martedì 11 dicembre 2012

Brown Ribbon: Respect - just a little bit ...


Brown Ribbon, il nastrino di una campagna contro l'ipocrisia "Politically Correct", è la rubrica di RightRugby per le polemiche controcorrente. Una rubrica che rischia consapevolmente tackle un po' alti e prese di posizione brutali ed equivoche come quella di Bakkies Botha su Jimmy Cowan qui sopra. Sulla scorta di uno dei nostri motti: "If you can't take a punch, you should play table tennis".

Brown Ribbon - bentornato! - stavolta se la prende con uno dei simboli più intoccabili del rugby mondiale: la HAKA. Ma è solo un pretesto per affastellare magari in modo un po' obliquo, diverse altre questioni correlate al rispetto. Alcune delle quali molto vicine a noi.
Iniziamo da molto distante: lo spunto ce lo fornisce una dichiarazione fresca di Eddie Jones, ex coach dei Wallabies poi assistente di Jake White ai mondiali dai suoi Springboks vinti nel 2007 e oggi allenatore del nuovo corso del Giappone, realtà alle prese con una lunga e seria preparazione dei Mondiali 2019 in casa. Jones se la prende con Manu Tuilagi che s'è permesso di irridere gli All Blacks, passeggiando ostentatamente mentre entrava nella loro area di meta nel corso della clamorosa recente vittoria inglese a Twickenham.
Il coach mezzo australiano mezzo giapponese, tra analisi interessanti sull'indicatore "numero di caps" (in sintesi l'Inghilterra allinea circa 250 caps complessivi, necessita a suo avviso di aggiungerne altri 300 per esser più consistente), alza il ditino "educativo" e afferma che "certi atteggiamenti disrespectful and arrogant come quello di Tuilagi (...) non fanno bene al rugby".
Va riconosciuto che Jones ha ragione sul piano formale: innanzitutto Manu è un istintivo - ricorderete il pugno in faccia ad Ashton la scorsa stagione - e quella ostentata passeggiata, peraltro seguita da dita sulla fronte a mo' di elle di Loser (più o meno l'equivalente di latine corna per un anglosassone), aveva intento fin quasi naif da quanto palese era. Appunto: so' ragazzi e allora verrebbe da chiedere al maestrino Jones, chi ha cominciato per primo?
Avete capito dove voglio arrivare: a quella Kapa O' Pango col gesto del taglio di gola che eccita le menti meno sofisticate.
 


Sotto questo profilo c'è da apprezzare molto che la critica non arrivi da un neozelandese: "e loro, muti" come direbbe quel comico. Ci mancherebbe: il commitment, il pubblico impegno sfidante, la Kapa al posto della storica Ka Mate perché sentita più "loro" ma anche molto più volgarmente intimidatoria con quei tagli di gola e pelvi in su (per non dire del gesto dell'ombrello, ma quello lo vediamo solo noi italiani), riservati solo a certuni avversari e non a certaltri. E tutto questo costituirebbe una "forma di particolare riguardo", no kidding! (a parte poi la fola che se la fanno non perdono: a conti fatti, vien da pensare che la Kapa eseguita fuori casa quasi quasi porti sfiga!)

Diciamolo: chi semina vento sa che prima o poi è destinato a raccogliere tempesta. I Kiwi non sono sprovveduti, già sanno: dall'alto del loro 85% e passa di rateo vincente nel Nuovo Millennio, per una che potrebbe venire irrisa hanno altre nove Haka che resteranno "impunite" e quindi gli conviene star muti per preservare il giocattolo dalle polemiche. Frutta molto a livello di marketing, anche se al proposito sarà meglio che trovino un equilibrio tra Test Match e kermesse (Haka inclusa), prima di ridursi a degli Harleem Globetrotters. Forse sarebbe più rispettoso NON andar più all'Olimpico e al Murrayfield a recitar annoiate Ka Mate, oppure sfidarne solo una tra Galles e Inghilterra nella stessa tourneé. It's up to them: la Nuova Zelanda fa pur sempre parte del Pianeta, i suoi abitanti "umani" come gli altri quindi battibili. La batosta epocale rimediata a Twickenham con annesso sfottò pesante di Tuilagi non li rende dei "Loser" ma nemmeno delle vittime che abbisognino di procuratore d'accusa: sicuramente gli farà gran bene, a loro e al rugby tutto, reso ipso facto sport più "contendibile".

Qui nell'oasi dove i moralismi sono banditi e dove la Haka, dopo averne viste suppergiù un centinaio, come si dice a Roma un po' ci ha pisciato, ci piace ricordare ai Jones che questo è uno sport di combattimento intriso di dolore, in cui è cosa buona e giusta che a chi ha fiato per aggiungere pure la sfida, si risponda provocandogli ulteriore dolore ogni volta che si può.
Ai miei tempi (e non son poi tanto vecchio), se uno faceva il cazzone prima o poi trovava, come dire, "pan per i suoi denti" sotto qualche ruck; faccende auto-regolate tra i fioi a mo' di panno sporco lavato in casa, lezione gratuita per il futuro. Al limite in spogliatoio era il tuo capitano a dirti di non farlo più. Funzionava, con buona pace di quelli che no stamping contro l'intimidazione e il bullismo.
Se nel corso di una Haka guidata da un nativo di Niue (macché "Maori"!), un samoano con le treccine  (macché "Maori"!) guarda negli occhi un altro samoano che porta il suo stesso  numero di maglia mentre fa il gesto del taglio di gola, beh alla terza meta diretta o procurata che quest'ultimo marca, superando proprio quello con le treccine nell'ultimo placcaggio rotto, c'è da stupirsi se lo sciagurato rispose?
Fa parte dello spettacolo e alla fine so'ragazzi: ognuno con la sua sensibilità, magari eccessiva, magari che meriterebbe "una regolata" in campo o in spogliatoio e non dal primo solone che passi.
Che è tutta  'sta ansia di portar tutto in piazza, di regolar tutto "politicamente" e "correttamente" dall'esterno alzando il ditino? Va ben che viviamo in un'epoca ipocrita ma dateci tregua, almeno nel rugby. Il rischio è che uno ci prenda gusto, come Ashton che a forza di criticargli  le mete volanti, l'ha fatte diventare trademark personale.

D'altro canto noi capiamo tutti (ma non giustifichiamo nessuno), anche il Jones, cognome gallese e occhi un po' a mandorla. Il quale si preoccupa del rispetto - "it's what Rugby Union is all about" - in quanto proviene dal Paese dove rugby anzi  "football" con buona pace dell'immigrato Del Piero è sinonimo di XIII, quel League dove i comportamenti di alcuni protagonisti in quanto a mancanza di rispetto e arroganza (ma non per le simulazioni di fallo) sono oltre il livello del soccer in Europa: ricordiamo distintamente un giocatore che mentre spicca il volo per atterrare in meta, con una mano tiene l'ovale e l'altra la alza col dito medio in evidenza ....

Per trovare una declinazione completa di "rispetto" per Jones che forse è debole nel concetto di "reciprocità", casca a fagiuolo la questione vicina a noi: Castrogiovanni- Franco Smith post Leicester Tigers- Benetton Treviso.
Certe decisioni che prendono allenatori sono anti rugby , peggio quando hai giocato rugby prima, e fa più schifo quando c’è il tuo capitano”, ha tuonato (si fa per dire: al massimo ha digitato) su twitter il Castro nazionale a fine partita. Ce l'aveva con la decisione nei secondi finali del primo tempo, quando il coach della Benetton ha cambiato tutta la prima linea e capitan Pavanello.
Dico in tutta sincerità: ero convinto di aver colto il senso di quella mossa mentre seguivo la partita. C'era una mischia guadagnata ai 5mt. quindi opportunità di prendersi dei punti inserendo i titolari freschi  - opportunità poi sfumata per decisione arbitrale incomprensibile. A maggior ragione ho apprezzato nel proseguo tale decisione certamente tosta di Smith, quando una Benetton resa pimpante anche in virtù di un riguadagnato controllo di touch e mischia, ha messo alle corde i Tigers e gli ha inflitto un passivo da paura di 7- 18 nel tempo finale, e se non c'era qualche aiutino di Clancy e assistenti, chissà come andava a finire.
Dopo aver letto quel twitter invece mi son sorti dei dubbi: in effetti Smith è un coach un po' così nei rapporti coi giocatori ... buttar fuori tutta una prima linea così, certo che sa di bocciatura ...
La pacata risposta di Smith arriva a stretto giro di posta, parla in sostanza di mosse tattiche concordate anticipatamente coi protagonisti, rimettendo al suo posto l'invadente pilone avversario, un po' nervosuccio in gara e fuori: in fondo, la primaria forma di rispetto è farsi i fatti propri o, come si dice a Milano, "offellee fa el to mesté" (pasticciere limitati al tuo mestiere).

A posto così? No: da impertinenti irrispettosi quali ci vantiamo di essere, sosteniamo che Smith avrebbe avuto ragione anche se le sostituzioni non fossero prestabilite o, come son convinto, se fossero avvenute in anticipo rispetto a quanto concordato. Il  rugby, cari Jones e Castro., è pratica che evidenzia come "rispetto" e "disciplina" siano due facce della medesima medaglia.
Non piace sentirsi "soldati", "risorsa" in mano a un generale su in cabina comando, che ne disponga secondo la sua visione, trascurando immagine e salute del singolo?  Beh, spiacente ma è il suo ruolo, è pagato per farlo. Inoltre l'allenatore-generale paga prima e sovente al posto di altri, se le sue decisioni si rivelano non efficaci. Il rischio è che, in nome della tutela dell'amicizia e della "professionalità", si propugnino situazioni tipiche di altri sport: dove "il Professionista" che vien rimpiazzato insulta la panchina, magari col bavero del piumino sulla bocca per coprire il labiale. Questo difatti sta dicendo inconsapevolmente quel twitter di Castro: sfanculate il coach, per adesso lo faccio io al posto vostro. E questo non sarebbe "anti-rugby"? Perdoniamolo, in fondo è un argentino e davanti ne aveva due. 

35 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto vero e condivisibile meno un particolare.Cosa ha risolto Smith con quella prematura mossa? Niente e ora forse avra' altri 3 giocatori che il fine mese e' quel che conta.

Ramiro ha detto...

Sono anche io dell'avviso che Castro forse per motivi di amicizia con Sbaraglini,e Nacio Rouyet abbia istintivamente detto in malo modo quello che tanti hanno pensato al momento.Inoltre,Castro ha imparato non a scrivere ma a comunicare tanto che sapendo del Grigiore italiota, ha previsto che modo migliore per far parlare di se' non esisteva. Tanto dopo la gara di ritorno,abbracci,mezze scuse,e lui rimarra' l'uomo della speranza proprio per tutti quelli che oggi lo criticano,e qui la tristezza mi avvolge......

Zagor ha detto...

Ora vediamo la prima linea si sabato,dove forse partirà Dan Cole per Tigers ,quale sarà quella dell'evangelista Smith, che sara' anche pacato ma che dimostra con le buone parole,di non azzeccare una formazione.E allora a proposito di rispetto,e' rispettoso in HC mettere la seconda scelta,per poi cambiarlne 4 1 minuto prima della fine 1 tempo,prendere un calcio contro? Meglio dire Castro fatti i cazzi tuoi,ma io FS ho sbagliato tutto,altro che piano di gioco. Me intiendes?

Abr ha detto...

Mah, si discute (sottotraccia) dell'approccio Franco Smith. E' certamente uno che mantiene il distacco. I suoi, soprattutto in prima linea, già sanno. Credo, immagino (non sono un insider).

Cosa ha risolto con quella mossa? L'hai visto il secondo tempo della Benetton a Leicester?
Avrebbe potuto effettivamente aspettare qualche secondo e fare il cambio all'intervallo, se era programmato; ma con un qualsiasi arbitro serio, con quella mischia era meta all'ottanta percento.

Abr ha detto...

Amicizia, senz'altro. Ma qui il rischio è che, Pro di qua e Pro di Là, la situazione degeneri verso il fanc...lo all'allenatore stile calcio.
Troppo comodo dar dell' "anti-rugby" agli altri: così per impedire di parlar di arbitri, persino di far sostituzioni adesso ...

Abr ha detto...

A parte che non si sa chi c'è, anche se Cole è probabile essendo il titolare ed avendo i Tigers preso legittimamente paura, FS schiererà a chi tocca nei suoi piani di rotazione, Zagor. As plain as that.

In quell'azione ci ha legittimamente provato. Per un attimo, pareva di essere nel football americano. Dal mio punto di vista, ha preso un calcio contro perché Clancy, gli arbitri cornuti, i pregiudizi etc.etc. di cui abbiamo discusso a josa.
FS questa non l'ha sbagliata, ci ha legittimamente provato. Di più, come ho detto sopra con un altro arbitro (Clancy di mischia capisce quanto me di timballo al forno) ottanta per cento era meta.

Dopodiché parliamo pure di piani di gioco, ALTRA COSA rispetto alle opportunità del momiento. Nessun problema a condividere che tsnta "mancanza di cinismo" (le due socnfitte per un punto in casa) sia non solo dovuta a chi scende in campo ma anche a chi in campo ce li manda.

Anonimo ha detto...

Puo' darsi ma allora ripartiamo a parlare di arbitri contro le italiane e questo ,detto da uno che ne ha non solo viste ma subite tante,non voglio farlo.

ringo ha detto...

Mah, se gli ABs stanno zitti non si capisce davvero perché coach Jones debba dire la sua (ricordiamo che gli ABs sono quelli che dopo aver vinto i Mondiali hanno insinuato che nel 2007 li volevano fuori a tutti i costi e allora ecco il passaggio in avanti non fischiato da Barnes contro la Francia... Magari dopo essersi presi la rivincita sull'Inghilterra, rinfacceranno a Tuilagi la passeggiatina).

Quanto ai tweet di Castro, boh. Io sottolineerei che era nervosetto nella ripresa e che ok amicizia e colleghi di nazionale, ma un mastino come Favaro non si è tirato indietro, acciuffandolo per i capelli. Mai apprezzato un giocatore che discute le scelte del coach pubblicamente (eh, il faccia a faccia), tanto più se è un giocatore avversario.

Ad ogni modo, molto più irrispettoso Dominici che saltella per l'aria di meta e fa il gradasso andando a voler appoggiare l'ovale giusto appena prima la linea alla fine del campo, contro gli Azzurri allo Stade de France. E la perde. Bel pirla, direbbero a Milano.

luis ha detto...

Primo: fSmith è l'allenatore del Benetton, decide lui cosa,come e perchè.
Secondo: ammesso che ci stia che un avversario critichi (per manifesta amicizia con i due in prima linea e tirando in ballo il Capitano che forse niente ci aveva a fare), è il modo con cui si dicono certe cose che può o non può essere accettato. A mio modo di vedere ha perso il MODO per stare zitto. Il resto è fuffa!
Bravissimo- nei toni e nei modi- nella odierna risposta l'allenatore di TV.

ale ha detto...

sono d'accordo, ma è palese che il buon Smith, più che una mossa tattica ha messo una pezza alla falla che lui stesso aveva creato mettendo il campo quella formazione.
Se conosci i tuoi giocatori sai che una prima linea Roux+Rouyet nn te la puoi permettere forse nemmeno contro le Zebre. ok De Marchi è out? nn metti di certo Roux...

Abr ha detto...

Eh ma Bees è una scommessa forte "della Casa", come si fa a non dargli una chance nemmeno lontano da casa?
Smith tra l'altro aveva allestito la classica formazione "da sbarco", quella per partite perse in partenza. Poi a fine primo tempo, devo riconoscere con straordinario intuito, ha capito che qualcosa da fare c'ere e allora "fuori i secondi" ... (Pavanello era debilitato, ma con Minto in ogni caso è altra musica).

Sul metterci 'na pezza lo penso anch'io: ha anticipato di 10 minuti 8e di un tempo) i cambi. Ma ragazzi, chi non risica non rosica, e quella prima linea le stava prendendo da Ayerza e Castro. Quella dopo meno, molto meno.

Abr ha detto...

Mah Luis, mi son formato l'idea che oltre che l'amicizia ci possa essere anche qualche altro movente.
Personale contro Smith che non conosco (magari riportato da altri amici di nazionale), di "categoria", sindacale quasi a nome di tutti i piloni e forse anche personale e basta, un rospo da sputare.
Forse chi lo sa, quel ruolo di "impact player" dalla panca, superato da Cole in questa stagione, per lui così popolare anche a Leicester ... azzardo eh ...

Anonimo ha detto...

Psso dire che mi pare si stia creando una tempesta per una pioggerellina?
Posso anche dire senza che vi offendiate che, pur capendo che la cosa l'avete messa (un po' furbescamente) sotto la rubrica del brown ribbon, non mi aspettavo vi faceste trascinare dentro questa polemica?

ringo ha detto...

Più che lasciarci trascinare, direi l'abbiamo affrontata senza affidarci alle dichiarazioni altrui, ma face to face, eliminando i fronzoli partendo dalla querelle Jones - Tuilagi.

Hooker ha detto...

Secondo me l'uscita di Castro è stata una castronata ;) Seriamente, è ovvio che i cambi fossero programmati per qualche minuto dopo (a 10, 15 o 20 minuti dall'inizio del secondo tempo non ha senso nemmeno ipotizzarlo) ma mica l'allenatore è un ciuco coi paraocchi! Fa parte del suo ruolo leggere le situazioni e provare a far girare le cose anche a dispetto di quanto "programmato".
Poi, chi ha giocato sa benissimo che dal campo non si vorrebbe mai uscire e un po' ti rode se ti tocca (sia che si giochi in serie C, Pro12 o WRC).
Tra l'altro la scelta si è dimostrata azzeccata, anche se gli episodi (e l'arbitro) hanno impedito che portasse i frutti meritati.
Io adoro Castro per mille diversi motivi, ma stavolta credo che abbia sbagliato nei modi e nella sostanza.
Forse ci sono questioni che non conosciamo ma se fosse allora boh chissà chennesso!

Abr ha detto...

Ci sembrava in effetti un modo diverso, lieve e soprattutto "offline" di trattare un argomento del cavolo, accomunandolo a un altra polemica del cavolo.

Le polemiche da poco si stroncano non rimuovendole con puzza sotto il naso (altrimenti ad esempio dovremmmo bandire ogni post sulla Fir) ma "elevandole", tentando di inserirle in alveo generale: ad esempio enunciando il concetto di rispetto unito a quello di disciplina.
A qualcuno questo esercizio par un banale? Beh allora long live and prosper, come direbbe Spock salutando.
Difatti c'è chi lo coglie e chi no: checcevoifà, abbiamo i nostri limiti comunicativi anche noi.

Abr ha detto...

Concordo in pieno, Hooker.
Castro stavolta ha pestato una cacca, trascinato da rapporti personali e da qualche altro "rododendro" suo personale che non so.

Abr ha detto...

Liberissimo, ma a star zitti si prolunga 'sta agonia, oltre che non far opera di "debunking" soprattutto educativo. C'è ancora in giro un sacco di gente che scambia l'onestà mentale e l'accettazione del risultato del rugbista per passività ignorante e ti dice, l'arbitro non si discute! si vede che non sono mai stati in uno spogliatoio o vicini a un allenatore.

Io non dico di "scendere n piazza" o peggio di ADOTTARE CIO' COME SCUSA PER LE SCONFITTE, ma di <8a) prenderne coscienza, (b) evidenziarlo col dovuto rispetto ma anche con chiarezza, (c) programmare che a noi serve dare il 120% per battere chi è alla nostra portata. Sappiamocelo.

Abr ha detto...

Aggiungo per chiudere il cerchio: nel 120% (quindi nelle necessarie "forzature") ci può stare anche, ogni tanto, una chiamata estemporanea del coach che cambia la linea davanti. Ce prova. Poi come va, va.

Ramiro ha detto...

Prima di chiudere questa discussione dove chiaramente Castro esagera nei modi,ma se conoscete il rugby di alto livello,come so che conoscete,non si puo' dire solamente che FS fa quello che vuole,perché e' riduttivo.Allora FS con quella provocazione se la vogliamo chiamare,ha detto a Munari che la campagna acquisti nel ruolo più delicato e'stata sbagliata,oltre a Budd,useless, Le grangiie ed anche quel Loamanu non mi pare un giocatore di qualità.Aggiungi la riconferma a Dingo ormai stanco , e come si diceva.....chi vivra', vedrà.

Abr ha detto...

Ramiro, concordo sul messaggio a Munari ma (a) chi non fa non sbalgia e (b) bisogna esser specifici e non far tutto un mucchio.

Nella fattispecie, Loamaro qualcosina la sta facendo vedere (cfr. rateo numero di mete per minuti giocati); la scommessa Bees Roux invece fino a questo momento no - nulla da tregenda ma non sta aggiugnendo valore là davanti (se non nel pezzo della prima partita che fece, poi basta).
Con LaGrange magari una visitina specialistica in più prima era meglio farla. Anche se chissà, forse sta dando una mano in allenamento (ma non si nota granché: Sgarbi è sempre lui, Benvenuti invece mi pare un po' fuori forma). Ricordo che vituperato Tonna gm degli Aironi rifiutò di prendere un certo flyhalf australian-nazionale, per "paura" dello stato del suo ginocchio ... voglio dire, prima di sprecare una slot, meglio esser prudenti. Ma questo è senno di poi.
Dean Budd invece sorry ma finalmente l'ho trovato convincente: nel ruolo blindside, non lock. Scambio di ruolo proficuo con Minto. Quanto a Dingo, averne di così alla sua età!

Il punto su cui eventualmente aprire l'analisi e i riflettori in casa Benetton, come già detto e come tu m'hai stimolato a riflettere, va riconosciuto, più che il mercato in sè è tutto lo scenario societario-federale che vede Benetotn nel ruolo di nazionale di fatto.
Con tanto di ... lo diciamo? Inciucio coi federali alle porte? Capiamoci, non siamo contro il realismo, solo vorremmo capire se TV giochi una partita tutta sua(roster allargato, più stranieri, più permit, doppio tesseramento?) o anche pensando al resto dle movimento. O siamo al "quel che va bene per TV va bene anche per tutti gli altri"?

Tutto questo detto, la presa di cappello di Castro c'entra come i cavoli a merenda. Lui ce l'aveva con FS, col destino cinico e baro nei confronti dei "Professionisti" soprattutto se amici, o entrambe le cose.
L'uomo mi pare sincero e aperto, per questo merita un po' di ironia e non certo polemiche. Bene ha fatto FS e Benetton tutta a minimizzare la storia.

Abr ha detto...

Aldilà del suo "look and feel" da vero argentino scapigliato (secondo gli stereotipi dei loro odiati vicini brasiliani), Castro. mi sta personalmente simpatico.
E non mi scordo mai di quando fu messo sotto attacco atomico da Graham Henry e amichetto Paddy O'Brien, dopo la figuraccia AB a San Siro.

Luis ha detto...

Il discorso su TV/FIR va allargato a tutte le società che hanno sostenuto la candidatura di Zatta, questo è sicuro, così come probabilmente i discorsi che riguardano i problemi della sola Benetton:sicuramente non cercano di pensare solo a se stessi.
Giocatori: Bees è stato preso conoscendo la sua situazione, scommettendo sul suo orgoglio e la sua voglia di rivalsa:Scommessa persa da Vittorio. Bene invece Budd come dicevi tu da terza (è stato a lungo fermo per guai muscolari), su LaGrange le visite ti assicuro che sono state fatte per bene, ha solo avuto tanta sfiga. Ma rumors parlano di almeno due giocatori molto validi in arrivo, con tanto di trattative in corso.
Anche a me Castro sta simpatico ma è un po' uscito da boccale, come si suol dire, direi che la cosa deve finire li.

Zagor ha detto...

Abr,la tua disamina e' corretta,pero' consentimi di dire che Dingo,fenomenale,in un assetto come Benetton dove i soldi non mancano,forse bisognava rivederlo e anticipare la sua fuoriuscita.Stiamoparlando comunque di uomini che il rugby lo conoscono e bene,altrimenti non avrebbero scritto pagine della storia italiana,aldilà,e la mi non oliva essere un attacco polemico a Munari,delle invidie e gelosie che questo micro mondo rugbystico a volte esterna.Faccio auguroni a tutti.

Abr ha detto...

Zagor, davo per scontato che l'atteggiamento fosse quello giusto: sei un personaggio pubblico (mi riferisco a Munari), quindi per definizione sei criticabile e non solo divinizzabile, ovviamente con argomenti e non solo coi bandieroni come si fa in giro.

Sul Dingo: per me è come una di quelle auto di un certo livello che, superati i 250,000km si pensava fossero finite e invece si rivelano ancora belle e affidabili. Visti i tempi, consentono di ritardare il preventivato acquisto di mezzo nuovo. Magari è l'ultima stagione.

Abr ha detto...

Ecco, speriamo a Tv ragionino almeno in una "ottica di coalizione" come affermi.

Giocatori: non abbiamo detto nulla su Ambrosini. Va ben che a Tv si va con tutti tranne che coi fenomeni tipo Minto coi piedi di piombo, ma anche qui è eccesso di prudenza, sfiga com'è successo coi Tigers o cosa?

Interessante che Benetton stia tornando sul mercato.
Se sono stranieri (altrimenti apriti cielo, le Eccellenti depauperate!) e avendo già 5 stranieri nel roster - Dingo incluso e Ambrosini escluso - è un segno che qualche nuova luce verde dalla Fir è in arrivo.

massimo coppa zenari ha detto...

ma non era stata abolita, per un periodo, la mossa del taglio alla gola? ricordo che ci furono delle (giuste) polemiche...

luis ha detto...

Abr: su Ambrosini (così come per gli altri giovani- escluso il lungodegente Campagnaro-) da sempre la società privilegia un inserimento graduale, non si vuole caricare nessuno di troppe responsabilità per finire poi col bruciarlo.Vedrai che come Minto lo scorso anno il prossimo saranno pronti.Dicevo Ambrosini ha venti anni, arriva dall'altro emisfero, ha avuto bisogno di tempo per iniziare ad ambientarsi ma da quello che si vede in allenamento e nelle poche partite in cui ha un po'giocato ti assicuro che è forte:ha piede, visione di gioco, difende e non ha paura di andare quando attacca.Dal suo arrivo si è irrobustito benino ( solo sana palestra),ha cominciato ad inserirsi bene e fa giocare bene anche i 3/4.Non giudicare quei 10 minuti con i Tigers. Su Dingo posso solo dire che è un fuoriclasse che ha 34 anni, altro non posso dire! E per finire sugli arrivi mi pare siano stranieri. . .

Abr ha detto...

Le polemiche le ricordo, ma l'abolizione no. E difatti ...

Abr ha detto...

Ah che dolore, "bruciarlo"! Non dirlo, davanti a Leicester aveva George Ford, un '93 (James è un classe '91) !!!!!

Sono convinto che noi per mentalità si sia troppo prudenti coi ragazzi.
Va ben che poi se sbaglia due piazzati, subito tutti a mugugnare, ma offrire pat pat di consolazione al posto di buttarlo in acqua a riaffrontar subito i marosi e venirne fuori con le proprie forze (al contempo beninteso, tutelandolo nei confronti della critica alle vongole), trovo sia un errore da italiani mammoni.
Amborsini è australiano, per fortuna sua: gente che se ne va di casa a 18 anni, altrimenti mamma gli chiede piangendo, che problemi hai?

Minto? Minto è un '97, ha 25 anni: eppure anch'io lo "vedo" come fosse un ragazzino ...

Siamo veramente come gli americani con Sheppard, Grissom, Glenn, Carpenter, Shirra, Cooper e Slyton, i magnifici sette primi astronanuti.

Abr ha detto...

Errata corrige: Minto è ovviamente un '87, ha 25 anni (non 15).

Andrea B. ha detto...

Con la differenza che noi italioti spesso idolatriamo e sbaviamo per gente che non valeva un mignolo di uno preso a caso di quei sette là, Carpenter compreso ( "grounded" dopo il primo volo, perchè in orbita aveva fatto troppi casini ...)

Abr ha detto...

Eh si, parafrasando Hannibal the Cannibal (si desidera ciò che si vede), in mancanza di meglio si esalta il Pinturicchio che passa il convento :)

Andrea B. ha detto...

No dai, non entriamo nelle vecchie inutile lotta arti e lettere vs scienze & tecnologia...e poi per gente che vale assai poco mica intendevo i nostri grandi del nostro grande trascorso passato :)
A meno che per Pinturicchio non intendessi il soprannome di quel bel (?), onesto, baloner, emigrato australia... :))

Abr ha detto...

eh si, estendevo solo il discorso per farmi capire ma sono sulla tua stessa pagina.

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