy in Inghilterra - Italia del Sei Nazioni 2013.
I due o tre lettori assidui di questo blog sanno da tempo chi sia l'irlandese: la sua idiosincrasia per la mischia ordinata, il suo corricchiare svagato per il campo, le sue decisioni a papocchio. Fa e farà carriera, purtroppo.
Beninteso, nessuno accusa né ha mai accusato Clancy & colleghi di aperta malafede o di calcoli "geopolitici", che si danno per scontati come per ogni lavoratore dipendente;  è piuttosto una forma mentis la sua, simile a tanti colleghi celtici persin peggiori di lui (un nome su tutti: enemy McMenemy), quell'esser refrattari al concetto di consistenza (stile Welsh), preferendo farsi guidare dal pregiudizio, il grande difetto esiziale connaturato di molti anglosassoni.

Clancy ci ha rubato la prima vittoria sugli inglesi? No, ce l'ha solo allontanata di qualche centimetro. Quel che basta, dirà qualcuno. Piuttosto, potevamo ricacciargli in gola i pregiudizi marcando quella maledetta meta nel finale, anche se non fischiava falli o evitava di cacciare qualche flanker in maglia bianca per ripetuti falli professionali. Era lì quella maledetta meta, alla nostra portata per lunghi minuti e per almeno un paio di occasioni; è stata la nostra ancora non ottimale composture - che pure è molto migliorata - a impedirci di smacchiar lui e tanti altri. Invece che perder tempo a lagnarci e a sognare improbabili "mosse politiche" della Fir (ha ha ha), che poi sarebbe come dire, ci piacerebbe tanto far schifo come loro, meglio piuttosto darci da fare sul fronte tecnico.

Tolto il dente arbitrale, l'Italia ha giocato la miglior partita di sempre a Twickenham e uno dei migliori secondi tempi mai giocati in assoluto (per di più in trasferta e che trasferta). La sconfitta è solo qualcosa che impedisce a questa gara di finire nelle statistiche ma non negli annali e soprattutto di lasciare tracce positive nella mentalità dei nostri. Come Benetton che batte Munster col bonus.
 La superiorità tecnica inglese si è dimostrata erosa fin oltre il livello di guardia e quando scenderanno in casa nostra, altro che banale rispetto per la "very physical side", faran festa se vinceranno. Gaudeamus igitur: con questa partita legittimiamo l'aspettativa di battere finalmente gli inglesi per la prima volta, ovviamente in casa nostra, l'anno prossimo. La natura non fa salti. Sempre se  condividete con me che è meglio vincere sulla scorta di un processo pianificato, che non per un evento fortunoso (altrimenti detto colpo di c....). In caso contrario, mi spiace ma siete calciofili.

Iniziamo subito a muoverci controcorrente; la "vittoria morale" a Twickenham - o se preferite, la vittoria alla Bersani degli inglesi -  l'abbiamo costruita dal primo tempo. Lascia pure il possesso agli avversari, ammaestra il rugby di questi ultimi tempi: quando non si fa altro che schiantarsi contro la difesa e si sa solo capitalizzare i regali dell'arbitro o poco altro (credete che in campo non se ne rendano conto?), a poco a poco chiunque si scompone.
Certo, l'Italia ha cominciato malino, timidamente: Clancy o meno, fa 5 falli in 15 minuti e una difesa un po' ferma, attendista. Ma ci stava nell'ottica del risparmio energetico e della straordineria umiltè che serve per evitare figure barbine a Twickenham.
Poi emergevano i trascinatori: Parisse nel pack,  il primo a lanciarsi quasi "spia" addosso ai portatori di palla e Masi tra i trequarti,  il centro col nr.15, miglior italiano in campo del primo tempo (non della partita, sorry). Davano l'esempio, gli inglesi non passavano mai. E la terza linea Zanni-Barbieri-Parisse, che lezione ha impartito a quella inglese Haskell-Robshaw-Wood! Anche Geldenhuys e Furno, molto positivi in difesa. e Ghiraldini particolarmente in palla. Segue a ruota la coppia d'altri tempo Garcia-Canale, sempre ad atterrare i pericoli pubblici Tuilagi- Barritt (ci piace sottolinearlo, noi che eravamo preoccupati al proposito) o le incursioni di Brown e Ashton. Anche le ali  Venditti e McLean non han lasciato buchi. In rimessa laterale l'Italia prosegue la sua affidabilità qualunque siano i protagonisti, a maggior ragione col ritorno di Parisse, che se non finisce nella squadra della settimana di PlanetRugby assieme ad almeno altri tre, quattro Azzurri (Zanni, McLean, Masi come minimo), mi taglio i baffi che porto solo nel Movember.

Sarebbe già stato un mezzo trionfo così nel primo tempo, non ci fossero state due aree critiche, disciplina a parte (14 punizioni concesse contro 5: va ben Clancy ma sono tantine lo stesso): mediana e mischia ordinata. Brutto far nomi, non lo facciamo per criticare (il mood è felice e festoso) ma nell'ottica del miglioramento continuo.
- Ugo Gori: la partita sbagliata capita a tutti, ma oramai abbiamo superato a mio avviso tutte le prove d'appello, mi pare chiaro che il ragazzo non c'è. Pasticci, sprecisione, confusione in colui che dovrebbe fare il metronomo della squadra: ricorda Tebaldi più che il Semenzato di due anni fa. Credo sia arrivata l'ora di lasciargli il tempo per ripartire dal club e ricondizionarsi. Forse sarebbe meglio per lui lo prestassero alle Zebre per farlo giocare di più. Detto col massimo rispetto per il potenziale.
- Castrogiovanni: forse non stava bene (ma allora dillo); preferiamo pensare che abbia capito che con Vunipola non ce n'era e si sia responsabilmente chiamato fuori appena in tempo.
E' un discorso che vale anche per LoCicero: altrove i meriti sportivi pregressi si celebrano con le Hall of Fame, le statue all'ingresso dello stadio, il ritiro del numero, con un posto da commentatore Sky o quant'altro; non capisco perché da noi si debbano celebrare con l'indiscutibilità del posto da titolare, quando ci sono rimpiazzi più validi - Cittadini - e chi è attento lo sa non certo da oggi.  Solo da noi, un paese per vecchi e per "cauti", si dà così tanto peso alla esperienza e si teme così tanto di "bruciare" i cosiddetti giovani; ci si dimentica che il rugby è uno sport di combattimento, non è scopone scientifico. E allora gloria sempiterna, riconoscenza e massimo rispetto ai veterani, a maggior ragione se un ruolo lo possono ancora legittimamente avere - dalla panca, come impact player e uomini-spogliatoio; ma ora è arrivato il momento del "largo ai più giovani e forti".

Nel secondo tempo la superiorità dei nostri e lo schianto di tutte le idee avversarie addosso alla difesa si fa palese (a forza di infrangersi, persino Tuilagi ha iniziato a pensarci sopra);  il controllo delle fasi statiche è ottimale, quindi giochiamo avanzanti; in quel momento Orquera può salire dalla posizione di estremo (non più di ala come le altre volte) che occupa ne "i tempi cupi". La nostra "apertura tascabile" ha giocato da lì in modo impeccabile al piede ed è  sontuoso il suo immediato passaggio a McLean per la meta (se lo faceva Sexton o Carter, sarebbero tutti  ancora a bocca aperta). Certo, ha sbagliato due piazzati su quattro tentativi, cinque importanti punti persi.  50% è oggettivamente poco e il vento freddo c'era anche per Flood, che invece ha portato a casa un sei su sei; vero è che per salire a un più decente 75%, sarebbe bastato al Lussiano un "aiutino" da McLean, se avesse marcato meta "scherzando" l'ultimo uomo Alex Goode per portarsi più verso i pali (ma vorrei vedere chi, italiano a Twickenham, metta a rischio una meta fatta pensando alla trasformazione).

Già, Luke McLean; un estremo col nr.11 sulle spalle al livello dei Kearney e degli Halfpenny, surclassa il pur ottimo Alex Goode dall'alto della meta e di 99 metri fatti portando palla. Nella Nfl, 100 yarde fatte sono il numero che rende ottima la partita di ogni running back ma anche dei wide receiver. A mio avviso è il vero Man of The Match, riconoscimento che i commentatori inglesi danno a Masi che gioca nei Wasps (sorry Luke), rompendo la consuetudine del MoM ai vincitori, per deliberato dispetto all'abulia dei loro beniamini; ma diviene anche un gradito omaggio ai perdenti, quasi un "onore delle armi" che peraltro non appartiene alla loro cultura.

Non solo Luke, con lui la squadra Azzurra tutta: nel secondo tempo il parziale è 6-8 e poteva solo andar meglio, è chiaramente indicato da tutte le statistiche. Il possesso, nel primo tempo al 65% inglese, viene riportato al 50% totale, così come il territorio; il numero di passaggi, 120 a 129 per gli italiani e quello dei placcaggi, che indica chi ha dovuto difendere di più, alla fine vede gli italiani dietro (quindi vincenti) per 105 a 134, con numero di errori simile (contenuto attorno al 10%).

E arriviamo alla fine, a quei tre minuti e dieci secondi di ininterrotta pressione sulla linea dei cinque metri avversari: meritano la lode a tutti i subentrati, da Favaro a Minto etc.etc: abnegazione, bella quantità di fasi, enorme quantità di falli subiti   - e qui Saint Clancy ci mette una pezza - sugli occhi.  Fantastico al proposito il sarcasmo di Brunel che a fine gara commenta: "certo che disciplina gli inglesi! Tutto quel tempo sulla loro linea dei 5 metri senza fare falli!".
Ma non illudiamoci né arrabbiamoci troppo per i mancati fischi di Clancy, avrebbero provocato al massimo un giallo a quattro minuti dalla fine e tre punti potenziali molto angolati.  Anche avessimo marcato meta poi, per pareggiare serviva trasformare ... Aldilà dei falli, ci limita una certa qual frenesia, mancanza di pazienza, anche se tre minuti di fasi continue senza fischi arbitrali sono 'na vita.
Altro punto su cui lavorare: quando Botes in tale azione apre a Orquera, c'è solo Masi al centro: il nostro estremo di numero ma non di fatto resiste in piedi per un po' ma ciononostante, non c'è nessun trequarti largo cui passar palla. I nostri eran tutti sul lato chiuso, dietro al pack: evidentemente sono ancora come i reparti nelle guerre napoleoniche, vanno dove sentono rombare il cannone e non dove dovrebbero essere.
Nella rimessa laterale finale i nostri si consultano per un po', avrei giurato che Parisse avrebbe provato la furba che nel primo tempo non ci ha portato in meta per un pelo (nell'occhio di Clancy). Mal che andasse, eravamo lì. Invece optano per la maul; scelta ovvia, "marcata" dagli inglesi che infatti rubano la palla più importante della gara; per di più Clancy aveva dimostrato qualche minuto prima che "non se la sentiva più" di fischiar falli per maul affossate. Brunel ha ben chiaro, e lo dice alla fine, che la prossima area di miglioramento dev'essere la capacità di gestire non tanto gli ultimi minuti, quanto gli ultimi metri.

Speriamo inoltre sparisca quella sindrome d'appagamento che coglie gli Azzurri dopo ogni prova decisamente positiva, il rischio è infilarci nuovamente nella "trappola scozzese": noi facciamo la partita perché dobbiam essere bravi e belli davanti al nostro pubblico delle grandi occasioni, e come col Galles ci incartiamo da soli, sprechiamo energie, perdiamo ovali e ci facciamo punire. Purtroppo siamo in pochi a considerare che questo magnifico secondo tempo di Twickenham tutto possesso e iniziative Azzurro, nasce dal lavoro difensivo del primo tempo che ha portato il moscerino inglese a schiantarsi sul parabrezza azzurro. Per fortuna che ci sarà la propositiva Irlanda di Kidney davanti. Occhio particolare al gioco tattico quindi.

Prima di terminare queste note (non del tutto) disordinate, il pensiero corre compassionate al titolare del blog totalflanker, autore di un "know your enemy" su nostra commissione, in cui stabiliva che l'ambiente dei Britons sarebbe stato "very disappointed with anything other than a good win" contro l'Italia. Lo immaginiamo mentre s'innaffia col brandy le scar tinte d'Azzurro e prova a consolarsi pensando al Six Nations comunque in saccoccia .... Eh no, basta un semplice bogey al Millennium e Lancaster perde la cappa: 14 punti di differenza diviso due fa sette: sarà sufficiente - si fa per dire - una vittoria gallese senza bonus difensivo per l'Inghilterra ...  Sta a vedere che l'Italia è assurta a King Maker e consegna il bis al Galles!
Quanto al disappointment che deve regnare nel management inglese, basti come indicatore la immediata sostituzione punitiva di Danny Care dopo la sbananata che porta alla meta italiana, per capire come il comandante della caserma abbia deciso di stracciare tutte le licenze premio alla truppa. Sfortunato il Danny, tra parentesi: non è la prima volta che si scotta di brutto, appena gli danno una chance in nazionale.

24 commenti:

reda ha detto...

unico appunto: gori non è da bocciare, ma a mio parere fargli saltare un giro o due potrebbe fargli bene, anche perché il botes di ieri è un ottimo sostituto. non è un problema di giocare di più, perché a treviso gioca, è solo che a 22 anni la continuità non può essere acquisita. io lo porterei in panchina, anche se questo potrebbe significare portare un 3/4 in più (come apertura d'emergenza) oppure rinunciare al centro/ala per portare due mediani (soluzione forse migliore: alla fine a treviso gori quando entra un altro mediano finisce all'ala)

Abr ha detto...

hai detto bene reda, non intendevo bocciare, difatti ho scritto dargli il tempo nel club per ricondizionarsi.

Franco Smith schiera gori sovente all'ala (al centro non me lo vedo), lì la sua irruenza un po' sprecisa lo potrebbe nel tempo far diventare "il clerc de'noantri".

botes sinora ha reso meglio (ques'tanno) come rincalzo che come titolare. Personalmente sto ancora a rimpiangere il Semenzato di due anni fa.

Anonimo ha detto...

Ottimo commento ... complimenti per la lucida sintesi di come e' andata la partita. Concordo pienamente con te nel piccolo appunto per la pecca di lucidita' nei minuti finali e' mancato proprio quello ( e qualche altra cosetta .. leggesi fischio e giallo sulla maul ) e' vero che una punizione a quel punto serviva a poco ma eventualmente giocare la mischia con un uomo in piu' era sicuramente un ulteriore pressione per loro , comunque anche la touche sprecata e' sintomo di quella mancanza di lucidita' finale che piu' dell'arbitro ha impedito di arrivare al pareggio.
Buon rugby a tutti
Sailorci

Anonimo ha detto...

dannyboy si è giocato tanta credibilità ,non so se vedrà l' alba australe cè laidlaw che bussa ..peccato in campionato stava fecendo faville cmq inglesi troppo asfittici per essere veri noi invece autori della miglior prestazione di sempre contro una squadra lanciatissima ,luce del mio cuore ,
ma che l'unica cosa bona che ha fatto ieri pomeriggio la RFU è far cantare il Figone ,come diceva Totò BonaBonaBona almeno in questo ancora sono superiori ironduke

Anonimo ha detto...

Abr ci credi veramente che una sconfitta di 7 punti a Cardiff sia un doppio bogey difficile?Oppure e' un po' di scaramanzia per far piacere a Ringo?

Abr ha detto...

He, in effetti m'era sfuggito, al galles bastano sette punti (o meglio otto) cioè un bogey non doppio. Come si dice anche al bar, sette tra averli e non averli fa quattordici ...

Mi autoboccio in aritmetica da terza elementare, così imparo.

Al Galles basta vincere "senza concedere il bonus offensivo". Impresetta, ma non è certo scalare l'everest, soprattutto in casa.
Anche se il Millennium sovente porta sfiga al Galles ...

Abr ha detto...

danny care talento puro che ben youngs se lo sogna, ma ogni tanto sui palocscenici più alti, sklera.
Se n'è già giocate diverse di possibilità con la nazionale.
E non lo vedo granché compatibile con un ufficiale poche-parole-e-frustino come Lancaster, che difatti l'ha sbattuto fuori senza pietà in mondovisione alla prima che gli ha fatto.

Anonimo ha detto...

Visto il XV di Planet Rugby??
Hooker79

Anonimo ha detto...

ci ha regalato una meta ....io lo avrei fustigato sulla pubblica piazza dove c è la statua a twickenham :D insieme a Gori naturalmente sarà che da uomo di mischia gli mm non li ho mai potuto vedere tanto :D ironduke

Abr ha detto...

Planet rugby, lo attendevo al varco e non mi delude: Masi, Venditti, McLean, Garcia, (4 trequarti italiani, sembra di sognare), e poi Zanni e Geldenhuys; Parisse no solo perché giustamente c'è anche Picamoles che quasi da solo s'è caricato sulle spalle tutta la Francia.

Bisognerebbe insegnargli di selezionare anche una panchina, così che ci sarebbe posto anche per Cittadini.

franky ha detto...

XV di planet rugby : dentro masi garcia venditti zanni geld ... io avrei premiato parisse e citta però mi accontento :-)

DaveTN ha detto...

Ebbravo Planetrugby che strizza l'occhio all'Italia. Mi raccomando anche quest'anno alle votazioni del player of the tournament, intasare i server RBS per far vincere Masi!
Per quanto riguarda la partita sarò lapidario: A Twickenham come a El-Alamein mancò la fortuna non il valore.[Avrei voluto far entrare anche Clancy in questo mio ardito paragone storico ma malauguratamente non ci sono riuscito]

ringo ha detto...

Preferirei vedere candidato McLean a fine torneo: già nel match con la Francia si è mosso benissimo per tutto il campo nei panni di estremo aggiunto, ieri contro l'Inghilterra pure. Anche se poi, alla fine, ho un pallino personale per Zanni (però si paga lo scotto di Edimburgo, lui con tutti gli altri, ma amen).

DaveTN ha detto...

Indubbio che ci siano candidati anche più meritevoli di Masi però mi pare che la lista dei pretendenti al titolo venga stilata in base ai Man of the Match. Colpevolmente fatico a ricordare chi ha preso il MOM in italia francia, forse orquera quello potrebbe essere un voto spendibile

Abr ha detto...

Si con la Francia MoM fu Orquera.
Vedremo chi dei due si supera coi Trifogli, e poi scateniamo l'inferno come quella volta di Masi e Semenzato, due anni fa.
(ammetto di aver votato più per il secondo, allora).

ringo ha detto...

Come diceva quell'adagio? Vota e fai votare.

ale ha detto...

devo dire che della partita, mi ha sorpreso la gestione della difesa azzurra, nel primo tempo non abbiamo praticamente mai contestato il bd, tutti si schieravano subito fuori, in controtendenza rispetto quella che sembra essere la "moda del momento" rallentare fino allo sfinimento i palloni. Io sinceramente me l'ero vista brutta, a lasciare palle così pulite e veloci prima o poi la meta si becca. Invece probabilmente Brunello ci ha visto giusto, dato l'attacco monocorde dell'Inghilterra, era più utile aspettarli (con difesa avanzante) fuori che impiegare risorse e uomini sul bd. Nell'analisi di woodward del primo tempo diceva esattamente questo, sottolineava la mancanza di uomini italiani sul bd e per rimediare a questo l'inghilterra avrebbe dovuto cominciare a bombardare sull'asse dei ragruppamenti, invece che continuare con il gioco alla mano fuori dove la difesa era già schierata.

Hooker ha detto...

Solo due cose da aggiungere:
Primo: Secondo me la forza della nostra mischia è stata interpretare Clancy e prenderlo in giro "giocando" sui tempi di spinta. Facendo questo gli inglesi si sono innervositi ed hanno perso la battaglia in mischia. Poi, ovviamente Clancy non riesce a vedere un'entrata storta nemmeno se c'è un angolo di 90° altrimenti avremmo avuto una punizione a favore ad ogni mischia nel secondo tempo.

Un'altra cosa: sbaglio o i nostri trequarti (+ Parisse) ad inizio partita hanno spesso cercato l'intercetto? Credo che sia stata una cosa studiata a tavolino per mettere pressione, non casuale ed episodica ma organizzata e fatta con un certo criterio.

Abr ha detto...

@ale: osservazione molto giusta a mio avviso. R
afforza la mia idea che non sia stato un "risveglio" azzurro nel secondo tempo, ma proiezione (grazie alla mischia avanzante) dopo aver devastato le idee d'attacco inglesi nel primo, riducendoli a capitalizzare i soli falli, in particolare di demarchi osservato speciale di clancy (ha si porta sei/nove punti sul groppone, poverino).

Del resto se lo dice woodward ...

Abr ha detto...

@hooker: mettiamola così: l'ingresso di citta ha introdotto una "interpretazione" più in linea di quella di castro con la necessità di clancy di farsi prendere in giro.
citta lo poteva fare, interpretare, perchè vunipola lo regge e lo respinge (nel secondo tempo), mentre il castro di oggi, no.
Con healy sarà lo stesso, temo.

Parisse e i 3/4: più che intercetto (i nostri non han fatto difesa rovesciata al largo anzi, intelligentemente lasciavano allargare gli inglesi), a mio avviso parisse per primo partiva per rallentare il portatore e far salire la difesa.

Uno solo che parte come una "spia" (da cui la sensazione dell'intecetto) perché come nota woodward, non volevamo imnpegnare troppi uomini nel bd, per tenere be densa la linea.
Una bella innovazione di cui i ns. bravi telecronisti han ovviamente persi del tutto, nel loro panico del primo tempo.

ringo ha detto...

A proposito di Woodward, segnalatoci sabato mattina da uno dei nostri cari lettori: http://www.dailymail.co.uk/sport/rugbyunion/article-2290367/Six-Nations-2013-England-fear-Italy-prevent-pulling-biggest-shock--Sir-Clive-Woodward.html

franky ha detto...

all'inizio dell'avventura brunel ero un po' preoccupato perché mi sembrava che il baffo si affidasse molto al possesso e all'allargamento del pallone (soprattutto rispetto ai nostri standard) oserei dire troppo soprattutto perché come sovente si dice nel rugby d'oggi la quantità del possesso non è poi così importante; mi viene da pensare che abbia voluto dare fiducia alla squadra e in particolare ai trequarti, rispetto a un epoca mallet in cui erano un po' tralasciati (ci tengo a dire che io stimo mallet anche se come gestore di uomini poteva fare meglio), e ora siamo pronti per adeguarci al rugby attuale
molto positivo che ora finiamo anche forte, tendenza che ho notato soprattutto dalla partita con l'australia; ci manca ancora qualcosa ovviamente, basterebbe intanto un po' di continuità in mediana e un po' di gambe per quello che nel basket si chiamerebbe "finire" l'azione (giocatore che penetra fino a canestro ma non riesce a concludere) vedasi buco di mclean ad esempio

Abr ha detto...

anche qui eravamo preoccupati. Non nel responsabilizzare finalmente anche i trequarti, quanto nell'eventuale sminuire l'importanza della solidità difensiva.

Invece è un problema più dei media alle vongole che di Brunel.

Si mi riferisco a quelli che fan le analisi approfondite quanto "è primavera, i fiorellini spuntano tra l'erbetta", e chiosano con un "Brunel Santo Subito!", con tanto di gridolini da teenager.

Brunel ha sempre chiarito a chi lo vuole capire, che la sua è una operazione CONTINUITA' e non rivoluzione, o meglio un edificare qualcosa che spunta dal terreno, approfittando di solide fondamenta consolidate prima che arrivasse lui.

Quel che manca a Brunel a nostro avviso - critica costruttiva beninteso - è la volontà di osare un filo in più in termini di esperimento di figure nuove.
Chiaro che fa bene priam a "consolidare" a suon di vittorie e belle prestazioni la mentalità, ma un po' più di coraggio nelle titolarizzazioni non di ripiego, ci starebbe già da ora (Cittadini su tutti).
Idem dicasi per la mediana (in cui inizi aa rientrare anche un problema che si credeva risolto, il mediano): se mai si provano giocani, mai si avranno alternative.

Anche se, devo dire, mi pare che uan soluzione per usare Orquera si stia trovando: retrocede estremo in coperrtura, da dove può usare il suo piede educato (noi l'avevamo proposto di ruolo, pensa te che visionari) e riemege in linea solo quando il pack è avanzante, evitando le figuacce scozzesi.
Aspèettiamo di verificare con l'Irlanda se è stato casuale o contingente o è invece una soluzione destinata a durare. In fin dei conti, di aperture 34enni se n'è già viste ai Mondali. Serve però identificare al più presto un vice che non può essere Burton .

Hooker ha detto...

@Abr: ma infatti per intercetto intendevo più il movimento, ad infastidire e rallentare, che il "semplice" tentativo di pescare il jolly rubando la palla per correre oltre la linea.
Per quanto riguarda Castro e Cittadini, mi sembra abbastanza chiaro che in questo momento il secondo offra più garanzie in questo momento (e lo dico da adoratore di Castro), infatti il suo ingresso ha segnato la svolta della mischia.

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