lunedì 4 marzo 2013

SuperXV, qualche stecca iniziale delle grandi


Terza giornata di SuperRugby, la maggioranza delle franchigie ha giocato due partite, iniziano ad evidenziarsi i trend migliori/peggiori che per adesso - siamo solo agli inizi - escludono qualche Grande, con evidenti processi di ristrutturazione in corso. Ci riferiamo in particolare alla vincitrice della regular season della stagione scorsa, gli Stormers, alla prima dei Crusaders e a qualche pur superato battito in testa per Waratahs e Reds. Procediamo in ordine di apparizione nei fusi orari.

New Zealand Conference
- Debutto addosso al muro Blues per i Crusaders: i vincitori seriali del titolo (ma mai dopo il 2008) vengono sconfitti sonoramente a Auckland dalla squadra gestita da John Kirwan per 34-15, cinque mete contro 5 piazzati di Dan Carter e seconda doppietta in fila di Frank Halai metaman del torneo (due mete per gara di media e di fatto). La doppietta dell'ala 24enne, sinora vista poco e solo nell'NPC tra Waikato e le Counties, arriva nel giro di cinque minuti attorno alla mezz'ora e cambia la partita. La pressione dei loose five Crusaders - Romano, due Whitelock, Todd e Kieran Read - metteva comunque Carter nelle condizioni di centrare 5 punizioni nel primo tempo, chiuso sottobreak 20-15 nonostante tre mete incassate; la ripresa però è tutta dei padroni di casa, che usano molto i cambi  - ad esempio in mediana partono Piri Weepu e Chris Noakes, subentrano Bryn Hall e Baden Kerr.  Polemichette in casa 'Saders sulla formazione, in particolare la decisione di spostare Israel Dagg all'ala, in coppia col terzo Whitelock, lasciando  Crotty e Fruean in mezzo e Tom Taylor in fondo, che con Carter manco calcia. Risultato, capacità manovriera limitata.
- Prosegue come un orologio la marcia dei Chiefs campioni in carica, stavolta tocca ai Cheetahs a inizio trasferta subire un devastante 45-3 fatto di sei mete tutte trasformate da Gareth Anscombe autore anche di una meta. Era arrivato vittima collaterale dalla pessima stagione Blues dell'anno passato, secondo i critici adattandosi a vice Cruden all'apertura (in mediana solitamente con Tawera Kerr-Barlow ma stavolta in coppia con Augustine Pulu, titolare nella grande stagione NPC delle Counties Manukau); invece coach Dave Rennie e collaboratori han deciso di sistemare il ragazzo figlio dell'allenatore dell'Ulster nell'inedita posizione di estremo titolare nonché piazzatore designato. Risultato, è leader della classifica cannonieri in coabitazione con Morné Steyn.  Forse il fatto che Cruden non piazzi più -  già non era stratosferico nelle percentuali - potrebbe causare in prospettiva qualche grattacapo nel management degli All Blacks.
Poco da dire sui sudafricani ancora in rodaggio, in attesa che la coppia mediana d'alto livello potenziale Sarel Pretorius-Johannes Goosen faccia uno step up e ne prenda in mano i destini. La strada da fare è ancora tanta ma sarà meglio si sveglino, dato che l'ultima arrivata delle franchigie sudafricane dovrà poi vedersela coi Lions per rimanere nel SuperRugby.

Blues e Chiefs marciano imbattuti in testa nella Conference, approfittando dell'inizio stentato degli Hurricanes e della sola partita (persa) giocata da Crusaders e Highlanders (at bye nel turno).

- Australian Conference
E' certamente la Conference più interessante in queste prime battute, per via della "pressione Lions" montante che la avvolge.
- Coi Brumbies fermi ai box, ne approfittano per salire i Reds che superano gli Hurricanes 18-12 con una partita estremamente wise da parte loro ma poco "australe", tutta volta a inaridire le fonti di gioco avversarie. Dopo un primo tempo in cui l'imitazione da parte di coach McKenzie del modo di giocare argentino riesce bene (11-6, meta di Ioane e piazzati di Quade Cooper contro due piazzati di Beauden Barrett), i padroni di casa assestano il colpo definitivo con la seconda meta, del lock nazionale Rob Simmons,  per poi richiudersi in una arcigna difesa attiva che scombussola le iniziative dei 'Canes. I quali pure stazionano nei pressi dell'area di meta avversaria e di fatto arrivano a violarla con Conrad Smith, ma la meta non viene convalidata dal Tmo.
- I Waratahs confermano il buono "con riserva" che avevan fatto vedere nella prima uscita pur perdente, riuscendo a domare i Rebels per 31-26, tre mete contro due. Nella realtà è una partita tutta in rincorsa dei padroni di casa, sotto 6-16 a fine del primo tempo per i piazzati di James O'Connor e la meta del tallonatore neozelandese Ged Robinson al secondo centro in tre partite. Il mediano australian-scozzese Brendan McKibbin agguanta gli avversari sul 16 pari all'ora di gioco, trasformando la meta del collega di riparto Bernard Foley.  L'ultimo quarto è allo sprint: per i 'Tahs arrivano le mete del flanker Michael Hooper e del pilone di rincalzo Paddy Ryan (di dove sarà originario costui?); la tardiva marcatura all'ultimo minuto di Kurtley Beale è buona solo per agguantare il bonus difensivo ma mal glie ne incoglie: frattura della mano, l'eclettica apertura di Melbourne sarà fuori per un po'.

Brumbies davanti in classifica, raggiunti dai Reds a due vittorie ma una partita in più; Waratahs e Rebels hanno entrambe una vittoria,  due le sconfitte per i secondi e una per i primi, in fondo Western Force con tre sconfitte.

South African Conference
- I Bulls accumulano la seconda vittoria su due gare, superando col solito attrito l'aggressiva Western Force in tour, che cede di schianto nel finale dopo aver condotto per tutto il terzo quarto di gara. Il finale è un punitivo 36-26, quattro mete contro due. 21 i punti per Morné Steyn con una meta al primo minuto, nel giorno in cui viene resa nota la sua decisione di emigrare in Francia, sponda Stade Francais a fine anno; 16 i punti al piede inclusivi di due drop per Sias Ebersohn, il sudafricano schierato apertura dei Force che ha lasciato i Cheetahs dove soffriva il ruolo di vice-Goosen. Dopo il primo tempo chiuso sul 14-9 tutto a firma Steyn per i Bulls, i Force si riportano sotto e pervengono al pareggio prima del 50' con la trasformazione della meta del flanker Angus Cottrell; insistono, nel giro di 5 minuti arriva la meta del lock neozelandese Toby Lynn per il vantaggio 19-26. I Bulls non ci stanno, riprendono a spingere, gli Aussie non reggono e cedono al 70' alla meta del flanker di rincalzo Jean Cook; la flessione degli australiani è evidente, consente ai padroni di casa di scatenarsi alla caccia del bonus offensivo, che arriva sulla sirena con la meta del pilone Werner Kruger.
- Gli Sharks battono gli Stormers per 12-6. Non basta ai Capetonians togliere la responsabilità dei piazzati a Elton Jantjies, affidandola all'estremo ex Bayonne Joe Pietersen; ai padroni di casa all'altra estremità della Costa Sud, sono sufficienti per passare i 4 piazzati dell'ex collega di Jantjies nella nazionale U20 Patrick Lambie.

In classifica Bulls e Sharks a due vittorie, Kings at bye a godersi la prima vittoria ever alla prima uscita, ancora a zero Cheetahs e Stormers.

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