mercoledì 7 marzo 2012

Fatta l'Italia per il Galles

Sono sette i cambi operati dal ct Jacques Brunel nell'Italia che sabato pomeriggio affronta il Galles al Millennium Stadium di Cardiff (qui la formazione dei padroni di casa). Rimane sostanzioso il contributo targato Benetton Treviso (8 titolari + 3 sostituti) e si registra il rientro di Mirco Bergamasco, subito titolare all'ala in un triangolo allargato dove Luke McLean passa dal numero 11 al numero 14, mentre Andrea Masi rimane estremo. La coppia di centri è quella formata dalla conferma di Alberto Sgarbi e dall'inserimento di Gonzalo Canale. In mediana cambi sempre di marca biancoverde, dal momento che Fabio Semenzato prende il posto di Ugo Gori, mentre Kris Burton va all'apertura al posto di Tobias Botes.

In mischia, a Numero 8 c'è il capitano Sergio Parisse, coadiuvato in terza linea da Alessandro Zanni (blind side) e da Simone Favaro (open side), che quindi parte titolare al posto di Robert Barbieri, in panchina assieme a Marco Bortolami che in seconda linea cede il posto a Corniel van Zyl in un reparto dall'accento sudafricano, visto che a fargli compagnia c'è il solito Quintin Geldenhuys
In prima linea, una sola modifica rispetto al match contro l'Irlanda dal momento che Andrea Lo Cicero sostituisce Michele Rizzo (convocato come 23° uomo, il 24° è Roberto Quartaroli), mentre Leonardo Ghiraldini resta come tallonatore e Lorenzo Cittadini nei passi di tight head prop

In panchina, pronti Tommaso D'Apice e Fabio Staibano per la prima linea, oltre ai già citati Bortolami e Barbieri per il pack. Spazio anche a Botes per la mediana e a Tommaso Benvenuti e Giulio Toniolatti tra i trequarti. 
Arbitra l'irlandese George Clancy.

Poche le sorprese  nonostante le sette novità: il rientro di Mirco Bergamasco al suo posto di ala chiusa col ruolo di vice-piazzatore (la responsabilità dovrebbe rimanere a Burton), la conferma di Luke McLean in fondo sia pur dall'altro lato, casamatta  fondamentale contro il gioco tattico avversario, mentre il centro "light" Benvenuti cede il posto all'esperienza di Canale. L'idea nemmeno tanto nascosta e molto logica è che al Millennium serva "coprirsi": primum vivere, deinde "espandere".
Stessa logica davanti, dove al più propulsivo Barbieri viene preferito il guastatore Favaro. Il rientro di Van Zyl è per alternanza, Bortolami s'è ben comportato in rimessa laterale; vedremo se questo rientro incrementa la solidità difensiva in mischia e nelle fasi dinamiche. Poco da dire su LoCicero in prima linea: l'esperienza conta quando hai Adam Jones davanti. Interessante dare a Toniolatti qualche minuto e ancor più interessante portare tre trequarti "full" - erano anni, mi pare, che l'Italia non lo facesse - avendo con Botes la possibilità di coprire ambo i ruoli in mediana e non solo.

Gli avversari hanno avvisato: niente sconti, per loro è cruciale approfittare del mezzo passo falso francese e tenere alta la tensione. Tetto aperto o chiuso poco importa, non sarà un pomeriggio semplice per gli atleti in Azzurro, un po' nel ruolo dei cristiani al Colosseo; soprattutto dal 50'-60' minuto, quando tutti oramai ci accelerano in faccia. Sull'altro piatto della bilancia, i nostri hanno il vantaggio di aver nulla da dimostrare e poco da perdere, riuscissero a combinare la solidità difensiva di qualche tempo fa con qualche guizzo corale instillato da Brunel. O meglio ancora, una bella maul avanzante che non si lascia far crollare - la mischia ordinata no, poche punizioni da guadagnare stavolta: quella avrà da lavorar duro per reggere la prima linea gallese.  Ah, per quanto detto prima riguardo alla tenuta, assieme alle cinture mantenute ben allacciate, sulla scorta delle esperienze precedenti è vietato eventualmente illudersi, alla fine del primo tempo (by Abr). 

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