sabato 17 novembre 2012

Gli Azzurri giocano, gli All Blacks vincono

Italy 10 - 42 New Zealand

Alla fine ha parlato il campo, dice così no? Smesso il folklore, i toni da kermesse (con l'inno cantato da Katia Ricciarelli che ormai l'ugola l'ha persa da tempo), è arrivato il pomeriggio di Italia - Nuova Zelanda e il tabellino finale dice 42-10 per gli All Blacks. Ora, una breve premessa non per scatenare la polemica, ma perché o si affronta l'argomento in modo serio o non si impara mai. Ad inizio settimana i mugugni per l'assenza di Richie McCaw e la panchina di Dan Carter, poi l'ufficializzazione del XV di Steve Hansen e la realizzazione del dato di fatto che così seconde linee questi neozelandesi non sono e quindi "speriamo bene..." a poche ore dal calcio d'inizio ed infine il commento del "ma": vincono gli All Blacks, ma gli Azzurri giocano. Ma va? O ancora: 70 minuti da eroi, ma vince la Nuova Zelanda, toh. Insomma: se c'è da discutere di rugby, lo si faccia con stile, di bar sport è piena la penisola: troppo.

Veniamo a noi, al sole di Roma con l'Olimpico e i suoi 73.000 spettatori, clima ideale per giocare e per sguinzagliare dei mastini come racconterà il match e come si avverte nei primi minuti, quando gli ospiti appena hanno possesso lo inoltrano ad Aaron Cruden e Beauden Barrett per calciare profondo: gli Azzurri di Jacques Brunel hanno così la possibilità di passarsi diversi palloni e di costruire più fasi - giustamente si guardano bene dall'imitare gli avversari e si tengono stretto ogni possesso - riuscendo a risalire anche il campo dopo che la difesa avversaria monta di placcaggio in placcaggio. Tutti toccano l'ovale e al 6' si passa per le mani di Leonardo Ghiraldini con una rimessa sui 22: Ali Williams intercetta e Cruden calcia di nuovo. Nella tattica AB c'è il turnover che arriva quando l'uomo viene tenuto in piedi, si forma il raggruppamento che non avanza e l'arbitro Alain Rolland decreta il cambio di possesso: choke tackle alla irlandese, ne subiremo tre in fila prima di capire. Ugo Gori va di offload per Sergio Parisse, i neozelandesi di nuovo sono a difendere nei propri 22 e di nuovo allontanano, ma quando tocca a loro esplorare quella fetta di campo nonsene tornano a mani vuote: portano a casa i primi tre punti dell'incontro al 13'. Da lì a poco arriva la meta di Kieran Read, il Numero 8 capitano per la prima volta nella sua esperienza internazionale, ma nel mezzo c'è il bel gesto atletico del nostro capitano - e dirimpettaio del neozelandese - che serve il compagno con un assist dietro la schiena, scena tipo del playmaker che manda la guardia a schiacciare a canestro in mezzo all'area, ma qui non è così semplice. La meta di Read è il riassunto dei minuti finora trascorsi: mischia che sopraggiunge da un altro turnover, Cruden parte in profondità e cerca il riciclo per Conrad Smith che raccoglie da terra in velocità e si infila nelle linee, sfuggendo a Masi che regolarmente si sposta sulla linea al posto del piccolo Orquera che fa da estremo.  La terza linea ospite quindi incrocia nell'uno contro due e fugge sotto i pali al 17'. Si passa presto al 13-0 con il fallo fischiato ad Andrea Masi , ancora salito in linea al posto dell'apertura, per una trattenuta ai danni di Ma'a Nonu.   
Il primo quarto si chiude, gli Azzurri non hanno alcuna intenzione di cedere e si ripropongono nel migliore dei modi: stavolta la penaltouche nei 22 avversari è portata a terra da Alessandro Zanni, si passa per un raggruppamento sui 5 metri, gli avanti compiono un lavoro di fino e annusano l'erba dell'area di meta. Destino vuole che i confronti tra la parti in campo passi per un ingaggio: è all'incirca quel pezzo di terra di San Siro, solo nell'altro angolo, ovale fuori e si passa da un lato all'altro, con i Martin Castrogiovanni e Andrea Lo Cicero che vanno a pulire il punto d'incontro, i centri che si uniscono alla trincea avanzate, quindi si torna dalle parti di Luciano Orquera che serve l'assist giusto ad Alberto Sgarbi, placcato da Cruden, ma abile ad allungare l'ovale in try zone

Ci si diverte e si tira un sospiro di sollievo quando Hosea Gear perde il contatto con il pallone sull'intervento di Mirco Bergamasco mentre è lanciato in fondo. Per l'Olimpico ci sono dei mastini in giro: Simone Favaro e Francesco Minto oltre i già citati Zanni e Parisse, mentre Ghiraldini si offre da testa di ponte nelle giocate ravvicinate. Gori e Orquera dopo qualche trasmissione stentata di inizio gara hanno i ritmi giusti, Sgarbi di piede serve Bergamirco lasciato tutto solo sulla sua fascia e che entra nei 22 e serve un pallone all'interno, peccato passi di lì una maglietta tutta nera. Con Julian Savea e Liam Messam i neozelandesi potrebbero colpire di contropiede, ma il resto dei compagni non tiene il piede sull'acceleratore e l'Italia si organizza in difesa, contesta e rallenta: non si annotano nemmeno particolari momenti del mediano Aaron Smith, nel suo raggio d'azione fuori dalle ruck c'è sempre qualche lunga leva a infastidirlo. 
Si fa notare invece eccome Gori, autore di una bella prestazione, quando l'orologio scorre verso la fine della prima frazione e trova il varco per esplorare i 22: gli si para di fronte Nonu che nemmeno lo porta a terra, gli va addosso di peso più che altro e il mediano azzurro ha così la possibilità di riciclare, ma non ha sostegno alle spalle e sarebbe stato invece il gran colpo per far sbiancare gli AB. I quali tentano di chiudere in attacco, ma perdono l'inerzia. Giovanbattista Venditti mette il fisico per non essere spinto fuori quando il 40' è andato e l'operazione offensiva azzurra prosegue. Fotogrammi che si lasciano guardare volentieri. 

Il secondo tempo è quello che decide il bottino per la Nuova Zelanda: si ripresenta con una serie di pick & go o ripartenze assistite finché Nonu di grabber prova a servire Barrett con Masi costretto a tenere un occhio su due avversari, muovendosi da centro quando c'è da difendere, ma alle spalle Orquera fa buona guardia e raccoglie il rimbalzo priva che sopraggiunga l'estremo. Keven Mealamu lascia il campo per guaio fisico, entra Dan Coles. Il ritmo rimane alto - non altissimo -, Gear taglia in mezzo e viene braccato da Favaro e Parisse, Ghiraldini infila la mano sulla traiettoria di un ovale e Rolland assegna calcio di punizione che Cruden spedisce tra i pali - ami fare gli schizzinosi: dicesi rispetto - per il 16-7. La back row azzurra cambia nei volti e anche nella sostanza con l'ingresso di Robert Barbieri per Favaro (mostruoso il workload difensivo del seccondo, non all'altezza il primo), difatti gli AB vanno infine in meta con Nonu: rimessa, il solito Smith si offre di fare il regista aggiunto ed è tutto veloce perché le maglie italiane coprano i buchi. 
Il risultato finale è ancora lontano dal prendere la sua fisionomia perché l'Italia gioca la sua partita, con tutti i suoi uomini schierati e porta a casa almeno un drop di Orquera ma purtroppo pur provandoci si ferma lì: complici degli avversari che regalano un paio di possessi, trova con Tobias Botes allo scoccare dell'ultimo quarto (entrato per Gori) una giocata da incorniciare sull'up & under che il mediano però non riesce ad afferrare. 

Le prime linee innestano forze dalla panchina da una parte e dell'altra, in più entra Cory Jane al posto di Barrett estremo. La sceneggiatura segna il cambio di passo:  i loro cambi hanno una marcia in più dei nostri e quelli che sono rimasti in campo tra gli Azzurri hanno oramai la lingua fuori. Zanni esce per Mauro Bergamasco. Se al 66' l'Italia perde una rimessa sui 22 avversari, tre minuti più tardi Sam Cane riesce ad andare oltre al placcaggio, si ritorna all'interno con Savea che serve Jane ed è 30-10.  Sono ormai trascorsi i settanta minuti ma a rugby se ne giocano ottanta: non i nostri, tornati ai tempi in cui si dava tutto prima e non c'era nulla per fermare le goleade finali. In occasione di una mischia con nostra introduzione sui nostri 5 metri, Botes finisce addosso a un compagno, il passaggio fuori non è dei migliori, l'ovale cade e Cruden con la punta del piede lo sospinge in area di meta, tuffandosi per schiacciare e nel contempo il mediano azzurro prova a porre rimedio e i due toccano la palla contemporaneamente. Per il TMO non è meta, ma nel finale arriva la doppietta di Savea. 

Agli occhi dei commentatori stranieri è "All Blacks rule in Rome" ed "ease past Italy", ma anche "sloppy All Blacks" come segnalatoci dal fido lettore Alberto: fa piacere l'attacco del pezzo, "Italy tends to bring out the ugly in the All Blacks". Grazie per il complimento. 
A fine match, C.Smith - scelto come Man of the match - afferma che il risultato è maturato con un lungo trascorrere dei minuti e dalla conferenza stampa giunge voce che lo staff tecnico neozelandese si sia complimentato per l'Italia per la fisicità mostrata (Smith dice anche "ma alla fine abbiamo vinto", da sottolineare bene: come detot, a rugby si gioca ottanta minuti e gli ultimi dieci valgono quanto  gli altri). Gli Azzurri giocano fin che ne hanno, gli All Blacks vincono perché ok son superiori,ma vincono largo perché giocano tutti gli ottanta minuti, tenendo al limite il piedino sollevato nei primi dieci e non mai nel finale.  Fanno 19 risultati utili consecutivi, 18 dei quali sono successi e ora vanno a fare i conti con il motivo per cui sono arrivati al Nord: Galles e soprattutto Inghilterra. A proposito, l'Australia ha espugnato Twickenham. Giusto in tempo per la trasferta a Firenze. 

38 commenti:

Ramiro ha detto...

Alla fine mi vien da dire peggio del 2009. Tanto fumo e poco arrosto,Brunel ed i francesi in Italia fanno cosi'.

Carletto ha detto...

Serafico ma corretto il tuo pensiero.Adrenalina al massimo per AB ed ora saranno grane contro i canguri che da alcuni federali vengono considerati alla portata.......

Primo ha detto...

In effetti AB poco accurati ma non possiamo fare di più,per ora.Gavazzi ha detto che servono 10 anni.....dopo i 12 che lui ha fatto in FIR.Divento vecchio prima di vedere qualcosa oltre la solita Scozia. A presto

Abr ha detto...

Molot d'accordo con Ramiro: molto (piacevole) fumo per un'ora, poi si tira il fiato. A San Siro il finale fu nostro, qui no.
Gli AB fanno l'opposto, come scritto nel post: se c'è da frenare, lo fanno ALL'INIZIO e non mai alla fine.
Mica scemi: mi ricordo quando facevo mezzofondo, e guardavamo sorridendo i "fenomeni" che partivano veloci con un passo insostenibile, poi gli si faceva ciaociao con la manina a metà gara alla loro lingua fuori.

Abr ha detto...

Beh Carletto, chissà che i Wallabies arrivino appagati. Loro son più soggetti a distrazioni e sottogamba che non gli AB.
Se per gli AB c'è San Siro da ricordare, per loro c'è Padova, e se non ci fosse stato un certo Quade all'esordio assoluto, avremmo forse preso il loro scalpo.

Abr ha detto...

Tnxs Primo.
Siamo tornati indietro rispetto a Mallett: ora noi giochiamo sessanta/settanta minuti e finiamo uno a due, ma poi subiamo tre mete in men di un quarto d'ora finale. Abbiamo tirato la coperta verso un gioco piacevole a tratti (ma sempre poco produttivo) e abbiamo nuovamente i piedi scoperti sul fiato.
Come dice Ramiro, tanto fumo ma poca sostanza.

Abr ha detto...

Beninteso, il commenti è negativo per via del passivo, comparato correttamente con quello del 2009, mica perchè abbiamo perso: ovvio che si scenda in campo e si tifi per vincere, ma il realismo nelle analisi è obbligatorio.

Il fatto è che gli azzurri, certo, han fatto vedere cose pregevoli, ma a scuola come nella vita e nello sport, il tempo di gara quello è e quello devi riempire. A San Siro esplodemmo guarda caos nel finale. Mi pari che ora manchi la capacità di gestirci, il realismo.
Non vincerai mai se il tuo obbiettivo è arrivar primo al primo giro di pista, sui 10.000 metri.

Anonimo ha detto...

Gli AB con cui l'Italia ha giocato a S. Siro non erano all'altezza di quelli di oggi

Duepunte

Anonimo ha detto...

Ok ma a Milano che finale fu? Una mischia di otto minuti in cui il nostro destro continuava a entrare di taglio provocando il giallo a Tialata? O 25 fasi per fare punti?
Vogliamo un finale come quello di Milano per gasar ci un po'?io No e neanche tre mete, sai cosa manca? Il gioco al piede e il portar pressione nel modo giusto, a difendere placcando come matti e ad attaccare senza far male ci si stanca molto...

Duepunte

Anonimo ha detto...

Il problema è che i nostri nell'uno contro uno impensieriscono poco, leggono peggio la situazione, subiscono la collisione, non l'allenatore, in Italia la colpa è sempre dell'allenatore... Almeno qui per favore non cantiamo questo ritornello...
Il problema è il livello dei singoli non del collettivo... Gli AB di oggi sono tutti fuoriclasse nelle loro franchigie di S15 chi dei nostri la verrebbe il campo? Forse i soli tre o quattro, forse...
Non abbiamo meno fiato, lo usiamo peggio, tanto cuore, poca testa...

Duepunte

GiorgioXT ha detto...

Tutto sommato un match positivo come bilancio per noi .
E' vero che abbiamo perso qualcosa in difesa rispetto a S.Siro, ma effettivamente questi erano decisamente più forti.
Si è visto qualcosa finalmente di buono in attacco, ed abbiamo pagato le sostituzioni che a parte la prima linea (De Marchi , Giazzon e Cittadini hanno pur sempre guadagnato un CP contro gli AB's ...) sono quelle che hanno mancato all'appello .
2 mete sono venute da NOSTRI errori, e la seconda degli AB's non ci sarebbe stata - qualunque arbitro con un altra squadra avrebbe dato un CP - se non il giallo per la cravatta di Ma Anonu su Orquera.

Servirebbero 4 o 5 anni di lavoro SERIO e passi avanti se ne farebbero (altro che poachare gli isolani)

Primo ha detto...

Esatto, ma i club hanno scelto la peggior persona in circolazione per guidare il movimento e ce ne accorgeremo presto,per non parlare dal 70% delle persone da lui scelte,impresentabili dentro e fuori.Come ben capirete non ho alcuna stima della classe dirigente,perché li conosco tutti.

Andrea B. ha detto...

Quade che fece una gran cosa, ma con un buon 50% da attribuire a Mortlock che fece un gran bel blocco sull' accorrente Parisse... poi se ad uno come Quade dai un buco così, con le gambe che ha non lo prendi più nemmeno se gli vai dietro con il motorino, come diceva il mio allenatore.
Mi piace ricordare il fatto perchè in campo si sta zitti e parla il fischietto dell'arbitro, ma poi a fine gara l'operato del ref, serenamente, lo si valuta e parecchia gente, anche all' estero, convenne che a Mortlock fu concesso per un attimo di giocare a football americano e non a rugby.

Reda ha detto...

Beh, ma alla fine ci sono partite da vincere e partite dove devi fare bella figura: con tonga bisognava vincere e si è fatto, con cinismo ma con qualche sofferenza di troppo nel finale. con gli All blacks nessuno ci chiedeva di vincere, era il momento di far vedere qualcosa (un po' di fumo) che in altre partite non ti puoi permettere ed è stato fatto.

Reda ha detto...

Poi c'è un altro fattore da considerare: Secondo quanto sostiene l'ultima tesi di moda tra i preparatori atletici, nel rugby non serve più fare fondo perché si arriva a fine partita con ancora fiato ma si perde, ed una volta che hai il fondo l'esplosività non riesci a migliorarla più. serve lavorare sull'esplosività, e poi aumentare l'autonomia. Probabilmente nel gioco è lo stesso o quantomeno brunel lo pensa: mentre mallet puntava a resistere per 80 minuti per poi nel tempo alzare l'intensità, brunel vuole che si giochi al massimo e poi cercherà di aumentare la durata. se la logica funziona lo vedremo tra un paio di anni.

Anonimo ha detto...

Ramiro ha sintetizzato il pensiero di tutti ..noi in campo facciamo ammuina ma poi al momento diconcludere non quagliamo ... x 68 min abbiamo giocato poi taac buoi fu e gli Abs hanno rifinito il loro onesto lavoro .è un problema se a questi livelli non reggi 80 min qualunque avversario hai davanti
i wallabies non giocheranno con un filo di gas anzi . ironduke

Reda ha detto...

se l'australia giocherà con un filo di gas rischia di farci il regalo della vita: non penso abbiano la solidità per gestire la partita. con gli inglesi la partita senza averne il possesso

Abr ha detto...

Molto d'accordo Andrea B.
Ma certe mete 50-50 non le neghi mai, a una Australia contro l'Italia. "Premi l'azione" (e il ranking).

Abr ha detto...

Nono sono tanto d'accordo, duepunte: forse eran pure meglio dal punto di vista individuale.
Certo che Hansen (e la vittoria ai Mondiali) li han liberati da una serie di vincoli che li fan marciare alla grandissima.

Abr ha detto...

Reda, dal mio punto di vista non fai bella figura se "tieni" fino all'ora e poi cedi di schianto. Sono d'accordo con te sul "fumo" necessario nella kermesse, ma coi nettamente più forti, ritengo preferibile un atteggiamento "alla Mallett" primo non prenderle (per ottanta minuti).

Infatti non facciamo confusione: so' tutti PRO anche gli italianai (mi faceva sorridere l'età di qualcuno che definiamo "giovane", come Minto: 26 anni ...), ed è un errore considerarla un problema "di fiato", E' UN PROBLEMA DI GESTIONE dello sforzo in una gara.
Impariamo da loro,: gli AB come i mezzodondisti, si limitano all'inizio e non certo nel finale.
A maggior ragione lo devi fare quando:
a) giochi con chi sa tenere intensità a te socnosciute (e anche a tutti i Boreali, tranne forse i francesi) e
b) sei in grado di "tenere il pallino" per molta parte della gara.
Re-imparare ad amministrarsi e non giocare con unamarcia sola, questo è a mio avviso il problema dell'Italia di Brunel.
Trov che rispetto a quella di Mallett, abbia ben risolto problemi di autostima (vedi vittoria "cinica" e in controllo con Tonga) ma sia regredita sul piano della gestione della gara, che va fatta non solo sullo spazio (tattica) ma anche NEL TEMPO. V
edi loro: attendono, poi accelerano ...
Ripeto: so' professionisti pure i nostri, so' tutti in Keltia quindi non è (più) un problema di fiato.

Abr ha detto...

Errata corrige: mezzofondisti, non "mezzodondisti". Che sia freudiano?

Abr ha detto...

Ognuno usa le armi che ha, anonimo: noi avevamo allora e abbiamo ancora le fasi statiche. Tranne quando arriviamo dentro ai 22 m: allora falliamo regolarmente le rimesse laterali ...

Quanto al gioco tattico, certo innervosiva Orquera che pareva mirasse i backs Neri coi suoi calci, ma eran loro a star ben coperti in fondo: buona la prova di Barrett, ha pure salvato una meta con Gori stando fermo (al nostro non gli pareva vero e gli è andato dritto addosso invece di fintarlo. Eppure qualche scorcio di gara come ala lo gioca nel Benetton).

Noi abbiamo fatto benissimo a limitare il gioco tattico puntando a tenere il possesso, consumando magari energie (mi fa un po' sorridere il pensiero che si consumi solo quando ci si difende: loro ci han fatto "sfogare" per un bel po' nel primo tempo), a scanso di guai maggiori.

Alla fine di errore tattico grave Orquera ne ha commesso solo uno, non trovando una rimessa.
Ripeto, ognuno adopera le armi che ha.

Su Milano rispetto a Roma, il punto è: considera il punteggio finale. Si certo, abbiam segnato una meta in più. Peccato che ne abbiamo subite anche diverse, in più, e tutte nell'ultimo quarto.
Ecco allora il vero punto negativo degli Azzurri a mio modo di vedere, esposto in altri commenti.

Abr ha detto...

Ottimo punto duepunte: l'uno contro uno. Non tanto difensivo - tolto l'ultimo quartod'ora, abbiamo difeso il giusto - quanto in fase di possesso.
Bergamirco ad esempio, ha gettato via tre possessi importanti in fase avanzante, cercando offload improbabili. Fissa il guadagno e aspetta il sostegno, se hai le strade chiuse!

Però non concordo sulla diatriba indviduale - collettivo. Il punto difatti NON è, come battere gli All Blacks. E' come far "bella figura". Io lo traduco, riducendo il passivo sullo score finale, non al cinqunatacinquesimo, che alla stampa anglosassone (giustamente) gl'importa nulla.
Per farlo, e PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE SIAMO INDIVIDUALMENTE INFERIORI, allora serve una GRANDE ORGANZIZZAZIONE DI GIOCO, per sopperire al massimo alle carenze individuali.
A Brunel va riconosciuto come detto un lavoro psicologico importante, ma anche un arretramento sulla capacità di gestire la gara fino in fondo. Tema che ora mi pare del tutto assente.

Trovo infine fuoriviante il solito trito appello che fanno a giocare "col cuore": quello non puoi dartelo, o ce l'hai o non ce l'hai e se se i arrivaot l' vuol dire che ce l'hai: in campo è più importante usare i muscoli e che qualcuno ti spieghi come usare i neuroni.
Non è complicato: è rugby, mica devono progettar missioni spaziali.

Abr ha detto...

Non discuto Primo le tue epserienze dirette e qui non difendiamo certo il Gavazzi, ma questo trovo sia un piano decisamente diverso.
Rimaniamo per adesso sul piano tecnico, altrimenti facciamo i toscani alla Bartali ("l'è tutto sbagliato l'è tutto da rifà") per cui non si progredisce mai di un millimetro.

Dall'opinione di Giorgio concordo sul finale delgi anni di lavoro necessari, ma mi divide la considerazione che non sono convinto che la direzione sia quella giusta. Si assiste, insisto, in un passo indietro nell'AMMINISTRARE la gara rispetto ai tempi di Mallett.
Dice, si ma con Mallett non c'era attacco. Chiaro, ma per costruirlo da zero servivano quegli ANNI DI LAVORO che ora si reclamano.

Sulle mete AB: si si tutto vero. Ma nella realtà lo sapete tutti che l'ottica di Brunel in realtà era ed è altra: contengo il gap segnando due mete in più rispetto alla sola messa a segno, non serrando la difesa fino all'ottantesimo e amministrando le energie nel corso della gara. Peccato che non ci riusciamo, per limiti individuali.

Anche se l'arbitro avesse penalizzato gli AB per la presa alta su Orquera, con quel casino che fa Botes a due passi dalla sua area di meta per me siamo stati fortunati a non averne subita una in più.

Quel che non m'è piaciuto, è proprio quel differenziale abissale tra tre primi quarti e ultimo quarto. E perdere di quindici punti con questi AB, cosa in linea di principio alla nostra portata, sarebbe stato trionfale.

Abr ha detto...

Bah, se la lezione è servita: con quelli decisamente più forti bisogna stare in campana per ottanta minuti e imparare a sfruttare melgio le occasioni, non tanto generarne di più, magari con una Australia appagata e che magari tien fuori l'unico neurone che ha, Barnes, magari chi lo sa. Non certo vincere eh, però giocarcela magari ...

Certo che quel Cummins! Par Venditti, libero dal pensiero "tanto adesso mi atterrano".

Anonimo ha detto...

vorrei che queste prestazioni ci fossero nel 6N così da essere protagonisti ,con gli ABs davanti a 73 mila tifosi tutto viene più facile ,con questo non voglio sminuire la prova degli azzurri anche se sempre 40 punti abbiamo preso.Adesso cerchiamo di sfruttare l' onda lunga e fare risultato con i canguri sarebbe tre prove convincenti consecutive unbelievable !!!!!
ps x me ce seghino le recchie qui lo dico qui lo nego siete in caso contrario autorizzati al pernacchio :) ironduke

Reda ha detto...

a me mallet piaceva ma è stato silurato perché giocava a non prenderle. come dicevo secondo me brunel ha deciso di alzare il ritmo per poi prolungare l'autonomia (e per prolungare l'autonomia non serve necessariamente correre di più, basta correre meglio). non so se funziona, si vedrà. intanto la benzina per 65 minuti con gli all blacks con altri potrebbe bastare per tutta la partita

Abr ha detto...

Se è così è un controsenso: la tenuta degli ottanta minuti c'era già (in Sudafrica, con gli AB, vittoria con la Francia nel finale): perché buttarla?
Se poi l'obiettivo era "tenere" per un0'ora con gli AB, allora in quell'ora dovevi far faville, ad esempio confermare la parità di mete del rpimo tempo (due a due).

Nessuno nota piuttosto lo ZERO PUNIZIONI PIAZZABILI GUADAGNATE ? Sarebbe pressione offensiva questa?

A mio avviso NON abbiamo guadagnato in attacco quel che abbiamo perso in gestione della gara (il fiato non c'entra). Quel che s'è guadagnato, nelle partite contro avversari "normali", è autostima e controllo. Altro che cuore, finalmente.

Abr ha detto...

Beh anche al 6N se ci danno l'Olimpico e non nevica, 70.000 arrivano .
Quel che sta avvenendo ha a mio avviso del ridicolo: il "consensus" mainstream esalta una prova povera e come dici tu, con 40 punti sul gobbo invece di 20, mentre aveva depresso una vittoria molto giudiziosa e con controllo.
Tant'è, concordo con te: se autoingannarsi serve per "caricarci" contro l'Australia, allora facciamo pure bel viso a falsificazione della realtà.

L'Australia che arriva a Firenze appagata: era quel che personalmente auspicavo, delle prime tre sono la più prona al sottogamba. Speriamo solo, già detto, tengano fuori l'unico neurone che hanno, Barnes. E di non concedere l'esplosione definitiva di Cummins, come fatto con Quade ai suo tempo. Basterebbe tanto per cominciae, arrotarli in mischia come fece la Francia.

Abr ha detto...

Insisto: occhio ai segnali: è un po' povero quell'attacco che non riesce a guadagnare una sola punizione. Una meta è certamente meglio della trincea per un'ora con sola mischia di San Siro, ma non vendiamoci troppo fumo.

D'altronde era una kermesse, è importante "usarla" per caricarci e far proseliti. Al costo di contribuire al fumo? Occhio però, a svegliarci nel momento sbagliato ...

Certo che me li vedo 'sti proseliti: tutti soddisfatti gli esperti, con 40 punti in saccoccia? Ma che è, si diranno, Brunel che ci ripropone i "sacrifici" di Monti anche qui e la stampa che lo osanna?

ringo ha detto...

A proposito: ora capisco perché Renzi ha messo nel suo olimpo Mandela. Sabato c'è l'Australia a Firenze, ieri al Franchi nell'intervallo hanno lanciato un paio touche per ricordare l'evento. Ora mi torna tutto.

GiorgioXT ha detto...

Nota interessante da http://www.sareferees.com/News/ball-in-play-week-2/2829747/
- questa settimana Italia - NZ è stata la partita con il tempo di gioco effettivo più lungo, con 37' 45" contro i 31'55" di Wales Samoa o i 30' 51" di Scozia-SA
l'unica vicina è stata Francia Argentina a 37' 13"

Pensateci, sono dati che dicono due cose : 1- la partita è stata molto più giocata dello standard
2- che la preparazione fisica e mentale dei nostri è da migliorare.

Abr ha detto...

Bel punto Giorgio.
La mia lettura del dato:
a) una delle due squadre ha giocato tattico solo sporadicamente, protesa a mantenere il possesso a tutti i costi (sto ovviamente parlando degli Azzurri) e
b) l'attacco di una delle due non è mai riuscito a "incidere" così tanto da provocar falli piazzabili.
Ricordo che squadrette come il Tolone pur dotate di attaccanti coi controfiocchi, prosperano generando piazzati per Wilko.

Il combinato disposto delle due punti ha fatto si che il cronometro dle tempo effettivo corresse.

Il che rafforza la mia idea che la preparazione fisica dei nostri sia tutto sommato corretta, sufficiente per "partite normali" - prova ne sia anche i limitatissimi infortuni ch einvece stan decimando le altre europee.
Invece, è molto molto scarsa la capacità di GESTIRE I TEMPI E I RITMI della partita. Giochiamo con una marcia sola, come ho scritto: quarta fino al sessantesimo, il folle nell'ultimo quarto.

Saper gestire significa anche banalmente inginocchiarsi per farsi portare un po' d'acqua e istruzioni; gli AB accelerano imporvvisamente, è lì che si deve rompere il ritmo avversario ...

ale ha detto...

parlare di preparazione non adeguata ormai non è più possibile.
la nuova zelanda, come altre squadre, ha una marcia in più perchè la lettura delle situazioni di gioco e i gesti tecnici che esprime sono a livello istintivo! risparmiano molte più energie di noi che dobbiamo sopperire certe mancanze con il fisico.

Abr ha detto...

Perfetto Ale grazie, hai sintetizzato alla perfezione quel che penso.
Gesti tecnici eseguiti a livello istintivo, uguale fondamentali: sono stati capaci di "interiorizzare" elementi che altrove dove si è più indietro, come da noi, giocoforza vanno instillati dal management.
Dato che è rugby non progettar missioni spaziali, di persone in squadra dotate del neurone che serve e basta ce n'è - penso ad esempio a Parisse - difatti Mallett con tutti i suoi limiti c'era riuscito.

GiorgioXT ha detto...

Magari fosse solo questo ... non si prescinde dal fatto che in NZ possono fare una selezione molto maggiore perchè hanno come minimo 10x candidati per ogni posto rispetto a noi.

Fin che non lavoreremo per questo - ridurre questo gap enorme che abbiamo anche con gli altri - senza cercare scorciatoie non otterremo miglioramenti duraturi

GiorgioXT ha detto...

PS. c'entra in parte , ma guardate qui e fatevi una risata ...

http://www.redbubble.com/people/gagger/portfolio

Abr ha detto...

He :)

Beh si, le dimensioni della base "vera", quella Pro o SemiPro giovanile che fa (poca) aula Accedemica ma gioca gioca gioca.

Ma ripeto, il nostro problema non è arrivare a battere gli AB. Tutto è possibile, ma questo è proprio improbabile, per un paio di generazioni sono convinto.

A proposito di "badger" spiritosi, propongo questo: "Monti? Ha visto la luce in fondo al tunnel e gli Azzurri battere gli All Blacks".

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