domenica 29 settembre 2013

Il Sud Africa trincia l'Australia

The Rugby Championship - Newlands
South Africa 28-8 Australia

Il Sud Africa aveva una missione da compiere prima di affrontare l'Australia nella penultima giornata del Rugby Championship: tenere aperte tutte le porte per il big clash con i neozelandesi della prossima settimana. Ci è riuscito con il 28-8 siglato a Newlands, anche se nel conteggio manca un punto di bonus che dopo il primo quarto d'ora di match sembrava all'orizzonte. Due mete nel giro di due minuti, un colpo che manda al tappeto i Wallabies di McKenzie: è tempo di mietitura (ritardata per le intense piogge di maggio e giugno) e gli Springboks trinciano gli australiani per un tempo intero, lasciando poco spazio all'immaginazione e alla ipotesi che la ripresa possa regalare un emozionante ritorno degli ospiti. Ad arbitrare l'incontro è il francese Jerome Garces

Che tipo di gara abbiano in mente i padroni di casa lo si capisce immediatamente, quando Morné Steyn invece di piazzare da una distanza a lui non proibitiva passa per un calcio in rimessa nei 22 avversari, ma evidentemente il motore è ancora freddo e la maul organizzata dentro l'area non sale di giri ed infine l'ovale è perso fuori da raggruppamento quando Fourie du Preez si presenta per la raccolta. Piuttosto è Christian Leali'ifano ad aprire le marcature al 6' per un fuorigioco fischiato a Duane Vermeulen. I sudafricani sfornano nel frattempo un paio di azioni muovendo palla al largo e senza esiti notevoli, dall'altra parte Quade Cooper si fa notare più in fase difensiva, con il collega in mediana Nic White ad allontanare di piede il pallone dalla base. James Horwill ricambia il favore precedente non rotolando via sulla prima manovra che gli Springboks ci hanno abituato a vedere (inserimenti per linee verticali) e Steyn supera quota 600 punti realizzati in nazionale all'8'. E' il pareggio, il preambolo alla svolta, come da copione.
Candela dell'apertura sudafricana sotto la quale si fiondano i pezzi pesanti della cavalleria. Questa volta il fuorigioco è di Ben Mowen e il Sud Africa si affida ancora alla rimessa nella profondità nemica. Funziona tutto, il motore è caldo, Vermeulen carica per primo fuori dalla maul, quindi il biondo tallonatore Adriaan Strauss si tuffa per la prima meta del pomeriggio - Cooper cercando l'intercetto sulla trasmissione di du Preez lascia sguarnita una mattonella, ma fosse rimasto al suo posto difficilmente avrebbe retto all'urto con la prima linea boera. La prima portata è servita, la seconda arriva a stretto giro di posta ed è innescata da un ottimo Jean de Villiers che riesce a garantire qualità al forse unico passaggio meno preciso degli altri di du Preez dalla propria area dei 22: il centro quindi attacca lo spazio e trova l'assistenza all'esterno di Willie le Roux che infine assorbe la guardia davanti a lui e consegna il vassoio con la seconda portata a Zane Kirchner. 17-3 al 15', Steyn allunga dalla piazzola poco dopo.

Il black-out australiano, ironia della sorte, è lampante. Niente possesso, niente territorio. Tra ostruzioni, veli, mancanza di timing tra trasmissione e movimento i Wallabies vagano per il terreno di gioco senza una mappa in testa e si ritrovano anche in inferiorità numerica per il giallo a Michael Hooper al 27' per un placcaggio pericoloso ai danni di Eben Etzebeth. White è pressato ai lati dai raggruppamenti e calciare in quelle condizioni non facilita il compito. Quanto le due formazioni si dedicano al ping-pong, a rimetterci sono gli ospiti. Horwill, Rob Simmon e l'intera back row scompare dal radar. Non c'è difesa che tenga di fronte alle cariche abrasive dei Boks, la differenza di ritmo e velocità è notevole. L'Australia non ha appigli, nemmeno quando può tentare di organizzarsi da una rimessa nella metà campo sudafricana e getta alle ortiche il possesso. White si lancia su Bryan Habana evitando che l'ala vada in meta all'angolo, ma Steyn aggiunge altri tre punti e si va sul 23-3, punteggio che chiuderà la prima frazione: in quaranta minuti, i Wallabies riescono a mettere piede nei 22 opposti una volta, contro le sei del Sud Africa che resta in quattordici al 39' per la gomitata che Flip van der Merwe riserva Joe Tomane "placcandolo". 

Dagli spogliatoi spunta Will Genia per cercare di mettere ordine al XV di McKenzie. Cooper si posiziona più profondo e il pack ottiene un calcio di punizione in mischia con il lavoro di Ben Alexander e James Slipper, approfittando anche della superiorità numerica nell'ingaggio, ma l'inerzia svanisce immediatamente dopo che il pallone che Simmons raccoglie in cielo in rimessa cade e terra invece di finire tra le mani di Genia. 
La fasi di gioco si fanno più disordinate, sale l'imprecisione, l'Australia è più organizzata, ma non basta per sfondare. Gli Springboks si danno un tono più conservatore - intanto entra Bismarck du Plessis. Scott Fardy alla fine trova un varco, Hooper viene fermato con un high tackle davanti ai 22: penaltouche, tentativo di maul avanzante che non riesce, turnover e stavolta nell'ingaggio dà una mano anche Gurthro Steenkamp a prendersi l'immediata rivincita. Al 50' Garces arresta la corsa di Habana verso la meta: in avanti sudafricano, l'Australia prova ad allargare il gioco sulla metà campo, l'arbitro francese segnala che il vantaggio è finito e appena dopo Habana intercetta su Genia, ma quindi un fischio interrompe tutto e Garces si giustifica dicendo "my call too early" e torna sui suoi passi. 

I Wallabies si dannano l'anima con decine di fasi per fare breccia, la difesa di casa non cede, ma la testardaggine australiana costa il giallo al 66' a Vermeulen per un deliberate knock on. La superiorità di uomini schierati non è sfruttata quando il lancio di Saia Fainga'a non è conservato dalle sue seconde linee sui 5 metri. Si entra nell'ultimo quarto con il contrattacco di Leali'ifano sostenuto da Hooper, ma il riciclo all'interno è intercettato da Juandre Kruger entrato per van der Merwe. De Villies di grabber mette in gioco di nuovo Leali'ifano che cerca un impossibile dribbling di fronte a tre magliette avversarie che lo portano fuori dal campo: ritarda la ripresa del gioco e così il Sud Africa riparte da una rimessa sui 5 metri, da una ruck e dalla giocata di du Preez per la Roux che con un bel gesto atletico si tuffa braccato nell'angolo destro e segna la terza meta dei suoi al 71' (foto). Alla trasformazione di Steyn manca solo la lunghezza, arriva appena corto. 
L'ala - che proprio nel match di andata in Australia aveva marcato per la prima volta con la nazionale - taglia in diagonale poco dopo, serve all'interno Kirchner nei 22, si arriva di nuovo nei pressi del touchdown. Altro giallo, il quarto: tocca a Sitaleki Timani che si tuffa irregolarmente e di spalla su Kruger in ruck, finendo tra l'altro con il colpire Leali'ifano. L'ultimo sussulto è comunque australiano, con la fuga di Matt Toomua e Adam Ashley-Cooper arrestata dal ritorno di de Villiers. Da una dormita generale, Cooper di cross kick trova solo soletto il giovane trequarti Chris Sautia che fissa il 28-8 a tre dalla fine. 

Il bonus point non arriva, ma il resto del tagliando Springboks indica che è tutto pronto per il gran finale. Nel primo tempo fanno registrare il 71% di possesso e il 76% di conquista territoriale e in totale hanno portato 89 placcaggi contro i 161 avversari. Due allargamenti nei primi 5 minuti, poi fisicità e abrasione alla maniera consolidata. Du Preez in regia fornisce solidità, de Villiers coordina quelli dietro. Heyneke Meyer è sempre nervoso e sulle spine nel suo box di osservazione, pure quando le cose vanno per il meglio: meglio non beva troppo caffè in settimana. Per la cronaca: per la prima volta in quattro anni gli Springboks mantengono il Mandela Plate. 

1 commento:

Abr ha detto...

In ritardo, ma che gusto vedere i Bokke! DuPreez è poi la ciliegina sulla torta: precisione e tempismo, ne risente pure Morne che gioca in scioltezza!
Una macchina perfetta, che fa gioco partendo dalla difesa dell'ovale in mano - pulizia delle ruck superba e "punitiva", o coercitiva come direbbe Molla - e non distinguer tra fasi di possesso e non, che tanto ogni ovale minimamente esposto è contendibile da quei difensori aggressivi, e quindi privilegiando il territorio.

Note negative: per la seconda volta in fila, per un punto (o una meta) Martin perse la cappa: 3 mete in Nzl, 3 mete all'Australia qui. Sono due punti persi in ottica Championship 2013. Due punti probabilmente decisivi, perché i Tutti Neri torveranno veramente lungo vincere in Sudafrica.

Altro aspetto negativo, che poi è lo stesso: il rovescio della medaglia di quella "garra" fisica che mostrano pulendo e punendo in ruck è difficile da frenare, e ogni tanto comporta qualche sbavatura disciplinare, diciamo così.
Son minuti in inferiorità che agli AB non puoi concedere, anche a distanza.
Stavolta per esempio, l'essere in 14 ha impedito di cercare produttivamente la quarta meta. Cresceranno?
Se la carica che hanno in corpo è quella che mostra il loro allenatore nel booth, è lecito dubitarne ...
Belli comunque, questo è vero rugby, fisico e solidale come dev'essere. Hai visto come son tutti pugno sul cuore a congratularsi tra loro?

I Wallabies: privi di senso compiuto. Nel mezzo di una transizione nel senso sbagliato: vincono coi Brumbies conservativi ma nominano l'ex allenatore dei Reds ...
Mi spiegate ad esempio il senso di Quade Cooper là in mezzo? Io non l'ho capito. Non è colpa sua se non vede palla: quelle poche nel primo tempo il mediano le fiondava direttamente a Leali'fano, mentre lui arrancava dal posto di secondo estremo. Tipo Orquera.
Mi ripeto: ma come si fa a cambiare coach alla vigilia dell'appuntamento dell'anno? Shame on ARU.

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