mercoledì 31 luglio 2013

Currie Cup tra The Championship, SuperRugby, passato e futuro

L'estromissione sostanzialmente auto inflitta dei Bulls dalla finale del SuperXV che seguiva la bella lotta dei Cheetahs nei quarti di finale, andati a un soffio dall'eliminare proprio i Brumbies in casa loro, è l'evento che chiude la pre-stagione nel Paese Arcobaleno: da questo prossimo weekend parte la Currie Cup.

La quale è invero già a pieni giri nella sua First Division, quella che noi chiameremmo "Serie A", giunta a un terzo circa della sua strada -  quinta giornata disputata su 14 - dominata con 5 vittorie e 22 punti dai Ford Pumas basati a Nelspruit (città di recenti ricordi non fausti per gli Azzurri) nell'ex Eastern Transvaal ribattezzato Mpumalanga ("La terra dove sorge il sole" in lingua zulu) nel 1995. Li inseguono i Boland Cavaliers del retroterra della Regione del Capo - la zona dei vigneti - con 4 vittorie ma zero punti di bonus, superati in classifica dalle tre vittorie ma con un bonus ogni gara dei Leopards di Potchefstroom, città universitaria della NorthWest Province ad ovest di Johannesburg. Le altre - Eagles, Eastern Province, Border Bulldogs tutte sulla Costa, Valke e Griffons nell'Altipiano - son tutte con record perdente, più sconfitte che vittorie. Carl Bezuidenhout apertura dei Pumas è il capocannoniere con 99 punti, mentre leader per mete - 10 - è Alshaun Bock, ala trentenne degli Eagles.

La Premier Division , quella che inizierà nel weekend, è "l'Eccellenza" corroborata e in un certo senso anche "chiusa" dalla riduzione a sei rappresentative Provinciali un paio d'anni orsono: per salire, la vincitrice della First Division dovrebbe battere l'ultima della Premier ma il gap s'è dimostrato sempre robusto. Si contenderanno torneo e playout Natal, Wildeklawer Griquas, MTM Golden Lions vincitori della Vodacom Cup 2013, Free State Cheetahs, Western Province campioni in carica e Blue Bulls.
La sostanziale concomitanza col The Championship impedirà di trovarvi impegnati i nazionali ma questo non è un problema enorme, vista la produttività dei vivai locali e il numero di giocatori di ottimo livello; tutte nuove leve particolarmente importanti in questo 2013 aldilà del Championship che manca al Sudafrica dal 2009, dato l'autentico esodo di campioni verso l'Europa: sono addirittura otto nei Bulls. A partire da Mornè Steyn (a Parigi sponda Stade Francais); con lui se ne vanno l'hooker Chiliboy Ralepelle (a Tolosa), il lock Juandre Kruger (grande acquisto del Racing), le terze linee Dewald Potgieter e Jacques Potgieter, il mediano Jano Vermaak (Tolosa), il centro Wynand Olivier e il fullback Zane Kirchner (al Leinster) . Di questi otto, sei rimangono nel giro Springboks anche se dalla prossima settimana saranno ufficialmente overseas players.
Alla pattuglia Bulls in uscita vanno aggiunti dalle altre franchigie, nomi come quelli di Bryan Habana atteso a Tolone, l'alona JP Pietersen e il lock Andries Bekker migranti in Giappone. Tutti si sommano ai due Boks già in Europa Francois Louw e Ruan Pienaar.  Giri che complicheranno la vita futura del coach nazionale Heyneke Meyer in modi insondati a quelle latitudini, dove argentini ovviamente a parte, Australia e Nuova Zelanda applicano da tempo rigide politiche contro i richiami degli expats. Situazione che non rende felici gli staff nazionali e neppure i club pagatori: a Tolosa per esempio si rendono conto ora che Vermaak sarà probabilmente disponibile solo alla fine di settembre.
I motivi dell'esodo sono chiaramente economici: JP Pietersen ad esempio si dice andrà a prendere 1,1 milioni di dollari dai Panasonic Wild Knights. E' arrivato insomma il momento di capitalizzare una carriera, in più in quasi tutti si fa strada l'idea di aver scarse possibilità di esser ancora Springboks protagonisti nel 2015, anche se oggi sono ancora considerati importanti o addirittura in pieno rilancio come Steyn.
E allora largo ai giovani o quasi: un motivo in più per seguire la Currie Cup. Prima mossa dei Blue Bulls, che non potevano certo mettersi in gara per tenere i numerosi senatori col contratto in scadenza con la fame di campioni che c'è in Francia e Giappone, è l'ingaggio del mediano dei Cheetahs Piet Van Zyl.

Non finisce qui la panoramica sul rugby sudafricano. Campionati giovanili in pieno svolgimento a parte, è in corso la Grande Sfida: i Lions intesi come franchigia super-Provinciale, quelli estromessi dal Super Rugby di quest'anno, stanno duellando con l'ultima classificata sudafricana nel torneo, che come da aspettative sono i Southern Kings, quelli che gli soffiarono "politicamente" il posto. Come se da noi le Zebre dovessero ora sfidare i resuscitati Aironi (non Viadana né tantomeno Mogliano) per riguadagnarsi il posto in Pro12. Un bel modo per riaprire ogni anno le ferite e ri-azzerare ogni volta esperienze pagate a caro prezzo, per non parlare sempre solo di investimenti e contratti; ma si sa, lo stiracchiabile e manipolabile "senso della giustizia" sovente prevale sulla convenienza comune, nei popoli più sanguigni e meno coesi di tutte le latitudini ...
La prima è andata bene ai defraudati: venerdì scorso è stato 19-26 per i Lions al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth. Due mete per parte con doppietta del centro dei Lions Stokkies Hanekom, partita decisa dai quattro penalty e due trasformazioni infilati da Elton Jantijes tornato a casa dopo la stagione agli Stormers, contro tre punizioni e zero trasformazioni di Demetri Catrakilis. In estrema sintesi, motivazione vendicativa alle stelle contro indisciplina e assenza di "composture"; anche se la concessione di una meta nel finale al lock Steven Sykes (ex KZN Sharks, passato anche dal Leinster, in foto) che ha portato al meno sette conclusivo, riapre un qualche spiraglio per i Kings. Infatti sabato prossimo nello scontro decisivo a Johannesburg, sarà la somma dei punti fatti e subiti nelle due gare a decidere quale sarà la quinta franchigia sudafricana nel SuperRugby 2014.  

3 commenti:

ironduke ha detto...

C è un grande fermento nelle altre nazionali ... da noi invece ;( poi uno vota a sinistra ;)
abbiamo fatto nostra la teoria del gambero 2 passi avanti uno indietro.

Abr ha detto...

in effetti ci vorrebbe un po' di coraggio.
Benetton qualche anno fa (adessp paiono un po' in sous place, in attesa di "capitalizzare" - spprtivamente - quanto investito). un po' anche Mogliano e Petrarca a parte, se ne vede poco di coraggio in giro.

Vistp che la butti in politica ;) è un po' come la globalizzazione: tutto corre e non ci si può permettere politici e imprenditori che dormono.

Personalmente credo che l'ideale sarebbe che i politici dormissero veramente, dando la possibilità ai capaci di muoversi e intraprendere. Quanto amo il "far west" privo di legge ma guarda caso, dove correvan tutti!
Negli anni sessanta. i tempi del nostro west, i politici dormicchiavano accontentandosi di rubare una quota minimale. Adesso invece drenano tutte le risorse, anche quelle mentali e comunicative.

Vale anche per la Fir come per tutto "il pubblico": magari dormissero, lasciando campo libero a chi può, invece di far danni ...

ironduke ha detto...

esatto amico mio la tua chiave di lettura è purtroppo quella giusta

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