sabato 13 ottobre 2012

Venerdì sera nero come un arbitro

Al Liberty Stadium di Swansea, tana inviolata da oltre un lustro in Coppa degli Ospreys, finisce male per la Benetton la prima di Heineken Cup ed.2012/13: è 38-17 con bonus offensivo per i padroni di casa.
Nulla da dire, solita partita arrendevole di italiana all'estero? Pas de tout! E' invece un esito che fa inczz ... ehm irrita alquanto. 
I punti topici per analizzare la prova sono molteplici: il primo è il parziale 16-3 del primo tempo, provocato da una meta abbastanza evitabile dell'ala 19enne Eli Walker al 20' e da tre punizioni subite nel primo quarto per un parziale di 9-0.
Ma ci sta, va dato onore al merito di una squadra di casa che sinora abbiamo criticato nel suo nuovo "abito" succinto e molto giovanile, dopo esser stata spogliata per esigenze di budget della gran parte dei veterani che l'han portata alla conquista dello scudetto celtico. S'è rivelata oggi (almeno a chi scrive) la nuova "fibra" degli Ospreys: meno illuminazioni e individualità e molta coralità veemente sia davanti che dietro, pilotata bene da un Biggar molto "Dan" (Carter) che finalmente ha dismesso i panni del "Sexton in red" e fa il suo sano buon lavoro di apertura manovriera. E' evidente il modello "All Blacks" in testa al coaching team per questa banda di giovani dal potenziale altissimo,  forti ma inesperti ma plasmabili, più qualche grande vecchio. Utilissimi questi ultimi per "copiare" dagli AB il non trascurare la cruciale dominanza in mischia chiusa e nelle fasi statiche in genere, grazie alla esperienza dei Jones, Adam e Alun-Wyn e di Jonathan Thomas, sempre più simile a un Parisse, a un Fernandez Lobbe celtico nel gioco aperto. Ne risulta una gara in cui per molto tempo s'è visto un dominio totale Ospreys nei punti di incontro e in mischia ordinata.
Diciamocelo: la difesa Benetton, messa costantemente sul piede arretrante, è stata eroica nel contenere a una sola meta e tre calci il passivo del primo tempo: bravi tutti ma citazione meritata per Favaro, poi nel secondo tempo anche per l'aggressivo Minto e il risorto Vosawai. Nel secondo tempo però si aggiungevano ad aggravare lo scenario per i trevigiani già provati, errori gratuiti seriali nei calci di spostamento da parte di Kris Burton e in una occasione anche di Luke McLean, che causavano campo e opportunità perdute.
Alle soglie del terzo quarto, finalmente i Benettoniani oltre alla difesa riescono a sfruttare più appropriatamente il solito loro paio di armi letali: il controllo della rimessa laterale propria e la maul. Le energie profuse dagli Ospreys tutti a tentare di infrangere il muro difensivo avversario si facevano sentire (non è vero che si consumano energie a difendersi, caro Dondi: se lo fai bene, ne fai consumar tante anche a chi attacca).
Così, dopo vari errori (calci) ed omissioni (calci in touch invece di piazzare), il pack di Treviso si ritrova finalmente avanzante e mette in condizione i trequarti di cercare e trovare un paio di break: il primo di Benvenuti genera una rimessa laterale in posizione micidiale che si concluderà con maul in meta di Vosawai, il secondo è di McLean che "buca" la difesa.  Un uno-due da ko tra 55' e 57' che  apre il punteggio sul 23-17 ed è foriero, a guardar le facce degli  Ospreys e a sentire i fischi di paura del pubblico, di spaccare la partita: solo gli errori degli ospiti in azzurro li potrebbero salvare.
Invece la situazione viene risolta dall'arbitro. Non che quello lì che non merita  nemmen di venir nominato, sia intervenuto solo nell'ultimo quarto: a quel punto la sua azione è solo diventata da evidente a impudente. Una autentica  ver-go-gna, è ora di dirlo chiaro e forte. Gli Ospreys beninteso magari con l'orgoglio la portavano in porto da soli questa partita, decisamente indirizzata come quella recente di Edinburgh; avrebbero ottenuto quattro punti e uno di bonus andava agli ospiti, come sarebbe stato buono e giusto per quel che s'è visto in campo.
La serie di "aiutini" diciamo, è iniziata fin dal primo tempo, punendo a raffica chi si difendeva (cioè i trevigiani) ed estraendo tre cartellini (uno ai gallesi, due agli ospiti). Se nel primo tempo Benetton riusciva a limitare i danni, gridano vendetta nell'ultimo quarto le punizioni del tutto ingiustificate - quel cartellino giallo  a Favaro e altre amenità assortite, in mischia e nei placcaggi, che procuravano possessi e decine di metri al team gallese - e le "perdonanze" (ha già la mano sul cartellino per Adam Jones l'arbitro, ma poi si rende conto che sarebbe stato il secondo, scattava quindi il rosso; e se lo ripone in tasca).
E così da due mete per parte all'ora di gioco, ospiti sul piede avanzante e padroni di casa lingua fuori e sguardi smarriti, si passa a quattro mete a due al fischio finale, con doppietta regalata alla giovin ala Hanno Dirksen, che sarebbe già bravo di suo e i regali gli fan solo male allo sviluppo.
Tant'è, si sapeva che per affermarsi ai new kids on the block serve diventar non solo più forti degli avversari, ma anche dei propri errori, dei pregiudizi e malafede "ambientale"; solo che oramai sono anni e certi spettacoli triti e ritriti son sempre quelli: vien da pensare che non sia (più) un problema nostro ma tutto e solo (eternamente) loro. Sarebbe ora di far tornare ad arbitrar le loro scuole a un po' dei più inguardabili tra questi piscia-birra britons.


Sempre per restare nelle avventure delle italiane all'estero, dove invece l'arbitro, foss'anche vestito di viola, non c'entra verosimilmente nulla è in Euro Challenge.
Massacro a Grenoble, dove I Cavalieri rimediano un umiliante 59-3, nove mete a zero. Segnano equamente titolari e panchina, avanti e trequarti.
Pure peggio a Bayonne, dove al Mogliano vien dato un caldo "welcome in Europe" dai Rokocoko, O'Connor, Gerber, Boutaty, Lovobalavu, Heymans e Mike Phillips che suona 71-7, undici mete a una. E se il buongiorno si vede dal mattino, c'è da stare allegri. Altro che difesa dei quattro posti italiani in Euro Challenge: di questo passo alla ERC o chi per lei verrà l'idea di copiare il baseball, istituendo un fine gara anticipato per "manifesta superiorità".

L'altro risultato degli anticipi di Euro Challenge: giovedì Gloucester reggeva il (modesto) tentativo di rientro dei padroni di casa agevolati dal cartelino rosso a Mazell e batteva il poco focalizzato Mont de Marsan per 6-11: meta dell'ala 20enne Ian Clark,  esordi dalla panchina per Jimmy Cowan bandiera storica dell'estremo Sud neozelandese, per i nostri Tommaso d'Apice e (stagionale) per Dario Chistolini.

In Heineken Cup, Ulster non trova problemi con Castres: finisce 41-17 dopo il primo tempo 23-10, quattro mete a due con doppietta per il mediano Paul Marshall, che intende così segnalarsi a futura memoria, mentre in panca torna il titolare del posto e reduce del Championship Ruan Pienaar. A proposito di panca e manco a dirlo, molti ospiti "di pregio" da lì partono (Kockott, Tekori): tipico comunque dell'attitudine diversificata "casa-trasferta" dei team Pro, più che desiderio di risparmiarsi.
Sudafricani come se piovesse da ambo le parti: tre di casa (Muller, Pienaar, Herring più gli australi neozelandesi Afoa e Jared Payne), quattro dall'altra (Coetzee, l'ex Wannenburg, Kockott e Claasens, più gli australi assortiti Tekori, Kirkpatrick, Seremaia Bai, Faasalele e Cap-Ortega).
La partita è singolarmente simile all'altro anticipo che coinvolge la Benetton, solo che la reazione dei Castrensi è più "distribuita" nel tempo, quindi meno efficace e dirompente e il controllo della gara dei padroni di casa non si afferma solo negli ultimi cinque minuti (per colpa di chi, chi, chi ....).


UPDATE sabato ore 17.30: purtroppo non si merita un post dedicato la partita delle Zebre, persa in casa 10-19 contro un Connacht confusionario, disorganizzato e a tratti ancor più falloso (soprattutto nel senso di palle perse) dei locali. Il tutto per dire che era una ottima occasione contro un avversario invero scarsino; solo molto più determinato e preciso al piede - c'è Dan Parks in campo, mentre Halangahu centra un penalty su tre (più una trasformazione).
Come abbiamo già avuto modo di segnalare, tra le Zebre non sono i giovani a far cappelle marchiane o la maggior parte degli errori, come si potrebbe pensare, anzi: vi  cade invece, per foga e voglia di strafare, chi dovrebbe dar l'esempio. Ad esempio Mauro Bergamasco, ancora lui, si fa giallare per un accenno di spear tackle (si sa che gli arbitri ci puniscono subito a noi rozzi latini, e allora perché lo fai?).
Sul 3-19 finalmente le Zebre si svegliano, fan meno errori, riescono tenere qualche possesso e almeno pareggiano il conto mete, grazie a un ottimo Ferrarini subentrato dalla panca, che finalizza una azione multifase la cui svolta è determinata dall'ancora una volta eccellente Sarto (attualmente è più efficace di Venditti), allungandosi fino alla linea di meta e pareggiando il guizzo nelle difesa dormiente del pari ruolo Muldoon. Ovviamente non basta manco per il bonus; al contrario fa più rabbia, mostrando che avevan di fronte una squadra non migliore di loro.

Altri finali del pomeriggio HC:
- batosta Saracens rifilata in casa di Edinburgh, 0-45 il finale con 5 mete di tutta la linea arretrata: l'ala Chis Ashton, l'estremo Alex Goode, i centri Joel Tomkins e Owen Farrel, l'apertura Charlie Hodgson che alla fine marca 25 punti complessivi. Visser e pure Laidlaw a bocca asciutta.
- Bella impresa del Racing Métro con Mirco Bergamasco e Andrea Lo Cicero titolari, che difende la casa contro il ritorno del Munster e la spunta 22-17, nonostante la sola meta dell'apertura Machenaud contro quelle del flanker Sean Dougall e dell'ala Simon Zebo. Esordio di coppa tra i parigini per Olly Barkley, joker medical di lusso schierato apertura piazzatrice (14 punti). Dal 16-10 del 50', Munster si porta avanti 16-17 al 71' con la trasformazione di Ian Keatley della meta di Zebo. A cinque minuti dalla fine, palla consegnata al piede di Bergamirco, il quale piazza la punizione del contro-sorpasso, poi corroborato un paio di minuti dopo da Barkley con un altro piazzato.
- E' invero minimalista il 9-6 con cui i campioni in carica del Leinster sfuggono per un pelo alla trappola dell'Exeter a Dublino. Duello al piede tra irlandesi, Jonathan Sexton contro l'exile Gareth Steenson.  Al 73' era sei pari. Ripetiamo, a Dublino. Ma si sa, il momento forte delle Celtiche di lusso è novembre-gennaio e poi soprattutto maggio. Quando gli assali delle altre cedono sui campi pesanti e per sovraccarico.
- Nello stesso girone nessun problema invece per Clermont che affonda gli Scarlets con un 49-16 fatto di sei mete contro una. A segno Sivivatu, il gallese Byrne, il nr.8 Damien Chouly, Julien Bonnaire e il rinato Napolioni Nalaga. 17 i punti al piede per Morgan Parra, più tre di Brock James. Gallesi penalizzati dal doppio giallo che fa rosso all'ala Morgan Stoddart già nel primo tempo: era sulla corsia di decollo di Sivivatu, ma anche se andava dall'altro lato, vi trovava l'altro peso massimo scuro Nalaga.

20 commenti:

ivanot ha detto...

Concordo pienamente Abr, perdere con il bonus ci stava ma essere arbitrati da un pagliaccio (che non fa ridere neanche al circo) vergognoso e in malafede no.

Abr ha detto...

Nella nostra club-house si dice quel che si vede. Come si fa in spogliatoio. L'ansia da political correctness la lasciamo a chi fa calcoli o ha problemi di autostima.

davide_eire ha detto...

Giuro che non lo faccio apposta... Bergamirco ha in realta' messo gli ultimi 3 punti contro Munster quando il pallone pesava un po' meno, quelli del sorpasso li ha segnati Barkley.
La meta di Zebo e' stata spettacolare, sto ragazzo e' una forza della natura: se/quando riuscira' a leggere meglio le partite dal punto di vista tattico sara' davvero completo

Anonimo ha detto...

Anche Leinster ha vinto con l'aiuto dell'arbitro.
Il commento degli irlandesi su sky sport: be' quando giochi in casa, un trattamento di favore te lo aspetti!

Vanni

Abr ha detto...

@dave: no no, fai bene, qua accettiamo le puntualizzazioni.
Il "vero" resoconto lo trovi nel prssimo ost, questa era "breaking news".
Sta di fatto che il Racing con due italiani titolari respinge il tentativo di recupero di Munster, che con tutti i cambiamenti non è più "cinico" come prima.

@ Vanni, devo dirti che non volevo rincarare la dose già "pesa" di questo post, grazie quindi per averlo fatto al posto mio.
Gli arbitri in effetti non ce l'hanno con "gli italiani" ma con tutti i "parvenu" nell'Olimpo, Chiefs inclusi. Se magari erano i Tigers era lievemente diverso.

massimo coppa zenari ha detto...

innanzitutto mi fa piacere vedere confermata la mia impressione sull'arbitraggio: sapete com'è, ho sempre paura di avere in corpo troppe tossine da calcio e vedere cose inesistenti... Poi vorrei aprire una riflessione sugli Ospreys: ricordavo il vostro post ad inizio di Pro 12 su questa squadra che sarebbe andata male perché aveva venduto i migliori giocatori per fare cassa, ed altri si erano ritirati. Quando il Treviso l'ha schiantata alla prima giornata mi sono detto: "Perbacco, quei due di Rightrugby sono proprio degli analisti coi fiocchi"; ed infatti i gallesi hanno continuato a perdere. Poi, però, si sono risollevati. Eppure quando li vedo giocare, vedo continuamente nomi a me noti, nomi importanti. Ma voi proseguite, anche adesso, dicendo che la squadra è migliorata nonostante le vendite ecc. Conclusione: non starete esagerando? Analizzate i nomi in squadra; c'è mezza nazionale gallese. Insomma, secondo me gli Ospreys sono una signora squadra ANCORA piena di big

Abr ha detto...

Beh Massimo, grazie per la prima impressione di "grandi analisti", subito ovviamente smentita.

Però, scusa se insisto: vero, son rimasti grandi come Adam Jones e Alun-Wyn Jones, poi Jonathan Thomas s'è molto responsabilizzato e sta risorgendo, esattamente come Biggar che un po' alla volta sta trovando una sua dimensione "alla Carter".

Solo però, pensa a cos'erano l'anno scorso.
Solo due nomi: Tommy Bowe, Shane Williams. E l'anno prima Hook e Byrne. Ma poi anche altri nazionaii come, cito a memoria, Huw Bennett, Paul James.
E gli stranieri: è rimasto Kahn Fotuali'i (e Dirksen che ha passaporto Usa) più altre carnedi tipo Bearman, e abbiam detto tutto.
Stiamo parlando dei campioni in carica! Ecco il perché del nostro "accanimento" iniziale. Confermato dalle prime uscite.
In questo post riconosciamo (finalmente, dico) "la nuova fibra Ospreys", di quel gruppo giovane con UN grande vecchio per reparto (davanti).

Tra questo però e una squadra che ambisca al titolo, ancora ce ne passa. Sempre pronti qui a correggerci: magari Eli, Hanno o Dan esplodono definitivamente, chissà ... Lasciami solo dire, NON ci vedo tra loro un nuovo Faletau o Warburton davanti.
O meglio: visto che anche Munster, Cardiff e Glasgow si sono ridimensionate, Edimburgh si rivela sotto-il Visser-niente e l'unica squadra che veramente ha fatto un salto quantico nel roster è la Benetton (ma gli italians li ferma l'aria rarefatta d'alta quota e l'arbitro), chissà ...

ivanot ha detto...

Non serve neanche che sia alta quota, basta vedere il video di questa estate alle tre cime di Lavaredo............:)

ringo ha detto...

O anche quando giochi a Clermont? ;)

Zamax ha detto...

Secondo me, il Massimo di sopra un po' di ragione ce l'ha. Hook e Byrne l'anno scorso già non c'erano. Bowe non ha praticamente giocato la seconda parte della stagione. Shane Williams è tornato in tempo per la finale dove peraltro è stato decisivo. Hanno trovato serenità col cambio in panca in febbraio e nel momento in cui tutti li davano per morti, nel momento cioè in cui non avevano più nulla da perdere. Il problema degli Ospreys, mi pare, è che non hanno ricambi, anche se poi magari trovano fra le loro fila campioncini in erba all'altezza. Però è un fatto che da quando Tandy è l'head coach dietro giocano sempre con Fussel, Dirksen, Bishop, Beck...

Abr ha detto...

:)

Abr ha detto...

@Zamax: ci sta peramoriddio.
Solo, rimango convinto - e la partenza del campionato credo mi dia ragione: gli Ospreys NON sono più la stessa squadra. Magari ne verrà fuori una migliore, ma solo adesso (per me) si inizia a vederne qualche glimpse interessante.

Sarebbe poi facile ribattere che il contributo di Tommy Bowe , ancorché minore, è pur sempre stato di 5 mete tra coppa e campionato in 12 partite giocate. O ricordare come la finale del campionato celtico sia stata letteralmente vinta da tal SHANE WILLIAMS.

La domanda è: con chi li han rimpiazzati? Hanno già c'era, come dici tu; con Eli?
Veor il discorso panchina ma fatemi un nome, uno solo di un acquisto, straniero o gallese che sia, a fronte delle dipartite.

No, gli Ospreys han fatto buon viso a cattiva sorte (finanziaria) e han colto l'occasione del cambio generazionale per ripartire da ... tre (Adam e Alun-Wyn, e uno tra Biggar e Thomas).

Oltretutto illumini un ulteriore rischio assieme alla inesperienza, quello dell'assenza di ricambi.

Anche la partita di coppa: con un altro arbitro, rischiavano sul serio di chiudere una striscia quasi decennale di imbattibilità. Tipico delle squadre "nuove", carenti di cinismo.
No sorry, ascolto le opinioni diverse ma in questo caso resto convinto della mia.

Zamax ha detto...

Voglio dire che le argomentazioni di Coppa Zenari mi sembrano solo in apparente contraddizione con quelle di "quei due". E' vero che la rosa degli Ospreys si è impoverita, però è vero anche che la squadra "titolare", per usare un gergo calcistico, di questo inizio di stagione è grosso modo uguale a quella che ha fatto la volatona finale l'anno scorso, con la poderosa eccezione di Shane Williams rientrato in tempo per dare il colpetto decisivo (ma già la squadra aveva preso l'abbrivio). Quindi in potenza rimane una grossa squadra. Il problema è che hanno gli uomini contati e questi non possono essere sempre in stato di grazia (penso ai vari Fussel, Dirksen e Bishop - Beck mi sembra già un talento più sicuro - non conosciuti esattamente come fenomeni ma che l'anno scorso hanno sorpreso tutti nel finale di stagione).

Abr ha detto...

Per la carità, condivisible che non siamo "bianco vs. nero".
Concordo che una parte del "bulk" della squadra sia rimasto e sul fatto che per un motivo o per l'altro i gggiovani eran già in campo a fine stagione scorsa (qui ci accorgemmo allora di Dirksen, tanto per fare un nome solo).

Ma ribadisco per chiarire la mia visione delle cose: per un motivo (soldi) o per l'altro (fine carriera), sono in diversi ad esser andati via. 4 nazionali, a memoria: Huw Bennett, Paul James, Shane e Tommy.
Nulla in confronto alle uscite da Cardiff, d'accordo; ma la cosa che mi ha colpito è stata la campagna acquisti Ospreys: praticamente nulla.

E' così che la squadra con la responsabilità di portare il titolo, sostituisce 4 nazionali?
Il fatto che avessero già cominciato a usarli,i ragazzi, nulla toglie alla considerazione. Tutto qui.

Zamax ha detto...

Che sia l'austerità in attesa della crescita?

Abr ha detto...

Già. Solo che, nel caso Ospreys, almeno la demografia li aiuta.

E non devono rendicontare a nessuna Crande Cermania, se non ai loro tifosi, mentre aspettano si palesino i primi timidi segnali di "ripartenza" (o le debolezze altrui: di roster o "ambientali", come nel caso Benetton).

Abr ha detto...

Sempre a proposito di Ospreys, leggi questa fresca, che descrive bene il livello:
"The Ospreys have moved to increase their front row options with the addition to the squad of versatile front-rower Dimitri Arhip. 23-years old, the 19-times capped Moldovan international can play in all three front row positions".

19 cap con la Moldavia, "Can play in all three front row positions": miii ...
Un recruitment così se lo facesse il SanDonè, la gente al bar si guarderebbe con aria interrogativa.
Poi magari han trovato il nuovo Tolofua, per carità. Solo che, dài ...

Zamax ha detto...

I think the keyword here is VERSATILE. Sounds terribly good in english, doesn't it? :-)

Abr ha detto...

Appunto, versatile. Secondo me l'han preso moldavo, così se serve lo possono mettere a rifà la tinteggiatura dello spogliatoio ... >:o

ringo ha detto...

No, è che ormai le comunità dell'est europeo in quella parte di Regno si stanno allargando. Quindi si stanno integrando. Pensare che Hereford, che sta a poche miglia dal Galles ed è la sete delle SAS, qualcuno vorrebbe ribattezzare la città perché ormai ci sono più polacchi, ucraini ed ex sovietici in generale quasi che inglesi.

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