giovedì 15 agosto 2013

Partenza al Top -II

Proseguiamo con la disamina delle compagini del Top14 alla vigilia dell'ouverture del campionato più lungo del mondo (dal 16 agosto ai primi di maggio 2014 è la stagione regolare senza playoff), che apre e chiude la stagione Boreale: come sono cambiate, cosa ci si può attendere analizzando sulla carta prima della discesa in campo (nella foto tutti i capitani, vestiti da ... francesi - notare tra gli altri il meno peggio Parisse,  il goffo Wilkinson e il più brutto di tutti, il disinvolto Harinordoquy - con il trofeo, il famoso Bouclier de Brennus).
Abbiamo dato un'occhiata ai motivi per cui alcuni considerano che questa stagione sarà dominata da una "nuova aristocrazia" che include Tolone - quest'anno più che mai dedicato alla conquista del Bouclier - il Racing e Montpellier; vediamo ora perché in molti restano freddi di fronte delle dichiarazioni di pronta rivalsa dopo una stagione zeru tituli per le potenze storiche Tolosa e Clermont.

- Lo Stade Tolousain vive "signorilmente" ma molto male l'esito della scorsa stagione. Pareva dover spaccare tutto, l'obiettivo conclamato era il dublete e invece ha ottenuto un pugno di mosche, con l'umiliazione aggiuntiva di un giro giù nella Euro Challenge e conseguente spazzolata a Perpignan, che piuttosto sarebbero andati a perdere col Connacht.
Il punto è stato fatto in termini molto chiari e diretti da coach Guy Novés: la colpa di una stagione disgraziata dal punto di vista del club più ricco del Mondo,  non va a fantomatici buchi di organico o a non identificate malesorti ma all'impegno, in particolare dei nazionali. "Questa stagione mi aspetto che i migliori, quelli chiamati in nazionale, abbiano sempre ben presente l'impegno che devono mostrare nel club", ha dichiarato con quel modo di esprimersi a toni bassi ma fermi che i Transalpini definiscono en còlere.
Ragion per cui acquisti e ricambi sono stati molto mirati: per un Luke Burgess che torna in Australia, arriva il mediano dei Bulls Jano Vermaak; ci sono comunque per il ruolo i prodotti locali Bezy e soprattutto il polivalente Doussain e dar man forte allo specialista Beauxis all'apertura arriva da Biarritz il 21enne  JP Barraque. Un ritiro che fa male è quello di Yauzion ma il ruolo è coperto dai vari Flickou, David, Fritz e l'altro polivalente McAlister, per cui l'unico arrivo dietro è quello di un'ala molto esperta, Hosea Gear. Al passaggio definitivo di Servat nello staff non ci crede nessuno, comunque al tallonaggio si punta sul giovane peso massimo Christoper Tolofua ma per star sicuri è arrivato Ralepelle dal Sudafrica (ma se n'è ito anche Virgile Lacombe e Gary Botha).  A proposito di pesi  massimi, l'arrivo forse più prestigioso è quello del seconda linea/blindside Iosefa Tekori, che a Castres i suoi allenatori definivano "il Sonny Bill Williams del pack". Con Picamoles fa una bella coppia di supermassimi ...
Non so, una stagione così lunga è difficile da gestire en còlere, senza entusiasmi, tutti tesi a dimostrare che ci s'impegna. Ma forse han giudicato che di serenità - e signorilità - sinora ne hanno avuta sin troppa.

- L'altra delusissima è Clermont. Era il suo anno, aveva mostrato coi fatti e col gioco che non ce n'era per nessuno ... ma poi è arrivata Tolone che l'ha fatta secca nella finale Heineken, quando credeva d'avere la partita in mano; non stupisce che poi di conseguenza, la motivazione del Castres abbia prevalso alla grande nella semifinale Top14 sulla delusione dei più forti. S'è saputo poi che coach Cotter era dimissionario, l'attendono in Scozia e forse anche questo spiega qualcosa. Spiega sicuramente come questa stagione sia vissuta da molti Jaunards: una transizione, s'è visto nelle amichevoli giocate con poco animo, "pas de feux".
Il mercato di conseguenza è stato ad elettroencefalogramma piatto, con un po' di pulizia del roster e un paio di uscite di rilievo, quella "sentimentale" di David Skrela al capolinea e Anthony Floch passato a Montpellier; in arrivo un paio di onesti mestieranti, l'anziano utility back David Hume e il vice-mediano di Castres Thierry Lacrampe.  Ma eran già fortissimi: Parra e Brock James, Fofana e Rougerie, Byrne, Nalaga e Sivivatu; Bonnaire, Chouly, Bardy, Hines, Cudmore, Kayser, Domingo e Debaty ... Solo che l'anno scorso eran anche caricatissimi e consapevolissimi. Adesso forse giocano senza passato che non vogliono ricordare e senza futuro che per adesso non c'è. Certo che sulla carta potrebbero suonarle a chiunque.

- Oltre alle due nobili decadute vogliose di riscatto, del tutto particolare è la posizione dei campioni in carica del Castres. Nessuno li considera "la squadra da battere", come sarebbe normale. Il che comporta notevoli risvolti psicologici ... positivi. Prima di tutto perché è vivissima l'idea che quella vittoria sia stata un'anomalia, una sorta di Verona campione d'Italia nel calcio, robe che capitano una volta per secolo; secondariamente perché quelli che sono ritenuti i massimi artefici della conquista del titolo, i coach Travers e Labit sono emigrati nella capitale.
Si son portati dietro l'ala Andreu ma alla fine dalla "ridente" cittadina del Midi se ne sono andati in pochi: con lui solo Tekori tra i migliori sulla carta (nella stagione quest'ultimo ha giocato poco), poi il sopra nominato Lacrampe, il vice apertura Pierre Bernard e poco altro. In compenso arriva a rimpiazzare Tekori lo specialista scozzese nonché Lions Richie Gray, nella speranza sia meno immagine e più fatti che nel recente passato, altri arrivi di qualità sono i due mediani Cedric Garcia e Julien Tomas. L'impianto della squadra campione insomma è rimasto quello, con Claasen e l'apertura Remi Tales punti di riferimento, il giovane Brice Dulin in fondo, e poi i Diarra, Lakafia, Lamerat, Whihongi e tutti gli altri tosti lavoratori dell'ovale.  Soprattutto son riusciti a trattenere il Deus IN Machina della conquista del trofeo, il mediano Rory Kockott miglior realizzatore del campionato davanti a Wilkinson. Forse l'arrivo di due mediani indica l'intenzione di "proteggerlo" e dosarlo da parte del nuovo coach. Forse pesa nella decisione qualche parolina in giro:  PSA il coach dei Bleus cui Parra non è mai stato simpatico e Michalak piace fuori posizione (perché "in Francia abbiamo poche aperture francesi", oibò), pare gradirebbe "nazionalizzarlo" al più presto, come ha fatto col collega e compatriota Claaasen.
Comunque a livello d'organico Castres è squadra appare molto solida ma non comparabile con le prime cinque. Sulla carta. Nemmeno tenendo conto dell'immortale Romain Teulet e di Pedrie Wannenburg, visto veramente poco la stagione scorsa lì dietro a Claasen.

Nobili apparentemente decadute dal rafforzamento mirato o addirittura nullo, il club campione in carica giustamente considerato outsider e allineato a tali politiche minimaliste: il confronto coi primi tre club "spendaccioni" non si pone, par quasi di esser piombati nel Rabodirect Pro12 ...  quindi sta per iniziare un campionato apparentemente privo di "padroni", sulla carta.
In esso i "cantieri" aperti a livello organizzativo sono diversi, come ha informato il presidente della Lega Paul Goze, a partire dalla gestione dell'impatto delle nuove regole per la mischia in un ambiente sensibile e molto attento al tema: sapete come sono i francesi, non le manderanno a dire né ad arbitri né a nessun altro.
C'è inoltre la ridefinizione dei diritti televisivi - il contratto con Canal + è in scadenza - ma anche la convenzione con la Federazione. Per non menzionare, sullo sfondo, i possibili impatti delle decisioni riguardanti l'organizzazione da rivedere delle Coppe Europee. Le buone notizie per le casse di tutti i club sono le 24 partite di campionato che verranno giocate in stadi "delocalizzati" più grandi e le cinque città in concorrenza per ospitare le semifinali del campionato: Lille, Bordeaux, Nantes, Lyon e Montpellier

2 commenti:

fullback ha detto...

splendida analisi abr.
come mi disse a suo tempo g coste nel suo esperanto alla salvatore del nome della rosa"tulosa si sbaglia uno no se sbaglia due".
punterei su di loro sia x brennus che heineken.
la foto è teribbile.
però va detto che harinorduquy non poteva ed ha mandato dany boon

Abr ha detto...

Grazie fullback.
Belle le tue conoscenze ...

Vedremo se la "force tranquille" tolosana impersonata da Novés sarà capace di re-impadronirsi del Top14.
Anche perché se non lo fa, mi sa che a Tolosa inizierebbero antipatici e indesiderati cambiamenti grossi ...

Certo che i tempi cambiano e la concorrenza non è più episodica, i "parvenu" da Tolone e del Racing non mollano il portafogli e anche se la distanza di budget rimane grande, non le puoi più vedere come meteore.

E poi c'è quella lunghezza infinita e quella competitività in tutti i campi a troncar le gambe ...
(certo però che il Prod2 è pure peggio ...).

Quanto al "dublete" è dura come il ferro farla col top14 tra i piedi.
Roba da irlandesi col pro12 fatto su misura, mi sa ...

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