sabato 17 marzo 2012

L'Italia droppa via il Legnoso Cucchiaio


Sei Nazioni, Stadio Olimpico, Roma
Italy 13 - 6 Scotland


Partiamo dallo stadio, gremito da 72.000 appassionati nella bellissima giornata italiana: è la prova d'appello dell'Olimpico perfettamente riuscita dopo la neve con l'Inghilterra. C'eran pochi dubbi: infatti non servivano gran ricerche di marketing per sapere che in Italia il rugby abbia una grande audience potenziale e possa riempire facilmente i massimi stadi disponibili, quando la Nazionale scenda in campo contro qualcuno di valido: lo si sa almeno dagli All Blacks a San Siro. Buona ultima c'è arrivata anche la Fir, meglio tardi che mai, ma c'è voluta l'indisponibilità del Flaminio; si vede che son timidi e provinciali in Federazione, come piace a quei detrattori della stampetta calciofila, ancora una volta lì a chiedersi livorosi come facciano 'sti "perdenti" ad aver tutto il seguito live che il calcio tutto tivvù e curvesud oramai si sogna (chissà mai perché, eh? Che la risposta sia "lo stadio(lo) di proprietà"? Patetici ...).
Che differenza, per chi c'era al Flaminio qualche anno fa, quando i tifosi ospiti eran regolarmente pari o anche di più - e sicuramente più rumorosi - di quelli italiani! Noi lo ripetiamo da tempo, giocare fuori casa in un super stadio gremito  è nettamente un'altra cosa, e s'è visto bene nella prestazione scozzese.
Squadra non eccelsa e con un solo game plan disponibile, il passa e corri, la Scozia s'è letteralmente liquefatta da sola, senza grandi apporti Azzurri se non un gran cuore, mostrando limiti di self confidence decidendo di giocare come non sa, cioè di ripartenza. Conclusione, perde gli automatismi che sinora avevan funzionato come orologi: tutti quei passaggi ancorché con poco frutto, persino la rimessa laterale svanisce, sinora la migliore d'Europa!

Il primo tempo mostra un dominio territoriale Azzurro (oggi in Bianco) quasi imbarazzante, ma sfortunatamente non è che il killer instinct risieda abitualmente dalle nostre paciose ancorché diffidenti e indignate parti: non sono tanto gli errori degli Azzurri nel primo tempo, quanto l'inconcludenza da frenesia negli ultimi 5 metri, dopo aver fatto tutto discretamente bene sino a lì. Per non parlare della precisione: Mirco Bergamasco fallisce due piazzati su tre e Kris Burton un tentativo di drop con poco timing.
In più prosegue la penalizzazione costante della involuta mischia ordinata italiana, complice un Castrogiovanni eroico al solo esserci ma forzatamente non al 100%. Il nostro approccio al momento cardinale del rugby nella versione Union è mono-tono, sgamato oramai da tutti come una chiamata in chiaro in rimessa laterale, soprattutto penalizzato dagli arbitri. Nonostante la montagna di esperienza che schieriamo davanti (LoCicero, Ongaro e Castro).
In compenso tutti si sacrificano e dànno l'anima nel gioco dinamico, non solo in difesa, trascinati dagli esempi di capitan Parisse e dall'abnegazione di Castro:  anche Fabio Ongaro dà il massimo all'ultima partita internazionale. Il tallonatore con tre mondiali alle spalle commette anche una sciocchezza, facendo rovesciare una punizione guadagnata per la sua reazione, ma è autore di una prestazione da incorniciare e tutto sommato la sua temper nell'occasione causa pochi danni, data la scarsa precisione al piede che ci troviamo. Tutti come Ongaro si sacrificano e provano a sfondare, a partire dal criticato Bortolami oggi sempre presente, ben supportato da Geldenhuys. Grande Parisse e tutta la terza linea come al solito, stavolta ad attaccare e a provare a rubare possessi, non solo in difesa. Dietro, poco da dire: presenti quando chiamati a difendere, poco sollecitati dall'attacco avversario, raramente i nostri trequarti han chiarito, piuttosto hanno aggiunto confusione alla frenesia. Ma èp un passo alla volta, forse qualcosina anche lì cresce.
Prosegue piuttosto la bella performance nella rimessa laterale italiana, ricca di opzioni e agevolata da gli scozzesi in totale confusione; peccato che quel paio di volte che serve, rimessa e gestione della maul vadano un po' nel pallone. L'occasione più nitida italiana nel primo tempo arriva proprio da una maul attorno alla mezz'ora, ma la solita frenesia negli ultimi metri dove invece serve pazienza, porta a sprecare l'occasione.
Gli scozzesi si fanno vedere avanti solo due volte nel tempo: nella prima buttano via la rimessa laterale a loro favore dentro la nostra area dei 22 metri, nella seconda la loro mischia ordinata guadagna un calcio di punizione due metri oltre la metà campo, piazzato da Greig Laidlaw per il pareggio 3-3, mentre Mirco aveva piazzato una facile occasione iniziale e sbaglierà due volte l'opportunità del raddoppio.
A fine del tempo, il precisissimo e sempre molto pistino arbitro Rolland  affibbia il giallo a Nick de Luca, per aver disturbato col piede il recupero palla dalal ruck del nostro mediano Gori (prova concreta e senza errori oggi, certamente meglio di Burton che pure è positivo): potremo iniziare il secondo tempo in superiorità numerica.
Embrioni di strutture d'attacco italiane interessanti, così come la disposizione degli avanti lungo la linea in fase di possesso, mescolata ai trequarti; latita purtroppo ancora la freddezza per concretizzare tutto 'sto possesso.

La pausa fa bene agli Azzurri, l'inizio del secondo tempo è più razionale, sanno sfruttare il vantaggio numerico: ancorati a un grande Bortolami ( a mio avviso il vero man of the match, anche se Castrogiovanni ha offerto una prova di sacrificio da vero leader), risaliamo il campo con calci in touch di Burton (qualche erroruccio ma in complesso una buona prova) e sfondamenti; una volta in zona rossa arriva al 43' la meta di Giovanbattista Venditti, il George North de'noantri per via del fisico e dell'età, che lanciato veloce a incrociare da Gori e Burton, rompe al centro il placcaggio scozzese lieve lieve, dopo che il pack ha assorbito bene gli avversari sul lato destro dell'attacco. Della facile trasformazione si occupa l'apertura italo-australiana mentre Mirco scompare come al solito nella routine, è 10-3.
Nei successivi minuti gli Azzurri fan di tutto per sprecare questo vantaggio: la tensione è tanta, il nervosimo pure, per fortuna questa Scozia è davvero ben poca cosa. Offriamo immediatamente a Laidlaw la possibilità di accorciare per una leggerezza di Castro, ma la fallisce, centrandone un'altra più avanti nel tempo: 10-6.
Di più, nel terzo quarto di gara e oltre, soffriamo pene auto-inflitte che lasciano a una Scozia letteralmente inguardabile la speranziella di poterla far franca (gli bastava il pareggio per non arrivare ultimi). Non sappiamo mettere a frutto la seconda superiorità numerica, arrivata per giallo a Hamilton che affossa una maul; agevola involontariamente ciò forse un po' di fretta nei cambi (Vosawai per Barbieri, Cittadini per LoCicero, d'Apice per Ongaro) che sfasano le già precarie geometrie nostrane, anche se tutti (d'Apice in particolare) sono propositivi nel portar palla. Non basta, ci becchiamo anche l'espulsione temporanea di Zanni, sfortunato a venir spinto oltre il placcaggio dal sostegno di Masi ma già precedentemente perdonato per un aggancio in aria dell'avversario. Il tutto durante un aumento di pressione scozzese veramente da poco, quindi totalmente gratuito: la freddezza non è ancora una caratteristica dei nostri.
Va detto per onestà intellettuale, la partita nel secondo tempo tolti i primi tre minuti è peggio che brutta, è veramente orrenda: gli scozzesi privi di idee e voglia, una "non squadra" ridotta ai tentativi individuali stile Oratorio, una Italia prona alle palle perdute al contatto tipo gara scapoli-ammogliati. Tant'è, è quel che basta, blame sugli avversari per una volta. Quel che è oramai nell'aria non si può nemmeno caregorizzare nelle ugly win, diciamo che gli Azzurri sono nettamente meno peggio e mostrano bel po' di desire in più degli avversari. L'unica nota stonata di una giornata positivissima per noi è proprio questa: un inglese, un francese, un gallese, persino un irlandese che la vedesse, avrebbe aggio di rinfacciare, a ragione: questa è un'altra categoria, è Euro Challenge versus Heineken Cup. Ci serva da monito, per mantenere l'umiltà.
Alla fine, quasi a sottolineare che l'Italia vince solo quando ha le spalle al muro anche se l'avversario latita, è vera e propria emergenza: ancora in inferiorità numerica, prima Botes appena entrato non ce la fa, poi cade anche Canale e per un po' giochiamo in 13, con Brunel in tribuna a chiedersi, ma dov'è andato Botes; Toniolatti subentrato in fondo torna a fare il mediano e Favaro entra come centro (le famose due terze linee in panchina ...)! Eppure teniamo, senza correre nemmeno troppi rischi. Suggella la vittoria il drop di Burton, identico al precedente (troppo schiacciato addosso alla linea) ma che stavolta entra. Siamo superiori, tutto l'Olimpico sugli sparuti rinunciatari scozzesi, pur con tutti i nostri difetti; quindi consegnamo meritatamente alla peggior Scozia della gestione Robinson il Legnoso Cucchiaio (il primo della Scozia dal 2007 o, per chi insistesse a considerarlo assegnato solo a chi le perda tutte, il primo dal 2004), assieme all'ultimo posto nel ranking Irb tra le europee che contano. Non male, era dal 2007 che non ci capitava; la vittoria procura pure la cosa più importante per la nazionale di Brunel: sei, nove mesi davanti di lavoro tranquillo e sereno ma tosto e metodico. Ce n'è un gran bisogno. Giusto festeggiare, ma la strada da fare è proprio tanta.

More to follow, in termini di analisi e reazioni dei protagonisti.   

4 commenti:

gsp ha detto...

Daccordissimo, Bortolami MoM. anche se una prestazione del genere in touche è provata, pianificata ed allenata con tutta la squadra, il tecnico ed anche i tallonatori.

c'è meno killer instinct, però al primo attacco alla linea abbiamo segnato, dobbiamo lavorare su questo. va bene l'atteggiamento generale, ma ci vuole qualche meccanismo in più in attacco.

aggiungerei anche che abbiamo fatti giocare gli scozzesi molto male e quello è merito anche nostro. siamo stati ottimi sul breakdown, abbiamo giocato il territorio in modo decente, e loro (esattamente come noi in galles) hanno butato via le palle che avrebbero permesso alla loro squadra di avanzare.

Festeggiamo, ma questo è l'ultimo giorno di scuola ma bisogna iniziare a preparare il prossimo. aspetto il post sui piani e sviluppi futuri.

Olimpico spettacolare, pieno è spettacolare. dalle tribune si vede bene. è assurdo voler spendere 200mln per uno stadio nuovo che cmq sarebbe più piccolo. poi tu lo dai per scontato, ma secondo me era una scommessa rimepiro l'olimpico per il 6n. adesso penso sarà pieno di nuovo l'anno prossimo. rivincita con la francia in casa se non sbaglio.

Abr ha detto...

Giusto gsp sulla rimessa: ci sono i piloni che alzano ma lo devono fare al momento giusto e mettendoci tutto l'impegno, il tallonatore etc.etc.

Per il resto, c'è un CANTIERE, incasinato da qualche esperimento, in cui per giunta non è arrivato nemmeno tutto il materiale impiegabile.

Gli scozzesi che giocano molto male: qui secondo me, non esaltiamoci troppo: ce n'hanno abbondantemente messo del loro. A parte l'atteggiamento ampiamente attendista e rinunciatario, che dire del loro fiore all'occhiello, la rimessa laterale? Disasrosa! Poi gli Azzurri l'impegno ce l'han messo, chiaro, mentre la lucidità o melgio la freddezza, beh quella è ancora di là da venire.
Il vero fattore? Quello che dici alla fine, l'ho detto anche nel post: un Olimpico pieno fa la differenza, eccome.

Sai cosa i dico? Avrei personalmente scommesso un pieno sul Suv contro un accendino comprato al semaforo che contro squadre importanti l'Olimpico si riempiva. Controprova San Siro, oramai tre anni fa.
Aldilà delle "intuizioni", ci vorrebbe una Fir un po' più sveglia, che si rendesse conto di aver per le mani la gallina dalle uova d'oro a gestire un fenomeno mediatico. Si fa un gran parlare nel Mondo del brand AllBlacks, ma si son mai resi conto 'sti qui di cosa han per le mani, nel nostro "piccolo" nazionale? Uno delgi elementi chiave nel marketing è la "fidelizzazione" dei "clienti"; c'è qualcosa di più fedele del pubblico del rugby?
Glie lo indicano regolarmente quei giornalai livorosi del calcio, quelli che non si dan pace che questa nazionale "perdente" attiri tutta quella gente, distraendola dalle loro vane chiacchiere su calciomercato e Champions League. E aspettache Benetton o chi altri lotti per le parti alte della classifica Pro12, poi vedi anche lì!

Gli poinionisti che sul calcio chiacchierato (e scommesso) campano, possono sopportare le "distrazioni" per i vincenti, chessò Pellegrini o volley, perché sanno che sono temporanee: ma 'sto rugby no eh, ha proprio rotto! :D

Nick ha detto...

Allons enfants de Zazzaroooni...

Abr ha detto...

:)
e mica solo lui. Bella sensazione, iniziare a rompicchiare le scatoline a quei fenomeni lì.

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