sabato 6 marzo 2010

Sempre più a Nord: l'Islanda scopre il rugby


Per molti è l’isola che sta tra l’Europa e la Groenladia, un’isola nel vero senso della parola. Buona magari per stropicciarsi gli occhi di fronte agli scenari naturali, ai vulcani che la abitano e per fare un tuffo nei geyser con il gusto di rimanere a petto nudo in mezzo al freddo. Ma in Islanda giocano anche a rugby. Lo abbiamo scoperto via Facebook con il gruppo Rugby félag Íslands (Icelandic Rugby Team), che aggiornato a questo fine settimana conta 223 membri. Non pochi, considerato il fatto che mai nessuno si sarebbe immaginato che l’ovale potesse trovare affezionati in Islanda – e che cavolo!
Il creatore del gruppo Stefán Smári Kristinsson, che si presenta sul social network a torso nudo – appunto – e il kilt come indumento. Lui il rugby lo ha conosciuto in Italia, mentre frequentava l’università a Varese, giusto per dire come è piccolo il mondo. Nel tempo libero organizza appuntamenti settimanali per giocare a rugby. Noi lo abbiamo intervistato.
Stefán, ci puoi raccontare qualcosa sul tuo progetto o sul modo con cui vivete la passione per il rugby in Islanda? Perché puoi ben capire che non è facile immaginarlo.
Lo posso capire benissimo e molti associano l’Islanda agli sport invernali. Ma di fatto solo dallo scorso settembre abbiamo iniziato con questo progetto. Io ho avuto il primo assaggio di rugby all’università in Italia: è stato dopo il periodo all’Università Carlo Cattaneo (a Varese, ndr) che ho deciso di voler proseguire con il rugby anche in Italia. Dal momento che non c’era un team attivo in Islanda, ho deciso che avrei fatto qualcosa da me.
E così ha scovato sempre su Facebook il creatore di un gruppo che voleva esportare il rugby in Islanda, un islandese di stanza a Londra. Sono entrati in contattato e da una cosa all’altra, il progetto è partito. Ora Stefan è in Danimarca per lavoro, ma resta in contatto con le attività isolane: dopo Natale i neofiti hanno incontrato anche il football australiano per allargare le iniziative.
Ci puoi dire quanta gente segue il rugby nel tuo paese, più o meno? O almeno quanti dei tuoi amici? C’è pure una squadra che spopola più della altre?
È difficile dirlo, anche se ci sono persone che nei bar seguono importanti tornei come il 6 Nations. Puoi vedere i match in qualsiasi pub irlandese o inglese che trovi a Reykyavik, dove vanno forti le partite di Champions League e della Premier calcistica. Siamo solo agli inizi della diffusione del rugby in Islanda, ecco. Da parte mia non ho visto nemmeno troppi match tra club per dire quale sia il mio favorito. Ma guardando il 6 Nations, scelgo la Scozia, dal momento che molti miei amici vivono là. Mi hanno pure regalato la maglia quando sono tornati in Islanda per festeggiar il nuovo anno. E devo dire che sono molto deluso per la sconfitta di settimana scorsa contro l’Italia.
A proposito di 6 Nations, chi lo vince?
Beh, con solo due giornate al termine è abbastanza chiaro che la favorita sia la Francia. Ma potrebbe anche uscire una finale da thriller con l’Inghilterra allo Stade de France all’ultima giornata. Dal momento che la Scozia di certo non può farcela, spero che vincano i francesi. Se lo meritano dal momento che giocano un bellissimo rugby ed è un piacere vederli all’opera.
Preferisci il rugby giocato nell’emisfero Nord o in quello meridionale?
Non sono sicuro di poter rispondere a questa domanda. Dovresti rifarmela tra qualche anno, quando avrò visto abbastanza partite per farmi un’opinione. Le due squadre che mi diverto maggiormente a seguire sono, a parte la Scozia ovviamente, la Francia e la Nuova Zelanda, credo quindi che siano alla pari al momento.
E sei mai stato all’estero per vedere un incontro dal vivo?
Sfortunatamente non ci sono ancora stato, ma sono sicuro che avrò presto la possibilità di andare al Murrayfield per tifare anch’io e urlare “Alba gu brath!”.
Che tradotto dal gaelico sta per “Scotland for ever!”.


A proposito di Alba, la bella intervista del Socio fa il paio con la notizia di un mese fa, come riportava Il Friuli: "Rugby, ecco la nazionale albanese. Nasce in Friuli la prima selezione di palla ovale del Paese delle aquile. Il primo raduno è in programma sabato 6 febbraio a Pordenone. Debutto a giugno (il 6 o il 13) contro i Dogi o il Forum Iulii. Un progetto, sostenuto da Regione, Provincia e Comune di Pordenone, che ha un doppio valore, sportivo e sociale". L'idea è di Piergiorgo Grizzo del Rugby Pordenone e nasce giocoforza in Italia con un gruppo di "Exiles" (giocatori residenti all'estero), dal momento che in Albania al momento a rugby non ci gioca nessuno. Il secondo step del progetto sarà proprio quello di costituire una federazione e di portare la pallovale a Tirana e dintorni. (by Abr)

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