venerdì 16 agosto 2013

Partenza al Top - III

Ultime ore prima del via e ultimo post "guida al campionato" Top14: dopo le prime tre più tre "in pectore", presentiamo le otto squadre che meno godono del favore dei pronostici; non vanno comunque trascurate, sovente capita soprattutto a inizio stagione che emerga qualche "diamond in the rough" come dicono gli anglosassoni.
Le dividiamo in due fasce: Perpignan, Bayonne e Stade ci sentiremmo di definirle "in lotta per emergere", mentre Grenoble, Bordeaux, Biarritz e le due neopromosse Oyonnax e Brive sono  "in lotta per sopravvivere". Sempre tutto sulla carta e a bocce ancora ferme, ancora per qualche ora.

- USA Perpignan ha visto alla fine premiato l'impegno che ha profuso da un posto in Heineken Cup quale settima squadra francese. Han cambiato presidente, l'imprenditore Riviére ha subito apportato il paio di milioncini utili a prolungare il contratto a coach Delpoux (ma non quello dell'assistant De Carli, "promesso" all'Italia dell'ex Brunel) e soprattutto per sbloccarne altri e mettere i puntini sulle i con James Hook, Mafi ed altri già sul posto. C'è aria di rinnovamento: partono in diversi tra cui pezzi di storia come Mas, Hume, Henry Tuilagi, Melé, Planté e Farid Sid. Sul mercato hanno puntato a rinnovare la prima linea, con gli esperti "orientali" Jgenti e Paulica Ion per affiancare Taofifenua e Guirado in mezzo e apportare esperienza alla "linea verde" Taumalolo. L'altro punto di investimento è stata la mediana: arrivano Dewald Duvenage dagli Stormers e Nicolas Durand da Tolone a dar alternative a Cazenave ma l'acquisto più importante è all'apertura, arriva Camille Lopez a fornire nuovo spessore in una squadra mostratasi troppo Hook-dipendente, bisognerà capire come cambieranno equilibri interni e gerarchie. Infine dietro Tommy Benvenuti si aggiunge a Lifeimi Mafi e David Marty, buon per lui. Senza contare la "cantera" locale, ha sempre sfornato giovani interessanti, catalani o meno.

- Rimanendo ai confini con la Spagna ma sul versante del Mare Oceano, quest'anno l'Aviron Bayonnais si ripresenta con un bel roster sulla carta. Lo diciamo ogni anno, l'occhialaio Afflelou ha sempre investito ma i risultati han latitato: la stagione precedente eran stati tecnicamente retrocessi e ripescati per problemi economici altrui, nell'ultima si sono salvati in anticipo e forse era quello di cui i baschi avevano bisogno, un po' di serenità ambientale, meno proclami roboanti e pressione. Tanto che nel finale han pure disputato qualche bella gara e si sono tolti qualche soddisfazione. Tranquillamente la rosa è stata sfoltita dai coach Deylaud e Lanta - han finito di giocare Heymans e Boyet come Potgieter, se n'è andato il mediano Garcia e diversi altri; tranquillamente han operato sul mercato, acquisendo un paio di piloni sudafricani, Muller e Van Rensburg e un po' di rinforzi per la seconda e terza linea;  gli investimenti si sono concentrati dietro, a partire da una apertura da affiancare a Mike Phillips e su cui investire dopo stagioni di alternanze Boyet-Garcia etc., la scelta è caduta su Mathieu Bélie del Racing; arriva inoltre dietro il centro Stephen Brett, ex Blues e prima Crusaders, con Saimoni Vaka e Martin Bustos Moyano da Montpellier. Se l'ambiente più rilassato aiutasse non solo i nuovi ma anche a rimettere "in produzione" i vari Rokocoko, Lovobalavu, Senekal etc., chissà, il mio cent sui baschi sorpresa lo potrei puntare.

- Lo Stade Francais, la Grande Incompiuta da sempre. Questa però è una stagione importante: a cominciare dal fatto che hanno finalmente una loro casa, il nuovo stadio Jean Bouin, sono cose che contano. C'è poi il cambio di guida tecnica, Gonzalo Quesada trasferitosi dal Racing. Non ultima la campagna di rafforzamento: molti "vecchi" con voce in capitolo nello spogliatoio ma apporti via via decrescenti sono stati lasciati andare, da Contepomi a Warwick e poi Sackey, Gavin Williams, Turinui etc. Partito anche il mediano Nicolas Bezy che non ha trovato spazi dietro agli esperti Dupuy e Fillol. Considerando gli arrivi e sommandoli a quelli della scorsa stagione (Lavalla, Lyons, Mostert, Porical: il "progetto" della nuova proprietà post Guazzini è meno glamour e pluriennale), il bilancio parrebbe più che positivo: partiamo dal fondo, arriva Digby Ioane ad appuntire l'attacco, più l'esperto second five eight Meyer Bosman degli Sharks a rimpiazzar Contepomi, c'è anche Richard Kingi dai Rebels; preso anche il giovanissimo figiano Andrea Cocagi formatosi a l'Aquila. Vanno ad arricchire l'arsenale già ben fornito di giovani alla Bonneval, Domayrou, Sinzelle. All'apertura poi c'è (o meglio ci sarà, è in tutt'altre faccende affaccendato per adesso) Mornè Steyn: adatto a un certo tipo di gioco e non ad altri, vedremo se Quesada saprà valorizzarlo o se punterà sul giovane Plisson visto in nazionale (anche Kingi e soprattutto Bosman possono giocare da primo o meglio secondo uomo in piedi). Quanto ai piazzati, sarà alternativa al preciso estremo Jerome Porical. Davanti lo Stade si rafforza soprattutto in prima linea, con Kubriashvili da Tolone, Taulafo dai Wasps e Schalk Van der Merwe da Leinster, ad affiancare Attoub e De Malmanche.  La squadra capitanata da Parisse pare aver le carte per riuscire finalmente ad entrare nei primi sei; è da un po' però che ce lo ripetiamo, le prestazioni sono state sinora altalenanti. Vedremo ora che hanno una casa tutta loro da difendere.

- Per le altre cinque facciamo un discorso complessivo: con 14 squadre i post vengon sempre di un luuungo ... Due squadre su 14 han dovuto "limare" il budget e quindi far rinunce - contratti, acquisti etc.: sono Brive e Biarritz.  Oyonnax è un paesino ai confini svizzeri e la squadra, un "orologino" sinora, è gestita a mo' di azienda di famiglia, si vedrà come riusciranno a gestire l'approdo nel Nuovo Mondo; Grenoble ha fatto benissimo la prima stagione di Top14, ma ora come per Agen, scocca fatale la resa dei conti del secondo anno, quando finisce l'effetto sorpresa. Infine Bordeaux: ha capitalizzato l'affaire Lopez, si vedrà se hanno re-investito proficuamente.
In termini di mercato, a parte Biarritz sono state tutte molto attive. I baschi di Serge Blanco allenati da Rodriguez sono alle prese con una transizione generazionale oltre alla rarefazione dei finanziatori (uno dei più importanti era il proprietario del Grenoble, uscito per "conflitto di interessi" l'anno scorso); han dovuto cedere qualche pezzo pregiato - Lauret, il nazionale Pumas Bosch, il giovane Barraque - per sistemare i reparti più bisognosi, ma han comunque tenuto Aled Brew e poi c'è Baby, l'anziano Balshaw e i fratelli Lund, Ngwenya, Peyrelongue, Traille, Barcella ... in casa Yachvili e Harinordoquy l'esperienza decisamente non manca.  Le forze fresche: in seconda linea arriva Joshua Furno dal ProD2, poi alcuni 3/4: Waenga dai Chiefs, il samoano Paul Perez che ha giocato anche in Vodacom Cup, l'estremo (ottimo) piazzatore degli Stormers Joe Pietersen, già protagonista nella vicina Bayonne.  Anche a Biarritz contano comunque su un asso nella manica, il vivaio locale; a fine stagione s'è già visto del potenziale nell'ala 19enne Teddy Thomas (nella foto).
L'altra in condizioni finanziarie critiche, Brive, aveva la necessità di rinnovare gli organici e l'ha fatto massicciamente, puntando sulla quantità.
Lo stesso l'altra neopromossa Oyonnax, che avendo più tempo qualcosina di meglio ha fatto, almeno sulla carta, attingendo molto dalla retrocessa Agen: ad esempio l'apertura Conrad Barnard, capocannoniere del torneo due stagioni fa.
Grenoble proverà a gestire la classica crisi da secondo anno introducendo nomi interessanti come quello degli australiani Peter Kimlin, terza linea e Dan Palmer, pilone; arriva anche il mediano Bezy per rimpiazzare Pelissié, Olly Barkley, l'ala Geoffrey Messina da Tolone e l'estremo Julien Caminati da Brive. Nel Delfinato paiono decisi ad affrontare le probabili avversità a testa decisamente alta.
Infine l'UBB: investono i ricavi dell'affare Lopez - oltre a lui è stato rilasciato il deludente neozelandese Lachie Munro e diversi altri - per rafforzarsi in tutti i reparti: tra gli altri col pilone nazionale Poux da Tolosa e il lock Jan Marais dagli Sharks.

Sarà un'altra stagione lunga e come al solito ricca di colpi di scena. A proposito, finalmente la tv commerciale non generalista italiana (l'unica, quella satellitare) esce dalla fase "educativa 1.0" relativamente al rugby e comprende che per trovar stadi pieni con seguito palpitante,  agonismo e campionissimi non serve arrivare al Pacifico (dove peraltro 'ste cose non si trovano, se non altro non tutte assieme). Insomma, avremo finalmente una partita settimanale del Top14 in diretta su Sky.
[Inciso: quella francese è UNA via latina al rugby vincente: la sensazione è che andasse quasi "nascosta" ai profani, perché estranea ai sacri canoni anglosassoni quelli pauperisti, perché li dissacra con 'sta provincia sana dove l'imprenditore locale o l'azionariato popolare tiran su i milioni; a volte è un modello volgare, anche violento e casinista. Tutta roba che destabilizza i provinciali in kilt de'noantri e anche qualche "vecio" custode di un'etica del rugby dove il perdente non perde, basta "combatta", anche se male (dico eresie? non credo). ]
Torniamo al profano: Sky parte a nostro avviso in modo non ottimale, scegliendo una partita "di vetrina" pe ril primo turno, i campioni in carica nel posticipo serale USAP-Castres; personalmente avrei puntato sull'anticipo del venerdì Montpellier-Toulon che magari costava anche meno ... Tant'è, ci "accontentiamo" volentieri, in Francia col rugby caschi sempre bene. 

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