mercoledì 17 febbraio 2010

Regole, interpretazioni stringenti, effetti sul gioco

Abbiamo riferito della rigidità raccomandata agli arbitri australi nei riguardi delle regole in vigore nel Super14 testè iniziato.
L'intento è sulla carta pregevole: garantire, nell'ambito delle regole vigenti, il corretto timing nelle mischie ordinate e di una più attenta gestione dei fuorigioco sul ritorno dei calci in campo.
Sin qui poco di nuovo; un esempio di universalità dell'attenzione che gli arbitri dovrebbero usare lo abbiamo recentemente avuto fuori d'Emisfero Sud: Barnes, in Francia-Irlanda del Sei Nazioni, ha concesso la prima punizione segnata da O'Gara per un tagliafuori della difesa francese sul calcio irlandese di rimessa in gioco.
C'è però una terza area in cui è stata raccomandata attenzione, quello delle fasi di contesa nel gioco aperto o "breakdown": la interpretazione Australe introduce la cosiddetta "daylight rule" che comporta cambiamenti profondi nelle pratiche correnti.

Oggi il placcatore può tenere le mani sulla palla tenuta dal placcato, purchè si rialzi in piedi (la specialità di Broussow). Questo ha oggettivamente dato un consistente vantaggio alle difese rispetto ai pick&go dei vecchi tempi. Invece con l'interpretazione raccomandata al Sud, basta tolleranze, appena il placcato va a terra il difensore (il placcatore e chiunque lo aiuti) deve mollare tutto, rotolare via o alzarsi in piedi e solo poi eventualmente cacciare la palla.
La regola non è formalmente cambiata, lo è la modalità con cui l'arbitro la garantisce: deve verificare la presenza di un attimo di "luce" (daylight) tra mani del difensore e palla, al fine di dare all'attaccante una "fair chance" di piazzar palla a terra prima che gliela possano contendere legalmente.
Il direttore degli arbitri sudafricani Andrè Watson chiarisce il perchè: "Troppo spesso nel breakdown c'è l'obiettivo di rallentare la palla e non cercare di prenderne possesso". In effetti con le interpretazioni correnti nei punti di incontro la difesa è favorita rispetto a chi porta la palla.
Il rischio immaginabile è cadere nella trappola opposta, la non contendibilità da parte della difesa: il "placca, a terra e tallona" del rugby league, o quantomeno un ritorno ai vecchi tempi quando dal pick&go degli avanti non li schiodavi più. Il primo impatto sul Super14 è stato invece un aumento impressionante dei calci piazzati, con 153 punti segnati su punizione contro i 45 punti nel primo turno dell'anno precedente: un incremento del 240%.
E' evidente che molti team e giocatori devono ancora adattarsi. Il caso eclatante è stato Blues - Hurricanes: undici punizioni concesse on range contro i padroni di casa, nove delle quali trasformate e partita persa nonostante la maggior efficacia in attacco.
Va sottolineato per correttezza che il confronto con la stagione precedente di Super14 non è del tutto fair: erano in vigore le ELV, dilagava il tanto vituperato calcio di punizione indiretto ("half arm"); ciò detto, 51 punizioni assegnate nel turno sono circa 3,5 volte più della media degli ultimi 15 anni. Anche il numero di mete è diminuito, da 44 a 30, rispetto al primo turno della stagione precedente.
E' presto per trarre delle conclusioni definitive e pur con tutta l'ammirazione per il coraggio e la voglia di sperimentare down under, ancora una volta si rischia il paradosso di interventi in teoria vòlti a rendere il gioco più spettacolare e aperto che invece determinano meno mete, più fischi e gioco spezzettato. Tant'è, " gli arbitri non cambieranno approccio", afferma Watson, "sta ai giocatori adattarsi il più rapidamente possibile".
Occhio o Boreali, stavolta non si tratta di problemi "politici", cassabili mediante riunione in Irb: le regole sono rimaste quelle, sono gli arbitri a interpretarle diversamente tra Nord e Sud.
Il rischio è che mentre i giocatori del Sud prima o poi si adatteranno, i Boreali siano come al solito in ritardo e alla fine subiscano, magari proprio ai Mondiali tra 18 mesi (il viceversa "restaurativo" è escluso, giocheranno in Nuova Zelanda). In prima fila a subire caterve di calci di punizione, ancora una volta le squadre che si affidano primariamente alla difesa arcigna sul punto d'incontro, neh Italia?

13 commenti:

Andrea B. ha detto...

Non capisco ... quando si parla di "difesa che deve rotolare via" ... stiamo parlando del placcatore vero ?
Allora, se il placcatore va a terra, è pacifico che non possa toccare il pallone, ma debba rotolare via, alzarsi etc etc
Se invece il placcatore riesce a placcare l' attaccante e non cade a sua volta per terra, non capisco perchè penalizzarlo, proibendo la contesa immediata della palla ... credo che lo "spirito del gioco" sia anche questo: se la differenza tra placcato e placcatore è tale che ti scaravento per terra e riesco a rimanere in piedi, non vedo perchè non posso strapparti immediatamente il pallone dalle mani, visto anche che il placcato a terra il pallone lo deve lasciare ...

Abr ha detto...

"Il difensore": si intende sia il placcatore (oggi può rimanere con le mani sulla palla e sull'uomo) che chiunque lo aiuti (già oggi con le interpretazioni "Nord" deve togliersi e poi provarci).

La regola del placcaggio parla del "momento in cui il placcato cade a terra", da quel momento va mollato etc.etc.
Se sta in piedi non è placcaggio concluso, al limite è maul e tutte le considerazioni del post non c'entrano.

Quello che descrivi nel resto, Andrea B., se ho capito bene è come funziona oggi al Nord, e ti va bene così. E' la tua opinione, ma converrai sia innegabile che ciò - ti butto giù, metto le mani sulal palla e non la mollo mai, purchè nel frattempo mi alzi in piedi - costituisce un chiaro vantaggio per la difesa.

La interpretazione "autentica" della regola del placcaggio dice solo che, nel momento in cui ti placco, devo ANCHE mollare la presa su uomo e palla, perchè le mani sulla palla le posso mettere solo QUANDO SONO IN PIEDI E STACCATO, non mentre mi alzo e tengo giù.
Da ciò la "daylight rule".
Sulla carta non mi pare male; sul piano pratico, sinora sono solo calci su calci.

Andrea B. ha detto...

Tutto il mio intevento nel post considerava la situazione in cui il placcato è a terra ( placcaggio concluso quindi), mentre il placcatore è riuscito a rimanere in piedi.
In questa situazione non vedo perchè si debba penalizzare un placcatore talmente "soverchiante", impedendo di prendere il pallone.

Diverso potrebbe essere il caso in cui placcato e placcatore vanno a terra, ma il placcatore era aiutato da un secondo difensore.

Forse i problemi attuali derivano dal fatto che le regole sono state fatte in un tempo in cui il placcaggio era quasi sempre solo e soltanto un "uno contro uno" e tutti e due finivano a terra.
A quel punto il placcato mollava la palla, il placcatore non poteva metterci le mani sopra ed il primo che arrivava sul punto di contatto se la prendeva ... c'era abbastanza daylight quindi !

Questione di attimi e di interpretazione arbitrale ... credo che però concordiamo sul fatto che la fluidità del gioco sia l' aspetto fondamentale.

Abr ha detto...

Beh, qui sfondi una porta aperta: siamo grandi ammiratori del citato Broussow, uno che piu' che rimanere in piedi riesce a rialzarsi in un lampo.

Va ammesso comunque che questo comportamento (il favorire il placcatore in piedi) e' stato incentivato da interpretazioni recenti: se ricordi, prima il problema non si poneva, il sostegno "ricopriva" il placcato, sotto non si sapeva bene cosa succedesse e alla fine la palla riemergeva 90 su cento dalla parte del placcato.

La caratterisitica fondamentale del rugby versione union da tutti gli altri sport con palla ovale e' la contendibilita' costante della palla. In tale ottica andrebbero valutate tutte le modifiche/interpretazioni.
Quanto alla fluidita' di gioco, e' una vecchia storia: le ELV nacquero col preciso intento di rendere il gioco piu' "giocato", e subito insorsero quelli che "mi sembra rugby league".

Limitare il numero di fischi arbritrali e' cosa buona e giusta, serve anche per rendere piu' leggibile il rugby al neofita.
Per non dire porre un freno all'eccessiva dipendenza dai calci piazzati.

Detto questo, nel Super14 e' evidente che stanno ancora in mezzo al guado, nel processo di assimilazione e adattamento alle nuove interpretazioni. Anche il giudizio, come ho detto, e' prematuro: nella Varsity Cup sudafricana, dove le hanno sperimentate per qualche mese, dell'effetto delle nuove interpretazioni ne parlano un gran bene (vedi link riportato nel post).

Il mio grosso dubbio rimane il timing, a 18 mesi dai mondiali e con tutto il Nord dove si educa i ragazzi a placcare, girarsi su se stessi e alzarsi in piedi senza mai mollare la palla...

Alessandro Cossu ha detto...

ABR, la regola 15.4, comma b (che definisce il comportamento che il placcatore deve osservare in caso di placcaggio), usa la congiunzione "or" e non "and": "the tackler must immediately get up or move away from the tackled player and from the ball at once". A voler essere pignoli, questo significa che il placcatore può legittimamente alzarsi e giocare la palla, come specificato al comma c seguente ("the tackler must get up before playing the ball"), ma non è richiesto che, oltre ad alzarsi, debba anche allontanarsi dalla palla (sennò la regola avrebbe usato la congiunzione "and"). Comunque, ti segnalo al solito la pagina degli arbitri sudafricani sull'argomento: http://www.sareferees.co.za/news/ref_news/2205460.htm. Il loro commento finale sembra in qualche modo andare nella direzione dell tuo articolo (del resto, André Watson è il gran capo degli arbitri sudafricani) anche se le implicazioni del commento finale sull'interpretazione delle regole nei punti di contatto non sono cosí nette.
Continuate cosí! Ciao da Monaco.

Abr ha detto...

Grazie Alessando per la simpatia e per il contributo (da Monaco quella fredda immagino; o quella calda?)

Sinora in effetti (al Nord e ufficialmente) si è attaccati a quel "or" nelle 15.4.
Al Sud invece si interpreta l' or assieme all' "and" successivo: il placcatore può alzarsi OPPURE (or) rotolare via MA IN OGNI CASO (AND) deve mollare la palla.

Questione di interpretazioni; al Sud sperimentano, per adesso l'interpretazione autentica Irb è quella che dici tu.

(Certe volte si comprende come mai nel medioevo e oltre ci si accapigliasse tanto tra Ortodossi e Cattolici per un "filioque" aggiunto o tolto dal Credo ...).

Alessandro ha detto...

Grazie a voi(purtroppo sono in quella fredda, di Monaco, ma non è poi cosí malaccio, anche se il rugby è poco popolare da queste parti).
Ci sarete a Roma per la Scozia?

Abr ha detto...

Purtroppo no, a proposito di freddo e di comodità - il Flaminio non è esattamente Twickenham e noi vecchietti comodosi stiamo diventando.
Ci consoleremo con la HD di Sky, Tania Z. e Munari(don't worry se non li conosci da Monaco, sono i commentatori) ;)

Anonimo ha detto...

Questa vostra pigrizia meriterebbe un bel giallo! :-)
E io che mi sparo un MI-RM a/r in giornata!!

Alessandro Cossu ha detto...

Beh, sí, Munari lo conosco, mentre questa Tania Z. di cui leggo in continuazione sembra solleticare molto gli spettatori di Sky e i frequentatori del Blog.
Grande, forthose! Non arrivo al punto da farmi Monaco-Roma in macchina, visto che mi fermo a Roma venerdí e sabato, ma almeno un paio di volte all'anno (febbraio e novembre) mi reco in pellegrinaggio a vedere l'Italia. Stavolta sarei andato volentieri a vedere l'U20 a Capoterra, in Terra Sarda (o Terra Santa), viste le mie origini: causa concomitanza con la nazionale maggiore, mi "accontenterò" degli spifferi del Flaminio. Forza Azzurri!

Abr ha detto...

.. ok, se è per dieci minuti ;) ... Cmq. parli con uno che fa 60-80 mila km l'anno in auto, senza contare gli aerei e adesso anche treni.
Andate andate voi che siete ggiovani :)

Alessandro: Tania in (quasi) tutto il suo spendore la trovi qui:
http://rightrugby.blogspot.com/2010/02/miss-sei-nazioni.html

Alessandro Cossu ha detto...

Min...a, signor tenente!!! ora capisco perché vi piace tanto seguire il rugby su Sky: altro che Munari e tutte le balle sul rugby! Quanto agli spifferi, vista la qualità del blog che tu e il Socio tenete in piedi, vi si perdona volentieri una certa ritrosia a prendere freddo al Flaminio.
A nos bider in bona salude!

Abr ha detto...

:)

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