venerdì 28 settembre 2012

Le Zebre ci vanno vicino e regalano, il Connacht pianta il colpaccio

Tornano dalla Scozia con un punto di bonus - e così il primo per smuovere la classifica - le Zebre di Christian Gajan, sconfitte dai Glasgow Warriors per 22-19 nella quinta giornata di Pro12. Margini di punteggio stretto che dettano il ritmo dell'intera partita: il primo tempo si chiude sul 19-16 per i padroni di casa, ma l'inizio è tutto di stampo bianconero con la franchigia che prima mette da parte sei punti con i due piazzati di Gonzalo Garcia e poi Luciano Orquera, quindi allunga con la bella meta con un guizzo smarcante in mezzo alla linea difensiva, firmata dalla stessa apertura al 12' e trasformata: un 13-0 volitivo ed esaltante per la franchigia minore che mostra nessun timore reverenziale, anzi rivela una certa superiorità complessiva sugli scozzesi, squadra veramente squinternata, col mediano 21enne esordiente assoluto Sean Kennedy a darsi molto da fare ma con Ruaridh Jackson all'apertura abbastanza pessimo e non solo dalla piazzola, dura per tutti in una giornata autunnale tutta vento e pioggia battente.
Nella meta Zebre, tutto ha inizio con l'azione dell'ala Leonardo Sarto - che inaugura al meglio la sua prima volta in Pro12 - portato a terra poco prima dell'area di meta;Alberto Chillon è veloce a trasmettere l'ovale a Orquera che marca sotto i pali.
I Warriors reagiscono, la difesa Zebre è attenta con VanVuren in evidenza ma al 21' riescono a sbloccarsi: la seconda linea Tim Swinson approfitta dell'errore di Sinoti Sinoti nel ricevere un pallone alto nel vento di un Ruaridh Jackson impreciso dalla piazzola (poco prima aveva calciato fuori da buona posizione) e così gli scozzesi si rimettono in corsa. Sagacia tattica scozzese nell'usare l'unica arma "alla sudafricana" che ha prodotto frutti, i calci alti, ma più che altro è un infortunio Zebresco da disorganizzazione: i vagolamenti di tutto il reparto arretrato preso in contropiede lasciano isolata l'ala del Pacifico in difficoltà, concedendo un taglio da centro a un lock lentigrado.  Del resto lo abbiamo sottolineato più volte parlando di Treviso: lo scrambling difensivo è arte per "iniziati", che non si improvvisa.
La meta subita mette alla prova la concentrazione di qualche Zebra: l'arbitro, che va molto di richiami nei confronti degli scozzesi ma coi nostri preferisce il giallo diretto, alza due volte  il cartellino nel giro di cinque minuti ad ambedue i flanker  Filippo Cristiano  e Mauro Bergamasco, per falli minori ma ripetuti nella contesa dell'ovale. Non è solo questione di irruenza giovanile quindi, visto il coinvolgimento dell'espertissimo ma poco riflessivo flanker Azzurro.
I parmensi restano in 13 ma dimostrano organizzazione difensiva eccellente - complice anche un game plan avversario che non sa sfruttare al meglio l'occasione. Di fatto quando Cristiano torna in campo le Zebre han addirittura guadagnato tre punti (piazzato di Orquera che segue un tentativo di Garcia da oltre metà campo), ma passato il peggio pagano l'inferiorità numerica con un altro errore abbastanza gratuito: guadagnata una mischia sulla linea dei propri 5 metri, la perdono per ingaggio nettamente anticipato; dalla seguente introduzione scozzese la mischia gira ed arriva la meta del solito potente DTH van der Merwe,  che al 34' batte Sarto in tuffo all'angolino e firma la quinta meta personale in tre partite. Si va sul 16-12 per le Zebre.  

Sul finire della prima frazione, altro infortunio difensivo molto  grave delle Zebre, con  Van der Merwe ancora protagonista: rompe la difesa sul lato sinistro, s'invola ma mentre si dirige a saltare l'ultimo uomo, prova un doloroso strappo al polpaccio; avanza qualche metro saltellando mentre un Bergamauro abbastanza dumb raddoppia su di lui travolgendolo definitivamente. L'ala canadese apre allo smarcato centro Graeme Morrison la palla della terza meta di Glasgow, il primo sorpasso 19-16. Un autentico regalo da disorganizzata irruenza e sfiducia nei compagni, una meta da schiaffeggiarsi davanti allo specchio con sputo nell'occhio finale. Ricaduta positiva dal punto di vista del tifoso, l'unica vera arma letale dei Warriors Van der Merwe deve uscire, cedendo il posto al pur potenzialmente pericoloso Stuart Hogg.

La ripresa non cambia gli equilibri, i Warriors hanno ovviamente più iniziativa e accumulano fasi mentre per i parmensi avanzare è dura; si regala via regolarmente il possesso con grubber dalle scarse speranze, anche perché le rimesse laterali scozzesi non vengono mai contese. Ma i Warriors sono un'arma davvero spuntata senza l'ala canadese. Orquera centra un altro penalty e pareggia i conti al 45', situazione che rimarrà stabile per quasi venti minuti, nella reciproca incapacità di offendere.
Jackson continua a litigare al piede e spreca di nuovo, i Warriors provano a montare la pressione affidandosi alle rimesse laterali e con il gioco alto. Anche a ranghi cambiati le Zebre son però serrate come nel primo tempo e senza regali gli scozzesi non passano.
Anche il possesso degli italiani non è granché: annaspa Chillon, regolarmente targettato dalle terze linee; si sposta fuori dalla "tasca" con passetti laterali ma questo rallenta le azioni.  Alla fine è il nuovo entrato Peter Horne a piazzare i tre punti decisivi (22-19) al 73', punendo l'ennesimo ingaggio anticipato degli italiani in mischia ordinata. Un fallo che non si può guardare da quanto evidente risulta: è un regalino più piccolo rispetto a quelli sontuosi del primo tempo, ma è decisivo.
Le Zebre tentano di riprendersi con le maul e le incursioni individuali di Sinoti Sinoti e di Halangahu. Il secondo alterna percussioni e sapiente uso del piede;  difatti in fase di possesso l'estremo si posiziona all'apertura al posto di Paolo Buso che ha rilevato Orquera (un non eleggibile all'apertura: non lo dite troppo forte sennò se ne accorgeranno anche in Fir, dove di rugby ne capiscono quanto di sviluppo dei giovani). L'australiano tenterà anche il pareggio ma il suo tentativo di piazzare da 45 metri non va a buon fine. Le Zebre chiudono in avanti, con una maul guidata da Quintin Geldenhuys, ma l'ovale viene perso una volta messo piede nei 22 avversari.
A mente fredda è un bel punto guadagnato fuori casa, l'obiettivo minimale giusto per chiunque, dovrebbe far morale. Testa comunqeu l'amaroin bocca perché con una ingenuità da foga scomposta in meno (ribadiamo, causate solo marginalmente da "errori di gioventù"), questi Warriors impalpabili rimanevano con le ossa rotte in casa. Tant'è, nessuno nasce imparato (e papà Fir novello Crono divora i figli "troppo imparati"): sarà per la prossima volta.

Negli altri anticipi del venerdì, l'Ulster travolge in trasferta i Cardiff Blues per 48-19, con ben sette mete all'attivo: la doppietta dell'ex Airone Nick Williams e quella di Tommy Bowe, quindi il centro Mike Allen, l'estremo Jared Payne e Andrew Trimble, con un'accelerazione nella ripresa durante la quale vengono marcate cinque delle sette mete. Primo tempo chiuso già in vantaggio dai nordirlandesi sul 17-9. All'inizio era stato il piede di Jason Tovey a tenere apparantemente in gara i gallesi, mentre nella ripresa arriva la meta della bandiera dell'ala Harry Robinson. Nevine Spence avrà applaudito i suoi compagni dall'alto. 


Vincono i Newport Dragons su Edimburgo per 32-12, nonostante gli ospiti marchino due mete contro l'unica gallese alla fine del primo tempo con il pilone Phil Price: per i Gunners a segno le ali Tom Brown all'11' e Tim Visser al 60'. Ma i Dragons hanno dalla loro la precisione di Tom Prydie (questi ragazzini gallese prendono sempre più piede...), con il quale ribattono alla marcatura pesante di Brown che aveva rotto gli indugi ai Rodney Parade.  

Piuttosto, il risultato della serata: Connacht 34-6 Leinster. Il centro David McSharry, l'ala Fetu'u Vainikolo, l'altra ala Tiernan O'Halloran, il numero 8 George Naoupu e il pilone Ronan Loughney vanno in meta, mentre per i campioni in carica europei ci sono solo i punti di Ian Madigan al 5' e al 17'. Brutta gita da Dublino a Galway. 

2 commenti:

massimo coppa zenari ha detto...

peccato veramente, per le Zebre... maledetta indisciplina!

Abr ha detto...

Indisciplina tattica intendi? Intendo le cause di quei gialli: l'organizzazione in realtà non mancherebbe per quel che s'è visto, è carente solo nei recuperi difensivi; in più ogni tanto qualcuno perde la trebisonda, non si fida dei compagni e si vuol ergere a salvatore della patria ghe-pensi-mi, aprendo voragini.
Il famoso amalgama: ci vuole tempo per trovarlo, ma la Fir pensa bene di far ripartire i suoi da zero ogni volta.

Peccato perché dei Warriors così squinternati quando li ritrovi; speriamo serva da lezione positiva come Leinster per benetton (e rimane tutto sommato un bel punto preso fuori casa).

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