domenica 2 maggio 2010

L'anno francese


"C'est l'annee de la France qui gagne!" commentava entusiasta il telecronista francese (in Italia l'evento era dato in differita). Perchè Biarritz raggiunge Tolosa alla finale di Heineken Cup - manco a farlo apposta, quest'anno a Paris - battendo sotto il sole di San Sebastian il Munster per 18 - 7.
L'icona della prestazione determinata dei baschi contro la corazzata Munster e' il grandissimo purosangue basco Himanol Harinordoquy, nella foto dietro all'altro protagonista, il franco georgiano Dimitri Yaschvili: si presenta bardato di elmo per proteggere il volto, per tre volte sin dal primo tempo rimane a terra colpito duro alle costole, per tre volte si rialza e al 65' non vuole saperne di chiuderla li', ci vuole l'arbitro a invitarlo a uscire mentre Faure lo sostituisce, con la folla in standing ovation.

Partita molto bloccata quella di San Sebastian, con due compagini attente alla fase difensiva e due game plan divergenti: Biarritz mira a scardinare centralmente la difesa avversaria mentre Munster si affida al gioco territoriale di rimessa con calci alti. Significative sotto questo profilo le scelte delle due aperture nel primo tempo: mentre Hunt - trequarti australiano schierato al posto di Courrent indisponibile e Peyrelongue tenuto in panca - apre 14 volte, calcia 4 e porta palla 5 volte, O'Gara apre solo 5 ovali, ne calcia 9 e non attacca mai personalmente la linea.
La partita risulta monodimensionale e ridotta a tali due approcci anche per alcune assenze chiave: apertura a parte, ai francesi manca l'alternativa Traille coi suoi drop, agli irlandesi l'assenza di O'Connell togliera' nel secondo tempo le certezze nella rimessa laterale, peraltro molto sollecitata (5 su 7 per i baschi, un misero 13 su 18 per gli irlandesi).
Ci vuole mezz'ora perche' la gara si sblocchi nel punteggio e da una parita' di possesso e territorio quasi perfetta, tra due squadre tra l'altro molto attente a non commettere falli piazzabili: dopo una lunghissima serie di infruttuose percussioni francesi bloccate, Jean De Villiers ruba palla e lancia Donncha O'Callaghan, il quale sgroppa per meta' campo trovando il sostegno dei compagni. Un paio di passaggi, la palla arriva a Keith Earls largo sulla sinistra ed entra intonso in area meta arrivando fin sotto i pali. O'Gara non puo' sbagliare la trasformazione, siamo 0 - 7 per gli irlandesi del Sud Ovest. Sembra la partita del gatto col topo.
Biarritz prova a rifarsi subito mediante una "furba" in rimessa del tallonatore Benoit August, uno dei migliori in campo, ma lo stesso viene spinto fuori mentre sta schiacciando in meta ed e' un nulla di fatto.
Mentre gli episodi - positivi per Munster, negativi per Biarritz - segnano la partita, si va manifestando sempre piu' evidente un fattore di fondo in azione fin dai primi minuti: la mischia chiusa "francese" di Coetzee e Johnstone piloni con August tallonatore, Thion e Hall a sostegno in seconda linea, sovrasta quella irlandese con Horan, Flannery, Hayes e O'Callaghan-O'Driscoll dietro. Alla fine non puo' che accorgersene anche l'arbitro Pearson, che dopo molte ripetizioni concede finalmente ai padroni di casa un piazzato da distanza utile: Dimitri Yachvili non sbaglia, accorciando il vantaggio degli ospiti a 3 - 7 alla fine del primo tempo.

Nel secondo tempo sono i Baschi ad aumentare il ritmo e gli irlandesi iniziano a dar fondo ai "trucchetti": Flannnery si fa pescare subito in uno dei suoi sgambetti assassini, Pearson lo grazia ma non può negare la punizione a Yachvili che la centra, e a inizio del tempo siamo 6-7.
La partita prosegue sulla falsariga del primo tempo, con la importante differenza che Munster non può più contare sulle fasi statiche: il dominio della mischia chiusa francese si consolida e anche la rimessa irlandese se non viene rubata risulta sempre "sporcata" e farraginosa.
Ciononostante la difesa di Munster regge, con una sola eccezione al 57', quando l'estremo di basco vestito Balshaw viene portato fuori a un metro dalla meta irlandese. Poco prima O'Gara tentava di piazzare una punizione da oltre metà campo risultando corto: un segnale di eccessivo cinismo o di incapacità di sfondare.
Al 63' il solitamente impeccabile Warwick estremo degli irlandesi in bleu per l'occasione, decide di ripartire da dentro i suoi 22 metri invece di calciar via come al solito. Mal glie ne incoglie, viene braccato da Hunt e Hall che si procurano altra punizione per l'infallibile piede di Yachvili. Siamo 9-7, il primo vantaggio di Biarritz nella gara, non lo cederà più.
Munster non sa articolare il cambio di passo, Biarritz invece preme sempre più, al 70' altra punizione per un affossamento in fuorigioco dell'ovale al fine di fermare una azione pericolosa dei trequarti francesi a pochi metri dalla meta sulla sinistra; ancora una volta Yachvili non perdona e guadagna il mini break per i suoi, siamo 12-7.
Inizia la girandola dei cambi ma l'agonia di Munster continua: al 77' una maul francese viene fatta crollare, altra punizione indovina di chi, siamo al 15 -7; dopo due minuti altra punizione a una deliberata ostruzione dei blu per aprire la strada a un attacco dai propri 22 metri; altro piazzato per Yachvili che chiude la giornata col 100% realizzando tutti i 18 punti dei suoi.

Biarritz: Balshaw, Ngwenya, Mignardi, Erinle, Gobelet, Hunt, Yachvili; Coetzee, August, Johnstone, Thion (capt), Hall, Lund, Lauret, Harinordoquy.
Replacements: Terrain, Barcella, Hugues, Carizza, Faure, Courrent, Peyrelongue, Bidabe.
Munster: Warwick, Mafi, Earls, De Villiers, Hurley, O'Gara (capt), O'Leary; Horan, Flannery, Hayes, O'Callaghan, O'Driscoll, Quinlan, Wallace, Coughlan
Replacements: Varley, Brugnaut, Gleeson, Buckley, Williams, Ronan, Stringer, Deasy.

Una vittoria cercata con puntiglio, orgoglio e volontà dalla squadra sulla carta meno tecnica e peggio coperta in molti ruoli, che ha saputo però far leva sui suoi punti di forza, cedendo al cinismo e all'esperienza degli avversari solo in una occasione. Alla fine Biarritz ha raccolto in un terreno forse diverso da quello sperato: puntava a sfondare in mezzo e invece ha saputo capitalizzare la superiorità nelle fasi statiche, offrendo una prova determinata, concentrata e disciplinata - un solo piazzato concesso da distanza notevole contro nove guadagnati.
Munster torna a casa ancora una volta da San Sebastian con le pive nel sacco; stavolta non si sa se per aver sottovalutato l'avversario, per aver ceduto al nervosismo dell'impotenza o per non essere mai riuscita a carburare, se non nella fase difensiva in cui ha protetto efficacemente il centro del suo schieramento (leggi O'Gara) dai reiterati tentativi di sfondamento avversari. E' chiaro piuttosto che il risultato sia stato "fair and square", senza possibilità di recriminazioni.
Alla fine il confronto tra top club di Francia e Irlanda quest'anno è tre a zero: dopo il Sei Nazioni le gerarchie in Europa, più chiare di così ...

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