sabato 17 agosto 2013

Rovesci intensi su Sydney








Rugby Championship: Australia 29 - 47 New Zealand



L'edizione 2013 del Rugby Championship ha dunque preso il via a Sydney con il primo incontro del torneo, quello tra la nuova Australia di Ewen McKenzie e la solita Nuova Zelanda di Steve Hansen: in palio la Bledisloe Cup che resta alle longitudini neozelandesi grazie al 47-29 con cui gli All Blacks si aggiudicano il match disputato sotto intensi ed improvvisi rovesci d'acqua. Metaforici: si tratta in realtà delle perturbazioni offensive portate dai campioni del mondo in carica nella metà campo avversaria e che raggiungono un'intensità particolare soprattutto nel secondo e terzo quarto di gara anche con il nome del capitano Richie McCaw nel tabellino dei marcatori in occasione del ritorno sul fronte. 
Dall'altra parte della barricata, i Wallabies post Lions Series, con un nuovo comandante nel box riservato allo staff e due innesti freschi nella spina dorsale del XV, Matt Toomua all'apertura e Jesse Mogg come estremo, entrambi Brumbies finalisti di Super Rugby. 

Ad arbitrare l'incontro il sudafricano Craig Joubert. Pronti-via, volano un paio di placcaggi consistenti e i neozelandesi recuperano il possesso provando ad innescare la corsa dell'ala Ben Smith sulla corsia di destra. Nei 22 australiani si rimane, con il lancio dalla rimessa e un tentativo di maul che non avanza, mentre i pick & go degli ospiti impattano contro una solida linea difensiva, ma è Aaron Cruden a dare una mano all'iniziativa dei suoi accelerando due volte: prima correndo obliquamente, poi riciclando per B. Smith che marca nell'angolo. Trasformazione a segno per il 5-0 neozelandese dopo nemmeno cinque minuti. Sono le prime battute e l'Australia può riprendere la barra approfittando dell'indisciplina avversaria: Mogg non trova i pali dalla distanza, Christian Leali'ifanu al contrario sì e all'8' si assiste al primo ingaggio secondo le nuove regole: Will Genia viene punito perché l'inserimento "is not straight" - non lo è nemmeno quello di Aaron Smith nella mischia seguente, spedito in seconda linea, ma stavolta Joubert non fischia. 
Leali'ifanu accorcia tra l'esaltazione del pubblico per il fallo ravvisato a McCaw al 12' e Michael Hooper fa il McCaw ai danni dello stesso capitano AB, obbligandolo al tenuto a ridosso della linea dei 5 metri. L'Australia, con la truppa di Hansen che rallenta la marcia, si rende minacciosa con l'inserimento di Adam Ashley-Cooper lanciato da Leali'ifanu, quindi conserva il mantenimento e prova a sfondare con il duetto pesante James Slipper - Stephen Moore, ma l'intento a lungo andare svanisce. Le nubi minacciose non si spostano da Sydeny, Cruden porta gli ospiti sul 10-6 al 19', Leali'ifanu ribatte e addirittura marca il vantaggio australiano al 28' (12-10), prima della tempesta. 

Restart, ovale in cassaforte australiana sui 22, Toomua e Mogg si scambiano le posizioni, ma la debuttante apertura resta attorno al raggruppamento e quando Genia allarga per allentare la pressione, Leali'ifanu è distante un uomo di troppo, l'esecuzione del calcio non è veloce abbastanza e Cruden lo stoppa per ribaltare immediatamente la situazione schiacciando in meta. Riprende a piovere e il vento porta con sé Conrad Smith, Ma'a Nonu (fa da perno e assorbe la guardia, aprendo così lo spazio al collega di reparto) e Israel Dagg: non è un caso che tre delle pedine più pericolose tra gli ABs salgano in scena in una fase di gioco rotto, quando i neozelandesi ne approfittano per aumentare i giri del motore come nei primi istanti di partita. Mogg potrebbe far respirare i suoi con un penalty che non esce e il contrattacco si chiude con McCaw che resiste al ritorno di Hooper e marca la terza meta neozelandese. Don't feed the animals: che già gli ABs sanno come procurarsi il cibo, se si aggiunge una manciata generosamente offerta si prendono l'intero tavolo. Al 33' il punteggio è di 22-12 e forse colpiti dal virus dall'altruismo gli ospiti si pestano i piedi in touch in proiezione offensiva, Hooper è tipo sveglio e agguanta il pallone che gira a Genia, tipo veloce, che semina Cruden, A. Smith e Dagg in una volata di settanta metri per il primo touchdown dei Wallabies a due minuti dall'intervallo. Cruden limita i danni con un piazzato: la prima frazione si chiude sul parziale di 25-19. 

La ripresa pare indicare accenni di miglioramento nelle condizioni atmosferiche per gli australiani, che mettono in difficoltà la prima linea opposta al 44'. Sam Whitelock non rotola via dopo il placcaggio e sempre Leali'ifanu non sbaglia per il -3, però gli sforzi nella fase manovrata per superare la linea di metà campo vanno a sbattere. A Julian Savea al contrario basta una finta di corpo per mandarne fuori giri tre: sul proseguimento d'azione la trasmissione tra la coppia di mediani è a rilento, A. Smith si fa perdonare al 51' quando attacca lo spazio e serve il puntuale C. Smith nell'attimo in cui è placcato da Mogg: l'out side centre corre in area di meta al 51', mentre cinque minuti più tardi B. Smith (pare di commentare il Galles non tutto questo ripetersi di cognomi...) firma la doppietta, partorita da un lancio storto del neoentrato Keven Mealamu. Si passa per la mischia australiana sui propri 5, il tallonaggio non è controllato, Steven Luatua si lancia sul pallone sparato fuori, gli ABs passano da un lato all'altro e Dagg serve l'assist per l'ala. 
Si entra nell'ultimo quarto sul 37-22 e poteva andare peggio ai Wallabies se il calcetto di Cruden destinato a Savea non fosse andato a sbattere sulla bandierina quando il trequarti stava per raccoglierlo, sul contropiede inaugurato dall'apertura che va all'intercetto. Quade Cooper rileva Toomua, l'altro debuttante Tevita Kuridrani entra per Mogg con James O'Connor che da ala si sposta fullback

Cruden cede il posto a Beauden Barrett, mentre Tawera Kerr-Barlow sostituisce A. Smith. Per il numero 10 dei Chiefs buona prestazione al piede (mancano a referto le due conversioni che colpiscono non solo il palo, ma pure la traversa). Ciò che accade al 73' è da inserire nella rubrica della Settimana enigmistica "Trova le differenze": il penalty di Barrett non esce dal terreno di gioco, il triangolo allargato australiano prova a costruire dai 22, ma nel frattempo la difesa neozelandese è salita a presidiare gli spazi, l'ovale esce da una ruck sulla corsia di destra dove B. Smith raccoglie e va per l'hat trick. Quaranta minuti prima, con il calcio di Mogg rimasto in gioco, il risultato si era materializzato con la marcatura di McCaw. 
Le iniziative di Leali'ifanu prima e Cooper dopo svaniscono nel nulla, senza sostegno e specialmente ordine nelle idee per tentare di agguantare la consolation try che giunge allo scadere con O'Connor e gli ospiti in inferiorità numerica per il giallo a Whitelock che rallenta la ripresa del gioco dopo un fischio di Joubert sotto i pali neozelandesi al 79'. 

Le due compagini si ritroveranno tra setta giorni a Wellington, salvo cambiamenti di programma per gli effetti del terremoto sulle strutture della città. Intanto si sono registrati temporali estivi (che arrivano improvvisi ed improvvisi ritornano) nell'Emisfero Sud, dov'è inverno.  

5 commenti:

Abr ha detto...

Non ci siamo. Con la nuova mischia intendo.
Arbitraggio lunatico, squadre - soprattutto All Blacks, lontanissime dal rispettare le regole. A tutte viene concesso di legarsi prima del set, il set così diventa come dire, spingete pure. A quel punto il tallonatore non può alzar al gamba sennò li rovesciano, e quindi la trnatazione irresistible per il mediano è fare la solita vecchia intro storta.

Aaron Smith in particolare insiste: prende una punizione ogni due, ma non ne fa una che sia una di diritta. Scientifico.

L'apoteosi è sulla seconda meta di Ben Smith, quella decisiva per spaccare la partita: l'azione nasce da una mischia a intro Wallabies dentro ai loro 22, Genia introduce, Moore spinge e non tallona, la palla esce intonsa dal lato opposto sotto il naso del blindside Luatua, che la tira su bel bello e inizia l'azione che porta alla meta; ma non è regolare, la palla deve uscire dal "gate" posteriore, la mischis va rifatta! Incredibile.

Unico vantaggio: ora senza "hit" iniziale si vede benissimo tutto. Dalla tv almeno, Joubert meno.

Abr ha detto...

Un altro aspetto interessante, mischia a parte: tutte quelle punizioni concesse dagli AB nella loro metà campo, soprattutto nel primo tempo. Stranamente più attenti ed efficaci in attacco che in difesa. Ma tanto è bastato, stavolta.

Abr ha detto...

Altra considerazione: Ewen mckenzia fa sicuramente vedere un gioco più "australiano", ma alla fine riparte più o meno esattamente dpv'era rimasto Deans, in termini di efficacia uguale punteggio.

Grandissimo Hopper, Mowen e Horwill devono dare di più, buoni McMeniman, Simmons e prima linea tutta. Working rate pazzesco, da mediano di mischia e senza tanti calci di Toomua, Leli'ifano ok ma aldilà del piede poco, grande Ashley Cooper. Genia criticabile solo perché è un fuoriclasse e il suo limite è il cielo (ha anche marcato meta, Munari).
Molto oscure e poco attivate le due ali, flop quasi totale di Mogg in fondo.
Soluzione: O'Connor o Folau estremi, inserire ali capaci di andarsi a proporre, avanti col passing game di Toomua, meno errori.

Lato AB: Dagg non placca MAI! Ma va bene lo stesso. Eroico McCaw anche se nel primo tempo molti dei falli concessi hanno la sua impronta. Ben Smith efficacissimo, surclassa ogni altra ala oggi, Savea incombente come un avvoltoio. Nonu e C.Smith sono precisi come un manuale Ikea, i due Aaron integrati e impeccabili. Solita affidabilità e gran lotta nei loose five (Kieran Read!).

GROSSI PROBLEMI invece in prima linea, in paricolare nel tallonatore si aHore che Mealamu: rimesse pessime, per fortuna che avevano ripassato la rimessa a porte chiuse e mischie ordinate peggio, han vinto solo quelle regalate dall'arbitro, le introduzioni eran tutte stortissime.

In prospettiva Springboks le fasi statiche possono costituire un gran problema, ma han tutto il tempo e l'esperienza per "fissarlo".

ringo ha detto...

Sulla mischia c'è da tenere un capitolo a parte, perché dando un'occhiata in giro, se l'intento è di renderla più stabile per il gioco, è anche vero che le prime linee si stappano e i tallonatori si sono ritrovati a fare numeri pazzeschi per non finire con il proprio ginocchio deputato al tallonaggio impresso sulla faccia.

Non mi sorprende che i mediani fatichino a mettersi in regola: proprio perché mediano :)

Scherzi a parte, vero il working rate di Toomua senza palla, però in occasione della meta di Cruden va ad incaponirsi in un raggruppamento già presidiato dai suoi, portando gli australiani in inferiorità numerica al largo. Tant'è, le qualità ci sono, il battesimo del fuoco è stato contro i migliori della classe, che farci?

Abr ha detto...

Gli AB sono un benchmark incredibile, sono come il diamante nella scala di durezza dei materiali: inscalfibili.

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