domenica 12 maggio 2013

The Saints are marching in


Aviva Premiership - Semi-final
Saracens 13 - 27 Northampton Saints

Occhi aperti per la finale di Aviva Premiership: non ci va la prima della classe, almeno non la prima della stagione regolare perché all'Allianz Park accade che i Northamtpon Saints superino  27-13 i Saracens, arrivata all'appuntamento guidando il gruppo. Ad affrontare i Tigers (che ripetiamo sono alla nona finale consecutiva avendone però vinte solo un terzo) ci va un club che nelgi anni di suo massimo splendore aveva perso tutte e cinque le semifinali precedenti e sembrava destinato addirittura a tramontare persino nel ruolo dell'eterno incompleto. Ed invece eccoli i Saint, pronti per l'appuntamento del 25 maggio a Twickenham grazie ad un match perfetto fondato su fasi statiche eccellenti, ad un acuto nel bel mezzo del primo tempo assieme a un ulteriore la di regroup nel secondo quando la pressione avversaria pareva preponderante, ad una difesa arcigna e ad un gruppo determinato a non toppare. Che beffa per Chris Ashton, con la regia di ESPN a ricordare come anche lui abbia fatto parte di quei Saints che non riuscivano mai a superare l'ultimo ostacolo: ha tastato il sapore del disappunto anche con la maglia dei Sarries (alla terza semi. perduta in fila, ci si domande se non sia il Ma'a Nonu Boreale e  porti un po' sfiga?). 

Scherzi a parte, sono gli ospiti ad inaugurare la battaglia, dopo una fase piuttosto lunga di ritmo basso, senza sfoghi, senza particolari azioni da segnalare a parte un piazzato sbagliato da Stephen Myler che si presenta alla piazzola con l'ovale che scivola da tee e chiede dunque assistenza alla sua spalla in mediana, uno spiritato Lee Dickson: il pubblico si innervosisce di fronte allo trascorrere dei secondi e lui non trova i pali, ma al 21' aggiusta il mirino e comincia a confezionare un pomeriggio perfetto trasformando la prima meta dell'incontro, marcata dal pilone Brian Mujati che si allunga sulla massa di corpi stesi sulla linea dopo una rimessa portata a terra da Calum Clark e schiaccia l'ovale a terra.
[Meta da rimessa laterale, di un pilone: nota di merito alle fasi statiche dei Saints che han dominato la sfida: il Lions Dylan Hartley ma soprattutto i piloni in trasferimento a Parigi Mujati e Tonga'huiha sopravanzano i Lions Mako Vunipola e Matt Stevens; idem per aria, dove i comandi di Borthwick vengono sovente "derubati" da LawesDay e Calum Clark].
La meta arriva con il beneplacito del TMO: resta il sospetto che il pilone commetta un doppio movimento in precedenza, ma la domanda dell'arbitro richiedeva semplicemente se fosse "try or not".
[Arbitraggio per il resto notevole ed attento, con frequenti consultazioni del TMO lontano dalla linea di meta, soprattutto nel secondo tempo, per chiarire situazioni di fallo. La cosa interessante è che l'arbitro si guardava i reply sui maxi schermi tirando le conclusioni da solo, anticipando il TMO: ok tutto chiaro adesso, grazie. Biscardi gode dall'Oltretomba, con tutti i fan della moviola in campo!]
Northampton porta la battaglia nei raggruppamenti, i Saracens cedono spesso alla frenesia. Tra gli ospiti sale di minuto in minuto il working rate del Numero 8 delle Samoa Americane  Samu Manoa, mentre Courtney Lawes si distingue in una prova da tritasassi ed è come sempre l'uomo addetto ai placcaggi pericolosi - per lui. E' proprio l'aggressivo giocatore dal nome anagrammato a portare il placcaggio su Ashton in mezzo al campo, dalla ruck sbuca il pallone non controllato dalle guardie dei Sarries che arrivano alla contesa in ritardo rispetto a quelle avversarie (che si infilano anche per pertugi non previsti dalla legge), così Dylan Hartley lancia il contrattacco che si allarga sulla fascia sinistra dove c'è il velocissimo Jamie Elliot che naviga per il canale sguarnito di difesa e marca meta al 22'.  Myler non spreca un'altra opportunità dalla piazzola per fissare il 14-0 dei Saints. Sorpresa sorpresa!

I Saracens sono anche costretti a rivedere i propri piani perché Charlie Hodgson non ce la fa e viene sostituito da Duncan Taylor e così Owen Farrell, schierato nelle intenzioni a primo centro, va all'apertura, ma il ragazzo è preda della frenesia, come del resto molti dei suoi: è lui a consentire a Myler di allungare ulteriormente (17-0) con un placcaggio in ritardo e ricorda il Farrell dello showdown con il Galles nel 6 Nations - sappiamo come andò a finire. Matt Stevens prova a tenere unito il pack rossonero dove Mako Vunipola al contrario fatica, Kelly Brown è lasciato solo nei tentativi di sfondare la trincea. E quando Farrell verso la fine della prima frazione può accorciare, sbaglia.
[Sia davanti che dietro, l'impressione che danno i Sarries palla in mano è quella dei riflessi lenti, delle partenze da fermo, della mancanza di quella "voglia di farsi male" che fa la differenza. Fattore che invece non manca per nulla agli uomini di coach Mallinder, tutti col coltello tra i denti]. 


La ripresa vede l'inserimento di Richard Wigglesworth mediano al posto del sudafricano Neil De Kock, incapace di assicurare pace alla linea dei trequarti anche perché i fetcher di Northampton proseguono a rompere le scatole. Le fasi lunghe ed ininterrotte con le quali i padroni di casa tentano di scardinare il portone danno frutti ritardati, il gioco si rompe in mezzo al campo e i Saints tengono la concentrazione: già nella finale di HCup contro il Leinster due anni fa erano andati negli spogliatoi con un vantaggio ragguardevole di 22-6 e poi furono ribaltati. I Saraceni dominano territorio e possesso, sono sufficientemente freddi da trasformare le due punizioni che si guadagnano invece di cercar da subito e velleitariamente la rimessa laterale come si vede spesso in giro,   Farrell marca il momentaneo 17-6 al 54', ma la meta che chiude i giochi non è la loro e arriva alle soglie dell'ultimo quarto: è del boero GK van Velze, entrato per Lawes in seconda linea, che gira attorno alla ruck e riceve da Dickson l'assist sul lato chiuso dove c'è il solo Wigglesworth a fare da guardia. 
I saraceni provano ad affidarsi a John Smit e Carlos Nieto in prima linea per contenere i danni - il pilone italo/argentino aveva annunciato nei giorni scorsi il ritiro a fine stagione, certo in cuor suo non credeva che sarebbe stato costretto ad anticiparlo di due settimane. Una mano la dà Elliot, ammonito per un placcaggio pericoloso ai danni di Farrell mentre riceve un calcio di Ben Foden a metà campo. Con la superiorità numerica i Sarries trovano la meta di Taylor che vinc el'uno contro uno con Foden  dopo una serie di raggruppamenti che richiamano la difesa sul lato opposto del campo sintetico. Ma al di là del risveglio dei sostenitori casalinghi, sono i Saints ad avere le chiavi del gioco - vanno a rubare l'ennesima rimessa e trovano gli ultimi punti dell'incontro sempre con Myler al 72'. 

Dalla cronaca mancano sia Alex Goode che David Strettle, questo perché il triangolo allargato londinese non trova spazi - Strettle va spesso a schiatarsi senza costrutto addosso alla consistenza difensiva avversaria, pure il centro James Wilson e il tallonatore Schalk Britz ne portano i segni. Ironia della sorte, mentre al nuovo Allianz Park accadeva tutto questo, al "vecchio" Vicarage Road il Watford di Gianfranco Zola trovava all'ultimo minuto una spettacolare qualificazione alla finale della Championship, la Serie B d'Oltremanica calcistica, superando guarda caso il Leicester. 
Per gli annali, era dalla stagione 2007/2008 che non accadeva di non trovare la capolista in finale: in quella stagione il Gloucester chiudeva al primo posto la regoular season, ma a contendersi il titolo furono Wasps e Tigers (strano non ci fossero di mezzo i Tigers). I Saints in ottanta minuti ribaltano i 12 punti che li separavano dai Saracens (77 a 65 dopo 22 partite) e si presentano al faccia a faccia con i Tigers alla fine di una stagione che aveva tutte le caratteristiche del ridimensionamento dopo gli splendori mancati in precedenza (semifinali di Premiership e di Heineken), con un bilancio di due sconfitte in stagione negli scontri diretti (l'ultimo, a fine marzo, un duro 36-8 al Franklin's Garden). I Tigers lontani da casa e quindi col 20% in meno di potenziale, faran bene a stare molto attenti alla garra statica e soprattutto dinamica di questi Santi molto tosti, che oggi han mostrato di farsene un baffo di quanti Lions si trovano davanti in mischia. 

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