giovedì 25 ottobre 2012

Euro Challenge squilibrata

 La Amlin Euro Challenge, va detto onestamente, è torneo interessante in modo sistematico solo a partire dalla fase playoff primaverile. Prima per ampie parti siamo alla negazione della logica degli sport di combattimento, tipicamente divisi a livello individuale per categorie di peso - piuma, welter, massimi etc.; un confronto tra un peso gallo e un super massimo non è la sfida Davide contro Golia, è solo penoso, la Amlin della fase a gironi purtroppo sovente lo è e  la cosa rende inutilizzabili persino le statistiche. Chessò, al limite si introducesse un meccanismo ad handicap tipo golf (i peggiori partono con un più 20, 30 o 50 punti) ... ma non avrebbe senso, aumenterebbe solo le possibilità di farsi male.

Tant'è, per adesso andiamo avanti con quel che passa il convento, sperando che dai mal di pancia anglo-francesi in ERC alla fine esca un sistema diverso. Ad esempio coi club/franchigie europee separati in tre livelli: SuperPro (le prime dei tre campionati Pro), le altre Pro e poi l'universo SemiPro per conto suo, che spazia dal Portogallo all'Ucraina passando per l'Italia. Il vantaggio paradossalmente sarebbe più grande per i club dei Paesi meno sviluppati, a patto di trovare un accordo "solidale": tornei più competitivi in cambio di un accordo  su come condividere pani e pesci procacciati dai Paesi più avanzati coi diritti tv. Non dovrebbe essere difficile dato che la torta si va ingrandendo.
Vabbé, finiamola di sognare, torniamo alla dura realtà del secondo turno della Amlin Euro Challenge.

Girone 1: Qui abbiamo due inglesi medio-alte e due francesi di bassa classifica, poco motivate a sprecar preziose risorse da preservare per il duro campionato. Dopotutto la partecipazione alla Coppa dell'anno prossimo dipende dalla performance in campionato e non in Coppa: come spesso accade, è il meccanismo stesso a incentivare i comportamenti "criminali". Per le inglesi è diverso: a parte che son più forti e quindi gli conviene battersi, è una questione di mentalità.
La classifica vede London Irish a 10 punti e Gloucester a nove dopo il doppio confronto con Bordeaux e Mont de Marsan, in attesa di regolarsi definitivamente tra loro nel prossimo doppio turno di dicembre.
Comunque i visigoti non vanno mai sottovalutati del tutto: nel primo turno Gloucester aveva sudato per battere i Montois e anche stavolta è deciso ma non schiacciante il 25-12 con cui prevalgono in casa su Bordeaux, marcando comunque quattro mete contro una, con doppietta per l'ala Charlie Sharples, Mike Tindall in campo come ai vecchi tempi, Jimmy Cowan mediano titolare e nessun italiano a referto. L'UBB manda in Inghilterra l'ONU: tre spagnoli (uno, il flanker Gibuin, in meta), un lituano, un namibiano, un argentino, un figiano tra i titolari.
Più semplice a guardar lo score è la faccenda per gli Irish che in casa battono i dichiaratamente distratti Montois con un netto 69-26, undici mete a due con doppiette per l'ala Topsy Ojo e l'estremo 18enne Anthony Watson.  Exiles che non son più i "London Samoan" come li chiamavano fino a un paio di stagioni fa: un po' Irish ora lo sono veramente, se non altro in regìa - i mediani sono Tomas O'Leary e Ian Humpreys.

Girone due: una pool che illustra bene quanto detto in premessa: Worcester e Perpignan a punteggio super-pieno dopo le passeggiatine nelle amene Rovigo e Gernika (Guernica in spagnolo). Il girone si risolverà anche questo col duplice scontro diretto decembrino e tutto il resto è noia;  passati quelli,  l'unica curiosità sarà vedere se crolla assieme a qualche parete latina, il muro dei 100 punti.
Rovigo è sulla buona strada: ne ha subiti 80 dal Perpignan, poi 90 a casa del Gloucester (quattro mete per David Lemi - doverosamente sua la nostra cover -  tre all'altra ala Andrew Short, doppiette dell'apertura Joe Carlisle e del flanker Matt Kvesic). Sopravanza però gli spagnoli con ... 4 miseri punticini in più nella differenza tra fatti e subiti! Che vergogna.
Coach Polla Roux ha perfettamente ragione ad asserire: "Il sistema deve interrogarsi su come migliorare le nostre prestazioni in Coppa, che sono un utile modo per crescere solo se si è competitivi”, è esattamente la nostra posizione ed è un problema di chi gestisce il rugby italiano, ma non crediamo che lo risolveranno, ammesso che si "interroghino" al proposito; come in altri ben maggiori casi, arriverà prima l'Europa (Rugby Council) a decidere per noi cosa sia il caso di lasciarci e cosa invece portarci via.

Girone 3: Qui la situazione del girone precedente è depotenziata dalla presenza dei Dragons, ma anche qui di riffa o di raffa a farla da padroni con due vittorie sono la squadra più attrezzata, Bayonne (Rokocoko, Phillips, Heymans, Chisolm, Tialata etc.) e ancor meglio quella con più tradizione, i Wasps. Mogliano fa esperienza come sparring partner: presa a schiaffi a Bayonne all'esordio, ha ricevuto nel secondo turno i Wasps, l'esito è un non annichilente 12-59, nove mete a due con doppietta di Chris Wade e prima meta stagionale di Andrea Masi, schierato titolare con l'altro italiano a Londra Nord Ovest Fabio Staibano. Bayonne ha faticato ma è riuscita a spegnere per ora le velleità dei Dragons con un hard fought 19-22 (una meta per parte e lavoro di piede di Benjamin Boyet). Ai quali non resta che rilanciarsi in dicembre, mediante il doppio turno col Mogliano, nel mentre le due primatiste si "chiariranno" tra loro.

Girone 4: è il girone più aperto, ma non purtroppo per i campioni d'Italia del Calvisano, che avevan parzialmente illuso nel primo turno casalingo contro Agen a cui avevan strappato due punti di bonus; poi invece vanno a prendersi gli schiaffoni a Bucarest: 42-27, segnando tre mete ma subendone sei! Dopo un primo tempo relativamente equilibrato (18-13), si sono fatti progressivamente staccare. Non è più una novità per le italiane, purtroppo, perdere in Romania; lo è però subir da loro sei mete!
Nel girone l'unica imbattuta è Bath, che nel secondo turno se l'è già vista con l'altra pretendente Agen ed è già andata a  reclamare il girone a casa sua, battendola per 22-27, punteggio corto se non si dice che han segnato però quattro mete contro una. E per non esser da meno di Glasgow, regina assoluta del mercato post fine tornei australi con l'arrivo di Sean Maitland, hanno annunciato d'aver preso Nick Koster,  back rower degli Stormers.

Girone 5: L'altro girone con una sola squadra imbattuta, però è l'unico della Challenge senza squadre a punteggio pieno, al contrario della sorella maggiore Heineken Cup dove ce n'è una sola, Clermont. E' lo Stade Francais ad essere riuscito a regolare la sua bestia nera stagionale Grenoble nella rilocazione di Le Havre, passando di misura per 28-25 nel finale grazie a una punizione piazzata da Contepomi.
Quest'anno in Challenge nei primi due turni, mentre tre italiane vengono massacrate una ci concede di sgranar gli occhi ed esclamar "mannaggia!". Nel primo turno era stata Calvisano, nel secondo è toccato ai Cavalieri Prato, sconfitti in casa dai London Welsh per 31-32, segnando quattro mete (quindi doppio bonus) e subendone tre con la doppietta dell'ala nigeriana Joe Aiuwa.  Sotto nel primo tempo fino al 3-18, recuperato prima della pausa sul 10-18, i toscani inseguono per tutto il secondo tempo e alle soglie degli ultimi dieci minuti di gara sono ancora sotto per 17-29. Va loro dato atto di non aver ammainato la bandiera: tra 70' e 75' arrivano le mete di Tempestini e Bernini che portano inopinatamente davanti i pratesi per 31-29. Italiani "cinici"? Troppo bello per esser vero: calcio di punizione concesso al 78' e Alex Davies riporta la partita oltre la Manica. 

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