lunedì 21 gennaio 2013

I quarti delle Coppe sono fissati, gran finale Benetton - updated

Partiamo dalla fine: la giornata ha determinato che i  quarti di finale della Heineken Cup ai primi di aprile, saranno:

Harlequins-Munster,
Clermont-Montpellier,
Toulon-Leicester,
Saracens-Ulster.

Tre squadre inglesi, tre francesi, due irlandesi.

Quelli della Amlin Euro Challenge:

Bath - Stade Francais,
Gloucester - Biarritz,
Perpignan - Toulouse,
Wasps - Leinster.

Qui abbiamo quattro francesi, tre inglesi, una irlandese.

Dalle fasi finali di ambedue le coppe sono escluse non solo le italiane come al solito, ma anche le scozzesi e tutte le gallesi. Troviamo due derby francesi, tre le crunch anglo-francesi, le tre irlandesi fuori casa in Inghilterra.
Una seconda Coppa non male, basti solo pensare ai campioni plurimi di Heineken Cup Leinster e Tolosa (per quest'ultima è la seconda volta in undici anni che manca le fasi finali di Coppa Europa): se mai fossero motivate a passare alle semifinali, queste potrebbero essere perlomeno al livello della Coppa superiore.
Nella quale Heineken Cup compare molta nouvelle vague (Tolone, Quins, Montpellier, Sarries stessi ...) e poca Vecchia Guardia, ben mimetizzata fuori casa (Munster, Leicester).
Che sia l'anno di Clermont? O dell'esplosione di Tolone? O della definitiva consacrazione per Quins o Sarries?  Ulster ha le risorse per fare il salto di qualità? O saranno i Grandi Vecchi sopraddetti a ritrovare le energie per rifarsi ?

Infine, un commento sulle quattro partite di domenica nell'ordine di apparizione.
- Saracens 40 - 7 Edinburgh : una confortevole vittoria casalinga - e innevata: è il risentito addio del Vicarage Road, è stata l'ultima partita dei Saracens nel vecchio stadio - consente ai Sarries di confermarsi primi del girone, raggiungendo i 23 punti di Tolone e Ulster e inserendosi tra le due al quarto posto per le mete segnate, quindi procurandosi un quarto di finale in casa contro i nord-irlandesi; gli scozzesi chiudono unici e ultimi di tutti a zero punti dopo le semifinali di nove mesi fa, nonostante i rinforzi acquisiti. Sei mete a una con doppietta di Chris Ashton - per come è messo ultimamente l'ala inglese, è segno di dominio del campo -  e 15 punti al piede di Owen Farrell. Partita che scorre liscia nella neve, con un timido tentativo di riaprirla da parte degli ospiti attorno alla mezz'ora quando marcano la loro meta e il punteggio resta 14-7 fino al secondo tempo.
- Munster 29 - 6 Racing: motivazioni alle stelle per gli irlandesi che necessitavano di 5 punti per rimanere in Heineken a spese dei parenti di Leinster, sperando in un risultato non assurdo da Leicester (Tolosa sconfitta ma con due punti di bonus) e missione compiuta in meno di un'ora. Risultato raggiunto "facile" non tanto per via della demotivazione del Racing, quanto per due eventi: il cartellino rosso al 5' minuto affibbiato dall'arbitro Barnes al flanker Battut, reo di atterrare col ginocchio sulla schiena di Earls e la giornata super di Warren Zebo - non è la prima, autore di tre mete.


- Leicester Tigers 9 - 5 Stade Toulousain: lezione di rugby "conservativo", tattico ma non passivo e quasi privo di "buchi" delle Tigri ai francesi, che invece provano a giocare come niente fosse su un campo malmesso (gli addetti sono costantemente a ripulire le linee sommerse dalla neve che cade copiosa per tutta la gara). L'arbitro Clancy ci mette come sempre del suo, penalizzando a casaccio la mischia francese, ma alla fine la cosa risulterà poco influente (pochi errori quindi relativamente poche mischie). La vittoria arriva grazie al perfetto kicking game inglese, coi mediani Flood e Youngs protagonisti a ricacciare regolarmente indietro i tolosani e a metterli in crisi in fondo, sulle coperture, le prese al volo e le corse all'indietro. Gli inglesi arrivano addirittura a sfiorare la meta in due occasioni nel primo tempo, sempre sfruttando il "kick and chase" in profondità. Il tutto condito dal tombale zero su sei dalla piazzola degli ospiti (inclusi un tentativo di trasformazione, un drop e  due pali centrati), mentre Flood piazza anche da oltre metà campo. I rossoneri come detto fanno la partita: arrivano alla meta nel primo tempo con la forza di Picamoles, ma il Tmo sancisce che non vale (doppio movimento, o tenuto alto), poi a inizio del secondo con Yoann Huget e stavolta non ci sono dubbi. Ma Tolosa si trova outplayed da Tigri solide, concentratissime e ben consce di punti di forza e debolezza, portando a casa con abnegazione e "testa" una gara che potrebbe cambiar vincitore fino all'ultimo secondo.

- Dulcis in fundo, ci siamo lasciati Benetton 17- 14 Ospreys. Nel fango di Monigo abbiamo assistito a due partite, una lunga 7o minuti finita 3-14 per i gallesi, poi 5-10 minuti favolosi a maggior ragione perché finali dei padroni di casa, che si prendono la soddisfazione di ribaltare il risultato con due mete in sequenza, vincendo finalmente all'ultimo minuto invece di subire.
Il 3-14 del 75' arrivava da due penalty e un drop di Dan Biggar più meta del centro Tom Isaacs al 54' che pareva chiudere la gara di wrestling nel fango. Padroni di casa pasticcioni e sprecisi nella giornata inclemente.
Poi la svolta: complici i cambi, in particolare l'ingresso di un ispirato Semenzato tornato macchinetta estrai-ovali-dalle-ruck e del solito scatenato Minto Man of the Match, i trevigiani smettono di sprecare (beninteso, gli errori di handling continuano, solo un po' meno), sfruttano il calo di concentrazione degli Ospreys, scesi a Monigo per vincere ma che forse avevan già dato per finita la partita; i nostri dimenticano le fatiche e mettono alle corde i gallesi. Prima Minto arriva in meta ma il Tmo la nega: non riesce a veder l'ovale schiacciato (cose che succedono, ovviamente solo in casa italiana). Fa niente, al 75' è meta di forza marcata dal trascinatore Zanni, poi l'apoteosi: all'ultimo minuto, oltre dieci fasi nel fango dai propri 22m, con offload come se fossero nel secco del Veld, break di Toniolatti, inserimento di Semenzato, pack pronto a sostegno e meta sulla sirena del subentrato Andrea Pratichetti. Ma che bello, ma che soddisfazione!
Si dirà, evabbé, è partita che non valeva niente per nessuna delle contendenti, Benetton ha raccattato con gran fatica "il suo solito", cioè una singola vittoria in Europa, passa il tempo ma è sempre lì ... Questa lettura "fredda", basata sui risultati finali, la lasceremmo agli Sconcerti: non mette insieme questo finale con quanto di buono s'è visto fare ai biancoverdi/azzurri in due partite con le Tigri e in due tempi con Tolosa nel "girone della morte" (che difatti male ha portato ai campioni di Francia e di Keltia).
La vittoria con gli Ospreys non cala improvvida, non è un gentile cadeau di pellegrini demotivati (prova ne siano i primi 75 minuti); al contrario è annunciata da una serie di prestazioni volitive ma sfortunate e marca un traguardo: non era la gestione dei finali il peggior punto debole? Non era "il fiato alla distanza" il limite classico di tutte le squadre italiane, dalla Nazionale in giù? Un esito che dovrebbe tranquillizzare per un po' i polemisti su capacità di staff e qualità del roster trevigiano, mostrando che l'attuale sesto/settimo posto in campionato è la collocazione giusta della Benetton odierna, mentre ad esser episodico sarà il probabile più basso piazzamento finale: sarà il poco evitabile prodotto dei 18 prelievi della Nazionale, fin che non arriveranno decisi correttivi regolamentari interni (meno vincoli sugli stranieri, doppio tesseramento, oltre a certezze sul futuro etc.etc.).
Beninteso, a Treviso c'è pochi allori su cui adagiarsi, ancora tanta pasta e fagioli da mangiare e correttivi da identificare ed eseguire; però i Bartali "l'è tutto sbagliato l'è tutto da rifare" dovrebbero andare a bussare ad altre porte per un po' (e non mi riferisco soltanto alle Zebre, peraltro protagoniste di una gara decente a Galway).

37 commenti:

Zagor ha detto...

Sono sempre del parere che stranieri e tecnici siano fortemente responsabili del 9-10 posto max che Tv occuperà alla fine della stagione e credo che la partita di ieri contro Ospreys senza troppi giocatori,senza voglia e sopprattutto senza luce per il futuro,ne sia la conferma. 5 minuti stupendi non cambiano le cose,così come del resto non cambiano le classifiche.18 internazionali per quello che han fatto vedere contro ciò che rimane dei grandi Ospreys fanno felici solo i ciechi.Bartali o Coppi vedi un po' tu che sai sempre una agia più del libro.........fuori dal campo.

Abr ha detto...

E' il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
"Il problema non è il problema, è il tuo atteggiamento verso il problema." (Jack Sparrow, a proposito di saperne una più del libro, o del film).

Aldilà del merito (qui si è stati anche critici con Benetton) e dei partiti presi che non mi pare mai stato un problema di questo blog, mi spiace se ti senti piccato, ma qui non facciamo critiche "ad personam", a meno che uno occupi ruoli pubblici di rilievo.
Qui si parla di rugby e come tu puoi sire la tua qui, io dico la mia se premetti. Sei sempre il benvenuto e grazie dei complimenti.

luis ha detto...

Io invece-se mi è consentito- sono dell'idea che lo staff non è male ma va possibilmente migliorato, il cambio sostanziale va fatto con gli stranieri:vedremo i risultati delle "trattative" con i federali per gli stessi, c'è carne al fuoco per nuovi arrivi di peso.
Per quanto riguarda la partita posso dire che hanno vinto una partita persa, credendoci fino alla fine (qualcuno con la testa era già al 6N) soprattutto con i giovani in campo e quelli entrati e un Zanni monumentale che assieme allo scatenato Minto hanno letteralmente trascinato la squadra a vincere una partita appunto già persa.

ringo ha detto...

C'era un tale in giro, dopo i test di novembre - non qui, ma su altri lidi - che scriveva che Minto sì, è un buon giocatore, ma tutto lì, paventando lobbing perché fosse nominato dai giornalisti Man of the match contro l'Australia a Firenze. Boh.
In bocca al lupo al ragazzo, gli spetta un tosto 6N.

Abr ha detto...

da noi è così: se uno ha un buon destro, t'arriva "l'esperto" a sancire che nella realtà gli manca il sinistro.

Abr ha detto...

Migliorare si può sempre, concordo sul punto staff.
Sul mercato, purtroppo ci si muove sempre con 3-6 mesi di ritardo rispetto agli altri (la stagione delle firme è gennario).
Connacht incluso che a proposito di staff, da aprile ha il quarto coach neozelandese su quattro franchigie irlandesi: Pat Lam.

Corretto il cenno che fai al 6N visto come punto di arrivo: spesso, data la stasi azzurra (si sa chi c'è e chi no) è funzionato al contrario (gambetta tirata indietro, soprattutto se non c'è nulla in palio).
Vale soprattutto per Semenzato direi oltre a quelli che citi (e magari anche per qualche trequarti), che ieri pareva voler riguadagnare las considerazione di una volta.

Abr ha detto...

PS.: siccome da altre parti si afferma "qui ognuno può dire quel che gli pare", puntualizziamo che INVECE in questo blog è benvenuto ognuno in grado di ARGOMENTARE le sue opinioni e conclusioni. Indipendentemente dall' "orientamento" più o meno aderente alle opinioni dei titolari. Incluso l'encicolopedico Abr Sotutto.

In tal senso l'apporto di Zagor e altri (mi viene in mente Gsp ad esempio ma non è il solo) è stato sempre ben valutato qui. Alla pari con chi sa motivare e/o articolare meglio e/o estendere le medesime opinioni del Sotutto.

( .... per fortuna che c'è il serafico e "buoyant" Ringo in questo blog ...)

ivanot ha detto...

Per non parlare di tutti quelli che danno contro a Valerione ieri capitano, i "so tutto mi", quelli che ti criticano su tutto e se parli degli errori dell'arbitro mamma mia.........

Anonimo ha detto...

Be' dai, godiamoci la vittoria. Eravamo un po' stanchi di sconfitte e pacche sulle spalle.
Poi non mi pare che la dirigenza di treviso sia così preoccupata dalle classifiche. Anzi, quest'anno si ha quasi l'impressione che in celtic tutte le squadre giochino con un po' troppa rilassatezza... tanto è tutto garantito. Quanto ci farebbe bene un po' di paura di retrocedere o di restare fuori dalla Hcup!

Vanni

Abr ha detto...

Quelli che criticano a prescindere le critiche agli arbitri, mi ricordano il cap.XXXIII dei promessi sposi:
"ah birbone! contro i monatti! contro i ministri del tribunale! contro quelli che fanno l'opere di misericordia!".

Certo pedissequo e acritico zelo nei confronti del potere costituito che altrove non esiste (penso alla Francia e all'Australasia ma non solo), dà la misura che siamo in provincia, nel rugby come in altre ben più importanti cose.

Abr ha detto...

Verissimo Vanni: l'assenza di stimoli concorrenziali tipo retrocessioni ma anche il non doversi guadagnare il posto in celtic, produce la "tranquillità" un po' tetragona che riporti.
Vale anche per i gallesi, che tranquilli cmq. non sono da un po': un po' illusi forse, dopo 6N 2011 e Mondiali.

Comprendiamo e appoggiamo l'importanza di poter pianificare in ottica pluriennale, ma un buon piano è uno NON allestito da infallibili indovini (penso alle polemiche sugli stranieri acquisiti) MA uno che preveda veloce reattività agli eventi e correzioni in corso d'opera.

Abr ha detto...

Errata corrige: non doversi guadagnare il posto IN HEINEKEN.

Zagor ha detto...

Allla fine con molta delicatezza si arriva ad ammettere,e sia chiaro che di personale non ho nulla contro nessuno,che Smith e Goosen sono da cambiare non da ammazzare,perché non hanno semplicemente la capacita di elevare il gruppo,e che Budd,Loamanu,Roux,e purtroppo Dingo sono mezze figure,e che Tv Conosce Benissimo sin da ora il suo futuro e potrebbe comperare chi vuole quando vuole.Perché non lo fanno? Se non trovi risposta e ti limiti a dirmi che chi ha un buon destro viene attaccato per il sx non all'altezza,non solo ti sbagli ma hai anche una visione corta dello stato Dell arte.

ale ha detto...

Sul discorso critiche arbitro, io forse ragiono da giocatore e evito di prendermela con l'arbitro, gli alibi sono i peggior nemici. Certo le critiche ci stanno, pure loro commettono cazzate verso gli italiani non fanno sconti, ma vi posso assicurare che ormai siamo a livello di psicosi negli stadi. Ormai qualsiasi decisione che prende l'arbitro è cmq tacciato di essere un partigiano (per non scrivere altro). Ormai siamo al vittimismo...

ale ha detto...

Chissà se ieri il MoM gli andava bene! Già mi immagino il titolo :"Scandalo MoM, Minto troppo sporco per le interviste del dopo partita!"

ivanot ha detto...

Non credo sia vittimismo ma frustrazione, non può esistere il "due pesi due misure", io non critico l'arbitro se mi fischia un fallo, lo critico quando lo stesso fallo lo fanno i miei avversari e lui non lo fischia, nel contesto del risultato non cambia niente, ma moralmente perdere con un arbitraggio imparziale è altra cosa, non credo che a Treviso scendano in campo per partecipare dunque chiede imparzialità che ultimamente non c'è stata.

Abr ha detto...

D'accordissimo che gli alibi siano i peggiori nemici dei giocatori.
Uno dei temi più importanti e meno insegnati è quello dell'ADATTAMENTO: ne abbiamo fatto cenno commentando Castres -Ulster, dove un arbitro solitamente non tra i peggiori (Owens) ha fatto la figura del parziale. Per colpa dell'abitudine di Ulster a certi metri.

Ciò detto, noi che non giochiamo (più), guardiamo, vediamo, diciamo quel che vediamo per come lo vendiamo. e very sorry per chi non vuol sentire (evidentemente l'inglese o il francese non lo capisce, basta sentire un'intervista a caso o una telecronaca estera per rendersi conto che è sindrome del tutto locale provinciale).

Il punto non è accusare di partigianeria o malafede: è vedere i problemi, altrimenti se la fuffa si spinge sotto la sabbia, come si fa pulire?

Mi sta bene che alcuni (Raimondi ad es.) dicano, è la velocità del gioco moderno, un arbitro solo non basta. Per me non sta tutto lì, c'è anche dell'altro (a partire dalla fase statica per eccellenza, la mischia ordinata).

Poi c'è da chiarire bene questo vincolo degli arbitri con la federazione di appartenenza: possibile che la Celtic League non sia in grado di creare un "gettone celtico" per cui gli arbitri siano incentivati a NON fare gli interessi di qualcuno e non di altri? Idem per la ERC.

ivanot ha detto...

Concordo

Anonimo ha detto...

Abr sono anche d'accordo con te ma quando il dirigente del club da un mese a questa parte non fa altro che attaccare gli arbitri in maniera sempre piu' forte tramite un blog/sito che sa (non e' mona anzi, bello furbetto anche in questo) essere mlto seguito dai suoi tifosi poi ci si trova in una situazione come ieri dove ad ogni fischio giusto o sbagliato che fosse artivano fischi/ululati e contestazioni....pero' sulla meta di Zanni (quanto meno discutibile) tutti in piedi ad abbracciarsi e festeggiare.
Poi chiariamo anche che la maggior arte dele analisi sugli arbitraggi delle italiane viene fatto con molta poca imparizalita' ma atteggiamento partigiano, venisse data la meta tecnica data al Connacht venerdi', alle Zebre o alla Benetton quanti sarebbero li' a contestare e dire che era afretata/inesistente/assurda?

Abr ha detto...

Vuoi la risposta? L'ho già scritta mille volte oramai; vabbé, repetita juvant.

Siamo in un ambito, quello trevigiano che considera GIUSTAMENTE un VALORE FONDAMENTALE la STABILITA', la paziente lungimiranza, il duro lavoro quotidiano e la maturazione progressiva, rispetto alla ricerca di scorciatoie.
PIACCIA O MENO, è come si trova in ogni manuale di management. C'è invece chi crede ancora che le guerre le possa ancora vincere un colpo di genio e un taglio d'angolo alla Napoleone: pace sia.

E' notorio che TV, nel suo piccolo, per lo staff abbia come riferimenti Tolosa, Leicester etc.: punta alla crescita DALL'INTERNO invece di cercare i Mourinho mercenari. Imita i grandi club perché giustamente guarda alla best practice nelle PRATICHE CHE CONTANO VERAMENTE, quelle organizzative, rispetto al giocare con le figurine panini.

Stabilità organizzativa è quel valore che ha consentito ad esempio a TV di fare il più grosso colpo del suo mercato l'anno scorso (anche questo l'ho già scritto): mantenere Zanni e Cittadini.

E' chiaro che (a) come già detto, ogni piano deve essere suscettibile di adeguamenti correttivi (solo chi non fa non sbaglia, a partire dal mercato) e (b) alla fine di un ciclo (2014/15) anche a TV si farà il bilancio tra obiettivi e risultati.

Non ti piace la risposta? Non prendertela con me, è evidentemente la dirigenza di Tv che non solo sbaglia ma ha anche una visione corta dello stato dell'arte :)

Abr ha detto...

Beh fischi/ululalti all'arbitro dagli spalti me li ricordo da sempre, non credo siano una novità.

Grazie cmq. della segnalazione, cercheremo ogni volta di ripetere quanto detto all'inizio della nostra campagna di analisi oramai pluriennale (fummo i primi): l'abitro si discute FUORI DAL CAMPO ma IL RISULTATO DEL CAMPO NON SI DISCUTE.

Certo che quel dirigente si comporta come certi genitori che incoraggiano i figli in campo al grido<. " spaccagli le gambe!".
Come quello dei quei genitori è un atteggiamento peggio che idiota, è controproducente: chi ne pagherà le conseguenze sarà la sua squadra, rischia di venir penalizzata anche quando non lo merita.

La meta di Zanni: per via del doppio movimento? Si vede l'arbitro spiega a Biggar: ho visto tutto, è meta per il tuo fallo da ingresso laterale, altrimenti Zanni non si fermava.

Il problema della parzialità sulla valutazione degli arbitri lo trovo duale: anche chi li difende, a volte lo fa perché non capisce e non sa vedere.
Prendi la mischia ad esempio: pare "un mistero", una roba da addetti ai lavori; in realtà basta vederne un (bel) po' con la giusta curiosità e "guide" per capire tutto quel che c'è da capire (ad esempio che sovente cadono per volontà di nessuno, anche se magari con qualche colpa). Come dico spesso, non stiamo progettando missioni spaziali.

Ciò detto, concordo con te che l'analisi andrebbe affidata a esperti veri e non "prestati": occhio ad esempio a tanti ex giocatori: ne conosco alcuni che dopo dieci anni non sanno bene com'è il fuorigioco, e persino alcuni piloni che non sanno "leggere" una mischia!!!

Abr ha detto...

Per me il criterio è a fine gara: gli errori dell'erbitro sono stati determinanti per il risultato? A volre (non sempre) mi tocca rispondermi di si.

Nota bene: non mie ne importa nulla del perché (malafede, pregiudizi, stanchezza, era lontano o voltato, non ha visto): sono tutti e soli problemi suoi.
Come giustamente afferma ivan, ci sono "vested interest" in campo, non è scapoli-ammogliati.

Anonimo ha detto...

Abr piu' che "discusso" per me l'arbitro va valutato (non giudcato, ma valuato) fuori dal campo a fine partita.

Abr ieri nella partita con gli Ospreys mi e' sembrato di vedere un pubblico molto piu' caldo del solito e che contestava praticamente ogni singolo fischio giusto o sbagliato che fosse.

Sulla parzialita' verissimo quello che dici c'e' anche da dire che molte volte si usa un'interpretazione propria per attaccare o difendere un arbitro. Poi si puo' discutere di tutto, quello che tu hai riportato Raimondi sottolinea, la differenza di metro arbitrale talvolta molto estrema tra diversi arbitri ecc ecc

Il punto e' che sono il primo a pensare l'arbitro debba venir valutato ma allo stesso tempo che sia fatto in maniera prima di tutto oggettiva (ammettiamo anche gli errori a favore ed ammettiamo che la chiamata contro poteva anche starci in quei casi dove fosse stata a nostro favore non diremmo che era scandalosa) ed in secondo luogo con modi e toni che non facilitino il vittimismo e la creazione di alibi come purtroppo si rischia di fare (e personalmente reputo qualcuno stia gia' facendo).

Abr diciamo anche una cosa, pur a fatica il rugby sta richiamando nuovi tifosi che magari conoscono molto poco le regole (ed e' un bene che ci siano queste persone per far crescere l'attenzione ed il seguito dello sport, lungi da me criticare chi si avvicina al rugby) ma stiamo attenti a non provocare certi "istinti" con una sorta di presa di posizione a priori contro gli arbitri.

luis ha detto...

La critica arbitrale non deve essere intesa come il dito dietro al quale nascondere altre verità, ma uno stimolo a migliorare la qualità degli arbitri stessi.Poi nessuno vuole la perfezione (perchè non esiste) ma soltanto che si utilizzi lo stesso metro di misura con tutti, senza figli e figliastri:in questo mi riconosco nel post i Ivanot poco sopra, sostanzialmente vogliamo imparzialità e non due pesi e due misure e tutto ciò nei riguardi di tutti.Quindi ABR un buon arbitro non è quello che ti favorisce, ma quello che nell'economia del risultato con i suoi interventi è ininfluente.

ale ha detto...

Era esattamente ciò che intendevo...

Abr ha detto...

E' quella la mia domanda, A FINE PARTITA sull'arbitro.

Non comprendo piuttosto il punto del commentatore precedente: l'arbitro va VALUTATO più che DISCUSSO. Discutere significa parlare e argomentare (non ululare, e a fine partita), mentre la "valutazione" pe rme è il voto, la dà il maestro sull'allievo.
La valutazione c'è già, da parte degli organi federali preposti (resta segreta ma se ne vedono gli effetti sulle carriere).

In generale, ci sono due punti che andrebbero sottolineati quando si parla di arbitraggio.
. Il primo è il ruolo dell'arbitro nel rugby, più ampio che nel calcio, l'arbitro GUIDA il gioco e vi partecipa in tal senso. E' la cosa che più colpisce i neofiti, ma quanto parla e si sente tutto quel che dice ai giocatori!
Quindi, l'arbitro E? RESPONSABILE se la partita deraglia, non solo disciplinarmente ma anche tecnicamente. Certo, sta ai giocatori adattarsi, ecco perché NON TOLLEREREI MAI loro proteste.

. Il secondo è SPROVINCIALIZZARSI: in Gran Bretagna non c'è cronista che si freni nel dire quel che pensa, in caso di decisioni un po' così. In Francia poi, mamma mia! Allenatori con a bordo campo le mani alzate (anche da noi), e i booohhh dalle tribune (c'erano da noi già negli anni Settanta cmq.). Si vede anche qualche giocatore stizzito, ogni tanto.

Quindi, il problema del pubblico neofita che si avvicina etc.etc., io lo vedo esattamente all'incontrario: il rugby è quasi più bello per il "terzo tempo" che per il gioco in se, vale a dire è bello parlarne e raccontarselo. Ci metto anche gli arbitri: fatto salvo che GUIDANO loro, si facciano criticare e se ne parli, invece di chiusure corporative. E quelli che non sanno di che parlano e fanno critiche poco "oggettive" (e non sono solo i neofiti), alla lunga si tagliano fuori da soli, come sempre.

Arriviamo alla fine agli "addetti ai lavori", così diciamo dei fischi di Monigo (dove c'è stato un arbtrino tutto sommato decente, mi pare).
Non trovo bello che una parte in causa spari, sia pur con eleganza e ironia. CHiaor che poi la gente fischi.
Si, facciamo il nome, parlo di Vittorio Munari, che come noi non ha timori revernziali verso gli arbitri anzi; solo che noi non indossiamo il suo cappello.

Lo capisco comunque, dopo anni e anni, cresciuto col mantra "la credibilità si conquista sul campo, vedrai come cambieranno atteggiamento quando iniziamo a vincere", e invece ...
E capisco anche che un libero cittadino possa parlare di quel che gli pare e non gli va.

GiorgioXT ha detto...

Il rovescio della medaglia di chi inveisce e usa l'arbitro come scusa è la difesa a priori dell'infallibilità dell'arbitro, ed è altrettanto sbagliata e nociva ... ma purtroppo è sempre la posizione del "potere" .

La cosa peggiore in assoluto è trovare - e capita più di quanto si pensi - arbitri che entrano in campo con una "sensazione precisa su come sarà la partita" ; è una cosa che nessun arbitro ammetterà mai nemmeno sotto tortura, ma più spesso di quello che si pensi un arbitro finisce con prendere decisioni che non sono strettamente collegate a quello che succede quanto a quella che è la rappresentazione nella sua mente.

Questo - a mio parere - è il meccanismo che vede spesso degli arbitraggi che valutano gli stessi episodi in modo diverso secondo la squadra.

Varrebbe la pena approfondire , e riuscire ad intavolarne un discorso approfondito proprio con i protagonisti. Ma al riguardo c'è una chiusura totale da parte dei "piani alti" che porta anche alla proibizione di interviste agli arbitri ed in genre ad una comunicazione bidirezionale..

Mi permetto di ri-segnalare l'ottimo sito http://www.sareferees.co.za degli arbitri sudafricani

Anonimo ha detto...

Abr non iniziamo un discorso sulla semantica non e' quello il punto visto che a mio avviso concordiamo su questa cosa.

Pienamente d'accordo con il ruolo dell'arbitro non a caso prima della partita incontra i capitani e spiega "le linee guida" del suo arbitraggio...quante volte si sente (solitamente nelle prime 2-3 mischie) l'arbitro dire "ricordatevi quello che ho vi ho spiegato prima della partita"?Ad ogni partita quasi.

Il telecronista ed i suoi commenti non m'interessano molto anche perche' ci sono quelli piu' oggettivi e quelli clamorosamente faziosi...anche in UK.

Sui neofiti mi sa che non ci siamo capiti, cocnordo con tutto quello che dici ma se si iniza come si sta facendo a sparare a zero sugli arbitri con toni accesi ed in maniera poco oggettiva (alle volte) scusa ma il neofita secondo me non percepisce cosi' facilmente certe cose.

Sul fatto che gli arbitri debbano essere piu' aperti al confronto completamente d'accordo anche qua con una riserva: la linea tra la critica costruttiva ed il processo e' abbastanza sottile.

Su Munari, appunto voi non indossate il suo cappello, non e' una differenza da poco e' una differenza enorme.
Ci sono modi (ed io nelle ultime settimane eleganza non ne ho sentita molta a meno che con eleganza non si intenda solo assenza di volgarita') ma ancor piu' improtante luoghi adatti dove una persona con la sua carica dica certe cose...visione personale ma fare certe tirate ad uso e consumo dei tifosi che seguono il sito/blog non l'ho trovato proprio molto elegante anzi...poi che volesse essere un messaggio a chi di dovere in Fir perche' si faccia sentire con gli organi internazionali o "provocare" il pubblico o altro non e' importante, ci sono modi e luoghi.
Certo che e' libero di fare quello che vuole, nessuno dice il contrario ma allo stesso tempo si puo' essere liberi di critcare questo comportamento e reputarlo poco elegante.

Abr ha detto...

Le parole sono importanti (semantica = significato del segno, non regoletta saccente): vanno scelte con cura. Altrimenti come dici, si perde magari per strada il fatto che si stan sostenendo sostanzialmente le stesse tesi anche se con accenti diversi.

A me interessano i punti fermi del dialogo e la libertà di discussione, sul resto sto ad ascoltare le opinioni.

C'è chi crede che il rugby si caratterizzi per la non-sdiscutibilità dell'arbitro. Errore: quello è il calcio (basti leggere le infinite cronache di deferimenti etc.etc.).
Il rugby invece si caratterizza per il fatto già ricordato che l'arbitro E' IL CAPO IN CAMPO: non solo decide come tutti gli arbitri in tutti gli sport, ma usa due "luogotenenti", i capitani, per propagare le sue direttive. Quindi in campo gli si ubbidisce senza discussioni.
Contrariamente al calcio ("ma che czzz... fischi?" E' il labiale classico in quel giuoco).
Questo per me è l'aspetto SACRO da preservare.

A proposito di fervorini prima della partita, personalmente mi sentirei di raccomandare agli arbitri di farlo anche ai giudici di linea: trovo che i primi siano spesso poco aiutati dai secondi, soprattutto sulle mischie ordinate. Una maggior collaborazione e perché no, "interventismo" dai lati del campo e ne guadagnerebbe serenità e precisione nei giudizi.

Ciò nell'ottica della critica propositiva e proattiva del momento dell'arbitraggio, non fine a se stessa. E senza arrivare a stravolgere come fa la proposta Raimondi del doppio arbitro, gli usi e costumi vigenti (cosa che magari "disturba").

Il rugby si caratterizza e distingue, oltre che per il fatto dell'arbitro-capo in campo (nel calcio invece l'arbitro è completamente terzo, estraneo al gioco), per il fatto che c'è il fondamentale TERZO TEMPO. Non è un aggeggio folkloristico in esso lo scontro fisico si stempera e compone in fratellanza; in esso si discute e ci si confronta a mente più calma SU TUTTO. Ognuno dalla sua parte. Tanto il risultato del campo quello è.
Ecco perché non ci vedo nulla di male a DISCUTERE di arbitraggi DOPO E FUORI DAL CAMPO.

Se poi un arbitro si sente "sotto processo", allora c'è qualcosa che non va: lasciamo perdere il caso di "coda di paglia" (penso a Bryce Lawrence), un CAPO che si rifiuta di ascoltare le critiche alle sue decisioni OFFLINE (non mentre le prende e mentre DEVONO essere eseguite), sorry ma è un cattivo capo.

Alla fine all'arbitro basta dire serenamente: voi avete il replay, io ho (solo) il TMO e devo decidere in mezzo secondo. Punto e fine della discussione. Come vedi il caos della malafede nemmeno rientra nei miei pensieri.

Poi son perfettamente d'accordo che la mala educazione dilaghi (e qui i neofiti non c'entrano: ci sono campi dove il "bandieròn" e l'insulto sventolano da decenni) e occorre che chiunque abbia una tribuna per quanto piccola sia, si limiti.
Ma dev'essere un freno personale, dettato dal rispetto e i cui abusi vengano "isolati" dai lettori stessi: la censura a prescindere e nel mucchio non funziona.

Infine, nulla da dire in più sulle considerazioni alle "esternazioni" di Munari.
L'uomo ha capito di esser popolare e conosce i mezzi moderni che consentono di scavalcare i filtri e rivolgersi direttamente alle masse. E li sfrutta.

Del resto, mettiti nei suoi panni: le vittorie non smuovono la situazione (è un fatto palese che molti arbitrini celti arbitrino con due pesi e due misure), la Fir ronfa alla grande, gli organismi di Lega Celtica di fronte all'evidenza (dato il peso nullo italiano nella stanza dei bottoni) san solo dire "I'm sorry" (bellissimo il suo apologo sul maglione di cashmere rovinato in un pub); ergo, avrà pensato che gli rimanga solo la bordata di fischi in stadio "alla francese", per far capire a certuni che la misura è oramai colma.
I fischi svegliano, alle volte.






Abr ha detto...

Stai parlando di "pre-giudizio".
Non malafede: è esattamente quanto lamentiamo noi nelle nostre frequenti critiche agli arbitraggi celti. Evidentemente è un tema non limitato al Pro12 e alle Coppe.

Ribadisco: se in campo al "capo" si deve obbedienza pronta e senza discussioni, i fischi e le critiche scritte possono anche ferire, ma servono per svegliare.

Anonimo ha detto...

Abr concordo su tutto, la vediamo un po' diversa su Munari ma per il resto bene o male abbiamo le stesse idee....dalle peculiarita' del rugby al ruolo che gli arbitri hanno e quindi le responsabilita' che sono su di loro, ai possibili aiuti da parte dei giudici di linea piuttosto che il secondo arbitro.

Il discorso sul processo, il poblema e' come dici tu la mala educazione...puoi avere l'allenatore/dirigente che nel momento del confronto si comparta in maniera costruttiva e positiva, critica la decisione magari anche in maniera decisa ma mantiene la cosa in un ambito di rispetto come puoi avere il dirigente/allenatore che vuoi perche' era la semifinale ed ha perso, vuoi perche' e' finito settimo in Francia o vuoi semplicemente perche' e' fatto cosi' e trasforma il tutto in un circo.
Ci tengo a dire che uno spazio col confronto ci sta benissimo ed aiuterebbe ma ha i suoi rischi.

Abr ha detto...

Avevo anch'io la percezione che fossimo sostanzialmente vicini, aldilà degli accenti.
Su Munari pure: ho una posizione di grande affetto e ammirazione ma non lo seguo sempre e su tutto, nel caso specifico ho esordito parlando di "cappelli" che is portano, dico solo che capisco non che giustifico.

Sul processo e il dirigente poco lucido (del resto lui ci smena soldi): il rugby è bello perché ci si fa male ma a viso aperto. Se uno ha paura di prendere un pugno (il bello del pugno preso in ambito sportivo è che passa e che puoi restituirlo), allora dovrebbe seguire il consiglio di Berbizier, darsi al table tennis.

Tutto quel che vale ha un suo rischio.
Il contrario è l'arroccamento corporativo cui fa cenno giorgioxt qui sotto. Quello è perdente a prescindere: non fa evolvere e lascia campo aperto ai maleducati.

Anonimo ha detto...

Si sono le sfumature che sono un po' diverse nei nostri discorsi anche sul punto del confronto. La mia paura non e' l'attacco del dirigente/allenatore ma in generale il rischio che se non gestito in maniera attenta possa degenerare. Per carita' questo anche da parte degli arbitri...non so se la scorsa estate vi era giunta all'orecchio dello scambio tra Owens ed il giornalista irlandese dopo il secondo TM con gli AB. Il giornalista irlandese (non ricordo il nome scusate) aveva criticato (presumo aspramente vista le reazione di Owens) l'arbitraggio del match, Owens ha risposto via twitter inizialmente in maniera piccata e passando all'attacco.

Ben venga il confronto ed un'apertura da parte degli arbitri a confrontarsi penso sia corretta come cosa ma attenzione a come si gestisce la cosa, la linea nel trasformarlo in un circo e' molto sottile secondo me...poi magari mi sbaglio.

PS: Munari lo stimo anche io molto, e puo' essere che sia io troppo duro proprio per la stima nei suoi confronti ma non mi e' piaciuto il modo ed il luogo.

ivanot ha detto...

Pre-giudizio è la parola giusta, la malafede in scelte di decimi di secondo la trovo fuori luogo e poco fattibile. Nell'ultima partita a Monigo con i gallesi, nell'intervallo è successo qualcosa di cattivo gusto, probabilmente nel prossimo "tinello" ne parlerà, si tratta di rispetto, il problema come dice GiorgioXT -arbitri che entrano in campo con una "sensazione precisa su come sarà la partita"- è vero, ma non solo arbitri ma anche da uomini ERC etc etc, come dice Abr non è limitato alla celtic, dunque è un problema che va affrontato senza pregiudizi per migliorare questo grande sport. Mi sono avvicinato al rugby in primis per il rapporto che c'è verso l'arbitro di grande rispetto, un rapporto "cortese e cavalleresco", questo aspetto è sacro e deve rimanere inalterato, su tutto il resto deve cadere il tabù e si può riformare o rivedere. Combattere contro i mulini a vento sappiamo tutti come va a finire, quando sei esasperato e chi dovrebbe difenderti latita, ti senti in dovere da solo di difenderti, magari urlando o usando i media, farsi giustizia da soli o cercare di farsi giustizia è sbagliato, ma se non hai alternative, o mangi sta minestra o salta sta......

Abr ha detto...

Owens ha risposto a tono, va bene così, qual'è il problema?

Non capisco il problema del "degenerare". Se è per quello, ci sono vagonate di pseudo-analisi tecniche "degenerate" in giro (quando gioca l'Italia poi!), dove gli arbitri non sono manco nominati. Cheffai a 'sti qui, gli impedisci di scrivere? No, speri nella "selezione naturale".

Il rischio più grosso che vedo, come diceva ale mi pare, è per le squadre più che per gli arbitri: che discutere l'arbitraggio diventi un alibi.

Abr ha detto...

Mi spiace molto che Monigo degeneri, effetto combinato di esasperazione e del soffiar sul fuoco.
Spero che l'output sia "francese", cioè orgoglio anche se a muso duro e non ... lasciamo perdere le localizzazioni, stracci all'aria senza costrutto e potere alle curve. Gli apprendisti stregoni dovrebbero starci attenti: attendiamo tinello.

ivanot ha detto...

Concordo con te, sono convintissimo sia orgoglio a muso duro, quest'avventura celtica ha creato una vera anima biancoverde.

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