domenica 9 febbraio 2014

Il piano per Parigi non funziona

6 Nations 2014: France 30-10 Italy @ Stade de France

"Per chi si fosse collegato solo in questo momento, ricordiamo il punteggio, con la Francia avanti 9-3 sull'Italia dopo il primo e con gli Azzurri che hanno mancato tre calci di punizione...". Così, in una ipotetica telecronaca della partita di Parigi durante l'intervallo o all'inizio della ripresa, entrando nel terzo quarto di gara che, nelle intenzioni di Jacques Brunel, avrebbe dovuto rappresentare il momento per creare scompiglio e agitazione nei transalpini dopo che la prima parte del piano - restare in scia - sembrava andata a buon fine. Ed invece Louis Picamoles al 42', Wesley Fofana al 45' e il debuttante Hugo Bonneval al 51' chiudevano ogni discorso fissano il parziale di 21-0. Se non fosse che il rugby si disputa sugli 80 minuti, si potrebbe concludere che l'Italia ha mostrato ulteriori passi avanti dopo la trasferta di Cardiff di settimana scorsa, ma ecco appunto ci sono di mezzo ottanta e non 40 minuti, durante i quali invece la trama si è sviluppata in maniera diversa.

I padroni di casa che provano a conquistare immediatamente la profondità avversaria, affidandosi ad una rimessa per le mani di Dimitri Szarzweski nei 22 e trovando spazio con una maul che ruba terreno, ma non arrivano i punti dal piede di Jean-Marc Doussain dopo il vantaggio assegnato dall'arbitro Peyper. Un altro fallo italiano consentirebbe loro di ricostruire immediatamente un'altra fase di gioco che però non porta da alcuna parte: la difesa italiana è salda, il ritmo francese basso e lento, tanto che l'apertura Jules Plisson passa per un drop che non trova i pali. Ancora, ma il lavoro della terza linea azzurra propizia un turnover e sugli sviluppi ci prova dunque Gonzalo Garcia da lontano ad aprire le marcature al quarto d'ora, invano. Se poi la Francia bussa ancora nei 22, merito di un piede geometrico di Doussain, non sfrutta l'opportunità concessa da una touche italiana sotto pressione che genera un ingaggio sui 5 metri ad introduzione avversaria, anzi la prima linea con il lavoro di Martin Castrogiovanni e Alberto De Marchi guadagna un penalty. Al 23' Garcia ci riprova da lontano, la traiettoria è appena larga. 

Zero e zero, la sfida è aperta e il piano di Brunel in atto. Picamoles prova a suonare la carica per i suoi, Doussain al 23' fissa il 3-0, ma l'immediata reazione italiana si concretizza nel ball carrier De Marchi che marcia dentro i 22 e consente a Tommaso Allan un piazzato facile per il pareggio. Il giovane numero 10 torna in piazzola materializzando i limiti della Francia nella prima frazione, quando regala il possesso per un'introduzione storta in mischia: dal calcio libero battuto veloce da Ugo Gori arriva il fischio di Peyper, ma Allan sbaglia da buona posizione. Allora, scampato il pericolo, Doussain infila un paio di penalty tra il 33' e il 38' per il 9-3 dei primi quaranta minuti durante i quali Joshua Furno si traveste da Hamilton o Lawes, Leonardo Sarto mette in mostra tutte le abilità difensive, Francesco Minto va a caccia di gente da abbattere in ogni angolo del campo - lo fa, sull'altro fronte, anche Pascal Papè, forte dei gradi di capitano, sulla maul a tempo scaduto con la quale il pack azzurro tenta di scardinare la difesa. 

Ci sono gli altri quaranta minuti. Da manuale per la Francia di Saint-André. Mischia che guadagna fallo, rimessa nei 22, driving maul e Picamoles che arriva in fondo staccandosi dal gruppo: Peyper chiede l'aiuto del TMO per valutare una eventuale ostruzione di Srarzweski su Leonardo Ghiraldini, che c'è, ma non considerata a questo punto vitale - mentre il Numero 8 segna dopo il placcaggio in extremis di Sarto. Il ko giunge da lì a tre minuti, con Mathieu Bastareaud che assorbe con tutta la sua mole Sergio Parisse e la palla che arriva al largo dallo spiritato Fofana che brucia Tommaso Iannone e Luke McLean sulla corsia di destra. Potrebbe essere inserita sin da ora tra le mete più belle torneo per l'eleganza nella corsa del trequarti transalpino, di altra fattura quella di Bonneval che nasce con un passaggio a caso di Mauro Bergamasco nei 22 opposti, con l'Italia sospinta dall'orgoglio ferito e della frenesia di ottenere riscatto: Fofana intercetta e aziona le marce alte, Yoann Huget offre sostegno e chiuso nell'angolo sinistro serve il collega di reparto a sostegno. Un contropiede più rapido del TGV per il 30-3. 



I cambi arrivano quando la puntata è chiusa: sarebbero dovuti servire a tenere alto il ritmo degli Azzurri. La Francia leva il piede dall'acceleratore, a Ghiraldini viene fischiato un tenuto in prossimità dei pali sul primo dei tanti tentativi italiani di marcare visita. Sarto resta in piedi braccato da tre uomini, ma l'azione si esaurisce con l'intervento di Huget su Furno nell'angolo. Sono soprattutto i cartellini a comparire: prima il giallo al 69' alla seconda linea Sebastien Vahaamahina che calcia via l'ovale dopo che Peyper ha interrotto il gioco, quindi al 70' i rossi a Michele Rizzo e Rabah Slimani che si beccano dopo un ingaggio, tra zuccate e pugni. Restiamo in attesa di quantificare la squalifica per il pilone di Treviso. Nel mezzo il TMO non concede meta a Tobias Botes perché non c'è chiarezza di grounding, alla fine - 76' - la meta di Iannone da un'altra rimessa, passando per una maul avanzante e l'assist di Botes. 

La Francia a conti fatti ci ha messo una gran fatica quando ha registrato il maggior possesso palla (56 a 44% nel primo tempo), per quindi farsi bastare pochi palloni per fissare la seconda vittoria del torneo dopo quella sull'Inghilterra. Rimarcava il buon Vittorio Munari, in cronaca, come il fattore stanchezza da Top 14 avrebbe potuto incidere sulla prestazione della truppa di Saint-André, alla luce anche dello sforzo dello scorso turno. Avrebbe potuto, il condizionale lo sottolineiamo due volte perché nel complesso il piano avrebbe dovuto, potuto, previsto... Al di là di alcuni singoli (come detto Sarto e Furno per esempio), della difesa e delle ripartenze della prima parte, dello sforzo che avrebbe - altro condizionale - potuto partorire un pareggio se non un vantaggio al termine dei primi due quarti (il gioco al piede è parte importantissima di questo sport e per gioco al piede si intende anche portare a casa punti dalla piazzola, ma ai nostri lidi proprio non ne troviamo uno...), al di là delle buone intenzioni, roba già vista in diversi anni: un tempo e basta. Resta alto il numero di placcaggi mancati (una ventina, 84% di "realizzazione"). 

Tra due settimane appuntamento all'Olimpico con la Scozia che nella Calcutta Cup persa per 20-0 con l'Inghilterra ha preferito non giocare. 

A pochi minuti dalla fine del match di Parigi, la Benetton Treviso ha invece diramato un comunicato stampa sul futuro in Pro12 e nel quale si legge che il club veneto "alla luce della situazione internazionale che vede ulteriormente protrarre le decisioni, ed in mancanza di certezze sulle future forme organizzative, sulla partecipazione e sui regolamenti relativi al Campionato RaboDirect PRO12, ritiene concluso - al suo naturale termine (30/06/2014) - l’impegno assunto il 23/10/2009 di partecipare al predetto Campionato". Un bel botto nel silenzio del risultato di Parigi - e che non ci sorprende, avevamo la sensazione da inizio stagione che qualcosa stesse bollendo in pentola specie di fronte all'addio di Franco Smith, quello annunciato via Twitter, non quello rettificatogli in seguito. 

"Benetton Rugby - si continua a leggere nel comunicato - , sin d’ora si dichiara disponibile a considerare, ed eventualmente partecipare, ad ogni futuro bando e/o gara che la F.I.R. intendesse promuovere, una volta che saranno state definite le finalità della partecipazione al Campionato RaboDirect PRO12, i rispettivi ruoli, gli impegni richiesti ed i regolamenti".

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