lunedì 15 marzo 2010

Una ventata di aria fresca

Non lo diciamo noi, ma lo vanno affermando fuori dai confini dell'Italia provinciale che si esalta per l'ingresso in Celtic e poi dimentica di considerare anche gli avversari in una partita di rugby. Quanto visto ieri pomeriggio allo Stade de France è, effettivamente, come la primavera che bussa alle porte, soprattutto se si tengono a mente gli ottanta minuti mediocri tra Scozia e Inghilterra, giocata ventiquattro ore prima del match di Parigi.

E se Marc Lièvremont già prepara l'ultimo round contro gli inglesi di sabato prossimo, complimentandosi con i suoi e chiedendo a loro di ripetersi, ecco che questi bleus esaltano gli osservatori internazionali, riportandoli con la memoria indietro nel tempo. Huw Baines, assistant Editor di Espn Scrum, lo scrive chiaro e tondo nell'analisi on line in queste ore e che merita una lettura.
Da canto nostro, si registrano non tanto le parole di Nick Mallet, quanto le rassegne dei commenti sui giornali e altro. Gli Azzurri avrebbero fatto due passi indietro dopo il passo in avanti contro la Scozia. Forse il passo in avanti dell'Italia è stato compiuto già dall'incontro con l'Inghilterra - e in alcune fasi del secondo tempo contro l'Irlanda -, ma di certo se il parametro rimane l'immancabile testa a testa con gli scozzesi, allora tanto vale lanciarsi nel pronostico per il prossimo anno: contro di loro perderemo perché giocheremo in trasferta, a dar retta alla logica di qui.
"Più o meno abbiamo ottenuto quello che volevamo", ha dichiarato Lièvremont. "Abbiamo concesso due mete dopo aver operato molti cambi, per esempio facendo giocare Parra a numero 10 e non è abituato a difendere da quella posizione quando si riparte da una mischia". L'obiettivo era quello di arrivare a segnare almeno 50 punti e "per un'ora tutto è andato secondo i piani".
E' vero, i francesi avevano la testa già all'ultima del torneo contro l'Inghilterra: per arrivarci, occorreva farlo nel migliore dei modi.

3 commenti:

Abr ha detto...

Lievremont fa bene a depistare per difendere i suoi, ma il primo a sbagliar placcaggio su Canavosio e' stato Yachvili, il secondo Palisson.
Prima DelFava aveva travolto l'ultimo uomo (sempre Palisson o ancora Poitrenaud? Non ricordo) e gli altri li aveva fumati le due finte e scarti di Derbyshire.

Abr ha detto...

Del Fava si scrolla di dosso Swarzewski e Palisson arriva in ritardo, rivisto sugli highlights nel post precedente.

ringo ha detto...

Secondo me non ha fatto apposta: è che ha talmente tanti ricambi che un po' va in confusione anche lui con il passare delle ore.

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