sabato 26 febbraio 2011

SuperXV molto australiano

Le prime uscite del SuperRugby alla seconda giornata, risultano relativamente "oscurate" nel nostro interesse di Boreali dal 6 Nazioni e soprattutto dal terremoto di Christchurch, che menoma la Conference neozelandese con la più che comprensibile rinuncia dei Crusaders alla trasferta a Wellington. I quali Crusaders, aldilà del morale, sono alle prese non tanto coi danni strutturali dell'AMI Stadium situato a soli 2km dal centro colpito, quanto con la "liquefazione" del terreno di gioco; si trasferiranno per le prossime gare casalinghe al Trafalgar's Park di Nelson, casa di Tasman, provincia minore costituente della franchigia assieme a Canterbury.

- Nella Conference neozelandese rimane da registrare la seconda vittoria degli Highlanders, stavolta sui Chiefs (alla seconda sconfitta) per 23-13. Non è solo la conferma dell'emergere nella scorsa edizione della ITM Cup di Southland, una delle franchigie provinciali costituenti (l'altra è Otago); è l'effetto di un piano di rinforzi, come dimostrano gli autori di tutti i punti, il nr.8 Nasi Manu (ex Canterbury), il centro Kade Poki (ex Tasman) e il giovane apertura Lima Sopoaga ( sei punti piazzati, ex Wellington). Tutti i punti dei Chiefs inclusivi di una meta dall'apertura Mike Delany, leader di Bay of Plenty; lasciano fuori Tana Umaga ma possono contare su Sivivatu, Masaga, Muliaina, Liam Messam, Isaac Ross, Tanerau Latimer, mentre dall'altra parte ci sono tanti giovani emergenti radunati attorno a chioccia Jimmy Cowan.

L'altra neozelandese in campo, i Blues di Auckland, saranno impegnati più tardi in trasferta in Sudafrica, a Durban; ne parleremo nell'update serale per quella Conference.
- Sempre in Sudafrica i Bulls faticano notevolmente ad avere ragione dei Cheetahs, giungendo solo nel finale a fissare il definitivo 23-25. Partono meglio i Bulls con la meta di Bakkies Botha, ma dalla mezz'ora e per i due quarti di gara successivi sono i Cheetahs a risultare più ficcanti, a partire dal centro ex Natal Andries Strauss che va in meta per l'otto pari, seguito dal collega di reparto, il 21enne Ebersohn a inizio del secondo tempo e dal gigantesco e zazzerone nr.8 Ashley Johnson dopo pochi minuti. I Bulls si trovano sotto 23-8 con mezz'ora da giocare; incominciano a martellare la difesa avversaria con le testate e con la tattica di Mornè Steyn, il tutto gestito con esperienza sopraffina da Fourie DuPreez al 101' caps nel SuperRugby. All'inizio la difesa Cheetahs regge in modo impeccabile, poi inizia fatalmente a cedere: prima trova la meta di forza Danie Roussow, poi accorcia Steyn con un piazzato, infine pareggio di Fourie DuPreez e sorpasso con la trasformazione di Steyn. Cinici e potenti i Bulls, anche se un po' svagati all'inizio; belli ma "corti" i Cheetahs.

L'unica Conference completa sinora risulta quella australiana, coi Western Force a riposo.
- I Rebels con Danny Cipriani in campo ottanta minuti e autore di 20 punti al piede, ottengono la prima storica vittoria tutta di cuore, contro i Brumbies di Matt Giteau, Adam Ashley Cooper, Stephen Moore, Ben Alexander e Mark Chisolm. Il finale è 25-24, risultato recuperato allo scadere da un piazzato di Cipriani assegnato a dire il vero un po' largamente dall'arbitro Kaplan per uno scambio di innocue spintarelle post mischia ordinata. Il merito dei Rebels è di non arrendersi mai all'evidente superiorità organizzativa dei Brumbies, che guidano sempre il punteggio - tranne qualche minuto attorno alla mezz'ora - ma sono sempre tallonati dalla volontà talora poco lucida ma sempre veemente della neonata franchigia privata, col duo europeo di terza linea Delve-Lipman sulgi scudi, supportato dal collega di reparto Saffy (un caso più unico che raro di ex League che giochi in terza ala). Tra i trequarti spicca l'esperienza di Mark Gerrard all'estremo e del duo centrale Mortlock-Huxley, ma anche il giovane mediano Phipps si mette in evidenza, con Cipriani preciso e molto coinvolto nel gioco. La meta dell'estremo McCabe per gli ospiti a fine del primo tempo sembrava spezzare la gara, ma i Rebels rimanevano in partita grazie alla precisione dal piede del giovane inglese. Comunque i Brumbies rimanevano a condurre, fino alla meta di Mortlock al 72' , lanciato dal potente ala Fainifo che richiama la difesa e lo pesca, unico libero, al termine di una azione confusa ma veemente. I Brumbies si riorganizzano con calma come han fatto in tutto il resto della gara e tornavano in vantaggio al 75', con meta "facile" dell'ala figiana Henry Speight. Sembra fatta, i Rebels inesperti provavano ad allestire un drop nel finale ma perdevano palla facendo un po' la figura dell'Italia con l'Irlanda, fino alla decisione di Kaplan che consegna la prima storica vittoria ai padroni di casa.
- Nell'altra gara, i Waratahs confermano tutta la voglia di ben fare che hanno quest'anno, vincendo la seconda gara col bonus offensivo su due. Stavolta tocca ai Reds, sottomessi 30-6 con quattro mete, ancora di Drew Mitchell (terzo centro in due gare), del flanker David Dennis, l'esperta ala Lachie Turner e il pilone Benn Robinson. Il duo mediano Burgess-Barnes supera nettamente Genia-Cooper che gli sta davanti nelle gerarchie Wallabies.

A più tardi per gli aggiornamenti dal Sudafica, dove nel pomeriggio si giocheranno Sharks- Blues e Stormers-Lions.

UPDATE serale:
- Gli Stormers finalisti l'anno scorso, all'esordio nel SuperXV e davanti a 30.000 spettatori, infliggono la sedicesima sconfitta in fila ai Lions, ma va di poco: finisce 19-16, con gli ospiti avanti fino a cinque minuti dalla fine. Passano per primi i Lions col centro Waylon Murray alla seconda meta in due gare; gli Stormers riuscivano a difendere in inferiorità numerica per il resto del primo tempo, chiuso in vantaggio 9-8. Nella seconda parte Pieter Louw prende il posto del capitano Schalk Burger infortunato. I Lions passano a condurre con una punizione di Jantjies, poi marcano la seconda meta all'angolo con Jaco Taute. L'apertura Peter Grant rientrata dal Giappone riduce le distanze sul 12-16, prima che Louw marchi la meta della vittoria dopo 14 fasi seguite da una maul. Nel finale i Lions assemblano 20 fasi di assalto che gli Stormers riescono a tamponare.

- Gli Sharks battono i Blues 26-12, nella seconda vittoria "umida" dopo quella coi Cheetahs di settimana scorsa. Peter Lamb è ancora sugli scudi: il giovane apertura è autore di 21 punti con una meta, l'altra meta è di Jon Pietersen subentrato all'ala. Di Stephen Brett i punti dei Blues, tranne tre marcati da Luke McAlister molto "chiacchierato" tra Francia e Inghilterra. La partita è stata chiusa solo nel finale, quando la meta di Pietersen da intercetto al 73' toglieva il bonus difensivo agli ospiti.

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