sabato 13 marzo 2010

6 Nations: a Dublino il Lazzaro gallese non risorge più

Dublin, Croke Park; Ireland 27 - 12 Wales

Ireland: G Murphy (Leicester); T Bowe (Ospreys), B O'Driscoll (Leinster, capt), G D'Arcy (Leinster), K Earls (Munster); J Sexton (Leinster), T O'Leary (Munster); C Healy (Leinster), R Best (Ulster), J Hayes (Munster), D O'Callaghan (Munster), P O'Connell (Munster), S Ferris (Ulster), D Wallace (Munster), J Heaslip (Leinster)

Replacements: S Cronin (Connacht), T Buckley (Munster), L Cullen (Leinster), S Jennings (Leinster), E Reddan (Leinster), R O'Gara (Munster), R Kearney (Leinster)

Wales: L Byrne (Ospreys); L Halfpenny (Cardiff Blues), J Hook (Ospreys) J Roberts (Cardiff Blues), S Williams (Ospreys); S Jones (Scarlets), R Rees (Cardiff Blues); P James (Ospreys), M Rees (Scarlets), A Jones (Ospreys), B Davies (Cardiff Blues), L Charteris (Newport Gwent Dragons), J Thomas (Ospreys), M Williams (Cardiff Blues, capt), G Delve (Gloucester)

Replacements: H Bennett (Ospreys), R Gill (Saracens), I Gough (Ospreys), S Warburton (Cardiff Blues), D Peel (Sale), A Bishop (Ospreys), T Shanklin (Cardiff Blues)

Referee: Craig Joubert (SA)

Ci sono partite che lasciano il segno: perché dalla visuale italiana è utile ripartire da qui. Il Galles sarà il nostro prossimo e ultimo avversario in questo 6 Nations e la trasferta a Cardiff avrà spunti ben diversi da quelli ipotizzabili all’inizio del torneo. I red dragons hanno smarrito la via, sono sconfortati e spersi tra le loro valli: corrono a casaccio, non costruiscono, non imbastiscono un concerto degno di nota e, contro l’Irlanda al Croke Park, non hanno nemmeno avuto i loro quaranta minuti di gloria. Nella Rugby Nation sarà una settimana infernale per tutti, dal management ai media scatenati, ai tifosi ipercritici. Avremo modo di parlare, anche se sin da oggi possiamo buttarla lì: com’è che dal 2003 ogni due anni il Galles soffre la sindrome dell’anima smarrita?

Fischietto d’oro - Fatto sta che l’Irlanda fa tutto quello che doveva fare, vincere, per così allungare le mani sulla Triple Crown, il trofeo che spetta all’anglosassone che supera tutte le altre isolane (manca solo più la minore, la Scozia). Ci è riuscita ordinatamente e concedendo ben poco ai rivali che ci hanno messo del loro, non sfiorando nemmeno lontanamente la linea di meta, bloccandosi alla deriva e cedendo in modo preoccupante sia in mischia che – soprattutto – in rimessa laterale dove gli irlandesi sono brutti clienti già da parte loro. Nel mezzo c’è una bella e vivace partita, resa tale grazie al contributo dell’arbitro Craig Joubert in trasferta dall’emisfero Sud: finalmente sono tornati i fischi nelle fasi di ruck per gente che non si leva dopo aver placcato e altri che vanno a contendere l’ovale senza restare sui piedi, per quelli che entrano di lato e per gli altri che non rendono contestabile il pallone una volta a terra. Basi del regolamento che a Nord sono raramente ricordate. E non è un caso che ci si diverta un sacco a vedere le australi all’opera e che sia bello rivedere partite di rugby arbitrate così chiaramente anche al Nord, anche quando la posta in gioco è elevata.
Anche qui, va detto, se l'Irlanda con le sue note caratteristiche - mezzo astute mezzo furbette - parte peggio del Galles in disciplina, subendo 5 punizioni in fila per mancato rotolamento del placcatore etc., è anche la prima ad adeguarsi al "nuovo" metro arbitrale, dimostrando notevole maturità.

La cronaca - Tant’è, ci sarebbe da dire in merito alla cronaca, che il Galles per una volta passa anche in vantaggio nei primi minuti con un piazzato di Stephen Jones dopo nove minuti trascorsi dalle due in campo ad esplorarsi, coi suoi apparentemente abili a rispondere dinamicamente alla pressione territoriale avversaria - nella realtà li stavano solo lasciando sfiancare. Gli ospiti non attaccano la linea, si limitano a sondarla, affidandosi come sempre al piede e alla pressione dei loro avanti. L’Irlanda ha uno schema consolidato e trova con Jonathan Sexton una variante sul tema: non certo un cecchino infallibile e un tattico sopraffino, ma una bella testa raziocinante con più opzioni, un regista capace di creare spazi, di esplorarli, di chiamare incroci, di mandare i suoi ball carrier in profondità. Che per il Galles non sia giornata lo dimostra la prestazione più che opaca di Lee Byrne che è sempre stato un punto fermo nel gioco di Warren Gatland. L’estremo non si scalda, i suoi neppure, tra gli avanti mancano in parecchi, tra i quali Ryan Jones (la fascia di capitano spetta a Martyn Williams) e Alun Wyn Jones.

Dunque Joubert fischia diligentemente e quelli di Dublino – alla loro penultima apparizione al Croke, l’anno prossimo si torna al rinnovato Lawnsdone Road – si adeguano velocemente (anche se alla fine concederanno 16 punizioni contro le 10 avversarie, ma sono nella loro media), prendono punti dai calci di punizione (6-3). E mettono il Galles alle corde nonostante un sostanziale equilibrio sia nel possesso che di territorio: gli è che gli irlandesi placcano (il doppio degli avversari) ma chi si sfianca in corse inutili e un monte di passaggi sono i gallesi. Ricordano la peggior Scozia in quanto a inconcludenza. Peggiora le cose la incapacità di adeguarsi nella disciplina di Lee Byrne che, al 24’, si fa cacciare per dieci minuti dopo non aver rilasciato subito l’ovale al placcaggio. Uomo in meno, meta Irish: battuta velocemente l’ennesima punizione da O'Leary, O'Driscoll comincia a correre in mezzo ad una retroguardia disorganizzata e lancia Keith Earls che vola in meta con un angolo perfetto. Sexton non trasforma, ma è già 11-3 al 27’. Quattro minuti più tardi il colpo del ko da una rimessa nei 22 gallesi trasformata in maul, ne esce O’Connell che si lascia dietro il pack avversario, assorbe il mediano e trasmette a O’Leary, il quale penetra nel buco tra mediano assorbito e apertura lontana lontana e entra in meta senza problemi. Sexton fallisce anche questa trasformazione, ma alla fine sono i classici dieci punti in superiorità numerica come da postulato di DeRossi e la prima frazione si chiude sul 16-6. Va detto, il Galles è in confusione sia in attacco che in difesa: i giocatori si ammucchiano, ognuno gioca per sè.

Nella ripresa Lazzaro contrariamente alle altre volte non si sveglia anche se nel periodo domineranno sia il possesso che il territorio - a vedere le cifre e fosse un altro sport, si potrebbe dire che l'Irlanda abbia giocato "di rimessa". D’altronde Dublino è la città del Finnegan di James Joyce; non che Cardiff sia quella di Lazzaro, ma al Millennium Stadium si respirava quel tipo di aria fino a due settimane fa. E forse ha ragione Munari a dire che i Dragoni paiono tristi, demotivati. A direr il vero una chance i gallesi se la procurano, con tre minuti di mischie ripetute su 5 metri avversari sul 16 -6; la partita potrebbe venir riaperta. Ma se esiste il postulato DeRossi, enunciamo l'assioma RR: alla terza mischia rifatta, si perde palla. E infatti va così, gli irlandesi rubano la mischia sfinita e calciano lontano, con Lee Byrne in debito d'ossigeno a portar palla fuori temendo l'arrivo di qualcuno e poi scagliarla lontano, roba pagata con tre punti ma avrebbe potuto costargli il secondo giallo che poi è un rosso.

E' finita per i rossi, al 60’ arriva la doppietta di Earls. Altra solida rimessa laterale per l’Irlanda, O’Leary di nuovo affossa il coltello nella burrosa difesa gallese, lo scatenato trequarti va a rimorchio, il placcaggio arriva che è ormai troppo tardi: 24-9 perché nella prima parte del tempo Sexton e Jones piazzano una punizione a testa. Sexton però non converte la meta (le sbaglia tutte e tre; va meglio con le punizioni, tre su quattro; quattro punizioni su cinque lo score di Stephen Jones). Ma poco importa: con un altro Galles la cosa avrebbe potuto fare la differenza, ad esempio quello che realizzava un parziale di 20-6 con la Francia nel secondo tempo, ma non in questa giornata. Forse per far intendere che anche a mira appannata se la sa cavare, la giovane apertura Irish segna al 76’ il drop della superiorità incondizionata, mentre entrano tutti i panchinari manco fosse una celebrazione di fine stagione.

Aspettando sabato prossimo - Al Galles manca prima di tutto la convinzione e la serenità, poi gli appigli giusti: ad esempio un Mike Phillips che perlustri le linee nemiche vicino al pack, faccia da testa di ponte come i mediani di mischia sono chiamati a fare oggi. La meta di O’Leary ne è un esempio. Il ricambio di giocatori per infortuni o per altri motivi (leggi alla voce Andy Powell) non dà una mano quando si vuole provare a dare continuità ad un gruppo destinato a volare in Nuova Zelanda per i Mondiali, il peso della trasferta Lions in Sud Africa non è stato più recuperato, in termini soprattutto di energie mentali. E mentre l’Irlanda ha saputo oggi gestire la fatica fisica, i gallesi non hanno fatto testo. In tale luce primariamente fisica prima che di skill, al Galles servirebbe (ri-)trovare una terza linea degna della sua fama: una prima linea media ma che regga si sopporta, una seconda inferiore ai migliori del mondo ma con tanta buona volontà ci sta, ma senza una terza si vagola per il campo senza costrutto e palle giocabili. Se poi a ciò s'aggiunge la mancanza di ossigeno e quindi di lucidità nei migliori trequarti europei, si ottiene la giornata disastrosa odierna. Pensiamo a Lee Byrne, fino a ieri una certezza: un cartellino giallo da dieci punti e un rosso graziato dopo che stupidamente allontana l'ovale da lui portato fuori senza motivo, per affanno. Non è un caso che l'unico a mettersi un po' in luce del reparto arretrato sia stato il muscolare Jamie Roberts.

Visto dal nostro punto di vista, l’Italia sarà al Millennium proprio la prossima settimana nella giornata conclusiva del 6 Nations. La prestazione odierna di Williams & Co. può da una parte tranquillizzarci – con la nostra difesa li si può mettere in difficoltà, eccome -, dall’altra no: questi qua venderanno cara la pelle per riscattarsi con se stessi, sia che Gatland li cacci tutti che li tenga lì a pensarci ancora. Quanto all’Irlanda, alla fine è l’unica che sta tentando di tenere il passo della Francia, avendo capitolato sinora solo contro di essa. La migliore delle seconde con giocatori che oggi il Galles non ha più, come tanto per cominciare un mediano come O'Leary Man of the Match insidiato a stretta ruota dal flanker David Wallace, o il "centenario" O'Driscoll, l'autore del "a brace of goals" Keith Earls vero utility back in campo, spostato dall'ala al centro dopo l'uscita per infortunio di D'Arcy, o il leader del pack O'Connell, straordinario oggi nel resettare rapidamente la composture disciplinare dei suoi "furbetti" e tutti gli altri. E O'Gara in panca sta: rimarchevole preservarlo, mancando una dozzina di partite alla Coppa del Mondo, se è vero come è vero che l'effetto dei troppi impegni è quanto sta vivendo il Galles sulla sua pelle.


3 commenti:

Abr ha detto...

Anche se come al solito, che vinca o che perda parli solo del Galles e mai dei suoi avversari ;) la tua analisi mi piaceva troppo, per cui stavolta non ho aggiunto capitoli ma solo qualche riga di precisazioni qua e là.

La cosa che più m'ha impressionato dell'Irlanda è stata la sua maturità: facendoVI correre senza posa (possesso e territorio iniziali sono del Galles), ma soprattutto sapendosi aeguare immediatamente al metro arbitrale.
Quando ho visto come arbitrava Joubert (per me il migliro arbitro al mondo e non da oggi, assieme a Barnes) mi son detto: oggi l'Irlanda dei furbetti le prende. E invece no, sanno anche giocare in modo non furbetto, onore al merito.
Anche se sono stati molto agevolati dal Galles.
Eh eh, rivolto il coltello nella piaga ... Coraggio, i Dragoni hanno tutto il tempo che serve per leccarsi le ferite. A patto che, come sottolinei tu,la publbica opinione glielo lasci il tempo...

Abr ha detto...

OT ma non troppo: interessante come le "nuove interpretazioni" delle regole si stiano facendo largo in modo strisciante anche al Nord.

E' una gran bella notizia questa, ma prima di cantar vittoria meglio aspettare domani e verificare l'arbitraggio random di quella "Old Fart" di Lewis ...

ringo ha detto...

"Anche se come al solito, che vinca o che perda parli solo del Galles e mai dei suoi avversari": ma è per questo che esistono i pezzi a quattro mani :D
Comunque settimana prossima la tendenza cambia. E io qui lo dico e non mi nego: secondo me... E non aggiungo altro così nessuno potrà dirmi: epperò ce l'hai tirata!

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