martedì 1 marzo 2011

I migliori della settimana (per me e... forse altri tre)

Siamo al solito appuntamento coi migliori giocatori del turno di Sei Nazioni ruolo per ruolo. Partiamo come sempre dal team selezionato dagli esperti di Planet Rugby, spunto per fissare il NOSTRO (e il VOSTRO per chi abbia delle osservazioni, generali o specifiche da fare). Come sempre, noblesse oblige, prima i loro pick, seguiti dalle nostre osservazioni ed eventuali scelte alternative, in grassetto.

15 Ben Foden (England) - Ci pare sia stato ben contrato dalla difesa francese, più del solito almeno ma quell'unica meta decisiva porta la firma della sua potenza di gambe e ci allineiamo.

14 Chris Ashton (England) - Negativo: s'è nascosto o non è stato raggiunto per tutta la partita tranne che da un passaggio in avanti e una scelta sbagliata (passare) nel finale di partita. Certo che la concorrenza all'ala aperta non ha brillato: Nikki Walker ha il fisico ma pochi neuroni, Tommy Bowe chi l'ha visto, Huget non è al livello; rimarrebbe Andrea Masi, una solida prestazione e qualche bella iniziativa d'attacco, si guadagna decisamente il posto di vice in panchina. Per esclusione scegliamo purtroppo il gallese Morgan Stoddart, autore di una meta, del placcaggio decisivo su Mirco Bergamasco che ha evitato la vittoria italiana e anche, a dar retta al Tmo, al salvataggio sulla quasi meta di Zanni.

13 Mike Tindall (England) - Beh, è forse stata la sua miglior prestazione dal ritorno in nazionale, ma poca trippa per gatti, a parte una meta fake che ha eccitato i membri della Royal Family presenti a Twickenham. Purtroppo Gonzalo Canale perde la nomination per un episodio di difesa debole e meta subita dopo aver segnato una bellissima meta individuale. Jamie Roberts ha ci provato, Nick De Luca anche ma la difesa è stata terribile, O'Driscoll continua a mirare l'uomo ... Anche se a noi continua a convincere più di tutti Aurelien Rougerie, non ne sbaglia mai una; diamo però onore al merito al vincitore della partita contro l'Italia James Hook, discontinuo ma autore del drop e del break decisivo nella seconda mete, che ha giocato outside centre.

12 Alberto Sgarbi (Italy) - Onorati di questo pick di Planetrugby, chi siamo noi per dissentire? S el'è meritato, sia per le percussioni in attacco che in difesa (solo un paio di errori, ci sta). Dice Planet, appena sopra a Jamie Roberts (che però ha giocato outside centre pur col nr.12) e Shontayne Hape.

11 Max Evans (Scotland) - Anche a noi il piccolo potente scozzese ha anche stavolta ben impressionato (più di Sean Lamont stavolta), ma è risultato poco efficace, come del resto il più quotato e simile Shane Williams. Del resto però su quel lato Cueto ha fatto meno del solito come Vincent Clerc, Mirco Bergamasco ha combinato qualche pasticcio, Keith Earls ha fatto veder pochino in una squadra bloccata. Non è stata una gran giornata per le ali.

10 Ronan O'Gara (Ireland) - Ha vinto la partita praticamente da solo, ha pure segnato una meta pur fallendo due punizioni per lui potabili. Ad abundantiam e aldilà dei moduli di gioco più o meno "moderni".

9 Mike Phillips (Wales) - Assolutamente surclassato da Fabio Semenzato come quantità e qualità di palle trattate, s'è visto solo quando ha travolto il suo controparte in una ripartenza. Sorry amici di Planet Rugby, ma se è solo per questo che lo scegliete, allora fate concorrere il gallese nella categoria blindiside flanker e non come mediano. Tra gli altri di ruolo, giornata negativa per Youngs (poco protetto, s'è giustificato), e non perfetta (due errori importanti nei piazzati, un grubber bloccato decisivo) per Yachvili. Eoin Reddan ha segnato una meta, su grazioso regalo della difesa scozzese.

8 Sergio Parisse (Italy) - Salutiamo il ritorno in sella dopo prestazioni questionabili della immensa classe del nostro nr.8, appoggiando la sua selezione della redazione di PlanetRugby. Dimenticando certe sbavature in rimessa, e ben sapendo che può dare ancora di più.

7 Sam Warburton (Wales) - Non siamo d'accordo, il pur valido giovanotto autore di una meta contro l'Italia è stato annullato e a tratti messo in affanno dalla terza linea Azzurra. Fin che ha giocato col nr. sette, Harinordoquy è stato una spina nel fianco degli inglesi ma è Thierry Dusatoir pur col numero sei a esser sempre l'openside più efficace in giro; Haskell (altro blindside col numero "sbagliato") ha fatto una gara positiva ma senza squilli e con qualche buco nel primo tempo.

6 Sean O'Brien (Ireland) - Un bel bulldozer, le cui qualità sono state molto amplificate dalla difesa scozzese e pur soffrendo anche lui i soliti problemini di composture di tutta la difesa irlandese.

5 Tom Palmer (England) - Bella prova solida e molto presente, coronata dal muro decisivo sul calcio di Yachvili.

4 Richie Gray (Scotland) - Ancora una volta uno dei più positivi della Scozia, ma ci ha commosso quel finale di gara tutto abnegazione del grande vecchio irlandese Paul O'Connell. Della serie, quando il gioco si fa duro ...

3 Dan Cole (England) - Troppo agevolato dalle decisioni arbitrali, lo spingiamo indietro di dieci metri rispetto al compagno di club Martin Castrogiovanni, finalmente tornato grande anche nel gioco aperto.

2 Matthew Rees (Wales) - Piccola infamia (un placcaggio alto su Burton) e niente lode, allora perchè non Rory Best o Ross Ford? Scegliamo Dylan Hartley su William Servat per il suo contributo a una vittoria decisiva anche se per nulla limpida: emblematico.

1 Cian Healy (Ireland) - Non ci siamo, ma oggi mancano le alternative. L'irlandese è pur solido ma gli piace fare il furbetto col giochino del testa-contro-testa. Però Domingo e Jacobsen si sono autoeliminati, Sheridan e Perugini han giocato poco e Low non è all'altezza. Quasi quasi verrebbe da nominare Lo Cicero.

Molti italiani tra le nostre scelte (quattro, con altrettanti irlandesi, tre inglesi, due gallesi, un francese e uno scozzese) , d'altronde quella del Flaminio è stata decisamente la partita più bella e persa per ferite auto-inflitte, mentre Inghilterra-Francia è stata bloccata da un clima psicologico da finalissima per ambo le compagini e dall'arbitraggio.


Giusto per fare un utile ripassino - confronto con altri nomi che contano, da Planet Rugby attingiamo anche i team dei migliori nei primi due turni del SuperRugby:
15 Kurtley Beale (Waratahs), 14 Odwa Ndungane (Sharks), 13 Rob Horne (Waratahs), 12 Julian Huxley (Rebels), 11 Drew Mitchell (Waratahs), 10 Danny Cipriani (Rebels), 9 Charl McLeod (Sharks), 8 Ashley Johnson (Cheetahs), 7 Josh Strauss (Lions), 6 Adam Thomson (Highlanders), 5 Victor Matfield (Bulls), 4 Mark Chisholm (Brumbies), 3 WP Nel (Cheetahs), 2 Tatafu Polota-Nau (Waratahs), 1 Jamie Mackintosh (Highlanders).

Il team del primo turno (in grassetto le conferme):
15 Kurtley Beale (Waratahs), 14 Tim Nanai-Williams (Chiefs), 13 Rob Horne (Waratahs), 12 Robbie Coleman (Brumbies), 11 Drew Mitchell (Waratahs), 10 James O'Connor (Force), 9 Jano Vermaak (Lions), 8 Kieran Read (Crusaders), 7 Phil Waugh (Waratahs)6 Adam Thomson (Highlanders), 5 Franco van der Merwe (Lions), 4 Bakkies Botha (Bulls), 3 Jannie du Plessis (Sharks), 2 Keven Mealamu (Blues), 1 Gurthro Steenkamp (Bulls)

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