mercoledì 30 gennaio 2013

Un tuffo nel Galles ... de'noantri

Nel mentre il Socio girella e si rilassa - beato lui - tra gli scenari celtici dell'Isola di Smeraldo, noi qui ci inoltriamo infreddoliti tra Valli (trad.: bonifiche) e Monti (trad.: colline): ci è stato chiesto di esprimere un parere sulle recenti elezioni per la presidenza del Comitato Regionale Veneto.
C'eravamo astenuti non perché noi solo Inghilterra, Sudafrica e Francia; piuttosto, ritenevamo ci fosse poco da commentare rispetto a quanto già detto in giro e preferiremmo attendere fatti e decisioni da analizzare.

Tant'è, anche questo è un fatto: come saprete Marzio Innocenti (in foto), già capitano della nazionale, poi allenatore e ds, livornese di nascita ma di cultura patavina, rugbistica (quattro scudetti col Petrarca) e non (è medico), espressione del "blocco Monigo" in dette elezioni ha prevalso sull'uscente Bortolato, candidato per il quarto mandato e catalogato come "dondiano di ferro".
Prima, ovvia considerazione: si conferma la consistenza nel tempo del blocco véneto di minoranza, cordata di opposizione al "dondismo" più che al "gavazzismo", coagulatasi nelle recenti elezioni per la Presidenza Fir attorno al nome di Zatta. Un blocco, questa è la vera novità, dimostratosi più forte dei tentativi di "erosione del consenso" attuati dai federali coi mezzi a loro disposizione: allungamento della campagna, tour delle società locali stile "Re Magi" recando oro, incenso e birra etc.etc. Evabbé, così fan tutti.
E' questa una rupture notevole rispetto alla Bulgaria dell'era Dondi, quando il solo candidarsi contro era considerato un affronto personale al Presidente e trattato di conseguenza. L'attuale dirigenza Fir, dopo l'iniziale attendismo ora dovrà prender atto e fare i conti con  una minoranza vitale, robusta, con tanto di stronghold istituzionale e non più solo societario nella regione più significativa d'Italia dal punto di vista rugbistico, il Galles de'noantri. Roccaforte salda: se Innocenti si è affermato con poco più del 50% dei voti rispetto all'80% andati a Zatta in regione, invece i suoi candidati consiglieri han riportato un consenso generalizzato, compattando il futuro Comitato: quasi come se molti votanti Bortolato avessero voluto sottolineare mediante "voto disgiunto" la crasi esistente tra voler essere e potersi permettere d'essere. Scompare ad esempio dalla regione il Richelieu Tullio Rosolen, peraltro già riciclato a prescindere in posizione federale (responsabile Progetto Giovani se non ricordo male).

Tutto ciò già noto, si diceva che preferiremmo attendere i fatti, ammesso e non concesso che ce ne saranno. Infatti temiamo che un Comitato Regionale somigli molto al governo italiano: tutti a sgomitare e far promesse per arrivarci, quando il potere reale è in ben altri luoghi (Bruxelles, Berlino, la City, Wall Street ...) e lì  rimangono solo chiacchiere, piccolo cabotaggio e sottopotere. Il CRV di fatto "lavora" coi e sui soldi stanziati dal vertice federale centrale, e abbiamo detto tutto.
In ogni caso per i fatti, c'è perlomeno da attendere che si posi la polvere e gli stracci che volano in tempo d'elezioni, soprattutto in provincia, da tutte le parti. Innocenti in una lettera aperta scriveva che questi vertici Fir non lo rappresentano - affermazione istituzionalmente gravissima, da studente dei Comitati di Base; Gavazzi rispondeva definendolo "persona non gradita" - manco fosse un doganiere, o Innocenti avesse presentato domanda d'assunzione nella sua azienda.
La speranza che la polvere si posi rapidamente e cessino i personalismi è rafforzata dal notare che il Gavazzi, pur spesosi  molto nella citata operazione di diluizione del consenso (s'è praticamente installato in Véneto con una scusa o l'altra), abbia attaccato pesantemente la "testa di legno" Innocenti ma mai manco nominato i "mandanti", cioè i vertici della Benetton Rugby. A conferma di una certa aria di appeasement Fir - Treviso post-dondiano che segnaliamo da tempo. Assenza di conflitto positiva tra Federazione e ... Società degli Azzurri, ci mancherebbe; ma scordiamoci pure visioni di cambiamento di grande respiro e vigiliamo sulla qualità dei compromessi che le due parti si e ci concederanno.
A ulteriore conferma del clima, compare in un sito "sospetto" una considerazione tanto sottile da sembrare ammiccamento ventriloquo: la sconfitta, si legge, potrebbe indicare a Gavazzi lo sgretolamento del fronte dei "pretoriani dondiani duri e puri", rendendolo quindi paradossalmente più libero di realizzare finalmente un vero "programma Gavazzi" originale, invece di proseguire controvoglia quello di Dondi. Vedarèm se e come tale careless whisper verrà accolto.

Per adesso siamo ancora in mezzo al polverone e si registrano solo "alzate d'ingegno". Tipo da una parte rivendicare che dopo tutto le elezioni mostrerebbero che 'sto Véneto tanto unitario non sarebbe (evabbé, allora vale lo stesso per Gavazzi a livello nazionale); rispondono dall'altra, proclami regional-popolari di franchigia veneta non solo trevigiana per la Celtic League.
Sia come sia, visto che siamo ancora immersi nelle chiacchiere, Innocenti vince alla grande il titolo per la battuta più fulminante: "convento ricco e frati poveri", ovvero la Fir contrapposta a tutti i suoi stakeholders - società, comitati, giocatori etc. ... Urge redistribuzione? La può spingere un Comitato solo, sia pure il più importante? Mica è una Union ... per ora.

4 commenti:

Stefano Franceschi "Il Nero" ha detto...

Appunto, per ora.

Abr ha detto...

He. Se ne sai qualcosa ... per ora è solo un auspicio.
Non tanto - o non solo - per "federalismo spinto", ma in quanto a volte il carro più avanzato e potente, è giusto dia uno strappo al convoglio. Prima di arenarsi con tutti gli altri, magari.

GiorgioXT ha detto...

Innocenti ha lanciato diverse proposte , se riesce a fare anche solo le tre che ho selezionato...
il movimento cambierebbe marcia :

- Formare i formatori , costituire una struttura tecnica di supporto ai club
- Giovanili che giocano il più possibile , magari anche con classi di età singole e calendari più intelligenti (meno partite in gennaio per poi finire ad aprile ma giocare più a lungo)
- Confronto mensile con tutte le società per stabilire insieme il percorso e valutare azioni e risultati

Abr ha detto...

Magari! Pare condividiamo idee, noi e lui.
Ma con tutto il rispetto (a lui e alle ns. idee), più che genio ci par buon senso; come sempre la differenza non sarà tra stupidi e intelligenti ma tra buone e cattive esecuzioni.

Come detto, bisogna capire quali siano i margini di manovra autonoma di un Comitato, sia pure il più importante, rispetto alla Federazione da cui arrivano i soldi.
Se glie li mandano "già battezzati" e magari gestiti dai titolari dei vari progetti federali (un nome tra tutti: Rosolen), eh beh allora ...

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