venerdì 6 dicembre 2013

Navigare a vista

Il terzo turno di coppe europee è alle porte e c'è un grande marasma tutto attorno, specie in Heineken Cup. E' una giornata chiave per le classifiche dei singoli gironi, ma in attesa dei risultati accadono diversi fatti estranei - in apparenza - al campo: i club inglesi restano sul piede di guerra con l'ERC (nella foto, i Saints celebrano il successo nell'edizione del 2000 della Hcup) e il resto del comparto e l'ostinazione che mostrano sembra nascondere un piano preciso per ribaltare totalmente gli scenari e mettere gli avversari all'angolo, altrimenti i piani alti del rugby inglese si dimostrerebbero violentemente sadomasochisti nel proseguire sulla via dell'isolazionismo. Intanto anche le Regions gallesi hanno ripreso a duellare con la Welsh Rugby Union: tra soldi che non ci sono per trattenere i pezzi pregiati, le frecciatine di Warren Gatland (il Galles non sarebbe competitivo con le nazionali australi perché i suoi giocatori mancano del ritmo che non è assicurato da competizioni come il Pro12) e rumors che vorrebbero le franchigie prossime a chiedere di partecipare al Premiership (il nostro amico Seb Greenwood aveva affrontato l'argomento già a fine settembre), l'unico a sorridere è Mike Phillips che ha firmato con il Racing Metro (in occasione del Test Match contro Tonga il mediano fu inquadrato nel box dello staff con una tazza di caffè in mano, una scena da rehab...). 

Soffia il vento gelido sul Nord dell'Europa e le folate giungono pure in Italia, con buona pace delle Alpi. A Treviso si avvia a concludersi anticipatamente la gestione di coach Franco Smith che già ad inizio stagione aveva comunicato che quella in corso sarebbe stata l'ultima annata alla guida della Benetton Treviso: i risultati non arrivano, le prestazioni dei Leoni sono altalenanti e mediocri rispetto alle stagioni precedenti (eh, le aspettative bisogna saperle gestire), qualcosa deve essersi non rotto, ma inceppato nei corridoi della società veneta (mancano fame e grinta, non ci sono scuse, commentano da Amerino Zatta a Vittorio Munari). Ciò non ci leva il tarlo dalla testa che la grande incognita sia il futuro del rugby italiano d'alto livello: cosa accadrà da maggio 2014 in poi? Tra scosse e placche rugbistiche che si smuovono, quali ripercussioni si registreranno sui singoli campionati? Le domande non hanno ancora risposte a dimostrazione che all'orizzonte potrebbe celarsi un profondo cambiamento. Non è forse tempo di previsioni a lungo termine quanto piuttosto di tenere la barca a galla, navigando a vista. 

I Leoni volano a Belfast per affrontare il capolista Ulster nella Pool 5, quindi ospiteranno i nordirlandesi a Monigo, quindi Smith saluterà giocatori e pubblico e cederà la plancia di comando a Marius Goosen. Le Zebre invece accolgono a Parma i Saracens (Pool 3) a caccia di punti pesanti per il face to face con il Tolosa che è primo in classifica con un margine di quattro lunghezze (9 a 5). La franchigia federale chiude a quota zero e ha alle spalle una delle prestazioni più insufficienti dell'anno con il match casalingo contro il Connacht: in Pro12, la squadra di Galway insegue i parmensi, ma i numeri in sé non raccontano alcunché. E' una questione di commitment (il Connacht nel recente passato ha saputo prendersi lo scalpo degli Harlequins, segando le ambizioni di qualificazione ai quarti dei londinesi) ed è quello che manca, per un motivo o per l'altro, lungo la penisola, con effetti visibili sugli Azzurri. Decrescita (in)felice, parte seconda.

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