giovedì 3 settembre 2009

Fino all'ultimo respiro

Quando si dice che la determinazione è tutto. Jean De Villiers, uno dei protagonisti in assoluto di questo formidabile Sud Africa, sta preparando armi e bagagli per trasferirsi a Munster (ecco, giusto per intenderci: in quella Celtic League dove saranno chiamate a partecipare le "squadre" italiane). Il 28enne centro Springbok lascia casa per volare in Irlanda. Ma prima c'è una missione da portare a termine: mettere le mani su un Tri Nations già vinto. Sarebbe il terzo per i campioni del mondo, il primo dal lontano 2004.
Basta leggere quanto va dicendo negli ultimi giorni per fare un sunto dello spirito che serpeggia da quelle parti. Le sue parole valgono molto di più di qualsiasi analisi. Anche perché, come detto, De Villiers è con un piede in Europa e - si sa - per vincere la Heineken Cup, gli irlandesi avranno bisogno di lui senza se e senza ma.
"Per me, andarmene dopo il Tri Nations e finire il torneo al top, sarebbe una cosa grandissima. Questo team è fantastico, con ragazzi straordinari ed è stato bello averne fatto parte. Significa davvero molto quando mette questi colori sulle spalle e ti fa venire subito in mente che il tuo ultimo match con il Sud Africa è ormai vicino".
Ecco: qui, più che di una divisa di rugby, si parla di una identità. Capiamoci: quelle di De Villiers sono affermazioni di rito, se non fosse per quanto abbiamo visto in campo da tre mesi a questa parte. Spirito di sacrificio anzitutto: perché non è facile per un avanti adattarsi immediatamente al gioco al piede dei trequarti; perché non è facile per un trequarti dare indicazioni geografiche in campo agli avanti che trascorrono 80 minuti a raccogliere l'ovale e ad andare a cercare il contatto per creare lo spazio - e le basi - per permettere ai trequarti di ricominciare con il solito giochetto. Perché non è facile per nessuno sopportare una massa di gioco che richiede un grande sforzo fisico.
In questo modo, alla faccia del cosiddetto non juego, gli Springboks non hanno ceduto di un millimetro dopo l'impresa Mondiale. Nessun calo di prestazione, nessun passo indietro fisiologico, come in altre occasioni hanno mostrato altre nazionali (in primis, quell'Inghilterra di Woodward post Australia 2003 e della quale abbiamo trattato nelle scorse settimane).
Tant'è che a De Villiers i giornalisti hanno fatto presente l'appuntamento con la Coppa del Mondo del 2011. "E' ancora lontano e non mi prendere decisioni a lungo termine perché non sai mai cosa ti riservi il futuro", ha tagliato corto il giocatore. "Tutto quello che posso è giocare al meglio e sperare".

3 commenti:

Abr ha detto...

A proposito, questo weekend partita del TriNations e contemporaneo avvio della Celtica Lega ...

ringo ha detto...

Sulla seconda, attendo informazioni da una fonte lassù per cercare di capire che la vincerà. O meglio, per cercare di capire chi punterà alla Heineken Cup, si capisce.

Abr ha detto...

Ecco, allora il pezzo sulla Celtic - prima giornata, squadre e chi vince - lo lascio a te, con comodo. Buon weekend :)

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