sabato 25 maggio 2013

Toulon non si ferma

Rugby Club Toulonnais24 - 9Stade Toulousain
Tolone passa in finale nettamente stavolta, due mete a zero. Lo fa superando mica un clubbino di belle speranze: dopo la miglior squadra europea della stagione Clermont, venerdì  sera nella semifinale del Top14 a Nantes tocca ai campioni in carica di Tolosa, la squadra più ricca del rugby mondiale alla ventesima semifinale in fila, per giunta riposata e affamata da una stagione zeru tituli.

Che vi verranno a raccontare gli "esperti" affetti da un filo di miopia, oltre che da memoria corta (la fase preliminare di Heineken, la stagione regolare): come la finale di HC, anche questa partita l'avrebbe persa l'avversaria? E' ancora tutto e solo merito di un "monumentale Jonny Wilkinson"?
Il quale Wilkinson, Miglior Giocatore Europeo della Stagione 2012/13, certo giganteggia ancora una volta, anche nel confronto con l'avversario diretto  - un certo Luke McAlister, scusate se è poco; ma pure commette i suoi errorini da "umano" (due piazzati sbagliati su cinque, un paio di penetrazioni tolosane sul suo canale difensivo).  Imho, non si dovrebbe confondere un intero sistema col Terminator designato - beninteso, dalle caratteristiche perfette per farlo; dovremmo dichiararci invece anche stavolta ammirati, di fronte alla macchina messa a punto alla perfezione da Bernard LaporteTerminator per terminator, è Wilko l'eroe di Tolone oppure Delon Armitage (nella foto), marcatore anche stavolta della meta decisiva, alla faccia delle bordate di fischi dal pubblico in maggioranza da Clermont (già nella più vicina Nantes per la prossima semifinale), che non gli perdona la spacconata stile League - non calcio pliiis - messa in scena in finale HC?

L'avran notata stavolta gli esperti, la presenza di un vero playmaker in campo? Non un'apertura alla Sexton bensì il mediano, come sovente càpita in Francia: Frederic Michalak, chiave anche della svolta in finale HC. Nessuno celebra l'ennesima prestazione flawless dopo la finale HC e tante altre del nr.8 di Tolone Chris Masoe, miglior giocatore del Top14 della scorsa stagione (quand'era del Castres)? Uno che ha tolto la titolarità a tal Steffon Armitage e sposta al lato il capitano dell'Argentina Fernandez Lobbe: come se Barbieri mandasse Parisse all'openside! Sempre a proposito di migliori, che dire della prestazione timida, sottotraccia anche se come sempre di gran sacrificio del miglior giocatore Mondiale 2011, Thierry Dusatoir? Abbiamo in effetti un campo affollato di titolati: si contano ben 45 internazionali, forse è record mondiale anche questo.

In generale, si può continuare a trattare come roba normale il meccanismo difensivo impenetrabile allestito dai provenzali? Prima Clermont e Saracens, adesso Tolosa, è dall'inizio della stagione che fan strame di tutto e tutti.
E' un club imbottito di gran nomi del passato, ma attenzione agli abbagli: alcuni sono stati presi dal rottamatore (Hayman, Botha, Roussow, Kennedy), altri dallo psicologo (GiteauBastareaud). Tanto che ai tempi di Saint-Andrè , tre stagioni orsono, eran dei fiacchi autoreferenziali tutti attacco niente difesa, un Real Madrid d'antàn. Ora invece è difesa perfetta, uno massimo due uomini dentro (quindi massima responsabilizzazione individuale nel placcaggio) e linea mantenuta densa, propedeutica a lanciare fasi d'attacco semplici, fondate sulla forza ma variate ed efficaci grazie a una mediana "a tre" di provata efficacia tattica. Più il campo profondo coperto, più maitrise nelle fasi statiche. Provocatori, nel senso che generano falli per il piede implacabile dell'apertura. Un orologio compressore perfetto.
Il rugby può esser roba semplice in fondo: non siamo ancora alla mortifera efficacia nelle ripartenze tutte incroci degli All Blacks o al numero di offload del Clermont; il che equivale a dire che Tolone ha spazi di miglioramento. Pensa che stan per arrivare Bryan Habana e Drew Mitchell, tanto per dare una sistematina alle ali.

Pacifico che in campo si vada in due squadre e tutto è relativo,  se una squadra del livello di Tolosa fa la figura dei moscerini schiantati sul parabrezza, una parte del problema sta anche al suo interno. Provano a tratti a tenere il ritmo alto e quando lo fanno conquistano regolarmente campo, ma gli uomini di Novés non lo fanno con continuità, e cadono in un enorme numero di errori di handling (la partita è letteralmente costellata di mischie ordinate).  Gli errori e le fasi statiche minano le sicurezze dei campioni in carica, che pure son più freschi - si vede dal fatto che recuperano quasi tutte le palle alte e sono primi al sostegno. Il colpo di grazia lo dà la impenetrabilità difensiva: solo Huget prova ripetutamente a sondare il canale più debole avversario, quello sette-nove-dieci (a volte resta aperto per la lentezza dei mastodonti in terza linea), gli altri fanno i moscerini in autostrada e anche giunti sotto i pali si scompongono e fan fallo, davanti alla "glacialità" provenzale senza affanno, mai, nemmeno nel corso dei multifase più insistiti.

La mischia chiusa tolosana par sempre sull'orlo di conquistare la prevalenza, con Servat a comandare Census Johnston e Kakovin - poi Steemkamp; faticano moltissimo i contrapposti Bruno - poi Orioli come al solito, Sheridan e Kubriashvili, ma l'impressione è che i lock tolonesi Botha e Kennedy sostengano la prima linea e la àncorino più potentemente degli avversari Albacete e Maestri (non pesi leggeri nè inesperti). In rimessa laterale i saltatori Tolonesi riescono a disturbare quelli avversari al punto da togliere l'ancoraggio per la conquista territoriale, costringendo a un sacco di rimesse veloci che non agevolano la calma e il dispiego di schemi. Altra conseguenza, le maul sono un affaire solo provenzale, un'arma in meno per chi vorrebbe far la partita.
Lo scontro nelle fasi dinamiche è enorme, la terza linea tolonese reduce da Dublino - i tre massicci numeri otto Masoe, Fernanez Lobbe e Roussow -  stringe i denti e tiene, contro avversari di tutto rispetto - Dusatoir, Boilhou e Picamoles. In particolare quest'ultimo viene regolarmente fermato, da masse equivalenti alla sua.
In mediana Doussain è pericoloso nelle sue iniziative individuali ma il gioco che propone pur velocemente, è prevedibile; anche McAlister fa il suo ma non illumina. Al contrario Michalak, vedremo nella cronaca, mentre Wilko si sa, è uno specialista che in più passa e si sacrifica in difesa. Oltre all'effetto presenza intimidente: fa ricordare la strategia inglese fine Otto primi Nove della "fleet in being", secondo cui il semplice esistere della flotta militare più potente del mondo è un deterrente in sé, anche se la si tiene ancorata a Scapa Flow.
Al centro Tolosa schiera l'esperienza di Jauzion e la freschezza di Flickou: il primo illumina i primi minuti ma poi si perde con gli altri, troppo confusi troppo stretti, mentre l'altro non trova spazi, fin che si fa male. Contrapposta è la coppia più assortita del mondo Giteau - Bastareaud. Il primo si mantiene punto di riferimento tattico e di movimento, il secondo ripete la concentrata, solida performance senza errori, sia pur senza raggiungere l'eccellenza della finale della settimana prima.
A Tolosa non resta che affidarsi al triangolo allargato: manca l'efficacia di Clerc ma ci sono Huget e Médard al largo, Poitrenaud in fondo, tutti  dotati di licenza di provare a vincere la partita da soli da coach Guy Novés. Quantitativamente ci prova più di tutti Poitrenaud, il più pericoloso risulta Huget, mentre Médard si sveglia solo sporadicamente: i tre sono i moscerini che più si ritrovano spiaccicati sul parabrezza tolonese. Il trio comunque sopravanza per iniziativa le ali contrapposte Palisson e Wulff, ma non Delon Armitage: fischiatissimo eppure perfetto nelle coperture, sagace nelle iniziative e alla fine premiato dal varco che si procura nella linea difensiva.

La cronaca -
Si parte ed è il primo in avanti della partita, di Poitrenaud sotto pressione di Armitage sul calcio d'avvio. La prima mischia è al 43" (secondo): in avanti e mischia, due caratteristiche ripetute della gara. Il pack tolonese regge a fatica al primo ingaggio, Michalak apre alla percussione centrale di Bastareaud, poi estrae palla dalla ruck e immediatamente calcia a sinistra, nei 22 avversari. Sopraggiunge Roussow dritto per dritto e prende al volo, passa sopra al tentativo di recupero di Médard preso in contropiede con tutto il pack e marca meta in tuffo all'angolo. Invenzione di Michalak in prima fase, son passati due minuti scarsi. Wilko fallisce la trasformazione, è 5-0.
McAlister può accorciare al 6' sul 5-3 grazie al pack che schianta quello avverso dopo che Michalak ha commesso un in avanti non provocato dalla base di una ruck. Punti recuperati da Wilkinson dopo 4 minuti, per via di difensori tolosani che non rotolano via: 8-3.
Da qui alla mezz'ora è stallo totale, o meglio è effetto parabrezza coi rossoneri tolosani in nero a schiantarsi addosso alla difesa rossonera tolonese in rosso. I più pericolosi risultano Jauzion e Huget, Poitrenaud il più costante. La difesa tolonese non è mai in affanno, anche se dàlle e dàlle,  i neri riescono alfine a produrre una poderosa superiorità numerica 4 a 2 sul lato destro e schiacciano in meta, ma il passaggio finale di Boilhou, pure ben fatto, risulta in avanti perché la quantità di moto è un vettore (il movimento avanzante del passatore si somma vettorialmente a quello del passaggio).
Passata la buriana, Tolone serra i ranghi difensivi e a Tolosa non resta che capitalizzare l'unico guadagno, una punizione anche questa abbastanza regalata: 8-6, la gara è aperta anche se chi detiene più possesso e territorio, Tolosa, fa tanta fatica e ottiene poco. Alla chiusura del primo tempo Tolone ha per di più la possibilità di ristabilire le distanza del 2', ma Wilko sbaglia da metà campo.

Arriva il secondo tempo, Tolosa pare aver identificato finalmente la strada giusta, si chiama pazienza e disciplina (concetti mai sentiti, voi rugbisti?). Al 42' infatti McAlister marca il sorpasso 8-9, grazie a una infrazione della mischia ordinata tolonese fischiata in modo un po' forzato dall'arbitro Gauzere (con quelle telecamere sulla capa, gli arbitri son conciati peggio di O'Gara nel Lions tour sudafricano del 2009). A questo punto il pallino parrebbe dover passare in mano tolosana ma i neri non ci mettono la testa, insistono a provarci con le spicce invece che con la pazienza. Complice la progressiva dissoluzione delle loro fasi statiche. Al lungo stallo pone fine con una punizione al 54' il solito Wilko - direbbe il giornalista generico; il solito fallo procurato dal pack preferiamo dire noi, attenti alle fatiche dei portatori e apripista là davanti.
All'ora di gioco Novés prova a rafforzare il messaggio "pazienza" ai suoi, inserendo all'apertura il piedone potente di Beauxis, spostando l'evanescente McAlister al centro e facendo uscire l'esaurito Jauzion. Non funzionerà. Nel frattempo Tolone non ha bisogno di contrordini, macina il suo gioco fatto di avanzamento territoriale, e se non arriva il fallo c'è il drop di Wilko. Una mazzata psicologica, è 14-9 al 64'.
Anche Tolone deve cambiare i suoi esauriti protagonisti: esce Giteau entra Mermoz, Tillous-Borde per Michalak, Steffon Armitage per Masoe ma lo spartito è sempre lo stesso: carta moschicida, recupero palla anche in fase statica se serve, avanzamento, fallo procurato: al 70' Wilko marca il 17-9. Due minuti dopo c'è la variante allo schema tolonese tutti-per-Wilko-Wilko -per -tutti: succede che Delon Armitage tagli in mezzo nel corso di uno scivolamento difensivo male eseguito. Quindi invece di fissare il punto, passa la diga, si proietta nello spazio e marca in mezzo ai pali da solo. Jonny trasforma il netto 24-9 finale.  Mamma metti il caffé sul fuoco che veniamo a casa; anzi no, c'è spazio per un minuto di Rocky Elsom al posto di Lobbe.

La domanda sorge ora spontanea: con che animo Clermont affronterà oggi il non banale cliente Castres, fino a ieri vittima designata? Penseranno i Jaunards mentre si cambiano e ascoltano musica in cuffia, bene tolgiamoci l'incombenza e poi andiamo a prenderci la nostra vendetta, oppure uffah, macchìcelofaffà che dopo ancora quelli ci ricapitano?

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