giovedì 29 novembre 2007

Shame on Saru

I'm writing this post in English 'cos I would like it to be read everywhere by everyone: we're talking about RACISM in rugby.
Thanks to Shalla, I found this article about a Mr.Mike Stofile interview to Cape Times. This gentleman is Deputy President of South African Rugby Union (Saru).
His reported talks seemed just the excess of a clerycal bureocrat, expressing a deep, outrageous anger against Jake White, the winner coach of rugby's World Cup.
Just aimless envy? Unfortunately you may find within very significative insights about the uncertain future of rugby in South Africa.
To cut the long story short, doesnt' matter Jake White and the Springboks won the Web Ellis Cup behaving perfectly in a spendid and highly competitive tournament; doesn't matter that Bryan Habana, a colored player, gained the Most Valuable Player of the Tournament Trophy thanks to his coach and teammates; the key in Mr's Stofile's mind being they didn't do it by using his preferred players in numbers: the ones with a certain color of skin.
The reality is the Majority is claiming their own right of political control over the rugby business, in order to manage and redirect it, as they did with almost all the rest of public life in South Africa. And they are showing what they want to do through that infamous, racist approach.
As I said the interview became very revealing, just by "decoding" the same old socialist politician pre-cooked sentences of plot, counter-revolution, menace.

- The plot: Mr.Stofile rose up the issue of a so called 'third force' which had influenced White's decisions: "The third force does exist. I strongly believe there were people controlling Jake White, maybe not in rugby, to achieve their own ends".
It was just a BWANA PLOT, dont' you get it lately? :D
We would suggest Mr.Stofile, a member of black Majority governing that Country, to avoid such ridicolous arguments. It should help him by reading some old (white) classics in advance, such as Phoedrus' "the wolf and the lamb".

- The forces of counter-revolution: In Stofile's mind,
many of the Provinces were just as guilty as White for not playing their part in transforming South African rugby.
"Transforming" means, carefully selecting players by their color of the skin FIRST, then just then by merit. No matter if black guys love soccer and rugby is mostly played and enjoyed by whites: it's the business and they want to grab it, stupid!

- A sound "mafia style" advice to Provincial teams has been released loud and clear:
"SA Rugby must have teeth. (..) When provinces are not complying with plans on the table (..) (Saru) must be able to tell the provinces what to do, for too many coaches in South Africa are not honest in what they are doing. All we are seeing is that certain positions are earmarked for black players, that is all," concluded Stofile.

Dirigism, dictatorship and privileges of majority, selection not based on individual's merit: is there any surprise if corruption is becoming to be endemic in South Africa?
Just a final consideration: all that nice racist story is up in the Country which won the Cup: could you imagine what should they have done to Mr. White and his mostly white team, if they just have lost it? Cannibalized ?! .... ;)

UPDATE 6/12: read this post (in italian) about the neo-apartheid in SouthAfrika by Ercolina Milanesi, hosted at Liberali per Israele blog.

mercoledì 28 novembre 2007

Magners League: Blues sempre primi

Pur perdendo 17-5 contro Glasgow Warriors, Cardiff conserva la prima posizione della Magners League. Molti dei giocatori erano chiamati all'impegno con la nazionale contro il Sud Africa e così oltre ai Blues hanno perso le altre formazione gallesi del campionato Celtic. Gli Ospreys perdono 19-26 contro Leinster, i Dragons 19-45 a Munster, Llanelly torna sconfitta dalla trasferta a Edimburgo (27-17 per i Gunners). Nella sfida tutta irlandese tra Connacht e Ulster è finita 30-13 per i nordirlandesi.

Guinness Premiership update

Non cambiano di una virgola le prime tre posizioni nel massimo campionato inglese, dove Gloucester rimane al primo posto con 27 punti, Bath insegue a 26 e i Saracens a 23. Leicester conquista il quarto posto a scapito degli Harlequins: entrambe le formazioni sono ora a 21 punti. Prosegue la ripresa dei London Wasps, ora noni con 13 punti. A secco di vittorie ancora Worcester, sconfitta in casa nello scorso week end dagli Sharks nei quali ha brillantemente debutatto Luke McCallister, ex All Black che quest'anno è sbarcato in Inghilterra dopo il Mondiale con altri colleghi tra i quali Carl Hayman, appena approdato in UK e pronto a vestire la maglia dei Falcons.
Questi i risultati della settima giornata:
Worcester 15 - 34 Sale; Bath 28-13 Bristol; Leeds 6 - 29 Leicester; Gloucester 27 - 25 Harlequins; Wasps 35 - 12 Newcastle; Saracens 24 - 20 London Irish

domenica 25 novembre 2007

Tornano i test match

"Cosi', per divertirsi": ieri al Millennium Stadium Sudafrica 34 - Galles 12. I padroni di casa non reggono il power game dei Boks, che schierano gran parte dei vincitori della Web Ellis Cup - meno i piloni, DuPreez, Montgomery e Matfield - un grande Kankowsy al numero otto e il solito fenomenale Schalk Burger migliore in campo, per frenarne l'aggressivita' del quale dovranno presto reinterpretare una regola contro di lui, come prima dei mondiali fu fatto con Richie McCaw.
Per il Galles una fase difensiva non eccelsa - 5 mete subite nonostante maggior possesso e territorio -ma tutto sommato un gioco che non dispiace troppo al nuovo coach Gatland in previsione delle prossime, piu' accessibili sfide del Sei Nazioni: apparentemente piu' organizzato.
Gavin Henson torna al centro e gioca una partita convincente assieme a Hook all'apertura; il vecchio Colin Charvis segna la sua 22' meta in un test match, togliendo il record di mete segnate da un avanti al nostro Checchinato.
La prossima settimana Sudafrica - Barbarians, (infelicemente autodefiniti "the United Nations of rugby") con LoCicero in campo.
UPDATE 26/11: a parte LoCicero non "liberato" per i Barbari dal suo club (allenatore Berbizier), notiamo che la sconfitta gallese non modifica il ranking Irb: il Galles rimane 10' con 69 decimi di punto davanti alla sempre più vicina Italia (speriamo in un bel Sei Nazioni).

giovedì 22 novembre 2007

Secessione ovale

La Amatori Alghero, la squadra di rugby della città sarda che fu conquistata dagli aragonesi nel 1353, ha deciso di giocare anche nella Liga catalana, fondata a Barcellona, insieme ad altre sette squadre iberiche. Dal 2010 dovrà però optare fra il campionato italiano e quello catalano.
( from Panorama)

mercoledì 14 novembre 2007

Heineken Cup: Round 1

Si è giocato nella scorsa settimana il primo round dell'Heineken Cup la cui finale verrà disputata a Cardiff. Male Treviso, fa meglio Viadana pur perdendo anche lei. Perpignan rischia con i Dragons, i Wasps battono Munster mentre i Blues hanno la meglio sui vicini di casa inglesi. Qui tutti i risultati.

martedì 13 novembre 2007

Il gauchetto dove lo metto ...

Un bel po' di imbarazzo nel Comitato che governa il torneo delle Sei Nazioni e' stato causato dalla richiesta di adesione da parte della Federazione Rugby Argentina. Lo sconcerto e' dovuto ufficialmente alla difficolta' di calendario, per non parlare della problematica "elezione a domicilio" dei Pumas (si parlava del sud della Francia o della Spagna).
Nella realta' c'e' da parte europea un po' di sano timore riguardo gli equilibri sportivi (so' forti 'sti Gauchos) e la paura di aprire una pagina che non si sa come potrebbe chiudersi: si discuteva di creare un meccanismo di retrocessione dell'ultima classificata al torneo, oppure (qualche anno fa quando le perdevamo tutte) di cedere senza tante storie il posto dell'Italia ai Pumas.
[Inciso: senza arrivare a Garibaldi o al Sen.Pallaro, certo pero' che 'sti Sudamericani migrati che tornano a casa Europa a noi italiani ci hanno sempre portato bbuono, eh?]
il general consensus e' ovviamente che la nazionale terza classificata ai mondiali debba finalmente trovare accoglienza in uno dei (due) maggiori tornei mondiali per Nazioni, solo che la vastissima maggioranza (dei non argentrini) caldeggerebbe l'adesione al Tri-Nations.
Perche' laggiu' sono solo in tre, perche' quell'adesione potrebbe aprire la porta all'ingresso di una nazionale del Pacifico o a una loro selezione comunitaria, per banali motivi geografici etc.etc.
Invece la federazione sudamericana ha formulato la sua richiesta basandosi realisticamente sul fatto che la stragrande maggioranza dei nazionali Pumas gioca in Europa, oltre alla semplice constatazione che lassu' giocherebbero per vincere mentre giu' troverebbero probabilmente molto piu' lungo, con tutte le rispettive ricadute marketing e di immagine sul movimento.
Il ragionamento non fa una grinza, ma e' anche poco lungimirante. Felipe Contempomi ad esempio la pensa diversamente: "Penso che il nostro futuro debba essere nel Tri-Nations, altrimenti rischiamo di dipendere dal fatto che i nostri giovani emergenti vadano tutti a giocare in Europa". Con buona pace per le speranze di far decollare prima o poi un campionato argentino "vero".

sabato 10 novembre 2007

Summa Statisticae

La Irb ha rilasciato il lavoro del suo Dipartimento di analisi sulla Coppa del Mondo 2007: 78 pagine di numeri e statistiche qui linkate, imperdibili per comprendere come e dove va il rugby giocato.
Nel mentre godiamo al pensiero del mal di testa che tutte quelle cifre procureranno al "classicone" Brett :) , per facilitare riportiamo un excerpt dall'executive summary del documento:

"Rugby World Cup proved once again that winning a world cup is quite a
different proposition from winning a championship. When a tournament
has a knock-out stage, then the dynamics suddenly change – and, in RWC
2007, some of the changes were remarkable.
In one area however, there was no surprise. South Africa, the winning
team, produced the sort of rugby throughout the tournament that was
consistent with its approach in the period leading up to it. Their game was
based on a strong set piece, an aggressive defence and an ability to turn
transgressions into points. In RWC 2007, it proved highly successful.
Their own lineout was as successful as any, they managed more lineout
steals than any other team, and had an effective scrum. Securing
possession was not seen as the ultimate objective – pressure was the
priority - and their kick at goal rate was at the satisfactory 75% mark.
In
addition, but excluding the final where no tries were scored, they scored
tries at a consistent level throughout the tournament with match try
counts of 8,3,4,9,5, and 4.

With several of the other teams, however, matters proved far less
predictable. Before RWC 2007 started, there appeared to be a clear favourite.
New
Zealand’s record over the last several years had been outstanding.
They had done all this through pursuing a clearly identified approach that
was not replicated by their rivals. New Zealand saw all their players as
distributors of the ball while most other countries saw forwards as
providers and just the backs as distributors.
(..) Successful as the New Zealand approach had been, the one question
that was critical therefore was whether an
expansive approach would
stand up under the pressure of a winner-take
-all knockout competition.
It did not – and this has never been more dramatically illustrated than in

the France v New Zealand quarter final game. (..)
Instead of creating 43 rucks [come nella loro ultima sfida con la Francia, ndr],
New Zealand created 165 or
almost 4 times as many.
This was around 100 more than a normal New
Zealand game; was around
50% higher than the next highest in the
tournament and is almost certainly
the highest figure ever seen in an
international match.
It was at a scale that New Zealand had never
remotely experienced before
with an often seen expansive approach being
replaced by forward attrition.
The successful formula of recent years had
been abandoned for some reason
and New Zealand found themselves out
of the competition.
[
La nostra personale versione is slightly different: la battaglia d'attrito davanti fu cosi' abnorme "for some reasons", not to mention i circa dieci minuti di tempo di gioco in piu' rispetto alla media; chapeau quindi alla superba difesa francese, ma pur riconoscendo che i campioni sono quelli che vincono le sfide decisive nonostante tutto e tutti, gli indizi identificano a nostro avviso con chiarezza il vero colpevole (l'arbitro inglese). ndr]

The same could also be said however of their conquerors in that game –
France. When they beat England, their semi final opponent by 22 points
to 9, only a month or so before the tournament started, they kicked the
ball just 19 times. In the RWC semi final however, against the same
opponents, they kicked the ball 46 times and lost. Again, the perceived
safety of kicking into the opponents half outweighed a possible
alternative strategy that could have resulted in a different outcome.

It was not just New Zealand and France however that reacted in such a
way at the thought of sudden death. Other teams also saw safety and
comfort in kicking at a hugely accelerated rate.
While all internationals produce around 55 kicks per game, this figure
was dwarfed at the knock out stages of RWC 2007. The final produced 91
kicks and the semi finals 86 and 85.
Attempted drop goals also reflected the difficulty in producing tries at the
latter stages of the tournament. As the tournament progressed, so drop
goals were attempted far more frequently. Successes however were few
and far between. Of the 29 attempted drop goals at the knock out stage
only 2 were successful, a success rate of just 7% compared to the more
usual 25-30%. What such attempts did however was confirm the view
that – for whatever reason - tries are difficult to find at RWC.
But does this have to be? Is the only route to success at RWC one where
creativeness has to be secondary to risk aversion?

One team certainly did not think so – Fiji.

Based on an analysis of set piece play, Fiji should have perished far
earlier and far more comprehensively. They were the least successful of
all 20 teams at the lineout – both on their own and their opponents’
throw. They were also the least successful of all 20 teams at maintaining
possession at the scrum and had a 0% success on their opponents put in.
What they did however was attempt to play in the way that they knew
best and what they were best at. In their matches against Wales and South
Africa, they made just 19 kicks in each game while outpassing both their
opponents quite comfortably. They also scored 6 tries in what proved to
be a hugely successful approach. In achieving this, perhaps they also laid
down a marker – that a team’s approach to matches outside RWC can be
replicated at the tournament if the fear of losing can be overcome and it
can concentrate on what it does best.

There was another general consensus before the competition started. This

concerned Tier 2 and Tier 3 countries. These so called ‘minnows’ (..)
while the points differences in matches between Tier 1 teams and Tier 2 teams
was in fact slightly
greater in RWC 2007 than in RWC 2003, it was also slightly
greater
when Tier 1 teams played each other. (..) Georgia came close to
beating Ireland, Tonga almost beat South Africa with the last move of the
game, Romania were just edged out by Italy while Fiji beat Wales and
found themselves in the quarter finals and within clutching distance of a
semi final.
What happened in RWC was that Tier 2 and Tier 3 countries played for
80 minutes. In the past, less experienced teams could sometimes hold
their own for the first hour or so before being overwhelmed in the last
quarter. This did not happen in RWC 2007 (..)
Like Tier 1 countries, they scored just over 60% of their tries in the second
half and conversely – just as Tier1 teams
– conceded 40% of their tries in the first. Frequently, they were competitive right to the end (..)."

Risiko Coach

La fine della Web Elis Cup ha aperto il risiko allenatori: nazioni vincenti & deluse sono unite nelle valutazioni che ovviamente hanno ricadute anche nei maggiori club e selezioni regionali mondiali.
La prima a sistemarsi fu l'Italia scegliendo il sudafricano Nick Mallet per succedere a Berbizier, a seguire la Francia ha scelto la soluzione "interna" Marc Lievremont.
Ora tocca al Galles che invece opta per l'esterno: il nuovo allenatore nazionale della "Rugbynation" sara' il neozelandese Warren Gatland, fino a ieri allenatore di Waikato; prima lo fu dell'Irlanda fino al 2001, poi dei Wasps fino al 2005.
Ancora in via di finalizzazione invece la selezione degli allenatori delle nazionali di Australia e Sudafrica; entrambe hanno definito le loro shortlist e per i Boks c'e' anche la buona notizia della fine del "bando" alla selezione di giocatori fuori dal campionato nazionale.
In Nuova Zelanda la situazione e' quella del governo Prodi: "review" del coaching team attuale fino a inizio 2008. Anche l'Inghilterra (paradossalmente) sta affrontando il futuro della panchina nazionale tra le polemiche di alcuni e i ripensamenti di Ashton.

martedì 6 novembre 2007

Guinness Premiership: Gloucester sempre al comando, Wasps a rischio

Con cinque vittorie ed una sola sconfitta, Gloucester rimane salda al comando della Premiership inglese, seguita a ruota da Bath: anche per lei una sola sconfitta sino ad ora, ma senza punto di bonus. Al terzo posto i Saracens, mentre Bristol sale dall'ottava alla sesta posizione. I protagonisti del Mondiale stanno tornando in campo e la differenza si sentirà con le prossime giornate. Perdono invece tre posizioni i Falcons di Wilkinson, ora ottavi. Prosegue il brutto momento dei London Wasps, ancora senza vittorie invece i Warriors di Worcester, gli ultimi della classe.

lunedì 5 novembre 2007

Magners League: i Blues al comando

Dopo sei giornate, Cardiff mantiene la testa della classifica nella Magners League, il campionato che comprende le formazioni gallesi, irlandesi e scozzesi. Segue Llanelly, poi Leinster e al quarto posto c'è il Munster di O'Gara, tornato a giocare la prima partita dall'eliminazione dell'Irlanda al Mondiale.

giovedì 1 novembre 2007

Si fa presto a dire ovale

La Coppa del Mondo è finita, i campionati nazionali sono conclusi (Sudafrica, vincitori i Cheetas di Bloemfontein per la terza volta consecutiva) o alle prime battute (Europa), le sfide sovranazionali ancora di là da venire (TriNations, 6Nations). A breve (metà novembre) ci sarà una tournèe interessante, il Sudafrica in Galles e Inghilterra, ma nel frattempo possiamo approfittarne per ciacolare un po' di collaterals.
Ad esempio, anche i meno addentro conoscono almeno due tipi diversi di gioco con la palla ovale: quello chiamato rugby tout court di cui si farnetica in questo blog e il football americano del Superbowl.
In realtà, mentre nel resto d'Europa le distrazioni popolari rimasero confinate allo strapaese, nel Commonwealth britannico della seconda metà dell'Ottocento furono codificati vari tipi di "football", per cui sono arrivati sino a noi diversi tipi di "giochi ovali". Sono i cosiddetti "football codes"; vediamo di fare una panoramica oltre al codice rugby union (quello "classic"), cosa che ci porterà a sfiorare reami esterni ma contigui a quello meramente sportivo: storia, tradizioni, il sociale.

Rugby Sevens
Sport gestito dalla Irb - lo stesso organismo internazionale che si occupa del rugby "classic" - ne riporta sostanzialmente le regole, tranne che si gioca in sette, meno a lungo (sette o dieci minuti per tempo, in due tempi divisi da un minuto di sosta), la meta si trasforma con un drop e il kickoff viene effettuato dalla squadra che segna non da quella che ha subito. Essendo in meno a coprire il campo il gioco risulta ricco di mete, estremamente dinamico e spettacolare, adatto ai trequarti.
Inventato si dice in Scozia nel 1885 - le solite malelingue affermano, per risparmiare: con una squadra di rugby "classic" ne escono due più l'arbitro - è diffuso in tutto il Globo, con punte di eccellenza in Australia, Nuova Zelanda (dominatrice della versione femminile) e Pacifico (Fiji in primis) oltre alla patria Gran Bretagna.
La limitata durata delle partite rende possibile giocare spettacolari tornei nell'arco di uno, massimo tre giorni, cosa che rende questo spettacolare sport molto fruibile, popolare e adatto agli happenings mondano-sportivi, stile partita di cricket o corse dei cavalli. Pur esistendo infatti campionati e coppe del mondo, ci sono due tornei che superano tutto in popolarità e appeal, il prossimo Dubai Sevens a fine novembre e soprattutto l'Hong Kong Sevens a fine marzo (i cui biglietti vanno esauriti entro dicembre), autentico campionato del mondo del rugby a sette, il cui "colore" al contorno viene mostrato nel video in fondo alla sidebar.

Rugby League
Il grande, vero antagonista da sempre del rugby "classic" per diffusione è la versione a 13 giocatori.
La differenziazione tra i due codici di gioco nasce a fine Ottocento per motivi tutt'altro che peregrini: si trattava di soldi ma con risvolti "sociali". Le squadre del Nord Inghilterra, composte perlopiù da popolani - minatori operai ect. - rivendicavano la necessità di pagare i giocatori, mentre i club del sud - composti tipicamente da studenti di college - erano contrari, per mantenere la "purezza" di quello sport (e perchè non avevano il problema di coniugare tempo libero e pagnotta, loro).
Il braccio di ferro esplose in scisma nel 1895: a nord nacque la rugby league, a sud rimase la rugby union. I due codici si diffusero più o meno pariteticamente in tutto il mondo (anglosassone e poi anche latino); perse le connotazioni "sociali" e rimaste quelle economiche, nel tempo molti giocatori della union passavano alla league, allettati a sostituire i "rimborsi spese" con stipendi, e fino a qualche anno fa in Inghilterra tale salto si definiva ancora "go North ". Ciononostante, il rugby union impiegò 100 anni esatti (1995) a prendere atto del professionismo dei suoi giocatori e a renderlo ufficiale. Dopo tale "resa", la migrazione di giocatori ha preso il verso opposto (Farrell, Jason Robinson, Lote Tuqiri tra gli altri).
Oggi la rugby league è diffusa in tutto il mondo, con particolare enfasi in Inghilterra - da notare che sino a quest'anno la Nazionale era britannica non inglese - e Australia, dominatrice da qualche anno a livello internazionale.
Le peculiarità regolamentari del codice "league" sono numerose - 13 giocatori in campo, palla più leggera, valore dei punti, numerazione e ruoli dei giocatori, mischie etc. La caratteristica più distintiva è l'assenza di "contestazione" del possesso: nel momento in cui un portatore di palla viene fermato con un placcaggio, la squadra in difesa deve arretrare di dieci metri (solo due difensori possono rimanere vicini) e il giocatore placcato può far ripartire il gioco passando palla (tallonandola) indietro. Una squadra ha a disposizione sei tentativi consecutivi per varcare la linea di meta avversaria, esauriti i quali (per placcaggio, fallo, passaggio in avanti oppure - classicamente - un calcio) il possesso passa alla squadra avversaria.
Da questi rapidi cenni dovrebbe risultare evidente la "paternità" del codice rugby league nei confronti del touch rugby (giocato dai giovanissimi, dalle donne o per allenamento) e soprattutto del football americano (col sistema dei "down" e il punt per dare il possesso agli avversari il più indietro possibile).
Il gioco che ne risulta, libero da ruck maul rimesse laterali e con mischie "no contest", non vede l'esasperazione specialistica nei ruoli tipica della rugby union: tutti i giocatori giocano come i centri o le terze linee della union. Le partite risultano più arrembanti, legate alle azioni individuali, meno dipendenti dalla disciplina tecnica e tattica collettiva. Personalmente le trovo spettacolari nel senso "calcistico" del termine: belle in modo "volgare", adatte a palati e momenti non troppo fini.
Ne potete valutare qualche scampolo nei video in fondo alla sidebar.

Australian rules football
Se il codice rugby league conduce almeno in tempi recenti all'Australia, il cosiddetto "footy" o "Ozzy rules" rappresenta la quintessenza del Paese-Continente down under.
Si narra che questo duro sport di contatto, che tanto ricorda nell'attitudine dei giocatori il nostrano calcio fiorentino, sia nato durante il gold rush nello stato di Victoria (1858), per mantenere in forma i giocatori di cricket durante l'inverno. Gli anglosassoni so'forti a creare leggende, ma francamente trovo difficile pensare a giocatori di cricket che si "tengano in forma" massacrandosi tra loro.
Di fatto si gioca tra squadroni di 18 marcantoni dalla caratteristica canotta sbracciata simil-basket, in un enorme campo ovale simil-cricket, con una palla "prolata" a metà tra un pallone da calcio e uno da rugby, per quattro quarti da venti minuti l'uno (regola Afl).
Scopo del gioco è segnare calciando direttamente o di rimbalzo la palla a qualsiasi altezza tra i pali avversari, che sono quattro: due più stretti - quelli del goal che vale sei punti - e due più larghi - quelli del behind che vale un punto. Molto caratteristico è il gesto dell'arbitro - umpire - che ufficializza il goal: sull'attenti a gomiti piegati con gli indici verso il centrocampo.
Si può avanzare palla in mano, ma questa va fatta rimbalzare per terra a mo' basket ogni 15 metri; molto simile al basket è la ripresa del gioco: l'arbitro alza palla a centrocampo. Gli avversari possono essere placcati o spinti ma non colpiti; una volta placcato regolarmente il giocatore deve rendere subito disponibile la palla, ma di solito si calcia o passa prima.
Non esiste alcun fuorigioco (infatti anche prima dell'inizio ci si può piazzare dove si vuole per tutto il campo); la palla può essere passata ovunque coi piedi, di pugno o colpendola a mano aperta, mai accompagnata. Azione tipica è la presa al volo, coi giocatori che si arrampicano in elevazione uno sopra l'altro aiutandosi con le ginocchia, al fine impossessarsi della palla calciata da chichessia (una sorta di mark rugbistico).
A parte qualche sporadica presenza nel Pacifico (Nauru, Papua) e tra expatriate aussie in America, questo rude e spettacolare sport si gioca ad alto livello solo in Australia; non va però sottovalutato, se non altro per il clamoroso favore che incontra laggiù. La Afl (la major league australiana) infatti è tra le cinque Leghe sportive al Mondo a poter vantare una media più di 30.000 spettatori a partita (le altre sono Nfl, Mlb - il baseball pro Usa, Bundesliga e Premier League inglese di calcio); la finalissima Afl raccoglie una media di 80.000 spettatori.
Qui sotto trovate un video di questo spettacolare sport, adatto a citti tipo seconda linea di rugby, ma anche veloci come trequarti e dotati di piede a bombarda alla Steyn.


International Rules football
la Ozzy rules non esaurisce i mille e un modi di correr dietro a un pallone.
Nel 1967 qualcuno pensò di far uscire due sport invero locali dai loro confini: il sopra citato football australiano e il gaelic football giocato in Irlanda, in modo da poter allestire dei test match internazionali.
Facendo leva sulle similarità, fu stabilito un compromesso tra i due codici: si inserirono le porte stile calcio con tanto di rete all'interno delle doppie porte del footy (6 punti per il goal in porta, 3 punti per l'over sopra la traversa, 1 punto per il behind), in un campo rettangolare non ovale; in più del calcio gaelico si presero il portiere e la palla sferica. Dal football australiano si consentirono i placcaggi e i mark (prese al volo): naque il cosiddetto International codes football, giocato con regolarità fino al 2006, con tournèe anche in Inghilterra e Stati Uniti. Dopodichè accadde quello che vedete nel video qui sotto: dopo il doppio test match al Croke Park di Dublino del 2006 seguito da 82.000 spettatori, gli irlandesi valutarono il gioco australiano troppo "fisico" (per usare un eufemismo) e ritirarono l'adesione dalle Inter Rules. Test match sospesi, ne riparleranno tra loro - forse - nel 2008.

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