domenica 3 marzo 2013

Pro12: Treviso di mezzo tra Ulster e Warriors, alle Zebre manca il quid . Updated

Gran parte del 17° turno di Pro12 già agli atti e in vetta qualcosa è cambiato: Ulster e Glasgow Warriors sono alla pari con 61 punti e di mezzo c'è lo zampino della Benetton Treviso che dopo il successo sul Munster va a pareggiare 29-29 al Ravenhill e che trova l'hat trick di Dean Budd. Niente immagini del match, ci si affida al resoconto da Belfast del club trevigiano: pubblico delle grandi occasioni (11.000 circa) e veneti che sbloccano il risultato con il piede di Alberto Di Bernardo, mentre non riesce Paddy Jackson a replicare, ma i padroni di casa si portano in vantaggio con Andrew Trimble che al 19' va in meta da un'azione partita dalla rimessa laterale. Jackson dalla distanza allunga al 28' e i nordirlandesi potrebbero fare ancor più male con un'altra fase offensiva, ma Ruan Pienaar non controlla un passaggio e Fabio Semenzato libera. E' il momento più difficile per gli uomini di coach Franco Smith che restano in inferiorità numerica per il giallo a Tommaso Iannone (subentrato al posto di Luca Morisi) per un placcaggio senza palla su Trimble, Ulster raddoppia con il centro Stuart Olding che sfugge a Christian Loamanu e firma il 15-3 con la trasformazione di Jackson. I Leoni reagiscono con la fuga di Brendan Williams steso da uno sgambetto, l'arbitro McMenemy al momento non prende provvedimenti ma al 37' il giallo arriva per il flanker Ian Henderson. Treviso prima spinge con Doppies La Grange, poi all'angolino trova la meta di Budd, trasformata da Di Bernardo per il 17-10 con il quale la partita si riapre quando si va negli spogliatoi.

Con l'inizio della ripresa i primi punti arrivano dal piede di Jackson ma arriva un altro sin bin per l'Ulster, colpa di un placcaggio alto della seconda linea Lewis Stevenson su Ludovico Nitoglia. Costa caro: arriva la meta di Robert Barbieri da una maul, il piede di Di Bernardo permette di accorciare al 52' sul 20-17. Jackson risponde, la pressione della Benetton si fa sentire e porta i suoi frutti ancora con Budd che stoppa un calcio di allontanamento e fa touchdown: al 64' è il sorpasso 23-24. Il solito McMenemy consente a Jackson di ripetere un penalty sbagliato (carica anticipata della difesa: l'ultima s'era vista nel 1955, forse) e l'apertura non spreca, controsorpasso al 70'. Ancora l'enemy McMenemy: Treviso imposta una maul avanzante, viene fatta crollare e l'arbitro scozzese fischia turnover. Jackson invece infila i pali a due dalla fine per il +5 dell'Ulster. Pare fatta ma c'è ancora Budd in campo: si allunga in area di meta sull'attacco dei biancoverdi e trova il pareggio. Sfiga vuole che Di Bernardo sbagli un solo calcio in tutto il match: è quello dell'ultima trasformazione e così è pareggio. 
Tant'è, Treviso con determinazione porta a casa tre punti (oltre al pareggio c'è il bonus offensivo per le quattro mete, è la seconda volta di fila, buon segnale, specie contro due squadre come Munster e Ulster). Sono sei punti in pieno 6 Nations, con la rosa sprovvista della cospicua truppa chiamata in nazionale (al di là del fatto che oggi hanno giocato Alberto De Marchi e Lorenzo Cittadini titolari, mentre dalla panchina è entrato Paul Derbyshire), mentre la franchigia di Belfast non ha di questi particolari problemi. Da segnalare la prestazione di Budd che nonostante la tripletta non è eletto Man of the match, andato a Jackson, ma i cronisti di lassù di fronte al risultato una rivincita dovevano prendersela. Anche da noi, qualche mese fa per lui e Loamanu qualcuno aveva espresso critiche e perplessità, le ultime uscite parrebbero dire il contrario. 

A Galway invece le Zebre sembrano tornare sul luogo del delitto a poco più di un mese dalla sfida di HCup persa per un niente: finisce 23-19 per il Connacht - anche in questo caso niente immagini in diretta, differita sabato nel pomeriggio su Sportitalia. A dieci dalla fine la formazione di Christian Gajan era avanti 19-17. I padroni di casa partono spediti con le mete della terza linea Eoin McKeon al 2' e del capitano, l'ala Gavin Duffy, al 21', portandosi sul 14-3. Il piede di Paolo Buso smuove il punteggio per i bianconeri, che al 31' trovano la meta con l'impact player Leonardo Sarto e così si va negli spogliatoi sul 14-13. Il solito Dan Parks allunga per i suoi al 47', ma Buso tiene le Zebre in scia. Al 63', sul 17-16, Connacht resta in quattordici per il giallo al pilone Ronan Loughney, mentre al 71' ecco che Gonzalo Garcia - unitosi al gruppo per la trasferta dalla nazionale - mette la freccia. Giallo anche tra i bianconeri, al 75', a Mauro Bergmasco. Poi Parks decide di chiudere il discorso di drop prima e dalla piazzola a tempo ormai scaduto (qui la cronaca completa).

Dunque, i Warriors approfittano del pareggio dell'Ulster superando per 29-13 i Cardiff Blues , restituendo il favore a Treviso e rimescolando le carte del torneo dopo lo scontro diretto di sette giorni fa con l'Ulster: vittoria con punto di bonus per le mete firmate dal centro Peter Horne, dalla doppietta del mediano Nikola Matawalu e la marcatura del compagno di reparto Duncan Weir. Blues che avevano chiuso il primo tempo in vantaggio, 13-10, con la meta del flanker Josh Navidi al 25' e i punti al piede di Rhys Patchell. E' decisamente la squadra più in forma della Keltia. 

Successo anche del Leinster per restare sul podio: 26-19 a Newport contro i Dragons e altro bonus point prezioso, con doppia doppietta: Sean Cronin che mette la marcia più alta dall'inizio (2' e 8') e Rob Kearney (17' e 65'). La prima frazione si chiude sul 19-9 per la squadra di Dublino, nella ripresa i gallesi provano a rimettersi in gara con il Numero 8 Ieuan Jones appena rientrati in campo e l'apertura Steffan Jones (per lui anche due penalty e un drop, ma zero trasformazioni).

C'è almeno una gallese che festeggia nel St. David's Day, patrono del regno. Gli Scarlets per un punto hanno la meglio sulla derelitta Edimburgo: 14-13, con il calcio decisivo di Owen Williams marcato al 67'. Meta di Andy Fenby al 14', risposta dell'ala Dougie Fife al 22' (si becca anche il giallo al 61'). Testa a testa nella sfida al piede tra Aled Thomas e Harry Leonard, quindi Williams per il controsorpasso di Llanelli, finita sotto 11-13 al 52'. 

In attesa di Ospreys (47) e Munster (41) che se la vedranno per non perdere il treno, Warriors e Ulster sono appaiate a 61 punti, con Leinster che insegue a 59. Quarti gli Scarlets a 50. Treviso guida la seconda parte della classifica, con 35 punti e il settimo posto, davanti ai Blues fermi a 33. Connacht sale a 32, Edimburgo è a 24, i Dragons a 23, le Zebre chiudono a 8. 

Update del 3/3
Finisce 13 pari tra Munster e Ospreys, una meta per parte in rapida sequenza nel terzo quarto, O'Gara pari a Morgan nei piazzati. L'esito fa felice gli Scarlets che mantengono la quarta posizione, con un punto di vantaggio sui cugini gallesi e ben sette su Munster a cinque turni dalla fine della regular season.

Ora il campionato celtico si ferma per le due settimane finali del Sei Nazioni, dopodiché il flusso delle ultime cinque gare sarà interrotto per gli appuntamenti di coppa altre due volte, solo per una settimana la volta. E' una faccenda limitata alle irlandesi: Munster e Ulster in Heineken Cup, Leinster in Euro Challenge; sono tutte attese da prove in trasferta, quindi potrebbero anche esser a riposo già nella seconda pausa.
Va sottolineato come Benetton arrivi a questa ultima pausa "lunga" nella posizione dov'era prima del Sei Nazioni: settima in classifica generale, prima del "secondo campionato celtico", quello che non riguarda le sei pretendenti ai playoff. Si tratta di un ottimo risultato, quasi insperato, del tutto diverso da quello della stagione precedente. A sottolineare quel che da tempo affermano a Monigo: c'è una learning curve ben disegnata e fatta diventare esecutiva, in grado di far fronte alle sfortune, come gli infortuni gravi iniziali di Loamanu e LaGrange, ai primi passi poco convincenti di alcuni neoacquisti - Budd, Ambrosini e LeRoux - e anche al prelievo di risorse sempre più intenso da parte della Nazionale.  Questo è dovuto principalmente alla stabilità ambientale, con buona pace di chi ha immaginato lo switch Aironi-Zebre  (che tanto sempre quelli più o meno vanno in campo, no?) e anche di chi crede un po' calcisticamente al potere delle figurine Panini (celo, manca), cioè alle virtù taumaturgiche del mercato.  Si dimostra per l'ennesima volta che, data una certa specificata "tacca" d'investimenti,  il rugby in campo è poi fatto principalmente dal collettivo e che in tale contesto l'ambiente, e societario e territoriale  - pubblico quindi incluso - c'entra eccome.

Se si dà un'occhiata al calendario prossimo venturo del campionato, Benetton ha la concreta possibilità non tanto di migliorare (anche se magari ora Munster, distanziata sesta e focalizzata sulla Heineken Cup, potrebbe anche mollare) ma certamente di difendere la leadership in questa sorta di "ProD2 celtico" distinto all'interno del Pro12. A partire dal decisivo scontro diretto con Cardiff (ora sotto di due punti) nel prossimo turno di fine marzo. Dopo, Connacht in casa potrebbe ragionevolmente portar altri punti, così come Edimburgo al penultimo turno; in mezzo invece il 20' e l'ultimo turno paiono invece più complessi, con le trasferte in casa delle contendenti gallesi ai playoff Ospreys e Scarlets (pure battute entrambe in casa nella stagione).  Tre vittorie su cinque incontri, dove dobbiamo firmare? 

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche la partita della Benetton è andata in differita. Quasi per fare un dispetto ad Abr c'era solo telecronaca senza audio dal campo. Ma ci accontentiamo...

Sul finale un po' di pasticci con le mani di Loamanu rischiavano di portarci alla ennesima sconfitta onorevole.
E invece l'abbiamo recuperata bene.

Vanni

DaveTN ha detto...

Mannagggia alle zebre! Nel loro caso manca sempre il centesimo per fare l'euro, ma in attacco sono positivi, se per l'anno prossimo riusciranno a sistemare anche la difesa potranno essere parte della rabodirect a tutti gli effetti e smettere di fare gli sparring partner. [Nel frattempo confermata la partenza di Tebaldi per gli Ospreys]
Per quanto riguarda la Benetton ormai i complimenti si sprecano, esprimo solo la mia soddisfazione per il cambiamento rispetto a qualche anno fa, quando in federazione gli alti papaveri si stracciavano le vesti se i club vincevano e la nazionale perdeva. Forse ora, come auspicato da Abr per le telecronache nel brown ribbon,anche la federazione sta lentamente imparando a superare la fobia dei silenzi

Abr ha detto...

Ecco, diamogli addosso al Loamaro anche adesso che han trovato la posizione giusta in campo per lui ;)

Abr ha detto...

"in attacco sono positivi" (le Zebre): beh proprio questo 6N sta evidenziando quel che è comprovato dagli AB del 2009 almeno: a rugby oggi chi fa possesso perde (clamorosa Irlanda vs. Scozia), è più semplice difendersi e contrattaccare. Perché? Perché il possesso logora e gli errori paradossalmente pesano di più. Esattamente il contrario di quel che pensava Dondi giudicando la nazionale di Mallett (uno tecnicamente avanti rispetto ai tempi, peccato che come psicologo fosse uno zero assoluto, come molti anglosassoni).

Il punto è che le Zebre già ora sono pari o superiori a tratti a diverse compagini radodirect; solo che facendo i "positivi" a tutti i costi, vale il discorso sopra, e in più, si vede nei finali, interviene la scimmia psicologica. Perlomeno non c'è più problema di tenuta fisica e di "rimidezza, di questo va dato atto a Troncon & company.

Tebaldi: gli Ospreys non a caso hanno appena annunciato che saran costretti a fare una campagna di rafforzamento minimale, sono senza cash. Cmq. potrebbe essere una ottima esperienza per Tito, se giocherà.

C'è in effetti un clima del tutto diverso tra fir e Benetton rispetto a prima, era evidente fin dagli inizi della gestione Gavazzi.
Al punto che l'abbiamo definito "appeasement".
Il rischio difatti è paradossalmente lo stesso dell'era dondi, pur per motivi opposti: che non si metta a posto nulla o grasn poco, non per ostilità ma perché finisce a tarallucci e vino.

Staremo a vedere, non tanto le prime mosse subito alla fine del 6N che mi aspetto salutate positivamente da Tv, quanto il resto, quel che tocca l'Eccellenza e le Accademie: non vorrei che la fir ottenesse l'indifferenza di tv a ulteriori "normalizzazioni" che non la riguardino direttamente. Film già visto nel passato.

DaveTN ha detto...

Sulla federazione sono d'accordo con te, mi era venuto in mente poco dopo aver scritto che certi silenzi possono diventare pericolosi. Speriamo in bene anche perché l'anno prossimo la posta in gioco, ossia il ri-negoziamento della partecipazione italiana alla celtic, è molto alta: dai 3 milioni per giocare nel cortile dei "bambini celtici" come diceva munari al numero delle italiane nella competizione.
Per quanto riguarda nuovo trend dell'anti-possesso sono ovviamente d'accordo con te, solo non sono convinto del fatto che sia così nuovo, anche perchè mi è venuto in mente il vecchio adagio di origine calcistica credo, secondo il quale l'attacco riempie gli stadi mentre la difesa fa vincere le partite.[proverbio che ovviamente nel caso delle zebre paradossalmente non funziona]
Infine nel caso tebaldi certo non arriva come top player, però la soffiata era di uno dei coach ex Aironi, quindi non solo per problemi di cash altrimenti potevano benissimo pescare nel loro vivaio: certo viene sempre a sostituire Kahn Fo'tuahili quindi gambe in spalla e pedalare tito, però continuo a vedere questo acquisto come un segno che forse i celtici ci stiano finalmente accettando [Anche se malvolentieri e a causa del vil denaro]

Abr ha detto...

Che il trend del gioco "di rimessa", per usare termini calcistici, non sia roba recente è pacifico.
Solo che da concetto confinato a pochi grilli parlanti (di solito coincidenti coi fans irriducibili dei Boks, quindi abituati a guardare ANCHE al gioco senza palla e ai fisici in campo), con questo 6N siamo a mio avviso arrivati alla palese evidenza per tutti.

Quasi persino a quelli che credono di capirne di rugby, quelli che denominavano "espansivo" il gioco degli all blacks ...
Non fosse che poi ti cascano le braccia nel vedere da come descrivono ad esempio Scozia-Irlanda. Palese che non han ancora capito e quindi non sono neppure in grado di "stimolare" appropriatamente l'evoluzione di una nazionale azzurra che si trova indietro di un giro rispetto alle altre.

Nello stesso schema ci metto le Zebre, positive ma, lasciami dire, proprio per questo "arretrate" rispetto ai trend.

Tebaldi: il punto è che si troverà in concorrenza proprio con qualche ragazzino, di quelli con gli skill e l'agonismo sviluppati a 16-18 anni e non in tarda età.
Sarebbe un errore "venderlo" come sostituto di Fotuali'i: è un fatto che gli Ospreys si ridimensioneranno per via del cash, nel mentre possono solo sperare di far gli Scarlets 2.0, estraendo dal mazzo qualche Warburton, Faletau o North. Come del resto gli è abbastanza riuscito già quest'anno nel reparto arretrato.
In questo scenario Tito rappresenta un compromesso tra costi e benefici attesi; sta a lui usare l'opportunità per migliorare.

Sull'appeal degli italians: già l'anno scorso ce ne furono almeno un paio targettati da Perpignan (Citta e Barbieri), senza contare la diaspora degli Aironi (Masi, Furno, d'Apice etc.).

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