giovedì 15 marzo 2012

Scozia: chi osa vince

Traduciamo squarci dell'articolo apparso sul Telegraph su come la Scozia stia preparando mentalmente il decider (di fondo classifica) con l'Italia di sabato prossimo all'Olimpico.
Magari fosse così come parrebbe trapelare dal quotidiano londinese! Pur con tutti i caveat scaramantici e non, tireremmo un grosso respiro di sollievo: la Scozia pare insistere, non basta quel suo "avanti sempre a testa bassa" che l'ha portata a quattro sconfitte, ma tra i plausi generali, serve di più!
Bene: siamo convinti che se andrà in quella direzione, con gli scozzesi  a "osare" tutto possesso e sempre a tavoletta, senza modulazioni di ritmo e varianti tattiche, beh sarà la miglior agevolazione che possano dare agli Azzurri.

Sempre che gli italiani non vengano istruiti di rispondere pan per focaccia - eh si, il rischio c'è visto che siamo in casa e il segnale dell'esclusione di Luke McLean depone male. Anche se non fossimo così suicidi evitiamo di illuderci troppo, tutti i nostri altri limiti ci fan partire in ogni caso sfavoriti: dalla tenuta alla distanza, prima di tutto mentale, per passare alla seconda linea dove siamo nettamente inferiori (stavolta, mentre è stato l'ultimo baluardo contro l'Irlanda e piattaforma quasi vincente con l'Inghilterra); di più, siamo anche potenzialmente perdenti pure in prima linea (ci han sgamato tutti: basta spingere un po' laterali sul nostro tallonatore e ci stappiamo subito); per non parlare di trequarti, piazzati e mediana.
Fosse comunque quello l'atteggiamento della Scozia - ripetiamo il beneficio del dubbio - si rivelerebbe che il problema di una squadra dai tanti giovani interessanti e dagli skill importanti anche se manca ancora un line-breaker, ma che perde 12 delle ultime 14 gare del Sei Nazioni, ha un nome preciso: Andy Robinson. E chi è causa del suo mal ...
Quanto al motto "chi osa vince" (lo diceva anche quel dongiovanni di mio cuggino ma aggiungeva, "se sei disposto a prender tanti schiaffoni") noi preferiamo una delle tante "sentenze" di Sun Tzu: "Colui che saprà attendere prudente e celato un nemico che non lo sia, risulterà vincitore".


Andy Robinson's instruction to Scotland - who dares wins


Il motto dello Special Air Service è diventato il mantra della Scozia negli ultimi giorni, da quando l'ex membro del  SAS Floyd Woodrow è calato nel ritiro scozzese – probabilmente col paracadute, quasi certamente col favore del buio  – per ispirare e motivare la squadra prima del match che offre agli Scots le ultime speranze di vittoria nel torneo di quest'anno. 
Woodrow, uno dei più giovani soldati mai scelti in quel reggimento d'elite dove guadagnò una  Distinguished Conduct Medal, è oggi un consulente motivazionale e un coach: ha lavorato con la Welsh Rugby Union, con le Cricket Board academy di Inghilterra e Galles e con molte altre organizzazioni. Robinson è stato vago nel precisare l'esito dell'intervento, ma il vice mediano Chris Cusiter crede che il suo input sia stato di rilievo.
“E' chiaramente un esperto in cosa serva per tirar fuori il massimo da un gruppo", osserva Cusiter. “Ci ha guardati in allenamento e ha fatto qualche commento. Solo alcune osservazioni chiave, cose su come alzare il livello di energia e motivazione, nell'avere le persone giuste dire le cose giuste al momento giusto". E continua: “E' importante essere aperti a ogni sorta di opinione e voce diversa. Quel tizio ha un background diverso dal nostro, ma ciò di cui parla è totalmente applicabile al rugby. Siamo qui assieme da tante settimane, abbiamo sentito ripetutamente i nostri coach, adesso è bello sentire una voce diversa.”
Mentre Woodrow si è presumibilmente focalizzato sull'approccio psicologico, alcuni giocatori potrebbero esser stati tentati di provare ad assorbire la sua esperienza nel combattimento a mani nude, per la partita romana che ci si aspetta sarà feroce sul piano fisico.
Senza sorprese, Robinson ha scelto il medesimo pack delle  ultime due partite  – contro France e Ireland – malgrado che la Scozia abbia perso entrambe le gare.
Dietro, l'unico cambio dallo scorso weekend è  il ritorno di Nick De Luca, dopo l'infortunio alla testa sofferto da Lee Jones (...) e si sposterà dal centro all'ala.
“Ho confermato la mischia perché mi serve continuità dagli otto che saranno severamente messi alla prova agli italiani” ha detto Robinson riguardo alla sua strategia. “Ci sono stati un sacco di passi avanti e molti meritano il premio di questa ultima partita". (...)

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