giovedì 13 giugno 2013

Finto finale di Super stagione Australe

Lo scorso weekend il SuperRugby ha giocato il 17' turno tutto australiano, mentre le Conference neozelandesi e sudafricane eran già ferme per dare spazio ai Test Match. Mancano ancora tre giornate, in realtà è una sola per ogni Conference, distribuite tra fine giugno e metà luglio. Tutte le squadre saranno coinvolte nell'ultimo turno privo di bye,  gli Highlanders saranno in campo due volte. Una interruzione di un mese del campionato: "a blessing in disguise" come l'ha definita Fotu Auelua giocatore della prima in classifica Brumbies, per ricaricare le pile fisiche e mentali - di chi non farà i Test.

Conference Australiana
Reds a riposo: per modo di dire, han giocato coi B&I Lions riportando la sconfitta più "onorevole" sinora tra le selezioni australiane chiamate a far da sparring partner, un 12-22 che non ha comunque riscattato Quade Cooper agli occhi dei selezionatori.
I Brumbies battono anche i Rebels 39-17, sei mete a due con doppietta dell'ala 35enne Clyde Rathbone - tutte le squadre sono prive dei convocati, già in "ritiro"; a Melbourne appare per la prima volta - in panca - Luke Burgess reduce dalla seconda stagione col Tolosa.
I Waratahs passano a Perth sul campo dei Western Force - si quelli che s'eran "preservati" un po' troppo per questa gara e avevano schierato contro i Lions appena atterrati nel Continente Down Under, una formazione con otto debuttanti. Il finale è 13-28, tre mete contro due; la vittoria è utile per alimentare le speranze di poter agguantare una wildcard, che parevano sfumate dopo la sconfitta per un punto in casa dei Crusaders, nel turno precedente.

Questi risultati chiudono abbastanza l'esito finale della Conference: ai Brumbies con 5 punti di vantaggio sui Reds, basterà un punto di bonus a Perth nell'ultima giornata per vincere la Conference e anche nel caso non lo prendessero e quelli del Queensland ne ricavassero 5 in casa dei Waratahs, a parità di vittorie si andrebbe a guardare la differenza tra punti fatti e subiti, dove i cavallini rampanti hanno un vantaggio superiore a 100 punti.  Questione invece già definita  in ogni caso quella del secondo posto: i Reds han 10 punti di vantaggio sui 'Tahs, i 54 punti incamerati rappresentano la certezza del primo posto tra le wildcard. Questione comunque non ancora del tutto chiusa per la franchigia di Sidney, come si diceva: con 44 punti e ultima in casa, hanno la possibilità di superare i Crusaders (46 punti, in trasferta a Dunedin nell'ultima giornata) e/o i Cheethas (46 punti pure loro, nell'ultima di regular season alle prese con la trasferta in casa Stormers).  Solito campionato medio-basso per Rebels (4 vittorie) e Force (3 vittorie). 

Dopo la giornata tutta australiana, Robbie Deans ha completato la selezione dei Wallabies "rinforzati" per affrontare i Lions. Come detto non trova spazio Cooper, fatto cui s'attacca polemicamente il suo coach dimissionario Ewen McKenzie, forse per ricordare a tutti di essere il prossimo coach australiano in pectore nel caso di fallimento Aussie coi Lions. Invece una chance viene non del tutto inaspettatamente lasciata al "riabilitando" Kurtley Beale, ancora sospeso dai Rebels per alcoolismo ma sceso in campo col club Randwick. Il motivo avanzato è che l'atleta offre flessibilità d'impiego in tutti i ruoli "di ragionamento" (o di improvvisazione?) dietro.
Inoltre, per placare le polemiche montanti sulla pochezza delle compagini inviate a sfiancare i Lions nelle partite infrasettimanali - incrementate dal 64-0 preso dalla selezione "Combined New South Wales- Old Counties", contro cui i Lions si son peraltro  presentati con Stuart Hogg all'apertura (!), Deans ha deciso di rilasciare alcuni Wallabies dal ritiro, in modo da allestire dei Waratahs - prossima sfidante dei Lions - quasi al 100%. Difatti a coach Cheika mancheranno solo Adam Ashley-Cooper e Israel Folau. Lions che saranno anche poco impegnati, ma che continuano a perdere pezzi (nel rugby gli acciacchi contano e van messi in preventivo, in qualche modo): i problemi grossi son soprattutto in dietro, è stato richiamato anche Billy Twelvetrees dal tour con la nazionale inglese in Argentina.

Conference Neozelandese
Le franchigie Kiwis sono già ferme da una settimana per la Serie con la Francia. Nell'ultimo turno del weekend precedente, i Crusaders avevano superato i Waratahs al lumicino con un 23-22 strappato nel finale. Rimasti sotto tutta la partita con tre mete subite e due fatte, recuperavano grazie al piede di Dan Carter autore di tre piazzati nell'ultimo quarto; quello del sorpasso è al 73'.  Occasione sfumata per gli australiani in quello che era uno scontro diretto in chiave accesso ai playoff.
Nell'altra gara della giornata, gli Highlanders riuscivano a raggranellare la seconda vittoria stagionale, alle spese dei Blues oramai da considerare in caduta libera. 38-28 il finale, cinque mete contro quattro con doppietta dell'estremo Ben Smith rivisto con gli All Blacks; in meta anche Rene Ranger per i Blues, anche lui poi in campo contro la Francia. Per fortuna di Kirwan che arriva la pausa!

Nei conti della Conference, i Chiefs sono leader irraggiungibili con 10 punti di vantaggio. I Crusaders tengono stretto per adesso la wildcard ma dovranno superare gli Highlanders a Dunedin per tenerla, minacciati dal recupero ancora possibile dei Waratahs. Anche i Blues a 43 punti potrebbero ancora farcela, a spese dei 'Saders o dei Cheetahs, sempre che tornino quelli di inizio torneo e riescano a vincere in trasferta a Durban nell'ultima giornata.   Deludenti le stagioni degli Hurricanes anche se con sei vittorie al pari dei Blues, e degli Highlanders fanalino di coda del torneo con 2 sole vittorie, chiamati al riscatto alla ripresa, quando saranno l'unica squadra a giocare due partite.

Conference Sudafricana

Operazioni anche qui ferme da una settimana per via del Castle Lager Tournament che vede impegnati anche gli Azzurri, la settimana precednete gli Stormers avevano superato i Southern Kings per 19-11, una meta per parte e solito piede di Joe Pietersen. La partita chiave della Conference era Cheethas- Bulls: alla fine i pur rampantissimi del Free State non ce l'hanno fatta a superare i Pretoriani, che stanno mostrando una solidità nella semplicità del loro approccio, degna dei loro tempi migliori - merito anche di un Morné Steyn alle sue ultime in terra sudafricana, essenziale pulito e minimalista come l'opera di un maestro calligrafo giapponese. Il finale della partita è 25-30, tre mete per parte.

I Bulls sono padroni della Conference con otto punti di vantaggio sulla seconda, i Cheetahs appunto, per ora con la wildcard e 46 punti, ma attesi dalla trasferta a Città del Capo nell'ultima giornata. Le altre corazzate del passato sono state tutte deludenti: Stormers e Sharks con sei sole vittorie stagionali sono tagliate fuori. Solo tre vittorie e un pareggio ma tutto sommato non pessima la prima dei Southern Kings, che hanno sfiorato la vittoria in alcune occasioni clamorose. Non scamperanno comunque la spada di Damocle dello spareggio con i Lions (quelli di Johannesburg) per l'accesso al SuperRugby l'anno prossimo. 

A Durban la pessima stagione degli Sharks costa la fine della lunga carriera del neozelandese John Plumtree sulla panchina: sarà sostituito da Brendan Venter l'ex manager dei Saracens , dopo un ballottaggio con Nick Mallett (che dice abbia rifiutato, dice). 

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