lunedì 17 dicembre 2012

Challenging times

Concluso il quarto giro di Euro Challenge, i giochi sono praticamente fatti in due gironi su cinque, che diventano tre grazie alle  ... (tristi) "certezze" rappresentate dalle italiane.

Le questioni risolte
Pool 1: cedono di schianto i London Irish in disarmo in casa Gloucester, finale 47-3, sei mete e 17 punti al piede di Freddie Burns per i Cherry and White, con quattro mete (come si dice, quadripletta?) dell'ala irlandese Shane Monahan, Carneade prelevato un paio di stagioni fa da Connacht dove pure giocava poco. In campo gli esperti: da Jimmy Cowan in mediana a Mike Tindall al centro assieme al secondo playmaker Billy Twelvetrees.
In basso nel girone, bis per Mont de Marsan che ri-batte il disinteressato Bordeaux anche in casa; 18-7, due mete a una, quella dell'UBB a cinque minuti dalla fine.
La classifica: Gloucester 18 punti, Irish 11, Stade Montois 9, UBB 1. Girone chiuso in mano a Gloucester cui manca solo la matematica, basterà e avanzerà vincerne una sui due impegni francesi, anche solo l'ultima in casa coi Montois.

- Pool 4: Bath come previsto incassa il bottino pieno con lo sparring partner italiano di turno, bissando la vittoria piena anche in provincia di Brescia: è 5-39 sul Calvisano, sette mete a una con hat trick per Horacio Agulla, meta della bandiera concessa al tallonatore Luigi Ferraro a due minuti dalla fine. Agen vendica la sconfitta a Bucarest con un 39-9 fatto di cinque mete.
La classifica: Bath unica in Europa a punteggio pieno, 20 punti, Agen 12, Wolves 9, Calvisano 2. Vale per Bath quanto detto per Gloucester, con l'ulteriore vantaggio un punto di margine in più e di due incontri di gennaio in casa.

- Solo apparentemente ancora aperta la Pool 3: la vittoria dei Wasps a High Wycombe sul Bayonne che ha seguito il pareggio in Francia (cfr. qui), dà soli  5 punti di margine agli inglesi sulle due inseguitrici Bayonne e Dragons. Questi ultimi han raggiunto i baschi facendo i 10 punti di prammatica con Mogliano: a Newport è finita 53-3, otto mete a zero.
Il vantaggio in classifica dei Wasps è però rafforzato dal calendario: già alla prossima giornata, mentre le inseguitrici se la vedranno tra loro in Galles, ricevendo Mogliano le Vespette avranno le probabilità dalla loro di poter chiudere anticipatamente la pratica.

Le questioni aperte
- Pool 2 - Il duplice scontro di vertice tra Perpignan e Worcester è finito con la divisione paritaria della posta 5-5, rocambolesca se si vuole: vittoria di un punto in Inghilterra, 13-6 per i catalani al ritorno, con meta del veterano Richard Haughton schierato estremo al 10'. Ora le due sono appaiate a 15 punti e gennaio si fa interessante, da giocarsi tutta sui punti di bonus e fino all'ultimo: l'USAP ospiterà Rovigo e andrà a Gernika, viceversa i Warriors. In caso di parità finale, passerà Perpignan per il maggior numero di mete segnate negli scontri diretti (tre a una).
In basso, molto in basso,  Rovigo riesce nell'impresa di ottenere finalmente il primo punto. Un bonus difensivo. Col Gernika. Al Battaglini. Finisce 10-16,  spagnoli sempre avanti, meta al 10' dell'ala ventenne Inigo Olaeta alla seconda partita europea in vita sua; i rodigini recuperano fino al 7-8 di fine primo tempo  (meta di Montauriol trasformata da Miki Wilson) e si fermano lì. All'ora di gioco la partita viene chiusa dalla meta dell'apertura irlandese Declan Cusak, un 23enne da Munster con 7 (sette) minuti di Celtic League nelle gambe la stagione scorsa. Sul 7-16,  al 73' arriva il meritato penalty per il punto di bonus difensivo rodigino (si coglie il tristo sarcasmo?).

- Pool 5: Lo Stade Francais si prende il suo, ha regolato in piena souplesse la doppia sfida coi Cavalieri Prato (cfr. qui) ma i 10 punti non bastano a definire la promozione, anche se le procurano 4 punti di vantaggio.  Difatti quei cagnacci del Grenoble han vinto anche loro la duplice sfida coi London Welsh, andando a batterli anche in casa per 13-27 e col bonus offensivo, quattro mete a una con doppietta del tallonatore Laurent Bouchet. E nel prossimo turno, sarà sfida tra le prime due ai piedi delle Alpi.

Quindi abbiamo tre inglesi praticamente qualificate alle fasi finali - Gloucester, Bath, Wasps, due francesi che se la giocano tra loro - Stade e Grenoble - e un'altra franca, Perpignan, con una incollatura di vantaggio sulla quarta inglese Worcester. Solo gli Irish scivolano, peraltro affossati da altra inglese, assieme ai novellini Welsh: a quanto pare il contratto siglato con BT ha dato un boost mica male alle Albioniche di fascia media.

Una parentesi di fine anno va doverosamente aperta sul torneo delle italiane. Non è la prima volta e purtroppo non sarà l'ultima: il presente formato della Euro Challenge purtroppo ce lo sbarberemo come minimo ancora per una stagione. Dico purtroppo perché non c'è crescita ma solo frustrazione quando le prendi di santa ragione, come un apprendista fabbro nell'Inghilterra di Dickens o un alunno discolo alle elementari di De'Amicis.
Risparmiamoci i conti dei punti incamerati (5 in tutto su 80 disponibili) o di quelli subiti ( meno 568 di decalage complessivo Italia-Europa tra fatti e subiti). E' doveroso però rimarcare un ulteriore sprofondare complessivo del rugby cosiddetto Eccellente, un nuovo "mioddio come sono caduta in basso": altrimenti qua passa tutto per "normale". Aldilà dell'ultima novità, prenderle in casa  dalla spagnola, c'è che le partite con le nostre sono diventate per tutte le altre un mero passare all'incasso. C'è  quasi da discutere della regolarità stessa del torneo, a ben vedere.

Ero convinto che rugby fosse anche orgoglio, a maggior ragione nei SemiPro; invece a volte paiono demotivati come mercenari mal pagati. Non si può accusare di tutto la Fir, che pure è la radice di tutto questo, appiattita com'è da decenni nella tronfia vanagloria Azzurra, mentre insiste pervicace a segare il ramo su cui è seduta, le società sul territorio; Federazione certo incapace - per ignavia, encefalogramma piatto e conformismo dei suoi "dirigenti" - a stimolare adeguatamente i club a fare il loro dovere quando ci rappresentano tutti. Questo nonostante la Fir continui a "cagare il lesso" - più di un milione di euro alle svogliate e sbadate compagini italiche. Siamo quasi alla circonvenzione di incapace-
Non è solo incurante Fir quindi, ci sono anche precise responsabilità a livello di club. C'è modo  e modo di perdere; non solo, va pesato anche con chi si perde. Capisco sostenere che contro le inglesi e francesi, scontiamo  "scarsa esperienza",  "incapacità di reggere i ritmi".  Ma con le spagnole? E i rumeni? Tutti crescono e noi fermi sul ghiacciaio? Cos'è successo che ci siamo persi ultimamente tra Cetransa e Getxo, Santboiana e LaVila: han trovato la sorgente di Coocon, prendendo i ritmi delle vicine francesi?

Risponderete che il modello è profondamente sbagliato: responsabilità innegabile della Fir da quando ha voluto farsi "alfa e omega" del movimento tutto, affossando la Lega delle società Pro. Vero. Ma servirebbe anche finirla di usare verità come scusa, per poi passare all'incasso e sostenere l'andazzo. E pensare "mal comune, problema non mio, mi ci ficco". Ognuno si assumesse le sue responsabilità.
Il primo passo è la presa di coscienza, l'uscita dal demenziale denial dondiano: va tutto bene così, siamo a un passo dell'entrare nell'Olimpo del rugby. E' purtroppo necessario ripiegare a un  emergenziale "fermiamo il declino" (che slogan da perdenti ...). Serve ripiegare purtroppo, tornando con la mentalità ai tempi delle "sconfitte onorevoli" Azzurre e convincersi  che c'è modo e modo di perdere: per un punto col Manchester United - Tigers, ben diverso dal perdere in casa col Bate Borisov - Gernika. Cominciamo da questo livello minimo, evitando di gettare il bambino con l'acqua sporca; facciamo leva sull'orgoglio e le capacità che non mancano, almeno per superare gli spagnoli e i rumeni, e il resto seguirà. Passo dopo passo, misurato con le gambe che si hanno e non quelle che si sognano. Fir inclusa, se vuol sopravvivere. 

11 commenti:

Anonimo ha detto...

sono convinto che un fattore importante ma non fondamentale, certo,x la ns entrata nel 6N sia stata Roma intesa come località turistica se era Bucarest avremmo aspettato un altro pochino :D al dilà della facezia ,che poi tanto facezia non è , il rugby professionistico è un altro paio di maniche rispetto a quello che si gioca in italia tolti 60 atleti ,treviso parma ,il resto è ancora ai favolosi anni 90 non abbiamo la forza ,la volontà, di fare il salto di qualità la fir c'entra sempre in quanto dalle sue mammelle suggono i club ma pure questi un briciolo di orgoglio no ?! ironduke

Abr ha detto...

Roma è bella ma non siamo la Grecia dài: 60 milioni di abitanti, quanti francia e uk, un mercato, aziende ... Almeno come potenziale lo vedevano (nota bene, potenziale significa finanza E QUINDI potenziale sportivo).
Invece il link da noi s'è rotto. Non solo per il rugby ma per tutto lo sport.
Fino a un mese fa, avrei detto "tutto lo sport minore", ma un conoscente m'ha raccontaot che anche nel calcio la pacchia è finita: se prima in serie C un giocatore prendeva quanto un dirigente d'azienda, ora invece quanto un impiegato.

ringo ha detto...

Confermo - anche non sono io il conoscente: la pacchia è finita scendendo di categoria in categoria.

ringo ha detto...

Fermiamo il cretino.

ringo ha detto...

Oh, chi ci ha mandato lo spam? Rolland se l'è presa? Un post dello scorso 4 ottobre "Anche gli arbitri mangiano fagioli" è stato preso d'assalto e veniva fatto riferimento al nostro franco/irlandese.

Zagor ha detto...

Abr la situazione e' complicata.Proviamo attraverso questo giornale ,a lanciare un quesito a tutti i presidenti dei club di eccellenza,Pro 12, e federazione, che chiarisca quali sono le intenzioni degli interessati. Siamo al bivio,Pro12 e eccellenza di questo tipo,oppure Una super eccellenza italiana con tutte le caratteristiche necessarie, basta Pro 12 con conseguente focalizzazzione sul domestic.

Abr ha detto...

Non so se ci ascoltino e anche se lo fanno, se mai gli interessa sbilanciarsi in questo clima omertoso e di aperte scomuniche pubbliche.
Tanto per fare un esempio recente: "Votate pure chi volete (alle elezioni per il comitato veneto. il più importante d'Italia), ma sappiate che col Signor XY (un candidato) io non parlo", Gavazzi dixit , a microfoni APERTI, recentemente a Rubano. Rob de matt.

Il quale Mr.XY, anche lui però se le va a cercare: come fa un maggiorenne vaccinato a sbroccare per iscritto su letterina aperta che Gavazzi "non è il suo presidente"? Robe da adolescenti caratteriali, inammissibili manco fosse stato eletto Berlusconi.
Se questo è il livello delle opposizioni .... qua c'è un problema culturale enorme, che riguarda tutto l'ambiente. Non c'è da stupirsi che alla fine vincano sempre quelli: dopotutto ognuno ha quello che si merita.

Ciò detto, la tua idea è interessante, anche se ricorda il chiedere ai tacchini cosa servire per cena alla Festa del Ringraziamento ...

La mia opinione, io che non presiedo nulla. la dà per primo, tanto per non nascondermi:
sono per le soluzioni semplici ai problemi "complessi" (ma mica stiamo progettando missioni spaziali qui). Supporto l'idea che l'Eccellenza (a parte cambiar nome immediatamente) dovrebbe essere ridotta a otto club. Idem la Serie A.
Concentrando le risorse, il supporto federale non si disperderebbe in mille rivoli, i team top italiani che andranno in europa, se e quanti saranno, sarebbero più competitivi.
Franchigie regionali in coppa Challenge? Sarebbe un barbatrucco, una foglia di fico per metter ulteriore gente a libro paga federale e cambiar tutto per non cambiar nulla.

Quanto alla Celtic, proseguirei l'esperimento per un altro giro (già che ci siamo ...), ma solo per non trovarmi con un campionato nazionale tipo baseball o anche ultimamente basket, dove ce n'è una nettamente superiore, un'altra superiore e altre sei che arrancano. Per farlo, aumenterei ai massimi il numero di stranieri reclutabili (otto) senza vincoli d'impiego: gli italiani crescerebbero anche per contiguità con qualcuno che ne ha viste più di loro, non andandosele a prendere senza cosrutto assieme a coetanei a Llanelli o al Thomond Park.

Il tutto poggiato su un fondamento indispensabile: Tirrenia, Mogliano, etc.etc, le Accademie diventino centri di formazione federale PER I TECNICI (e gli arbitri), mentre i ragazzi si lascino nei vivai vicino casa, e i contributi vadano prioritariamente ai club che mandano i tecnici ai corsi e che dimostrano di saper sviluppare risorse (NOMI DI DICIANNOVE/VENTENNI, altro che "il giovane Minto!!!!!).

Hooker ha detto...

Abr, grosso modo trovo condivisibili le tue idee. Un' altra cosa però credo sia fondamentale per migliorare il livello del campionato italiano e per permettere un lavoro migliore alle franchigie che spediamo tra i celti: un sistema sensato e semplice di doppio tesseramento, opportunamente limitato e regolato, in modo tale da creare un sistema di vasi comunicanti che sia di stimolo.

Aggiungo una piccola riflessione sugli stranieri. Forse otto stranieri potrebbero essere troppi, io farei cinque o sei al massimo, ma ovviamente senza vincoli d'impiego. Anche perché è lapalissiano che non si migliora abbassando la competizione ma alzandola, d'altra parte non è per questo che giochiamo in Pro12!?
Tanto se ti manca l'apertura di un certo livello non te la inventi "per regolamento", tanto vale metterci uno straniero con i cosiddetti che fa da esempio ad un "ragazzino" acerbo e fa giocare meglio i centri e il mediano di mischia e chiunque gli capiti di fianco e qualcuno di questi sarà italiano! Spero di essermi spiegato in modo sufficientemente chiaro.

PS: il riferimento agli arbitri non l'avrei messo tra parentesi, credo sia un aspetto generalmente sottovalutato del problema.

ale ha detto...

unica pecca del ragionamento: con i chiari di luna che ci sono e che ci saranno quante squadre si potranno permettere 8 stranieri decenti?

Abr ha detto...

Mi riferivo solo alle celtiche, ale.
Il motivo primario è, voler settanta italiani in Celtic (quaranta per due meno cinque più cinque stranieri), sginifica dragare stupidamente risorse all'Eccellenza. Riduciamo gli italo celti a cinquanta sessanta.
Quanto alla crisi, ragione in più per diminuire le dimensioni del vertice del rugby locale.

Abr ha detto...

Tutta la vita d'accordo col doppio tesseramento. Così giocatori Pro12 potrebbero partecipare alle gare di coppa Challenge con le eccellenti.

Gli stranieri: come detto poc'anzi, li aumenterei ai massimi consentiti in Celtica, per diminuire il prelievo di italiani dall'eccellenza.

Oltre che per un basilare elemento di par condicio con le avversarie. Infatti quel che una Fir gelosa dei "successi" (di pubblico) della nazionale è ora comprenda, è che come in Irlanda il successo dei club trascina quello della nazionale, instillando una mentalità vincente. Il viceversa non funziona, lo ha dimostrato Dondi in 12 anni di tentativi scuornati.

La vogliamo vendere con un approccio più "italian-munariano"? Con più stranieri assieme a doppio tesseramento, si minimizza il rischio di "bruciare" i giovani promettenti (solo a dirlo mi viene l'orticaria, mi fa pensare alle mamme iper protettive italiane).

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