venerdì 17 maggio 2013

Leinster cala il poker per tenersi parte d'Europa

AMLIN CHALLENGE CUP FINAL
Leinster 34 - 13 Stade Français

Tempo di primi saluti (di classe) al Royal Dublin Society che ospita la finale di Amlin Challenge Cup in attesa dell'appuntamento di domani all'Aviva, con in palio il tetto d'Europa: i saluti sono quelli di Jonathan SextonIsa Nacewa e coach Joe Schimdt che a fine stagione lasceranno il Leinster (l'apertura va a Parigi, l'ala si ritira, il manager allenerà l'Irlanda), aggiungendo un altro trofeo in bacheca e marcando nel modo migliore quella che probabilmente è la fine di un ciclo. Anche se i rimpiazzi si chiamano Jimmy Gopperth e Zane Kirchner ...
Termina infatti con un netto 34-13 il match contro lo Stade Français: la franchigia irlandese si tiene parte del Vecchio Continente, mettendo in fila la terza coppa dopo le Heineken Cup del 2011 e 2012. E contando quella vinta nel 2009, salta fuori il poker nell'arco di cinque anni. Quattro sono anche le mete marcate dai padroni di casa che sfruttano al meglio la famigliarità con il teatro della contesa e hanno l'occasione di replicare fra sette giorni contro l'Ulster nell'ultimo capitolo del Pro12. All'appello mancavano in diversi: Brian O'Driscoll, infortunato - ma lui ha rinnovato per un anno, a quelle latitudini lo rivedranno volentieri - oltre al socio d'Arcy, poi  Sean O'Brien, costringendo Jamie Heaslip a fare anche il ball carrier e Cian Healy che parte dalla panca.  Lo Stade si presenta invece abbastanza completo tranne in cerniera: torna Dupuy in mediana, all'apertura il giovane Plisson, coperti ambedue in panchina dall'estremo Warwick. Altre assenze davanti (Attoub, Burban, Papé) sono sufficientemente coperte, mentre dietro i guizzi di Fainifo o Camara  e l'esperienza di Sackey avrebbero fatto comodo. Felipe Contepomi porta acqua e ordini.  Arbitra l'incontro il gallese Nigel Owens.


La cronaca da sola serve fino ad un certo punto, vale la pena iniziare con un dato: dopo il primo quarto di gara, le percentuali di possesso sono 32% Leinster, Stade il 68%, mentre sul tabellone il punteggio indica 14-0. Tanto per farsi un'idea di ciò che si è visto - non è solo cinismo, è feroce determinazione e soprattutto sincronismi adatti a sfruttare ogni opportunità. Pronti via i francesi premono, gli irlandesi muovono l'ovale dai propri 22, Sexton fa da pivot e al 3' aprono le danze con Ian Madigan, schierato a primo centro al posto di d'Arcy, mentre BOD è rimpiazzato addirittura dall'alona Fergus McFadden: Nacewa taglia all'interno a raccogliere il passaggio di Isaac Boss dopo una rimessa a metà campo, Sexton gli fa da spalla creando la superiorità numerica che mette fuorigioco l'ala avversaria che si palesa di fronte, servendo per Madigan che arriva sotto i pali. Rapidità e colpo d'occhio: gli Stadiste attendevano l'allargamento del gioco, invece le ali si proiettano al centro e Sexton non distribuisce ma sostiene in penetrazione.

Da parte loro i transalpini possono contare su un pack che mette in grossa difficoltà quello del Leinster (soffre non poco Mike Ross, pure acciaccato, il confronto col neozelandese DeMalmanche che pure nasce tallonatore, mentre dall'altra parte Slimani si mangia regolarmente il grosso McGrath) e su un Sergio Parisse che letteralmente si carica la squadra sulle spalle, nei panni di ball carrier e smistatore di palloni - 14 ovali portati nel solo primo tempo - e infine su un (almeno inizialmente) ispirato Geoffrey Doumayrou.
Julien Dupuy prova ad innescare il collega in regia Jules Plisson sul lato chiuso, ma l'apertura viene fermato in extremis nei pressi della bandierina da Nacewa salvatore della patria. Al 14' lo Stade tenta con una driving maul e con Paul Williams che dopo essersi infilato in un pertugio viene tenuto alto dal ritorno di Sexton assistito da Sean O'Brien.  Il problema degli attacchi francesi è che paiono slegati, disorganici; se guadagnano regolarmente qualche metro in percussione con gli avanti, appena allargano arrivano gli errori di handling (oltre 10 contro 4 a fine gara). Partono inoltre da troppo indietro, timorosi degli intercetti di una linea difensiva dublinese impeccabile e molto aggressiva. 

Pericolo scampato e i Dubliners allungano alla seconda occasione, cinque minuti più tardi quando Boss calcia dalla base della ruck e con timing svizzero il promettente Andrew Conway (all'ala) vola a prendersi l'ovale superando il dirimpettaio Jeremy Sinzelle e affida il vassoio a Sean Cronin che tutto solo timbra la seconda meta dei suoi per il 14-0. La difesa? Era tutta in linea in attesa del solito allargamento, nessuno si sognava un calcio nel box. Varietà di opzioni ed esecuzione corale, questo è il nome della efficacia mostruosa di Leinster.

Solo al 25' lo Stade riesce a sbloccarsi con un piazzato di Jerome Porical - dopo un fumble in attacco. Ma il Leinster è sempre in agguato: per assopire qualsiasi intento di recupero e si affida al piede di Sexton che allarga per Nacewa sulla corsia di sinistra, il trequarti resiste al placcaggio di Hugo Bonneval e serve Rob Kearney che completa l'opera: cambio di fronte al piede e meta, difesa ancora una volta lontana, giocatori messi in due contro uno. Quattro visite nell'area dei 22 metri avversaria per Leinster e tre mete, contro nove visite dei parigini e zero punti (la punizione di Porical era guadagnata fuori). Il club parigino è costretto a dannarsi l'anima per 15 fasi prima di vedere l'opportunità di superiorità numerica al largo svanire, con il flanker Pierre Rabadan che tarda l'ultimo passaggio. Per aggiungere punti è necessario il penalty da quasi 50 metri di Porical allo scadere della prima frazione: 21-6. 


A marcare i primi punti del secondo tempo è di nuovo Sexton, mentre Paul Warwick prende il posto in mediana di un Dupuy che non ha saputo dar ritmo alla superiorità del suo pack. Anche Porical lascia spazio a Waisea Nayacalevu che garantisce impatto fisico in un attacco, però ancora sterile. Il copione resta simile a quello dei primi quaranta minuti, con lo Stade in costante proiezione offensiva ma aumentando la lack of accuracy che smonta qualsiasi buon intento: Warwick controlla male raccogliendo da una ruck nei pressi dei 5 metri, si ripropone Sinzelle, ma una volta nei 22 arriva un turnover, quindi Parisse gioca all'indietro senza trovare assistenza.
I falchi di Leinster sono sempre sul chi va là, attentissimi in difesa, mai affannata nonostante gli oltre 100 placcaggi in cui si devono impegnare in gara, contro i soli 40 degli avversari. Soprattutto, bravissimi nei rovesciamenti di fronte: scuola neozelandese, si vede la mano del coach (al proposito, attenzione all'Irlanda prossima ventura, nelle mani di costrui ...)
Sexton non spreca dalla piazzola per il +21 e a questo punto, con gli irlandesi che rifiatano, Bonneval e Sinzelle dialogano con mani rapide lungo l'out di sinistra e trovano la meta della bandiera: Kearney è assorbito dal movimento di Bonneval che scarica per il collega alla bandierina: sul 27-13 e con ancora venti minuti sul cronometro, le aspettative di assistere un finale avvincente non mancano. Servirebbe però un cambio di attitudine dei francesi, una precisione che non possiedono. 


Altra decina di fasi transalpine, finché non interviene il neoentrato Shane Jennings che allontana di pedata e lancia il contropiede. Si riprende con un ingaggio per il Leinster sulla linea dei 10 metri, gli avanti si mettono in movimento per far avanzare l'accampamento alla ricerca dei punti sicurezza, quindi il guastatore Kearney si infila dalla profondità e punta all'angolo, ma è preziosissimo l'intervento di Sinzelle che lo sbilancia di modo che il piede dell'estremo esca dal campo una frazione di secondo prima del touchdown. Owens si fida del guardalinee e non passa per il TMO, il replay dimostra che in effetti non ce n'era bisogno. Sic rebus stantibus, gli irlandesi prendono in mano il gioco dopo che lo scorato Stade non riesce a pungere con una penaltouche nei 22. Anzi, i padroni di casa rubano un lancio in rimessa a cinque dalla fine, si riportano in avanti, entrano in zona punti, bussano con Madigan e Sexton e trovano al 78' Cian Healy entrato da poco (che tra l'altro aveva raddrizzato le sorti della mischia, eliminando l'unico ancoraggio solido dello Stade): raccoglie l'ovale sui 5 metri e si tuffa in meta. L'invasione di campo al fischio finale viene naturale ai tifosi sulle tribune. 

Il Leinster replica la prestazione in semifinale contro il Biarritz e va a caccia del double. sfuggitogli la stagione scorsa, nella finale in quel medesimo stadio illuminata da Shane Williams all'ultima partita in carriera.  Serata di sole e di legacy, lascito: mentre pare che Sexton potrebbe trovare Ronan O'Gara nei panni di kicking coach al Racing Metro, è lecito chiedersi se il ragazzo ne abbia bisogno. Ovviamente, c'è ancora un capitolo da scrivere, tra una settimana. Per lo Stade Français all'ultima spiaggia, ancora una volta si rimane nel bagnasciuga: sesta finale europea persa su sei cui ha partecipato nella sua storia, senza la Challenge lì resta, perché con il risultato di questa sera consente a Connacht e Perpignan di accedere alla HCup, mentre Stade e London Wasps gareggeranno in Amlin. Sarà forse per un altro anno, con Frans Steyn e Digby Ioane; spiace per dei campioni assoluti come Parisse, a secco di titoli, per non dire del duo di allenatrori Aradou-Laussuq, rimpiazzati la prossima stagione da Gonzalo Quesada. A proposito di Wasps, Leinster si aggiunge al ristretto club dei team capaci di vincere ambedue le coppe: Wasps appunto, Saints, Bath. In attesa del Clermont, domani.   

3 commenti:

Abr ha detto...

Partita che dimostra come il rugby sia gioco che va visto: 100 placcaggi di Leinster contro 40 dello Stade, 70& di possesso e territorio per i francesi, potrebbero far pensare a una gara in affannosa, disperata difesa da parte degli irlandesi. I quali invece son rimasti compostissimi, affidandosi a una difesa perfetta, coordinata.
E producendo quattro mete in praticamente altrettanti ingressi nei 22 avversari.
Capacità di rovesciare l'azione da difensiva a offensiva, alla neozelandese - come sottolineiamo solo noi da anni, altro che "gioco espansivo", si parte dalla difesa per vincere, non solo nel rugby.

Che lezione di gioco. E i francesi a sbatterci la testa addosso e fatalmente commettere errori. Sfurttati per ripartire, e poi FANTASIA AL POTERE, con quei calci a spostare il fronte d'attacco, con l'apertura che sostiene l'ala e si propone al centro mentre tutta la difesa si sposta al largo ...

Ci sono pochi dubbi che Clermont sia più forte del Leinster (del resto l'ha battuto due volte su due in stagione, mandandolo in Challenge), ma come eseguono gli irlandesi!

Mi fa una gran paura l'Irlanda come nazionale adesso, nelle mani di Schmidt.

ironduke ha detto...

le ultime parole sono un tremendo vaticinio ,purtroppo x noi assolutamente vero .

Abr ha detto...

Speriamo che non gli basti il tempo, negli infortuni, nell'invasione delle cavallette ...

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