lunedì 4 giugno 2012

All'estero si gioca

Il calendario dei Test Match di giugno è pronto, in attesa che si concluda il Super XV e che il Rugby Championship inauguri la sua avventura a sud dell'Equatore. Com'è invece la situazione in Italia? Giudizio personale: due palle tremende. Conclusione che farà sobbalzare quelli del movimento, tra una Federazione che manco la Democrazia cristiana ai tempi in cui proponeva e disponeva, tra consigli direttivi e, ora si scopre, autentiche correnti con tanto di capibastone e conta delle tessere - o dei voti, almeno quando li fanno segreti, altrimenti è mimetismo assoluto e unanimismo conclamato. Due palle insomma, roba da cronisti parlamentari, da analisti dell'aggettivo e delle subordinate, da appesi all'ultima dichiarazione: il tutto all'insegna del più latino dei solo chiacchiere e distintivo.

Siamo a giugno e non si ha ovviamente pubblica contezza di come sarà la seconda squadra italiana in Pro12 a fianco della Benetton Treviso, nei migliori dettami della tattica comunicativa chomskiana della decantazione  e dello stillicidio, per far trangugiare meglio il rospo.
Così, mentre il recuperato Bortolami esterna il suo "sollievo" dopo le rassicurazioni sul prossimo futuro ricevute dagli emissari federali in camera caritatis - occhio Bortolo, c'è chi c'è rimasto secco ad ascoltare i "dont' worry" federali, chiedere a Melegari - , c'è chi invece prende e fa i bagagli, tipo Fabio Staibano messo sotto contratto dai London Wasps: in bocca al lupo, tanto al pilone quanto alla società londinese che attraversa una delicata fase finanziaria, ma lavora per il futuro. Non è il solo, sempre come piloni De Marchi ha firmato con Treviso e Romano è dato anche lui in Inghilterra, lasciano la Cosa Federale in grave penuria di prime linee - cosa che fa capire quanto poco di programmato ci sia in tutto questo; anche  per la seconda linea, Del Fava è a Newcastle e Geldenhuys è dato a Treviso, mentre Masi tornerà quasi certamente in Francia e Canale ci rimarrà, spostandosi da Clermont a LaRochelle.
Il presidente Dondi proclama la sua regale tranquillità: ha vinto la sua battaglia, anche se asserisce di essere uscito al momento della votazione sul destino di Viadana, come si conviene al più andreottiano dei democristiani. Nel mentre annuncia alle masse festanti il dividendo del suo appoggio al Presidente Irb Bernard Lapasset - "dieci milioni di euro all'Italia dai Mondiali di Londra: il doppio di quanto incassato da quelli neozelandesi, uguale a quanto riceveranno gli All Blacks". Futures, ma è quanto basta a suggestionare i clientes, e quelli che prima sparavano a zero sull' "incapace", ora nei forum sbrodolano, riconoscendo al Presidentissimo capacità politiche sottili e importanti. Ma non tutto è così tranquillo e all'unisono come sembra.    


Verso sera - perché occorre tutto il tempo necessario per stendere dieci righe di comunicato - la Fir ha fatto sapere quanto segue: "La Federazione Italiana Rugby, visto il comunicato stampa pubblicato in data odierna dalla Società Femi-CZ Vea Rugby Rovigo Delta, tiene a sottolineare che il Campionato Italiano d’Eccellenza – come peraltro testimoniato dall’afflusso di pubblico agli incontri della fase finale 2012 e dalla copertura mediatica locale e nazionale – rappresenta un imprescindibile patrimonio per il rugby italiano, e come tale continuerà ad essere considerato da FIR. L’Eccellenza e le Società che vi partecipano meritano il rispetto, le attenzioni ed i tangibili supporti che FIR ha sempre garantito e continuerà a garantire per lo sviluppo e la competitività del massimo campionato. Nello specifico di quanto riportato nel comunicato stampa della Femi-CZ Vea Rugby Rovigo Delta in merito ai contatti diretti tra i rappresentanti della squadra di nuova costituzione per il Rabodirect PRO12 e giocatori tesserati per la Società, FIR è certa che si sapranno ben comprendere le necessità e le urgenze dettate dalla situazione contingente e precisa che ogni possibile fraintendimento con il club rossoblù è stato chiarito nel corso della giornata ed eventuali incomprensioni sono state superate".

Cosa succede a Rovigo?  S'erano pubblicamente lamentati, il che fa capire quanto "irritati" fossero, in una Società data come molto allineata alla Fir -  per i seguenti motivi: Negli anni scorsi le franchigie che partecipavano alla Celtic League si erano mosse in anticipo e forti dell'attrattiva che esercitavano hanno disposto dei giocatori italiani facendo il bello ed il cattivo tempo. Con la novità dei permit-player si veniva poi a creare una situazione di ulteriore disagio a carico delle Società di Eccellenza, alle quali non restava altro che prendere atto della situazione ed impostare il proprio lavoro tenendo conto delle disponibilità offerte dal mercato (ma almeno le cose si sapevano prima). Quest'anno, con il colpevole ritardo con cui si è dato vita alla franchigia di ispirazione federale, il disagio si è fatto imbarazzante e si corre il rischio di vedere vanificato il lavoro svolto. In questi ultimi giorni i responsabili della franchigia hanno contattato due giocatori del Rovigo (Andrea Bacchetti e Filippo Cristiano) per convincerli ad entrare nella predetta franchigia; in precedenza era stato tenuto lo stesso comportamento con Giazzon. I due giocatori sono comprensibilmente in difficoltà e combattuti tra l'idea di rispettare la parola data (Bacchetti ha già firmato con Rovigo e Cristiano aveva già raggiunto un accordo di massima) e quella di aderire all'opportunità di fare un'esperienza così importante. Con molta probabilità le “pressioni” esercitate dai responsabili della franchigia porteranno i due giocatori lontano da Rovigo e ben poco potrà fare La Femi-Cz Vea.

Scazzi che svelano l'assoluta carica di improvvisazione nel passaggio tra Aironi e Cosa Federale, della voragine tra Eccellenza e Pro12: se già coi permit player c'era del disagio ma almeno si sapeva da prima e ci si poteva preparare, adesso invece è ognun per sé e Dio per tutti:  "In questi giorni i rappresentanti della franchigia hanno contattato due giocatori del Rovigo". Doppio booom!
E Rovigo non è la sola, come rivela Ivan Malfatto sul Gazzettino: "Pressioni sarebbero state rivolte anche ad Andrea Lovotti per passare dal Calvisano alla franchigia, con possibili ritorsioni sulla maglia azzurra. Dal Petrarca e altri club stanno per essere presi giocatori. Ad atleti del Benetton è stato chiesto di spostarsi alla franchigia federale".
Rappresentati della franchigia federale che vanno a pescare in giro  per l'Italia senza avvisare, facendo "pressioni": le Società "sapranno ben comprendere le necessità e le urgenze". Benvenuti nella nuova Era Federale.

Franchigia che è data in dirittura d'arrivo 100% a Parma, dopo che il presidente federale Giancarlo Dondi ha comunicato che i match celtici 2012/13 non si disputeranno allo Zaffanella di Viadana - "non abbiamo trovato un accordo"; ma tanto ci informa,  contrariamente a quanto si sapeva, che "Moletolo è quasi pronto: già così ha quasi 3.000 posti, basterà spostarvi le tribune mobili usate al Flaminio e Parma avrà il lo stadio per la Celtic".  Quindi, via dallo Zaffanella fatto e finito coi soldi del contribuente, per allestire tribune coi tubi Innocenti: una bella metafora del passo indietro che stan facendo anche nella parte sportiva. Nella corsa ai rumors  ci sarebbe da sperare che fosse vero quanto  si vociferava, mentre tra Aironi e Fir oramai era guerra totale, che l'opzione potesse essere il Tardini chiesto in prestito alla squadra di calcio del Parma. Almeno per una questione di immagine.
Vedremo: intanto abbiamo intuito che il tanto conclamato "nuovo legame" tra Pro12 ed Eccellenza non ha basi, è come improntato al dirigismo centralista; se già prima i permit player erano vissuti come un "disturbo" sia pur noto, adesso che sono pure federali, i celtici fanno i padroni, arrivano senza avvisare e si prendono quel che gli serve dai sudditi, i quali: "sapranno ben comprendere le urgenze".  Siamo arrivati allo jus primae noctis


All'estero si gioca, con gli Azzurri alle prese nelle loro estate con Argentina, Stati Uniti e Canada. Qualcuno dal gruppo ha dichiarato che arriveranno tre vittorie: a Jacques Brunel semplicemente buon lavoro. E buon rugby a tutti.

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