mercoledì 24 ottobre 2012

E' tutto un Test, da novembre a giugno

Accade che in Scozia ci si domandi cosa ne sarà dei prossimi risultati della nazionale guidata da coach Andy Robinson, dopo le prestazioni in Heineken Cup dei Glasgow Warriors e soprattutto di Edimburgo, le bella rivelazione della scorsa stagione, che dopo due turni non ha ancora marcato un punto incassandone 78. Intanto Robinson, in vista dei Test dell'11 novembre quando gli scozzesi affronteranno la Nuova Zelanda, ha convocato sette giocatori nuovi nel gruppo: sono Stuart McInally e Grant Gilchrist dai Gunners e Alex Dunbar, Peter Horne, Peter Murchie, Tommy Seymour e Henry Pygros dai Warriors. Innesti che vanno dalla back row ai trequarti. Da una parte c'è una squadra, Edimburgo, che in 160 minuti di coppa ha avuto una sola possibilità di smuovere il proprio risultato, con un piazzato di Greig Laidalw che non ha trovato la via dei pali, mentre Glasgow si è dimostrata più combattiva sia contro i Northampton Saints che contro l'Ulster, ma perdendo in entrambe le occasioni. I Warriors si ritrovano in un'annata particolare, con un nuovo impianto e una nuova rosa di atleti che nelle intenzioni della franchigia dovrebbe garantire un certo salto di qualità, sulla scia di quello che è successo nello scorso Pro12, quando è approdata alle semifinali, tenendo un buon ritmo durante il campionato e botta quando si è trattato di chiudere il discorso qualificazioni alla post season. Qualche bel nome è però andato perduto per strada; per rimediare i Warriors provano col gran botto quasi in stile Tolone: arriva Sean Maitland dai Crusaders, trequarti di altissimo livello per di più subito eleggibile in nazionale. Quanto a Edimburgo, come detto: le semifinali di HCup in primavera, con conseguente freno a mano in campionato, mentre ad ora su otto impegni ufficiali sono arrivate solo due vittorie. 

Dibattito anche in Inghilterra in merito a Steffon Armitage (foto). Il caraibico nativo di Trinidad e Tobago potrebbe essere utile alla squadra di Stuart Lancaster? Con il Tolone, club per il quale la possente terza linea milita da dal 2011 dopo cinque anni ai London Irish, si è reso protagonista di un buon avvio di stagione dopo esser stato la rivelazione del campionato in quella precedente. Lui ha fatto sapere di non preoccuparsene, perché quando fece i bagagli per attraversare la Manica aveva messo in conto che le cose sarebbero andate così, che la nazionale inglese non avrebbe più bussato alla sua porta. E Lancaster la settimana scorsa, intervenendo a Radio 5 Live, programma di BBC Radio, ha detto che il fatto sta tutto lì: quando i giocatori vanno in Francia non sono disponibili per i campus organizzati in vista degli impegni internazionali, non ci sono quando ce ne sarebbe bisogno. A fine mese ci sarà un ritiro in programma: c'è l'accordo tra nazionale e i club di Premier, ma siccome cade in un periodo durante il quale non è prevista la finestra con beneplacito della International Rugby Board, un accordo - afferma Lancaster - non può essere raggiunto con le società francesi. Ciononostante, si è affrettato ad aggiungere il coach per tenersi le porte opportunamente aperte, si potranno valutare casi particolari, eccezioni alla regola. 

A proposito di Tolone e aria di casa. Domenica i provenzali hanno battuto i Cardiff Blues all'Arms Park: è stata l'occasione per il ritorno del pilone Gethin Jenkins che alla vigilia non ha nascosto un po' di nostalgia. Un sacco di amici nell'ambiente, sugli spalti. Insomma, la prima volta non è mai facile. Tant'è: la prossima settimana il Galles porta gli uomini per novembre al solito training camp in Polonia con le celle frigorifere a meno centottottanta gradi e mancheranno proprio Jenkins, James Hook, Luke Charteris e Mike Phillips, perché le squadre del Top 14 non li rilasceranno. Jenkins ha detto chiaro e tondo che non sarà in Polonia ma allo stesso tempo che sarà disponibile a partire dal primo di novembre, dopo il match contro lo Stade Francais. E quindi conta ancora di poter indossare la maglia dei dragoni contro l'Australia. La maglia dei dragoni rossi e non solo, anche quella dei Lions per il tour della prossima estate contro i Wallabies. E' sempre una questione di calendario: i francesi han già detto che non rilasceranno i loro tesserati se saranno impegnati nella fase finale  del torneo d'Oltralpe, che dura fino al primo di giugno. Quando i Lions saranno già a Hong Kong contro i Barbarians prima di planare Down Under

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