martedì 11 giugno 2013

Azzurri di passaggio, Springboks in picnic

Rimettiamoci in riga col primo sabato di Test Match Down Under, che tanto è sufficiente un vol d'oiseau, per quei venti-trenta minuti guardabili che han fatto vedere gli Azzurri ...(non è un bellissimo momento per il rugby, prevale la stanchezza: non so voi, ma francesi a parte, club e nazionale come vedremo, diciamocelo: il resto è gran sbadigli, a partire proprio dai mitici Lions).

A Durban, Sudafrica 44-10 Italia: 20-0 a fine del primo tempo, cinque mete a una, tre mete beccate nell'ultimo quarto, due negli ultimi 5 minuti. E' sufficiente per archiviare la prestazione Azzurra come "distratta"? Beninteso, noi siamo tra coloro che mai si son fatti illusioni di performance eclatanti con gli Springboks nonostante i proclami "dobbiamo e possiamo impensierire chiunque";  a nostro avviso il Sudafrica sarà l'ultima di tutte le nazionali che riusciremo a battere, per quella fisicità prorompente del loro gioco che annulla regolarmente i nostri tradizionali punti di forza davanti. Evidentemente, aldilà dei proclami è quello che pensava anche lo staff Azzurro: ha schierato la squadra "forte" ma chiaramente ha trasferito zero garra ai nostri, mandandoli in campo mentalmente leggeri, scarichi quasi. Ecco spiegato un primo tempo del tutto passivo, segnato da due mete in superiorità numerica di Adriaan Strauss e JJ Engelbrecht, entrambe trasformate da Morne Steyn che ha messo a segno anche due penalty. Lato nostro, una punizione (semplice) fallita da Alberto DiBernardo e un giallo a Marco Bortolami per una palese irruzione in maul dal lato.
Dopo il 20-0 del primo tempo, nell'intervallo gli Azzurri vengono evidentemente scossi, rientrano con un piglio meno passivo e riescono a "produrre" gioco. Al che la domanda sorge spontanea: come mai la sveglia ai giocatori non è stata suonata prima di entrare in campo e solo all'intervallo? S'eran persi gli appunti, nello staff?  Difatti è quanto basta a fronte di un Sudafrica abbastanza approssimativo: cadono anche loro nella indisciplina - al 42' giallo a Bjorn Basson per placcaggio alto, il secondo di squadra spiega l'arbitro Gauzére, la nostra mischia finalmente non arretra, perdiamo meno palle in avanzamento e al 46' arriva la meta, grazie a una "magìa" sulla linea di Alberto Sgarbi dopo una lunga pressione: si allunga e schiaccia mentre lo sollevano. Non pare ci volesse granché in termini di tattica, né sono intervenute sostituzioni, né sono usciti improvvisamente dallo stato di forma precario uomini -chiave come Parisse o Gori: tutto quel che bastava era solo un filo di concentrazione e "voglia" in più. Il che rende la prestazione Azzurra molto criticabile, a partire dallo staff.
La rinascita dura lo spazio di un quarto di gara: al 58' DiBernardo azzecca la punizione del 20-10 e tanto ci basterebbe per rendere più che dignitosa la prestazione. Invece no, i nostri han evidentemente timbrato il cartellino: riprendono a perder palle in fantasiosi incroci tra mediano/apertura/Parisse dietro la linea, DiBernardo ricomincia a servire ovali alle rimesse laterali di Morne e alle ripartenze dal fondo dell'esordiente Willie LeRoux ricco di personalità e soprattutto dell'everlarsting Bryan Habana. Al 65' in una di queste ripartenze si beve tutti, robe da trofeo Topolino: linea schierata (male) , estremo e recuperi,  untouchable marca la meta che chiude la gara. Ridicolo. Nel finale c'è spazio per un altro paio di mete punitive:  Jean de Villiers ben lanciato in sovrapposizione a sinistra da una incursione di Basson e un regalo di benvenuto per l'altro esordiente Arno Botha. Alla fine gli Springboks ricostruiscono ed allargano il gap del primo tempo.
Primo tempo passivo, fiammata nel terzo quarto, ultimo quarto in cui ci infilano come burro: sembrano tornati i tempi delle gambe tremanti iniziali e delle difese gruviera finali del pre-Mallett. Se può consolare, allora era per mancanza di ritmo e panchina corta,  mentre adesso i sostituti tengono bene anzi migliorano la prestazione (ad esempio la prima linea, con Aguero molto propositivo e anche Castro ottimo in spinta); è quindi pura mancanza di concentrazione, assenza di stimoli. Restano venti minuti giocati alla pari con gli Springboks già appagati, ma dirselo fa più rabbia.
Le note positive: Morisi cresce, Sgarbi meno male che è tornato, Zanni è una certezza, Masi che si spiaccica regolarmente ma almeno va a cercar falli, Pavanello imperturbabile, riesce persino a rubare un paio di rimesse laterali ai sudafricani! Piace inoltre la propositività di Aguero e la grinta di Furno schierato terza linea nel secondo tempo. Sugli altri stendiamo un velo, vale l'assenza della carica giusta a coprire il naturale relax di fine stagione. Spiace che in una nazionale come la nostra manchi la motivazione: il grave è che ciò sia stato evidentemente tollerato, concesso, fatto capire in qualche modo.  E' un peccato, anche perché ci pare che potenzialmente siamo ben coperti ovunque, tranne nella cerniera mediana - vale per titolari e sostituti e non solo all'apertura. DiBernardo era all'esordio, diamogli tempo, ma gli altri ...
Dei Boks che dire? Si saran sgonfiati per via della pochezza palesata dagli avversari all'inizio? Soffrivano di una carenza di ball carrier in terza linea per via di indisponibilità dell'ultimo momento di Willem Alberts e s'è notato; per il resto con la regìa di Morne è gioco "meccanico" alla Bulls, quasi pre-ELV a cercare la rimessa laterale in modo sistematico. Buon per loro, gli automatismi gli consentono di schiacciare un pisolino senza troppi danni, per poi riprendere a premere sull'acceleratore dello schiacciassi in modo netto, visibile, a dieci minuti dalla fine.

Nell'altra partita del Torneo Castle Lager Series in Sudafrica, la nostra prossima avversaria  Samoa s'è imposta sulla Scozia per 27-17, tre mete a una con doppietta dell'alona 31enne ex Leicester ora in Giappone Alex Tuilagi, più meta e 22 punti totali per l'estremo 24enne James So'ialo, la prossima stagione col Connacht. La meta degli scozzesi è dell'immarcescibile Sean Lamont  - non aveva annunciato il ritiro?


Consoliamoci con la vittoria degli Azzurri Junior in Cile, del Torneo Mondiale "B": sei mete al Canada (45-23 il finale)  per la squadra di Guidi che include Esposito e Campagnaro della Benetton e diversi altri giovani Eccellenti, tra cui Padovani del Mogliano (100% al piede nella finale), valgono il  ritorno tra le prime dodici del Mondo l'anno prossimo.

5 commenti:

ironduke ha detto...

non aggio visto la partita o meglio ho solo visto in streaming i primi 20 min a tozzi e bocconi e mi sembra che ,come al solito ,la tua lettura anglosassone al netto cioè delle tamurriate napoitaliane,sia la più giusta. Abbiamo aldilà delle giustificazioni un condotta a compartimenti stagni come se si accendesse la luce nei cervelli dei ns ragazzi ad intervalli tutto questo non è rugby a menoche le partite con scozia e Samoa ci riservino qualche bella sorpresa ... più con Samoa xchè la Scozia è mutilata dai Lions non si dovrebbe dire ma lo pensiamo tutti o quasi ;)

Abr ha detto...

"tutto questo non è rugby", ti quoto.

Purtroppo, la tanto conclamata miglior affinità, maggior capacità di capire i nostri, ha il contraltare che evidentementeil nuovo staff non riesce a non far capire ai giocatori quando non è richiesto l'impegno.
Il che nel rugby è un ossimoro: non si può giocare senza impegno, non è calcio.

Che poi uno si domanda: ma piuttosto se non ci credi in partenza (non dico a vincere ma a combattere), allora fai una nazionale sperimentale 100%, no? Almeno proviamo e valutiamo qualche volto nuovo ...

Hooker ha detto...

Per quanto riguarda l' Under20, faccio presente che Padovani ha giocato un bel match, intelligente ed ordinato, anche buono in difesa. Anche Violi ha fatto una bella partita, senza strafare ma senza sbavature.
Campagnaro ed Esposito sono stati sopra la media del torneo, non solo nell'ultima partita. La mischia ha avuto avversari sicuramente non all'altezza, per tutto il torneo (almeno per quello che sono riuscito a vedere) vincente nelle fasi statiche, tranne quando si faceva prendere da un eccesso di foga (e fretta).
Purtroppo/per fortuna l'anno prossimo sarà tutta un'altra storia...

Abr ha detto...

Grazie per aver fatto il punto.
Chiaramente la vera sfida inizia l'anno prossimo per la banda Guidi.
Con tutti i problemi mica solo di livello della competizione, ma anche di reset interno per fuoriuscite e ricambi legati all'età (mica solo la nostra aumenta) ...

Hooker ha detto...

In effetti mi sa che gran parte del gruppo, tutti (o quasi) i più "quotati", il prossimo anno saranno fuori per raggiunti limiti d'età... maledetti anni che si ostinano a passare!!! :)

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