domenica 21 marzo 2010

6 Nations: le Grand Chelem fatiguè

La Francia batte 12-10 l'Inghilterra allo Stade de France e vince il 6 Nations 2010, conquistando anche il Grand Slam. Inglese la sola meta, quella di Ben Foden, più un calcio di punizione del subentrato Wilkinson. Per i transalpini valgono i calci di Parra e il drop di Trinh-Duc. Partita tesa, giocata sul filo di un equilibrio instabile, frenata dalla posta in palio, con la migliore Inghilterra vista sinora con l'inziativa costantemente in mano e una grande prova di controllo e maturità offerta dalla Francia. Battaglia nella battaglia la partita tattica tra management, con attenti botta e risposta tattici nelle sostituzioni.
Purtroppo per gli inglesi l'inferiorità del pack in mischia ordinata nel primo tempo risulterà decisiva nel far pendere il risultato di quel tanto che basta dal lato Bleu: su tale elemento riesce ad incardinarsi il belief francese, messo a dura prova dalla determinazione del bulldog inglese e dalla rinnovata spregiudicatezza del giusto amalgama dietro.


La cronaca: Trinh-Duc apre con nonchalance le marcature con un drop centrato d'un pelo al quarto minuto, finalizzando una incursione di Harinordoquy nei 22m avversari.
Si vede subito che l'Inghilterra non è quella lenta, impacciata, timorosa e conservativa vista sinora: il trio in fondo Cueto -Foden -Ashton si propone costantemente, il pack macina, la mediana Care - Flood estrae palla e la fa girare velocemente, persino Flutey prende iniziative e Tindall annichila Bastareaud, mentre l'esperta seconda e terza linea si lanciano in un testa a testa con gli esperti avanti francesi. L'esperienza a volte però si paga: Simon Shaw è subito costretto al forfait per infortunio, rimpiazzato da Palmer.
Arriva subito la meta inglese: veloce azione alla mano sul lato sinistro, Ashton riceve, Andreu si precipita su di lui in blitz, le mani velocissime della giovane ala di Northampton girano palla al volo al suo compagno di club Foden inseritosi al largo; inutile il recupero dell'altra ala Palisson e meta per gli inglesi: 3 - 7 dopo la conversione non semplice di Flood.
La giornata pare girare per gli inglesi: nella pioggia sempre più fastidiosa Parra sbaglia un tentativo di penalty da lontano, mentre Tindall marca a uomo Bastareaud e lo annichila, ma al 18' viene beccato dall'arbitro a non rotolare via, Parra calcia e accorcia sul 6-7.
Da qui s'inizia il quarto di gara di passione per la prima linea inglese che risulterà decisivo: Dan Cole viene messo regolarmente in crisi da Thomas Domingo, provocando coi falli prima il sorpasso francese, poi il 12-7 con cui si chiude il primo tempo.

Alla ripresa Johnson sistema la prima linea: fuori il solito nervosone Hartley - autore tra l'altro del medesimo fallo costato a Mauro Bergamasco il giallo, cioè uno spintone all'avversario in blocco in fuorigioco, visto dall'arbitro Lawrence e sanzionato con un semplice richiamo e un calcio di punizione; fuori anche il pilone tight Cole, rimpiazzato da David Wilson dieci centimentri più basso assieme all'esperto tallonatore Steve Thompson: la mischia ordinata risulterà fissata, inaridendo le opportunità disciplinari per la Francia che infatti non metterà più a segno un punto e subirà la pressione inglese, incostante e fallosa ma molto più pericolosa degli attacchi dei preoccupati francesi.
Danny Care gioca una partita intelligente e precisa sia nel primo che nel secondo tempo: un suo calcetto nel box rotola fuori con Foden pericolosamente sopraggiungente. Ma l'occasione più ghiotta è di Ashton. L'ala forte sfonda dopo un offload sulla sinistra, davanti gli resta solo Poitrenaud, il quale ancora lontano fa la cosa giusta: segue l'istinto del più sottile davanti al più grosso, si volta e corre indietro esattamente mentre la giovane ala inglese decide di scavalcarlo con un calcio in area di meta. Bastava che Ashton tenesse palla per un attimo verificando le intenzioni del francese ed era meta certa, se non altro per differenza di peso; invece l'estremo francese lo precede in area di meta annullando il frettoloso calcio.
A parte queste due e un paio di ficcanti penetrazioni di Cueto, il tempo atmosferico e l'attitudine portano l'Inghilterra a giocare serie su serie di pick-and-go, in un gioco ruvido in cui la scivolosità e la determinata esperienza dei padroni di casa hanno buon gioco nello sfruttare imprecisioni, palle sfuggenti, indiscipline e furbatine regolarmente punite dall'attento arbitro.
Comunque i francesi rimanogno sulle loro, guardinghi, addirittura usando liberazioni tattiche per tener lontana la pressione inglese; è il momento peggiore per un nervoso e petulante Parra, più loquace persino del torrenziale Professor Pierantozzi.
A metà del tempo Lievremont sostituisce l'inutile e marcatissimo Bastareaud col più agile Marty e Johnson risponde facendo uscire Tindall - mission accomplished - con Tait. Infine tocca a Wilkinson entrare a posto di Flutey più attivo del solito, con Flood che si sposta al primo centro davanti aun insolitamente disoccupato Jauzion, alla caccia dello "schema inglese" per i finali che contano (il drop).
Al 67' Wilkinson compie la prima parte della sua misisone, centrando una difficilissima punizione lontana sul lato sinistro causata da Parra che non rotola via dall'attivissimo Cueto. Sarà l'unica marcatura del secondo tempo, siamo 12-10. L'attento controllo di palla francese non offre più opportunità di segnare e la Francia riesce con fatica e qualche brivido ma in controllo a portare a casa un meritato Trofeo arricchito da Grande Slam.

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