mercoledì 14 agosto 2013

Partenza al Top - I

Dopo un paio di settimane a tirare il fiato - ma col sempre interessante "laboratorio" Currie Cup in funzione - con Ferragosto si riparte con l'intasamento da rugby d'alto livello. Iniziano infatti contemporaneamente The Rugby Championship, massimo torneo a livello internazionale e il Top14 francese, il meglio che c'è tra i tornei per club, quest'anno rafforzatosi ulteriormente di protagonisti e star.  Dato che il Top14 parte un'incollatura avanti con l'anticipo del venerdì sera di altissimo livello: Montpellier - Toulon, presentiamone succintamente l'edizione 2013/14.

Per categorizzare le squadre partecipanti, prendiamo spunto da una recente dichiarazione "fuori dai denti" di Laurent Marti presidente dell'Uniòn Bordeaux-Bégles: a suo avviso grazie alle campagne di rafforzamento, s'è creata una nuova "aristocrazia" che include i campioni d'Europa del Tolone, il Racing Métro e Montpellier. Analisi interessante e a nostro avviso veritiera anche se sommaria: i grossi calibri storici Tolosa e Clermont partono questa stagione da uno scalino sotto sulla carta e assieme ai campioni in carica di Castres che non escono dal ruolo di outsider, sono stavolta candidate ai secondi tre posti nei playoff. Sempre sulla carta.
Subito dietro, alla caccia di strappare un piazzamento nei playoff a scpaito di una delle prime sei, si segnalano come emergenti l'USA Perpignan, assieme alle rinforzate ma sempre ondivaghe Stade Francais e Bayonne.
In fondo, la lotta per non retrocedere dovrebbe coinvolgere le neopromosse Oyonnax e Brive, Biarritz dal poco ossigeno, l'UBB che ha perso l'uomo guida e anche Grenoble che non potrà più sfruttare l'effetto sorpresa della stagione scorsa.
Partiamo a presentare le prime tre, la nuova aristocrazia del Top14, focalizzandoci su cosa presentano di nuovo.

Il Top del Top
- Gli uomini del Tolone han finito la stagione con un misto di gioia e disappunto. Campioni d'Europa a parole appagati di ciò, nella realtà ci sono rimasti veramente male della inopinata sconfitta in finale del Top14, sconfitti dalla Cenerentola Castres dopo aver fatto fuori Clermont da una parte e Tolosa dall'altra. Lo staff è confermato almeno per quest'anno, dopodiché l'head coach Bernard Laporte, a nostro avviso il migliore che c'è per la capacità di far lavorare delle star in modo "operaio", ha dichiarato che vorrebbe togliersi dalla panchina. Sembra impossibile ma il presidente Boudjellal ha investito ancora, "dragando" in giro per il Mondo altre star da mostrare al pubblico entusiasta del Felix Mayol. E fanno ancor più paura di prima.
In prima linea per un Gethyn Jenkins poco usato che torna a casa c'è un Martin Leandro Castrogiovanni ad apportare esperienza e rifiato ai titolari Hayman, Sheridan e alla schiatta di giovani d'allevamento come Chiocci, Chilichava, Fresia; il potente Emmanuel Felsina (27 anni, 130kg e 1,90m) sostituisce, vedremo con quali effetti, l'ottimo e altrettanto grosso Kubriashvili. Orioli è al tallonaggio con Bruno ancora nel roster a 39 anni; mentre l'esperto Benjamin Noirot (32 anni, 107kg), poco usato la stagione scorsa dal Racing, rimpiazza il giovane e più leggero Ivaldi. In seconda linea se ne vanno i veterani Simon Shaw e Nick Kennedy ma arriva Ali Williams: vederlo assieme a Bakkies Botha vale da solo il prezzo del biglietto. La terza linea era già più che a posto, in mediana arriva da Bath l'esperienza del sudafricano Michael Claasens mentre dietro avremo Bryan Habana e Drew Mitchell larghi a competere con Palisson, David Smith e Rudi Wulff, per completare un attacco dove già c'è Delon Armitage in fondo, Matt Giteau e Mathieu Bastareaud in mezzo e Jonny Wilkinson ... serve altro?

- Il pàtron Jacky Lorenzetti s'è stufato di arrivare secondo - a luglio nella campagna acquisti - ma soprattutto di arenarsi regolarmente al primo turno dei playoff e avere impatto discontinuo in Coppa; ragion per cui quest'anno il Racing ha (ri-)fatto i fuochi d'artificio, rinnovando totalmente la compagine e lo staff. Travers e Labit arrivano al culmine della carriera da Castres a prenderne le redini, Pierre Berbizier sta emarginato sullo sfondo. A casa gli italiani LoCicero, Bergamasco e (forse) Dellapé assieme a tantissimi altri - Barkley, Vuli Vuli, Galindo, Belie, Saubade per citare i più noti; molti di questi con tutto il rispetto facevano numero, l'unica uscita importante in prospettiva è quella del giovane promettente Gaétan Germain. E' un rinnovamento totale, apparentemente imperniato attorno al confermato mediano Machenaud. Arrivano piezz'e nuanta: a partire dalla prima linea, dove cala la coppia dei devastanti piloni dei Saints Tonga'uiha e Mujati, più altri rincalzi e un paio di tallonatori tra cui Virgile Lacombe. Per la seconda linea arriva il leader della rimessa sudafricana Juandre Kruger, che raggiunge Francois Van der Merwe e Qovu. E poi la terza linea: Matadigo, gli ottimi LeRoux e Cronje sono rinforzati con l'arrivo del numero uno d'Europa Dan Lydiate.
All'apertura arriva Jonathan Sexton col preparatore dei piazzati Ronan O'Gara (in coppia nella foto), tanto per non lasciar dubbi; rimane Wisniewski e anche JM Hernandez, vedremo con quali spazi anche perché in fondo arriva da Tolone il dinamico Lapeyre e a Castres ai due coach l'estremo piaceva giovane e temerario più che esperto e tattico. Al largo poi arrivano Marc Andreu e Adrien Planté, sarà una bella competizione per il posto con Fall e Imhoff, anche se la stagione promette di esser lunga e spazio ce ne sarà per tutti; in mezzo c'è l'inserimento di tal Jamie Roberts, chissà cosa ne può sortire dalla combinazione con Estebanez e col giovane fijiff  Vakatawa.

- Montpellier ha sempre contato su due fonti, il vivaio e l'Argentina ma quest'anno si cambia, si va sul mercato. Confermato directeur Fabien Galthié, il patròn Altrad ha rotto il porcellino ma più che la quantità è la qualità e il coraggio del ricambio a impressionare: c'è la voglia di fare il salto di qualità, finendola con quell'appagamento da posto nei playoff e rimarcato da capitan Ouedraogo a fine stagione.
A cominciare dalla prima linea, dove serviva expertise e han preso il massimo nazionale Mas, anche se ne han dovuto mollarne diversi, a partire dal georgiano Jgenti (occhio, nelle amichevoli giocate con le nuove regole della mischia, guarda caso sono apparsi problemi grossi di adattamento da parte del pilone destro dei Bleus); a tallonare han rilasciato il Pumas Agustin Creevy e puntano sul giovane Ivaldi da Tolone. Anche in seconda linea è rinnovamento, han preso il potente e dinamico Tchale-Watchou dall'Usap e lo scozzese James Hamilton. Tutto fermo in terza, c'è scambio di mediani: addio a Julien Tomas andato a Castres , puntano sul positivo Jonathan Pelissié messosi in luce a Grenoble, mentre all'apertura è confermato il "perno" Francois Trinh Duc. I grandi cambiamenti oltre che nei tight five arrivano dietro: nell'Herault smantellano un reparto sinora molto argentino, salutando Santiago Fernandez, l'estremo piazzatore Martin Busts Moyano e Lucas Amorosino,  più l'australiano Matt Carraro e il non decollato nazionale inglese Shontayne Hape; arriva una messe di centri australi, a partire da Rene Ranger, l'altro neozelandese Tuitavake pure lui ex Blues e un trio sudafricano: l'esperto Wynand Olivier, l'ottimo Robert Ebersohn protagonista nei Cheetahs (in meta lo scorso weekend: quando parte?) e il giovane Phil DuPlessis da WP, con un passato australiano anche in NRL. Chiude la lista d'arrivi "solidi" Antony Floch da Clermont. Niente male davvero. 

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