martedì 16 ottobre 2012

Fir, coinvolgimento è il nuovo nome del gioco?

Pianìn pianéo, si dice da certe parti in Véneto. Pian piano sia pure, l'importante è che si tratti della direzione giusta. La Fir in una nota risponde al Gazzettino  -e già questa è una novità: una risposta a stretto giro di posta di chiarimento, non polemica, che non inizi col solito curial-pastorale di provincia: "prendiamo atto con rammarico che ...".
L'argomento è il faraonico piano delle 12 Accademie Under18/20 e dei 24 Centri formazione Under16 annunciato dalla gestione del Gavazzi Alfredo: la nota Fir conferma il piano - e ci mancherebbe - ma la notizia è la frase associata:«Sia i centri che le accademie verranno istituite presso le società che dimostreranno di possedere sia le infrastrutture adeguate, sia un’attività giovanile qualitativamente e quantitativamente corpose e che rappresentano, più in generale, un punto di riferimento per la propria area di operatività». Ovviamente le società, a partire da quelle che possiedono "infrastrutture adeguate" e "un'attività giovanile corpose (sic)" non ne sanno assolutamente nulla.
La buona notizia è quindi che non faranno nuove Tirrenia-nel-deserto; la cattiva è che saremo alle prese con la probabile calata di "docenti federali" (scusate l'antinomia) anche in casa di chi i vivai ha dimostrato nel tempo di  saperli coltivare da sè.
Di più: pur non essendocene tante di tali società, alcune sono territorialmente contigue, quindi si profila il rischio di operazioni grossolane nel nome della geopolitica, se non addirittura clientelari in termini di scelte/esclusioni.
Scommettiamo ad esempio che uno di tali centri/Accademie calerebbe in una certa parte della provincia di Brescia a 20km dal capoluogo e a 50 da Mantova?E la neo- Consigliera Federale Susanna Vecchi si farà "il polo giovanile" del Basso Veneto tutto Battaglini-centrico? O riusciranno a far salomonicamente, magari a Monselice-Este, mezza via con Padova per non sbagliare?

Già che siamo in ambito Fir, il primo nuovo consiglio federale del 5 ottobre che precede questa nota è stat0 interessante per capire l'impronta alla gestione del Movimento che a nostro avviso vuol dare la nuova Presidenza, del tutto in linea con quanto sopra detto ed è senz'altro il caso di tornarci sopra con la nostra personalissima lettura.

- Innanzitutto un "atto dovuto" che rinfocola però le polemiche su cui anche qui ci siamo dilungati: viene istituita una Srl con la Fir socio unico, per gestire le Zebre. Il primo che sostiene che questo non sarebbe conflitto di interessi, vince una azione del Monte dei Paschi di Siena. Attendiamo ora nomina di presidente, Ad e congrui gettoni.
- C'è poi il capitolo delle cadreghe. I  nomi poco interessano per ora - per equilibrio col lumbard i due vice sono centro-italici: confermato il toscan-dondiano Saccà, viene promosso il ras del Lazio Luisi; poi gli altri, fino al responsabile della scelta delle sedi per gli incontri delle nazionali, il sannita Manzo - non sappiamo se sia specializzato in mass marketing. C'è da rimarcare piuttosto il coinvolgimento - cooptazione dell'irrequieto Véneto, esplicitato in modo alquanto irrituale nel comunicato stampa: "Il Consiglio Federale ha tenuto in grande considerazione la necessità di coinvolgere adeguatamente una Regione di fondamentale importanza per il movimento rugbistico nazionale quale il Veneto, eleggendo due membri di considerevole esperienza (Zeno Zanandrea (in FIRA, ndr) ed Andrea Rinaldo (in ERC, ndr) ) che – insieme alla Sig.ra Susanna Vecchi eletta in quota società il 15 settembre (nel Consiglio Federale, ndr)– garantiscano una adeguata ed autorevole rappresentanza della Regione all’interno del Consiglio Federale. Aldilà della sintassi, è mano tesa alla "ridotta dei ribelli", almeno sul piano formale.
- Volontà di coinvolgimento-cooptazione  ribadita dall'unico "Il Consiglio si rammarica che ..." contenuto nel comunicato stampa: non è polemico, si riferisce al rifiuto del Capo della "Opposizione" Amerino Zatta ad accettare la posizione di rappresentante italiano presso il Board Celtico (al suo posto ci va Stefano Cantoni da Colorno, ironia della sorte ex Ad degli Aironi; con lui Gaetaniello, che fa da secondo anche nella Erc).

La ragione del no del Presidente della Benetton al posto Celtico non pare quella di erigere barricate pregiudiziali al dialogo (non è nel carattere del personaggio) né di mantenere le distanze (cautela da usare a prescindere). Gli è che, per come stan le cose oggi, trattasi di posto da "figli di un dio minore". Quando nel Board c'è da discutere di soldi e altri affari strategici, i rappresentanti italiani vengono cortesemente invitati ad uscire dalla stanza: più che soci siamo ospiti.
Insomma il Gavazzi che stupido non è, ha offerto a Zatta un posto di prestigio ma con poco "grip", mentre ha destinato a rappresentare la Fir presso la molto più strategica ERC uno più "fidato", Andrea Rinaldo, peraltro già presidente del Petrarca quando Vittorio Munari ne era prima allenatore poi dg. Si tratta  dell'unico Ente da cui arrivino soldi veri, per di più attualmente al centro della madre di tutte le battaglie che determineranno il futuro del rugby continentale
.

- Collegata indirettamente al "rammarico per Zatta" è la decisione che segue nell'ordine del comunicato stampa: nel caso le squadre italiane non fossero più invitate alla Celtic League dopo la stagione 2013/14, le "reduci" nel solco del Viadana, verranno fatte accomodare in Eccellenza, facendo loro posto mediante due retrocessioni  - e presumibilmente nessuna promozione ... oppure una, caso mai dovesse servire ...  (il comunicato saggiamente tace al proposito).
Ovviamente trattasi di positioning per mostrare che faremo sul serio quando andremo a dire al Board Celtico che l'iscrizione da 1,5 milioni per franchigia non la vogliamo più pagare; ma sa mai come finirà  ... 

- Da segnalare l'incarico alla commissione federale impianti di un censimento di tutti i campi d'Italia destinati al rugby: "anno zero", si chiama significativamente il progetto.
- Sono state costituite tre commissioni miste paritetiche con le società sia pure a presidenza federale, "volte a massimizzare il coinvolgimento delle Società per lo sviluppo del movimento".  Il Presidente federale è alla guida della commissione per il Campionato Eccellenza, il vice Luisi è presidente della commissione campionati giovanili, Gaetaniello della commissione allenatori.
- Infine la più che sopravvalutata  querelle sui nuovi comitati regionali, col casus belli Friuli staccato dal CIV veneto: s'ha da fà per via di norme Coni a quanto pare. I friulani son tutt'altro che contrari come si crede e dice in giro: han solo necessità di capirne termini e condizioni.
- Ah dimenticavo, c'è anche l'adeguamento italiano alle norme europee sui "portatori d'acqua": rischiavamo sanzioni dalla Merkel e l'arrivo della troika ...

Coinvolgimento - cooptazione, a partire dalle società e fino alla "opposizione", pur senza abdicare di un'oncia dal potere vero anzi finalizzato ad estenderlo: pare esser questo il leit motif di queste prime mosse della nuova gestione federale. Mossa saggia da parte di una gestione nominata col 54% dei voti, per evitar rischi di spaccature.
Non siamo certo ancora alla centralità delle società sul territorio, al "bene comune" né alla pianificazione della espansione mediante modelli di business fondati su moderne e professionali media and communication strategy. Ma tutto è relativo: va considerato che arriviamo dal malmostoso arrocco autarchico "le rugby c'est moi" in vigore fino a poche settimane fa. Pianìn pianéo ...

2 commenti:

GiorgioXT ha detto...

Abr, riguardo alla "mano tesa per il veneto" non è proprio così. Zanandrea è uomo di Dondi , la Susanna Vecchi è espressione di squadre di rovigo ? : nessuna , è stata eletta con i voti della cordata di Gavazzi ed è tesserata solo per un istituto scolastico (quelli del famoso "progetto scuola" di Rosolen); non ha nessun rapporto con l'ambiente di Rovigo e con il club (i cui soci dovranno prima o poi chiudere il buco lasciato dalla presidentessa...); Rinaldo è sempre stato molto amico di Dondi, ed è lontano dalle posizioni del Petrarca; in questo caso la cosa positiva è che è una persona intelligente e preparata, con un passato di insegnamento anche in università americane ed inglesi...

Staremo a vedere; ci sono troppe incognite - a parte la balla della "imposizione" CONI di un comitato per regione (ed allora la valpolicella? e la valtellina? ), se si pensa ad una delegazione locale per aiutare a risolvere i problemi sul posto , sono tutti d'accordo, se invece si dovrà segregare i campionati (perchè questo imporrebbe il regolamento) saranno tutti contrari.

Abr ha detto...

Infatti ho scritto che la gestione Gavazzi (che non né un kamikaze Nè Madre Teresa di Calcutta) apre sul piano formale più che sostanziale, dove bada bene di tener ben stretti i cordoni della borsa.
Ben illustrato, tale proposito molto formale e meno sostanziale, dalla proposta a Zatta: un posto prestigioso ma solo all'apparenza, privo di "leve" vere. S'è ben guardato di proporgli il posot in Erc (eppure la Benetotn è in Heineken da ben più a lungo che in Celtic).
In Erc, concordo, ci va finalmente un degno personaggio, aldilà delle appartenenze.

Ciò detto, nel post si sottolinea che comunque non si deve mai scordare di dove s'arriva. Nella gestione precedente, le porte sbattute in faccia non eran solo sostanziali ma anche formali: ogni divergenza veniva trasformata in affronto personale diretto. Vigeva insomma il reato di "lesa maesta": chiedere a un altro ex petrarchino, l'avv.Lorigiola.
Pianin pianeo.

Sulla vexata quaestio friulana: onestamente mi pare baruffe chiozzotte sulla tolda del Titanic. Comunque il regolamento Coni è ambiguo, nel comunicato Fir si fa cenno anche proprio a Valtellina (e Val d'Adige) e i friulani han diritto a capire le implicazioni, prima di aderire. Tanto, anche se non aderiranno, lo faranno lo stesso.

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