giovedì 17 marzo 2011

Auguri dalla Francia

In Francia le polemiche susseguenti alla sconfitta con l'Italia non sono certo finite, anche se dopo gli sfoghi di Lievremont si registra una sua parziale retromarcia ("Mi spiace di essermi lasciato sfuggire, nella collera, che questa sarà l'ultima partita nazionale per alcuni giocatori", e "gli esclusi pagano colpe in gran parte non loro"), corroborata dalle scelte per la formazione dell'ultima partita, tutto sommato di conferma o meglio di ripescaggio di antichi "pallini" e per niente rivoluzionarie. C'è ora una sorta di tregua armata in attesa dell'ultima gara con i "Galois", come li chiaman loro.
Hanno aiutato le prese di posizione dei giocatori (Parra, Nallet, Bonnaire) in sintonia con la parte soda dello sfogo dell'allenatore: apatia di chi è sceso in campo, assenza di spirito combattivo generalizzata. Il che con l'Italia è un suicidio assicurato, han detto. E noi, poco abituati alle lodi internazionali se non per alcuni singoli, incassiamo goduti.
Solo a Bonnaire, poco scosso dal "chiarimento" post partita col coach (essendo uno di quelli che vivevano il cazziatone perenne in vigore ai tempi di Laporte), è sfuggito un molto significativo "come sempre, in campo porti quello che hai costruito in allenamento", affrettandosi però a specificare che l'imputato è l'impegno dei giocatori e non il contenuto degli allenamenti. Squarcia dall'esterno questo muro di apparente unanimismo l'allenatore del Tolosa Guy Noves: "Non aspettatevi dai giocatori la verità su quel che sta succedendo e su cosa pensino veramente", avverte, "perchè vogliono tutti andare al Mondiale".

Tant'è, lasciamo pure i Galletti coi loro problemi e incassiamo il fatto che, nel mentre si sviscerano (tra loro e) i loro problemi, si stanno accorgendo dell'Italia. Già, oggi fanno 150 anni di Unità d'Italia, quindi è giusto che i riflettori siano puntati sulla Nazionale Azzurra: per una volta, ce lo siamo guadagnato nel bene. Da antichi sostenitori di una Alliance Sacrè tra latini, argentini inclusi, a proposito di auspici e sintonie (l'aveva detto Lievremont stesso che si sentono sintonici con noi), proponiamo tradotto un pezzo di Rugbyrama, emanazione web di Midi Olympique, a firma Jeremy Fadat.

L'Italia scorda i suoi complessi
Il naufragio della nave francese e tutto quel che è successo nel microcosmo bleu l'ha pressochè eclissato... Ma lo scorso weekend a l'Italie è riuscito uno dei suoi più belli exploits. Potrebbe essere il più bello della sua modesta storia rugbistica. E nell'assistere alla gioia dei Transalpini al colpo finale di fischietto sabato, sia sul terreno di gioco che sugli spalti, come si faceva a non unirsi a tale fervore inebriante e contagioso? Anche per i francesi presenti, è stato impossibile sottrarsi. "Prima di tutto, voglio iniziare il mio intervento rendendo omaggio alla squadra italiana" ha dichiarato Marc Lièvremont, malgrado il suo abbattimento, qualche minuto dopo il terribile rovescio. E' indubbio che i coéquipiers di capitan Sergio Parisse meritassero tutti gli onori possibili. Combattivi, solidali e persino eroici, hanno regalato una prestazione da sottolineare quando sono riusciti a risalire dall'inferno e rimontare 12 punti (6-18) negli ultimi venti minuti.
Lo stesso Parisse non nasconde la sua fierezza alla fine della gara: "Provo tante emozioni e tanta gioia. E' un sogno per noi tutti battere la Francia. Questo gruppo fantastico se lo meritava. E' una vittoria storica, non ci sono altre parole per definirla". Nel recente passato, tra rari motivi di speranza, il gruppo italiano aveva fatto l'abitudine di inanellare disillusioni e cucchiai di legno. Ma a sei mesi dai Mondiali, questo successo di riferimento non poteva cadere meglio. Da una parte perchè valida un Torneo che, con l'eccezione della débâcle di Twickenham (13-59), era già convincente sul piano della prestazione sportiva. Mancava solo una vittoria ... "Avevo detto ai ragazzi prima della partita che nessuno poteva impedirci di sognare, che avevamo il nostro destino nelle nostre mani", rivela Parisse. "L'esperienza degli ultimi minuti mal gestiti contro l'Irlanda e il Galles quando potevamo vincere è stata benefica, confessa Nick Mallett. Dopo la nostra meta, abbiamo messo la Francia in sofferenza."

Lasciare il Cucchiaio di legno alla Scozia
Nick Mallett, altro argomento. Discusso, criticato, attaccato, il selezionatore aveva ancora affermato la settimana passata che gli piacerebbe rimanere al suo posto dopo la Coppa del Mondo anche se il manager dell'Usap, Jacques Brunel, ha già annunciato ai suoi giocatori catalani che prenderà la guida della Squadra Azzurra entro qualche mese. L'exploit del Flaminio eccepisce chiaramente a favore del tecnico sudafricano. "Nick è stato molto criticato, persino troppo, reclama Parisse. Questo successo è stato anche per lui. Se lo merita". "Questo match resterà sempre come uno dei miei più bei ricordi da allenatore, assicura Mallett. Voi sapete, prima di questo ruolo, ho vinto titoli col Sudafrica o lo Stade français, ma questa è certamente la volta che sono stato più fiero dei miei uomini. Ed ecco che può apportare in tutti i casi un credito considerevole, che potrebbe rimettere in discussione le scelte future della federazione italiana.

E soprattutto, les Italiens han fatto il pieno di fiducia. Il loro Torneo non è solo salvato, è soprattutto caricato di nuove ambizioni. "Sin qui abbiamo messo assieme tre buone partite in casa, analizza Mallett. Ora ce ne manca solo una in Scozia sabato, quindi abbiamo l'occasione di terminare la competizione con quattro buone partite, quattro incontri dai risultati più che promettenti. Sarebbe una cosa mai successa all'Italia". Fondamentalmente, qualsiasi cosa accada il bilancio sarà ampiamente positivo, ma i Transalpini non sono sazi e vogliono impressionare di nuovo. Sarebbe deludente mollare adesso e oltretutto potrebbe riuscire loro di affibbiare il Cucchiaio di legno al XV del Cardo. Francamente, les Italiens hanno i mezzi per far bene al Murrayfield. E se mai ne avessero dubitato, non è sicuramente più così dopo sabato ...

Rugbyrama - Jérémy FADAT, envoyé spécial Midi Olympique-Rugbyrama

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