mercoledì 16 febbraio 2011

Innovazione SuperXV

Eh si, il futuro passa di laggiù, anche perché laggiù hanno la capacità di rinnovarsi. Il SuperRugby o Super15 che inizia nell'Emisfero Australe questo weekend, ha il coraggio di proporsi con un nuovo format, che ha portato a (e non è stato forzato da) una squadra in più, con ben il 30% di partite in più, la maggior parte dei quali derby, quindi accesi e con playoff estesi a sei squadre: il tutto nell'anno mondiale! Il che è stato indicato come potenzialmente harmful in ottica nazionale, ad esempio da Peter de Villiers allenatore del Sudafrica, dove i derby sono "fisici" . Ma procediamo con ordine.

- Il nuovo format
Un nuovo modello che nasce principalmente dietro le esigenze di John O'Neill della cruciale Aru australiana, da sempre alle prese con la diretta concorrenza del League; alla fine ha ottenuto il massimo risultato, un team in più e la nascita del primo "campionato di eccellenza" australiano. Le tre Nazioni ora con 5 franchigie ognuna producono un torneo distinto in due fasi: una nazionale (anche se con importanti appendici internazionali che concernono la metà delle partite) e una internazionale finale.
Le franchigie sono distinte in tre gironi: quello Australiano (Brumbies a Camberra, Rebels a Melbourne, Reds a Brisbane, Waratahs a Sidney, Western Force a Perth), Neozelandese (Blues di Auckland, Chiefs di Hamilton -Waikato, Crusaders di Christchurch, Highlanders di Dunedin, Hurricanes di Wellington), Sudafricano (Bulls di Pretoria, Cheetahs di Bloemfontein, Lions di Johannesburg, Sharks di Durban, Stormers di Capetown); ogni squadra giocherà andata e ritorno contro tutte le altre del girone; in più ogni team giocherà partite di sola andata contro quattro delle cinque degli altri due gironi, per un totale di otto più otto = sedici turni nella fase iniziale, otto in casa e otto fuori. Sono tre gare in più rispetto alle edizioni a 14 squadre, con dodici incontri su sedici dentro la propria nazione - e quattro derby in più - a pesare in termini di impegno e motivazione (e di interesse locale, televisivo e non solo).
La prima di ogni girone sarà qualificata per la fase finale; le altre tre a passare ai playoff saranno le wildcard, quelle che accumuleranno più punti senza riguardo ai gironi; le due migliori prime riposeranno nel primo turno di playoff, come in quelli del Top14. Anche i playoff aggiungeranno quindi un turno di quarti di finale al torneo rispetto alle edizioni precedenti. Il torneo si svolgerà da febbraio a metà giugno, i playoff partiranno a fine di giugno e la finalissima si disputerà il 9 luglio.

- I tre gironi e le franchigie
Un cenno alle protagoniste del torneo, le squadre.
Il girone sudafricano ha le due finaliste della scorsa edizione, i Bulls campioni in carica, back-to-back 2009/10 e terzo titolo dal 2007, col ritorno del decisivo Fourie DuPreez al 100' cap di SuperRugby, e gli Stormers. Alle due, attrezzate come l'anno scorso, si aggiungono gli Sharks a completare il trio delle top sudafricane; questi ultimi han colmato qualche gap, ad esempio in mediana, che li aveva penalizzati all'inizio del torneo, oltre ad aver dragato praticamente tutta la prima linea dei Boks. Qualche gradino più sotto sono i Lions, ricostruiti con un nuovo staff quasi in toto, dopo lo sconcertante zero vittorie dell'anno scorso; infine i Cheetahs di Juan Smith, da sempre focalizzati sulla Currie Cup ma spesso "corsari" nel SuperRugby pur senza mai emergere: quest'anno dovranno guardarsi dai passi falsi, in patria c'è chi non vede l'ora di avere scuse per rimpiazzare la franchigia del Frei State con i più politically correct Southern Kings.
Il girone australiano è quello meno blasonato: ai "soliti" Brumbies e Waratahs si sono aggiunti l'anno scorso i Reds, squadra talentuosa che però soffre di problemi di depth, mentre i Force si sono un po' sgonfiati dopo gli iniziali proclami - e risorse, anche se mantengono dei reparti a livello assoluto. Alle quattro si sono aggiunti i nuovi Rebels, che da privati quali sono hanno attinto un po' ovunque, dall'Europa (Danny Cipriani ma anche Gareth Delve) ma anche redistribuendo le non numerosissime risorse di buon livello australiane - vedi Mortlock.
Infine in Nuova Zelanda, Highlanders molto ringiovaniti forse a parte, forse troviamo il girone potenzialmente più equilibrato: coi Crusaders sempre un gradino più in alto e addirittura rinforzatisi, lottano su un piano di paritè Chiefs, Blues e Hurricanes. Dei protagonisti, tra affermati nazionali e giovani promesse, faremo cenno molto pragmaticamente man mano che si metteranno in luce. Nella foto i cinque Director Kiwi: Mark Hammet, Jamie Joseph, Todd Blackladder, Pat Lam e Ian Foster.

- Il primo turno:
Solo una trasferta inter-gironi all'inizio, per i Chiefs a Camberra, il resto sono tutti derby, il "turismo di massa" inizierà a partire dalla seconda giornata.

Friday , February 18
Hurricanes vs Highlanders
Melbourne Rebels vs Waratahs
Saturday , February 19
Blues vs Crusaders
Brumbies vs Chiefs
Sharks vs Cheetahs
Lions vs Bulls
Sunday , February
Reds vs Western Force
(Bye: Stormers)

4 commenti:

abby16 ha detto...

Ragazzi, voi mi sapete spiegare il criterio con cui sono state scelte le 4 squadre per conference che ognuna deve incontrare nelle partite internazionali dela fase a gironi? C'è stato un sorteggio o cosa? perchè un conto è evitare i Bulls, un altro i Rebels o chennesò! Io ho cercato, ma non l'ho capito...

Abr ha detto...

Si son messi d'accordo tra loro, abby. Col patrocinio - supervisione della Sanzar.
Come si fa nella Nfl, dove le gare di regular season fuori di conference si "contrattano" ogni anno.
L'anno prossimo le partite ruoteranno, in modo che in due stagioni tutti hanno incontrato tutti e nel giro di tre stagioni, chi s'è trovato in casa vada fuori e viceversa.

Non trovi spiegazioni perchè per gli anglosassoni è cosa scontata: giocare contro team diversi o solo in casa o solo fuori è normale, basta solo accordarsi prima.
Perchè tra anglosassoni il più forte è quello che vince le sfide, non quello che invoca meglio la "par condicio".

Se ci pensi tra l'altro, non trovare i Bull un anno è meno favorevole dell'avere chessò, i Crusaders in casa invece che fuori.

Tutte cose che fanno andar fuori di melone i calciofili, quelli che già giocare il turno in due giornate diverse o in orari diversi, provoca scompensi cardiocircolatori.

abby16 ha detto...

Quanto hai ragione... qui mi sa che pure io devo fare il salto di qualità o la formattazione cerebrale...ero lontana anni luce.

Abr ha detto...

tutto ok abby, siamo tutti condizionati dall'ambiente in cui ci troviamo. Anche il sottoscritto che scriveva di trovar occupazioni alternative alle signore duranteil 6Nazioni, ricordi? ;)
La differenza la si fa come nella scienza, cioè iniziando a farsi le domande giuste; le risposte conseguono.

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