sabato 10 novembre 2012

L'Italia testa se stessa a Brescia

Italy 28 - 23 Tonga

Riassumendo, l'Italia è brutta, confusa, alla fine la porta a casa, ci mette il cuore e supera Tonga. Ok: tralasciando i riassunti, ecco il 28-23 con il quale gli Azzurri battono gli isolani al Rigamonti di Brescia nel primo dei tre Test Match di novembre. Ottanta minuti di partita a fasi alterne, i primi quaranta con gli ospiti che evidentemente cercano di infilare la sorpresa spiacevole nel cesto degli italiani e macché piede e mischia portentosa, si presentano piuttosto con inserimenti da cavalleria pesante di fronte a dei placcaggi così così della truppa di Jacques Brunel e rimbambolano gli avversari che si ritrovano nella propria metà campo e si vedono arrivare questi ragazzoni decisi a infierire il colpo. E' una versione molto pragmatica di total rugby: dentro i piloni agili con tutto il peso che si portano a spasso, come Sona Taumaolo che sfugge anche a Leonardo Ghiraldini come il furbo che non si lascia prendere la targa dall'autovelox. Si presenta a rapporto Steve Mafi che viene portato a terra da Sergio Parisse, il quale non rotola via secondo l'arbitro inglese Greg Garner e allora sono i tongani ad aprire le marcature al 3' con Fangatapu 'Apikotoa, l'apertura che gioca con l'Alghero in A2 da sotto i pali. Nell'immediata risposta, Joshua Furno perde l'ovale e i primi cinque minuti sono questi qua. 
Il fatto è che quando l'Italia mette piede nella metà campo degli isolani, qualcosa porta a casa e non è un calcio, è la meta di Lorenzo Cittadini che così celebra al meglio la sua partita nella sua città ed è "bellissimo" come tuonerebbe Cecinalli dal microfono. Squadra avversaria messa sotto pressione, a ridosso della linea laterale con Andrea Lo Cicero, il mediano Taniel Moa spara un calcio senza il dovuto scudo difensivo a ripararlo e la prima linea del Treviso lo intercetta, resiste agli urti e schiaccia in meta. La trasformazione di Kris Burton non va a buon fine, l'Italia è comunque avanti nel punteggio, ma qualcosa non quadra.
Ad occhio, è la disposizione sul terreno di gioco. Con Tonga che continua a premere sull'acceleratore, i placcaggi arrivano in ritardo e non contrastano (chissà se ora qualcuno tirerà in ballo Nick Mallet...), Grager fischia tutto e 'Apitokoa all'11' segna di nuovo. Da una parte e dall'altra: Tobias Botes batte veloce un penalty e va a pescare in fuorigioco le guardie che non hanno concesso i canonici dieci metri e così il collega di reparto e di club Burton fissa al 16' il momentaneo 8-6. 

Off load, sostegno, impatto: Tonga se la gioca così e quando va per il semplice, il concreto, avanza; quando si ingarbuglia attorno ai raggruppamenti fatica, merito anche della presenza di maglie azzurre che operano ai piani bassi. E' il possesso però che manca all'Italia e non è un fattore secondario se alla vigilia capitan Parisse aveva detto che contro Tonga la tattica era di conservarlo, il possesso. Viene innescato Fetu'u Vainikolo, l'ala del Connacht che ormai conosciamo bene. A furia di sostare nei pressi dei 22, i tongani riescono pure a pescare un altro calcio di punizione con annesso cartellino giallo per Parisse, colpevole secondo Garner di essersi mosso in fuorigioco, quando il mediano Moa stava afferrando palla dalla ruck davanti ai pali al 23'. Sono generosi, questi isolani, perché restituiscono mezzo fare poco più tardi con Burton che infila i pali per l'11-9. 
La prima regola per chi attacca in superiorità numerica è portare più punti a casa possibili, per chi difende di evitare i danni. Il danno arriva, allo scadere del sin bin per Parisse, ma non è imputabile al fatto di essere in quattordici, quanto al fatto che c'è da stare svegli: Tommaso Iannone era al suo debutto, le lezioni d'altronde si apprendono sul campo, non sui banchi di scuola. Sopraggiunge nel momento in cui Tonga non punta la porta, ma sceglie di giocare una penaltouche (copyright Zamax) per un fallo di Ghiraldini in ruck dentro ai nostri 22: prova ad organizzarsi con una maul che non avanza abbastanza, ma c'è Taumalolo che ha già visto sguarnito l'angolo sulla sinistra, con l'ala azzurra vicina al suo mediano e non a coprire lo spazio. E' la meta dei pacifici e arriva pure la trasformazione dell'16-11. 
E' in frangenti come questi che una nazionale ha l'occasione di testare se stessa. Cinque punti sotto con meno di cinque minuti alla fine del primo tempo trascorso per lo più in proiezione difensiva. A conti fatti, è una l'opportunità concreta che si ha di restituire il colpo e se con il tentativo di calcetto nella profondità di Burton non si va da nessuna parte, con il caro vecchio pack sì. Rimessa sui 5 metri dopo un fuorigioco ravvisato a Mafi e gli Azzurri si affidano alla maul che funziona bene, come mostrato pochi istanti prima. E' Ghiraldini a fare da ultimo uomo ed è lui a schiacciare in area di meta - o forse no? Forse schiaccia l'ovale poco prima? Comunque a fil di linea, insomma è meta e l'inglese Garner non ha nemmeno dei dubbi. Alla fine del primo tempo si va negli spogliatoi sul 18-16. 

Con la ripresa, la solfa cambia - Brunel avrà ricordato ai suoi il game plan. L'Italia si mostra offensivamente, i ball carrier hanno un sostegno alle spalle, a differenza della prima frazione quando capita che Luke McLean vada in attacco senza compagni al seguito e finisca per assaggiare un placcaggio alto che scivola via. C'è il piglio di non concedere possesso e spazio. Parisse si invola lungo l'out e quando serve al centro non c'è l'assistenza con il timing giusto e quando Botes raccoglie il rimbalzo ha tre maglie rosse a braccarlo. A Tonga non resta che calciare profondo per attenuare la pressione e così i trequarti di casa sono rimessi subito in gioco. Inerzia premiata al 52' con il piazzato di Burton per il 21-16: un piccolo break che torna utile, molto utile. 
Andrea Masi riesce a impattare la linea, Alberto Sgarbi e Tommaso Benvenuti toccano quel numero di palloni sufficiente per essere inseriti nel gioco. Solo Furno si lascia strappare un ovale dalle braccia dal flanker Sione Vaiomounga, ma l'organizzazione degli Azzurri è tale per cui non si corre rischio di essere presi in contropiede. Le rimesse laterali hanno qualcosa da aggiustare, da una parte e dall'altra. Le cose paiono volgere al meglio: combinano Alessandro Zanni e Robert Barbieri nei 22, la seconda linea Lua Lokotui pensa bene di placcare alto e si vede ammonito quando si entra nell'ultimo quarto e come dovrebbe fare una squadra che vuole vincere quando cominciano a scorrere gli ultimi venti minuti, l'Italia ci prova. Un giro in mischia che non sbaglia tempo di ingaggio dopo due precedenti nel corso della partita meno "puntuali", un altro con Garner che mette il fischietto alla bocca contro gli ospiti. Prima del terzo giro, entrano in campo Martin Castrogiovanni per Cittadini e Antonio Pavanello per Quintin Geldenhuys. E arriva la penalty try con conseguente frustrazione dei tongani.  Al 65' è 28-16.

Ora, ci sarebbe da chiudere la pratica. L'Italia non lo sa fare. E Tonga non è la Scozia dello scorso 6 Nations. Nemmeno un paio di minuti e Vainikolo risponde a tono recuperando l'ovale che aggira di piede la linea difensiva italiana che sale al 67'. A proposito di sin bin: leggi sopra. Tonga è viva e non lo dice solo il risultato, è evidente che è così. E' talmente viva che crea e distrugge, andando in rimessa nei 22 e perdendola. Non una, due volte, ma in entrambi i casi gli esiti non sono positivi. Così gli Azzurri recuperano l'ovale e ripartono al largo con Burton e Benvenuti e l'ultimo assist per McLean viene sporcato dall'estremo Vunga Lilo che viene punito per avanti intenzionale con il terzo giallo dell'incontro. 
Si impennano le cifre degli errori gratuiti, su entrambi i fronti. L'Italia riesce pure a perdere una mischia in mezzo al campo - se vai in meta con la mischia, alla prima occasione opportuna tale mischia dovrebbe ribadire la sua superiorità. Errore di qui, errore di là, Simone Favaro (entrato per Zanni) placca e riceve fischi da Garner, gli isolani hanno l'opportunità dunque di risalire il campo, ma il calcio non esce dal terreno. Gli Azzurri contrattaccano e perdono il possesso. Azioni una di seguita all'altra, sempre interrotte. Castro al 78' bussa, apre, viene portato a terra e la trasmissione di Ugo Gori per Sgarbi non va a buon fine all'altezza dei 5 metri. 
Finisce così, con gli ultimi disperati tentativi di Tonga di guadagnare metri dai propri 22 e maneggiando con poca cura il vassoio.  Scene da garbage time, se non fosse stato per i cinque punti a dividere le due nazionali a dare un tono decisamente diverso alla scena. 

Parola di Brunel: "Possiamo fare meglio ma è comunque arrivata la terza vittoria consecutiva. Sappiamo di non aver giocato il nostro miglior rugby ma se possiamo vincere ogni volta che giochiamo al di sotto delle nostre capacità va benissimo così". 
Formato video analyst più a freddo, anche se qualcosa abbiamo già detto e nei giorni scorsi abbiamo ricordato di tenere le cinture allacciate. Magari, giusto per dare uno spunto: nel pomeriggio, quasi in concomitanza con la sfida del Rigamonti, l'Argentina batteva il Galles a Cardiff per 26-12 mandando in meta le due ali (che vengono a prendere il pallone in mezzo al campo, tra l'altro) Juan Imhoff e Gonzalo Camacho con una serie di ricicli e off load. I Pumas a stare due mesi nel Championship hanno assimilato elementi altrimenti estranei dai loro usi e costumi. 
Infine: lieti che su La7 le partite azzurre siano visibili a tutti, ma a parte che l'Italia avrebbe giocato secondo il nostro telecronista contro Tonga-Samoa-Fiji nella stessa azione, ecco, a parte questo: il tasto "muto" del telecomando, grazie a chi lo ha inventato. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mefistofelico che sei!!! stavo x postare il mio commento sull Argentina e tu mi hai preceduto ;)
sorvolando sul rugby minore i pumas a forza di prendere randellate nel championship adesso le danno loro...
hanno creato un mostro!!!! a parte gli scherzi pur essendo due popoli simili che differenza nell approccio da un lato henry dall altro il vuoto ,confusione politica tutto il contrario del rugby

Abr ha detto...

Le perle di Cecinelli: "adesso entra il pilone dei Saints Tongauaua".
E nel finale, altro che Piave: bisogna (tutti in coro) PLACCAREEEE!

Anche il commento tecnico: "la nuova sequenza di comandi in mischia, crouch touch GO", evvaii ... (detta due volte).

Prepararsi no, eh? Eppure son pagati ...
Da telecronache come questa nasce l'equivoco sulla lettura della gara: dico, ma non l'han vista Tonga ai Mondiali, battere la Francia? Credono ancora che sia una Fiji un po' più scarsa, tanti Vainikolo e un po' di energumeni nel pack in giro per il campo. nessuno rimarca ad esempio che Mafi è compagno di squadra di Castro a Leicester e gioca più di lui.

'Sti qui han dei piloni che ti fregano le terze linee, avete visto il 3 come portava palla? E il nr.1 Taumalolo?
per fortuna che Moa era sfavato e non ha dato contributo personale, come anche Mafi tutto sommato.

A prepararsi meglio, sarebbe emerso che in realtà l'Italia è stata BRAVA a tener abbastanza regolarmente la testa e a giocar cinico. FINALMENTE UNA (QUASI) UGLY WIN !!!!
Unica parte veramente criticabile agli Azzurri trovo sia l'ultimo quarto. Ma sai, li ci sono i cambi etc.etc.
Ah, e le ali bloccatissime, per lasciar strada a Masi in mezzo: sai, lì c'è il sostegno, ai lati chissà ...

Perché uno si deve sentire un fenomeno se dice una verità banalissima e scontata come questa, AZZURRI BRAVI, FINALMENTE CINICI?

la più bella di tutte l'ho letta su un (il )Giornale: "ma il vero esame per gli Azzurri arriva adesso".
Come dice, sotto esame con gli All Blacks che danno 50 punti alla Scozia?
Piuttosto, si potrebbe tentare il colpaccio con questa Australia decappata dalla Francia; peccato per noi che arrivino da noi a fine tournee con qualche meccanismo che forse si mette a posto.
Ma se ci riuscisse di rifar Padova con loro, ci sarebbe da suonar la campane a stormo in tutto il Regno. Altro che esame!

Recent Posts

Latest Rugby Headlines


Championships

Rugby Values

Down Under news

rugbyboots.net

rugbyboots
We take a look at all the rugby boots on the market, show you the best for your position, the conditions and whether it is rugby union or rugby league you need the boots for.

Rugby news from Scrum.com

Rugby World News

Premiership News

Rugby Press

SuperSport.com News

Eurosport - France

SudOuest.fr - rugby

Championships News

Il Rugby in Italia (via RugbyCS)

Italians in the Web