venerdì 4 dicembre 2009

Baa-Baa's e bilanci nazionali - le Europee

Un cenno al gran finale spettacolare di sabato a Twickenham: la Nuova Zelanda che non ha subito una sola meta in tutto novembre (anche se una tecnica se la meritava ...), con capitan McCaw e Cory Jane in campo, più Sivivatu Hore, Tialata e Cowan in panca; gli altri titolari davanti sono i soliti baldi rincalzi di sempre, mentre dietro ci sono i giovanotti visti contro l'Italia più Guildford a mettersi in mostra.
Contrapposta è la parata di stelle vere (in foto, Schalk Burger e Rocky Elsom) radunate nei Barbarians, senza vecchie glorie com'è capitato sovente ai Baa-Baa's. Peccato siano a fine corsa (stagionale), peccato che il rugby sia uno sport di meccanismi collettivi e non c'è Mallett che tenga per forgiare una squadra in una settimana, pur sulla consistente base di 22 campioni. Se gli All Blacks per esaurimento di fine stagione non rispondessero all'appello del loro coach di mettersi in mostra e lasciassero correre gli avversari, ne vedremo delle belle (di mete).

New Zealand: 15 Cory Jane, 14 Ben Smith, 13 Tamati Ellison, 12 Luke McAlister, 11 Zac Guildford, 10 Stephen Donald, 9 Brendon Leonard, 8 Rodney So'oialo, 7 Richie McCaw (c), 6 Liam Messam, 5 Anthony Boric, 4 Jason Eaton, 3 John Afoa, 2 Corey Flynn, 1 Wyatt Crockett.
Repl.nts: 16 Andrew Hore, 17 Neemia Tialata, 18 Adam Thomson, 19 Tanerau Latimer, 20 Jimmy Cowan, 21 Mike Delany, 22 Sitiveni Sivivatu.
Barbarians: 15 Drew Mitchell (Australia), 14 Joe Rokocoko (New Zealand), 13 Jaque Fourie (South Africa), 12 Jamie Roberts (Wales), 11 Bryan Habana (South Africa), 10 Matt Giteau (Australia), 9 Fourie du Preez (South Africa), 8 George Smith (Australia), 7 Schalk Burger (South Africa), 6 Rocky Elsom (Australia), 5 Victor Matfield (South Africa, captain), 4 Carlo del Fava (Italy), 3 WP Nel (Free State Cheetahs), 2 Bismarck du Plessis (South Africa), 1 Salvatore Perugini (Italy).
Repl.nts: 16 Stephen Moore (Australia), 17 Tendai Mtawarira (South Africa), 18 Quintin Geldenhuys (Italy), 19 Andy Powell (Wales), 20 Will Genia (Australia), 21 Morne Steyn (South Africa), 22 Leigh Halfpenny (Wales).

Concludiamo ora la spazzolata su quanto a nostro avviso è emerso dal recente novembre di test match, con una rapida analisi delle europee.

Irlanda

Unica imbattuta (pari con Australia, vittoria con Sudafrica e Fiji), unica europea dal bilancio positivo nel confronto autunnale con l'altro Emisfero.
Se si andasse ad analizzare bene, in realtà non è proprio tutto oro quel che luce: il pareggio con l'Australia è arrivato nel final edi una partita sempre all'inseguimento, ed è dovuto sicuramente alla determinazione e competenza con cui i Verdi l'han cercato, ma soprattutto grazie alla dabbenaggine finale Aussie (si sono fatti infilare come una Italia del 2008 al centro, col più telefonato dei tagli di O'Driscoll); anche la vittoria col Sudafrica è maturata senza mete e nel secondo tempo quando i Boks calavano le brache per sfinimento con chiunque Italia esclusa ma Saracens e Leicester inclusi.
Tant'è, vincere non è un dettaglio, è l'obiettivo. Manca il test supremo, battere gli All Blacks che vinsero un anno fa al Croke Park, ma va bene così per chiudere un anno splendido.
Oltretutto coach Kidney non mostra timori reverenzali per i suoi mostri sacri: ha provato (con Fiji) e consacrato (col Sudafrica) il futuro in un ruolo cruciale attualmente coperto da un mito: Jonathan Sexton apertura per Ronan O'Gara, una alternativa (per ora) consistente e preziosa contro team dal gioco molto fisico, senza per queso dover rinunciare alla precisione dalla piazzola.
Aldilà del "nuovo" Sexton ci sono tante conferme, a partire da quella di Brian O'Driscoll autentico leader, della seconda e terza linea micidiali, dei backs di assoluto livello - Earls, Kearney, Bowe, Paddy Wallace, D'Arcy - nonostante l'infortuno di Fitzgerald. Qualche preoccupazione può arrivare dagli scricchiolii in prima linea, dove l'ultima gara col Sudafrica in emergenza "Bok-to-the-future" con BJ Botha e CJ Van der Linde, ha mostrato una certa carenza di ricambi rispetto ai titolari.
Un 2009 irlandese da incorniciare comunque, anche nei Test, col 4' posto nel ranking mondiale dopo il 6Nazioni 2009 dominato, a parte la delusione della tournèe dei B&I Lions in Sudafrica, ipotecata da suoi giocatori assieme ai gallesi e con tanto di capitano. Poco male, c'è tempo per fare test nell'emisfero australe prima della Coppa del Mondo; ora l'Irlanda affronta il Sei Nazioni 2010 da netta favorita, aiutata dalle tre partite in casa anche se le sfide più toste saranno fuori - cominciano ricevendo gli Azzurri, poi giretto in Francia e Inghilterra per chiudere in casa con Galles e Scozia.

Francia
Siamo alle solite, i Bleus di Lievremont si rivelano analoghi a quelli dei suoi predecessori: capaci di tutto e del contrario di tutto.
Esaltati dalla vittoria iniziale sul Sudafrica e dalla passeggiata con Samoa, forse non hanno saputo analizzare quanto ci fosse di reale merito proprio e quanto invece fosse il demerito altrui.
Fatto sta che sono arrivati alla sfida decisiva con gli All Blacks privi di alcuni elementi chiave, soprattutto in terza linea e dando fiducia a una mediana (Dupuy-Trinh Duc) di classe come tutte quelle francesi e anche nerboruta, ma che personalmente non ho mai trovato convincente fino in fondo: limiti caratteriali e di affidabilità al piede per il fumino mediano dello Stade, limiti di personalità dell'apertura di Montpellier.
All in all, i Galletti arrivarono pimpanti per suonare e furono pesantemente suonati dai Kiwis. Non sono stati per nulla in grado di reggere l'intensità imposta dai Tutti Neri: i Bleus han provato ad attaccare con veemenza come coi sudafricani, col risultato di perdere regolarmente il confronto sul punto di impatto. E quando i Kiwis ripartivano, emergevano i limiti del reparto arretrato: bravi i Bleus in fase d'attacco quanto penetrabili in difesa se attaccati al largo. Per non dire del crollo persino in mischia chiusa. E' stato come lo schianto di una Lamborghini contro una BMW 750, più solida ma dotata anche di scatto bruciante.
E adesso siamo alle solite per i francesi: poche certezze, molti dubbi. In mediana innanzitutto: prevarrà finalmente l'idea di dar fiducia a Parra? La Francia è forse l'unica squadra assieme all'Australia a dar più peso tattico al mediano di mischia che all'apertura; nessuna alternativa all'apertura franco vietnamita è stata portata in panchina, manco contro Samoa. Adesso insisteranno o torneranno a Michalak o Beauxis? Anche davanti la coperta pare corta, soprattutto in terza linea; rimane il problema di che farsene di Chabal, mentre choccante è scoprire che dietro non basta più inserire chi si vuole nel blocco tolosano, che tanto tutto funzionerà da solo.
Certo, le avversarie nel 6Nazioni non sono come la Nuova Zelanda, ma per una volta che la Francia poteva partire favorita, con Irlanda, Italia e Inghilterra in casa ...

Inghilterra
Tutto il contrario della Francia: nessuna esaltazione, estrema prudenza, primo non prenderle, ma il bilancio finale rimane negativo. Vittoria penata con l'Argentina, sconfitte da Australia e Nuova Zelanda, ancorchè dignitose senza mai piazzare una sola meta. Un po' poco per poter celebrare il recupero di Wilkinson, rivelatosi in buona forma e affidabile non solo al piede ma non (più?) il "risolvi problemi" del 2003.
La gara con l'Australia ha mostrato quanto spuntato sia l'attacco, quella con l'Argentina una sconcertante mancanza di fosforo nel fare le scelte tattiche. Contro i Kiwis il focus di Johnson è stato totalmente incentrato sulla difesa, prova che col senno "francese" di poi s'è rivelata correttamente prudente. Interessante la prova di tre "bestie" dietro come Banahan, Monye e Cueto in attesa del recupero di Armitage.
Vedremo se le cose cambieranno col recupero della notevole massa di infortunati, soprattutto davanti, che ha afflitto i Bianchi con la Rosa. Aldilà degli infortuni, è sicuro coach Johnson che Borthwick sia il capitano giusto? Coach Johnson s'è detto confidente di poter vincere il SeiNazioni quest'anno. Forse s'è un po' sbilanciato dato anche il calendario, tre su cinque sfide fuori casa ma potenzialmente molto potabile: Galles in casa, poi Italia fuori, Irlanda in casa e giro finale in Scozia e Francia.

Galles
Che dire dei Rossi della Rugby-Nation? Avevano concluso il 6Nazioni scorso un po' "dazed and confused" e tali e quali li abbiamo ritrovati nei Test Match autunnali.
In mezzo c'è stato il tour de B&I Lions, in cui forse i gallesi han pagato lo scotto più grosso: i pochi onori della ribalta riservati agli Irlandesi, mentre la "massa" dei loro convocati tirava silente la carretta e subiva monti di infortuni.
L'esito si è già visto nelle prove scarse come non mai in Celtic League e in Heineken Cup: il 2009 è un anno tra il cantiere e la pausa di riflessione (e cura) per i Dragoni, dopo il boom del 2008. La verità è che il pur valido Gatland, anche lui direttamente coinvolto nel giro dei Lions, non è riuscito a far partire un ciclo.
Tornando ai test di novembre, il bilancio non pare del tutto negativo: due vittorie (Samoa Argentina) e due sconfitte (senza segnare una meta) con Nuova Zelanda e Australia.
Se la prima sconfitta, un limitato 12-19 con gli All Blacks, poteva lasciare delle aspettative, in realtà mostrava un team "ai piedi" del solito onestissimo operaio dell'apertura Stephen Jones, col volonterosissimo ma poco pericoloso Hook schierato in fondo, le due super ali Shane Williams e Leigh Halfpenny poco pungenti come i due super centri Jamie Roberts e Tom Shanklin. Davanti i Dragoni hanno mostratoil limite di tutte le Europee, Italia esclusa: pochi ricambi di livello.
Situazione di sofferenza e mancanza di idee messa in evidenza dalla striminzita vittoria con Samoa. La solida affermazione coi sempre rognosi argentini che una settimana prima avevano messo in difficoltà gli inglesi, anche col loro pubblico, si rivelava ingannevole: più merito dei guizzi personali dell'infortunato Shane Williams che del gioco di squadra.
Limiti tutti clamorosamente mostrati nella seconda, netta sconfitta subita dagli australiani. Sintomatica di una generale mancanza di confidenza è stata una azione di Jamie Roberts, centro dal gran fisico, Lions, grande promessa sinora un po' mancata: lanciato nel secondo tempo palla in mano da un offload finalmente efficace, trova tra sè e la meta solo l'ala avversaria e invece di travolgerlo per guadagnare i pochi metri mancanti, cerca per dieci metri uno scarico telefonatissimo e getta via la più limpida occasione di recupero gallese della partita.
Li vedremo nel Sei Nazioni, se recupereranno una prima linea decente e chiariranno definitivamente se e come utilizzare Powell in terza linea. Il calendario in teoria sarebbe favorevole: dopo l'improbo giro a Twickenham troveranno Scozia e Francia in casa, poi al Croke Park per chiudere in casa con l'Italia.

Scozia
Bilancio apparentemente positivo per il nuovo ma espertissimo coach Andy Robinson , un due a uno inclusivo del prezioso scalpo dell'Australia, prima vittoria in 27 anni. Il problema può essere la conclusione "in battere non in levare", con la sconfitta subita dall'Argentina.
Sconfitta quasi segnata: chi di drop ferisce ...
Di fatto la Scozia segna due mete con la debole Fiji e poi basta. Vince al lumicino - due punizioni, drop finale di Paterson - la gara tutta difensiva con l'Australia, la quale arrivava praticamente in meta quattro volte e aveva la palla per la vittoria tra i piedi di Giteau. Con l'Argentina, Robinson chiede ai suoi un po' di movimento palla e lo ottiene per un tempo, salvo poi assistere al crollo. Complice un ancoraggio della prima linea non certo all'altezza dei Scelzo, Basualdo e Ayerza (soffre soprattutto il grosso Moray Low), le energie presto si disperdono. Il nostro Cuttitta allenatore della mischia ha fatto un lavoro ottimo e i trucchetti "bevuti" dal pessimo arbitro Lewis si sprecano, ma non si può cavar sangue dalle rape.
Nel secondo tempo infatti gli argentini si installano nella metà campo dei padroni di casa e li colpiscono con le loro stesse armi: pareggiano con due punizioni, vincono con un drop finale.
La nuova gestione pare aver corroborato la difesa, rendendola "stagna" (una sola meta subita in tre gare), ma l'attacco risulta ancora un po' troppo "scolastico" anche se nel primo tempo con i Pumas si son visti fior di offload e ripartenze veloci. Un po' poco per impensierire una difesa attenta, che va a nozze con lo scontro fisico come quella bianca e azzurra, che infatti ha saputo mutare l'assalto scozzese in guerriglia degli avanti, quel che più li esalta, facendo emergere i limiti di tenuta dei blu.
In sintesi, una Italia un po' più avanti con gli schemi d'attacco e un po' più indietro come potenzialità in mischia, con dei piazzatori più affidabili e Paterson arma letale incombente per i finali di partita, forse un po' corta di fiato se fatta lavorare intensamente davanti. Nel prossimo Sei Nazioni avranno in casa solo Francia e Inghilterra, le altre fuori Italia inclusa.

Un cenno finale all'Argentina: sta bene tra le europee, coi suoi nove quindicesimi di nazionale proveniente dal campionato francese, nonostante il suo futuro sia segnato Australe nel Four-Nations quando ci sarà e forse anche nel SuperRugby, come giocatori se non come squadre.
Questo tour autunnale li ha mostrati un po' dimessi, privati di buone dosi di talenti e di leadership in campo per le assenza di Contepomi e Hernandez. Non hanno però smarrito le buone caratteristiche di sempre: la tostaggine, la motivazione e la pericolosità per tutti, basata su grinta ed esperienza.
Il bilancio è onesto e veritiero dell'attuale valore dei Pumas: mette paura all'Inghilterra, perde col Galles, vince con la Scozia. Interessante ci siano arrivati col coinvolgimento da parte di coach Phelan di molti giocatori mai usciti sinora dall'Argentina: rivela un livello più che decente per i campionati semipro di quel Paese ma sopratutto mostra l'inizio del gran lavoro, da fare da qui al 2012, quando presumibilmente l'Argentina sarà un Paese Australe a pieno titolo. Forse prima volta nella loro storia i Pumas stanno programmando non un tour o un mondiale ma una attività dal respiro medio lungo.

Nessun commento:

Recent Posts


Latest Rugby Headlines


Championships

Rugby Values

rugbyboots.net

rugbyboots
We take a look at all the rugby boots on the market, show you the best for your position, the conditions and whether it is rugby union or rugby league you need the boots for.

Rugby news from Scrum.com

Rugby World News

Premiership News

SuperSport.com News

Eurosport - France

SudOuest.fr - rugby

Il Rugby in Italia (via RugbyCS)