sabato 30 aprile 2011

E' lo Stade il primo finalista d'Europa

Alla fine, come spesso succede, la motivazione prevale sul maggior tasso di classe e forza sportiva: lo Stade Francais batte Clermont Auvergne per 29-25 e guadagna la prima finale di  Euro Challenge della sua storia, la terza contando anche quelle di Heineken Cup, togliendo a Clermont il biglietto per la sua quarta finale di Challenge, con due titoli in bacheca.
C'è un altro elemento che solitamente conta tantissimo nel rugby, sport di combattimento e conquista territoriale: il fattore casalingo. Stavolta però lo stadio di Charlety è a spalti semivuoti - che contrasto con la sfida di campionato giusto due weekend prima, tra le stesse squadre in uno Stade de France affollato da decine di migliaia di spettatori!
Tant'è, la cosa va a maggior e onore della squadra di capitan Sergio Parisse che riesce a prevalere pur senza poter contare sul "sedicesimo uomo in campo". Clermont è più forte in tutti i reparti non solo sulla carta, s'è visto anche nella partita: alla fine marca più mete - tre, una per reparto (trequarti, mediana, avanti) contro due mete "fotocopia" dello Stade; gli Alverni cedono sul piano della disciplina e dell'autocontrollo, consentendo a Lionel Beauxis di piazzare cinque punizioni e due trasformazioni su nove tentativi, contro le due penalty e due trasformazioni su sette tentativi complessivi di Morgan Parra.
La chiave dell'incontro è però in mano al migliore e peggiore in campo dei Jaunards,  il poderoso centro Brent Russell, "prestato" dal connazionale coach Vern Cotter all'apertura al posto di Brock James e preferito anche a Kevin Senio, forse per dar maggior peso al centro di un attacco già più potente, forse per targettare il duo mediano avversario Dupuy-Beauxis: il sudafricano senza collo sarà il protagonista assoluto delle tre svolte dell'incontro.

Alla fine del primo quarto di partita il punteggio è 3 -10 e tutto va come da pronostici, la pur rimaneggiata Clermont pare aver messo il suo sigillo alla gara. Alla prima accelerazione seria impressa da capitan Rougerie al 16' , è una ripartenza da dentro la propria area dei 22 metri di quelle "irridenti" l'avversario tutto indaffarato a guadagnar sudando un metro alla volta: break irreparabile sul lato destro, sostegni puntuali, offload efficaci, ottanta metri di guadagno e meta in tuffo all'angolo dell'estremo George Pisi, prossimamente ai Sale Sharks.
La partita pare segnata, anche perchè il pack dello Stade  fatica non poco a reggere la spinta degli ospiti in mischia ordinata. Invece al 22' la prima svolta: Russell apre alla sua sinistra a  metà campo, scontato e velocissimo - quindi senza guardar troppo - ma la sua palla incrocia l'ala Julien Arias lì fermo in attesa: è semplice cavalcata in mezzo ai pali per il 10 pari.
Clermont accusa il colpo d'incontro e si scompone: di lì alla fine del primo tempo concede tre penalty per infrazioni nel breakdown e lo Stade va al riposo su un confortevole e ampiamente regalato ma non rubato 19-10.

Clermont torna in campo più attenta, incassa subito una punizione marcata da Parra, poi sfrutta magistralmente la mischia ordinata: al 50' l'appena entrato Sione Lauaki recupera palla su mischia centrale e scarica subito all'accorrente Russell sul lato sinistro, il quale mezzo sfonda mezzo infila la difesa salita scompostamente e corre solo in meta, facendosi perdonare l'intercetto del primo tempo; con la trasformazione di Parra è il sorpasso 19-20.
Clermont è più forte e vuole chiudere la partita: parte un'altra incursione, ovale portato a pochi centimetri dalla meta, l'ala parigina Arias si becca il giallo per fallo professionale vòlto a fermare l'azione. Siamo al 54', Clermont in vantaggio, in superiorità numerica e con punizione a favore: pare fatta.
Invece no: Parra fallisce il piazzato angolato ma non impossibile, mentre dopo due minuti Beauxis invece centra da poco oltre metà campo il suo e recupera la leadership nel punteggio 22-20.
Lo Stade si rinfranca, difende con abnegazione e altissima motivazione pur in inferiorità numerica e in deficit "quantità di moto" (massa per velocità) rispetto algi avversari: emerge il "mestiere" di Parisse che blocca una meta già fatta con un placcaggio a provocare un in-avanti e Roncero, dinamico come non s'è mai visto, che si  lancia in un sacco di contese, addirittura a strappare un possesso con un grillotalpa. Non avesse quella espressione da Maradona e non avesse steso Parra con una proditoria spallata a passaggio già avvenuto nel primo tempo, l'argentino meriterebbe il Man of the Match Award. Alla fine, tornati in parità numerica indenni, agli Stadisti arriva al 67' la seconda meta, fotocopia della prima, terza svolta della gara, altra concessione di Russell: apertura "a memoria" a metà campo e intercetto "da fermo" dell'altra ala parigina Guillaume Bousses, altra meta in mezzo ai pali per il 27-20.
Nel finale entra finalmente Kevin Senio apertura assieme a Canale al posto di uno Joubert spento, toccato duro fin dall'inizio; Clermont riprende a macinar metri e avversari con rinnovata efficacia da parte di tutti ma in particolare del grosso nr.8 Lauaki, in precedenza più "mediano" che ball carrier (forse gli è arrivato uno "sveglia!" dalla tribuna, via portatori d'acqua).
Al 76' l'attrito degli ospiti sfonda, il tostissimo lock canadese Jamie Cudmore trova un varco sulla difesa sfinita, è 29-25. Il "giallo" è la trasformazione di Parra, giusto sopra uno dei pali, giudicata fuori dal guardalinee Alan Lewis e su cui l'arbitro Nigel Owens ritiene di non chiedere conforto al Tmo.
Poco male, Clermont con la panchina più lunga e i protagonisti più fisici (sono arrivanti in campo anche i 130kg di Scelzo) pare avere la capacità di passar sopra alla difesa di casa con la lingua fuori e marcar meta nei rimanenti tre minuti.
All'ultimo minuto Parra calcia in rimessa laterale a pochi passi dalla meta, è una occasione ghiotta per una maul, invece le ultime energie e l'esperienza  della difesa guidata da Parisse riesce a resistere resistere resistere, portando a casa un successo che potrebbe valere il riscatto di una delle stagioni più disgraziate della storia del club di Max Guazzini.
Ulteriore stop stagionale per Clermont, poco brillante come il suo mediano Morgan Parra quest'anno, all'insegna dell'adagio popolare "mal che si vuole non duole": illusisi a fine della scorsa stagione di aver abbattuto il fato oltre che di aver allestito lo squadrone che poteva competere su tutti i fronti, ci han creduto poco a questa Challenge, o han pensato che il "meno" bastasse. Ora non gli rimane che concentrarsi sulla difesa del titolo nazionale. E pensare a una squadra ancora più forte per il prossimo giro (Skrela, Byrne, Hines ...).

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