domenica 21 febbraio 2010

Nel Super14 ci s'adatta

Seconda giornata di Super14, importante per l'iniziale delinearsi di forze. In particolare emergono i Bulls alla seconda vittoria casalinga con bonus e i Chiefs alla seconda in trasferta sudafricana; continuano a vincere anche gli Hurricanes e i rinnovati Stormers. Battuta d'arresto per altre squadre quotate come Crusaders, Waratahs e Brumbies fermati fuori casa; sorprese positive nella giornata per Cheetahs, Blues e Reds, conferme negative per Sharks, Lions, Highlanders e Western Force.
Continua il trend delle vittorie esterne, anche se dimezzate rispetto al primo turno a un più ragionevole 3 su 7 partite. Giornata interessante anche sul piano delle interpretazioni regolamentari: anche se risultano ancora decisivi in alcune gare, i punti segnati su piazzato decrescono vistosamente dopo l'impennata nella prima giornata (al massimo - in Sudafrica e a Brisbane - si segnano cinque punizioni per team), segno che i giocatori si stanno adattando ai nuovi comportamenti richiesti soprattutto in fase di placcaggio ( e non solo al tempo atmosferico come a Durban, vedi foto).
In evidenza sotto il profilo dell'adattamento il trick un po' scolastico di alcuni: dopo aver atterrato l'avversario battono le mani prima di far grillotalpa, per segnalare in modo visivo e anche sonoro che han mollato palla e uomo. Il risultato finale è positivo: fasi a grande fluidità di gioco - del resto non li devi certo pregare al Sud per giocar così - con molti offload e mete (5 i bonus offensivi assegnati). Il rischio è voluto al Sud, non so quanto apprezzabile al Nord: rovesciare l'attuale prevalenza della difesa nel breakdown a favore dell'attacco. Con le nuove interpretazioni infatti, "if you have the ball in the opposition 22, it's basically only you who can lose the ball and not the opponents winning it" Ha dichiarato Victor Matfield capitano dei Bulls.

Day 2
Friday 19 February 2010
HighlandersBlues(B)15-19

Queensland RedsCrusaders(B)41-20

SharksCheetahs(B)20-25

LionsChiefs(2B)65-72(B)
Saturday 20 February 2010
HurricanesWestern Force(B)47-22

BullsACT Brumbies(B)50-32

StormersWaratahs
27-6

Testa a testa tra Highlanders e Blues: due mete dell'estremo Paul Williams intervallate da due dei padroni di casa. Risolve la situazione al 55' la terza meta per gli ospiti, dell'ala Renè Ranger rilievo di Toeava. I Blues subiscono un solo piazzato dopo i nove con cui avevano perso in casa la settimana precedente.
Mostrano di che rinnovata pasta siano fatti quest'anno i Reds di coach Ewen McKenzie (con Horwill, Genia, Cooper, Ioane, Turinui, Hynes e molti altri giovani interessanti), battendo in casa i Crusaders con tanto di bonus. Merito di Quade Cooper sempre più leader dopo la partenza di Berrick Barnes, cui evidentemente il periodo di servizi sociali è stato utile (anche nel look): 31 punti messi a segno con due mete. Crusaders fallosi fino al 50', cinque i piazzati di Cooper.
Cheetahs corsari in casa degli Sharks in crisi di confidenza in se stessi; prima vittoria esterna per la franchigia basata a Bloemfontein dal 2007. Gli ospiti vanno avanti con una meta nel primo tempo del flanker Frans Viljoen, ma le punizioni di Rory Kockott tengono in corsa i padroni di casa fino alla meta di Ryan Kankowski che pare chiudere la storia. Invece i piazzati per l'apertura e l'estremo Cheetahs, Olivier e Riaan Viljoen, riportano avanti gli ospiti, fino al drop finale di Olivier (14 punti oggi).
E arriviamo al partitone dubbioso della giornata, un fragoroso Lions - Chiefs con nove mete segnate per parte, con triplette per la diciannovenne ala Mjekevu e il centro Kahui, tanto mancato agli All Blacks l'anno scorso. La gara è aperta nel primo tempo, terminato 25 - 27 per una meta di Donald in extremis trasformata dallo stesso; con questa erano tre mete per parte, una delle quali di Carlos Spencer per i Lions.
Nel terzo quarto i Chiefs esondano, grazie soprattutto a 29 placcaggi sbagliati della squadra di Dick Muir, segnando altre sei mete per il clamoroso parziale di 25-65 al 64'. Dopodichè picnic (o bombole d'ossigeno per l'altura? O nuove interpretazioni aribitrali? Di tutto un po'): porte aperte ai Lions che segnano sei mete in quindici minuti guadagnando il doppio bonus.
E' uno dei casi in cui il sistema del bonus offensivo "standard" si dimostra perverso (magari non per lo spettacolo), mentre quello "alla francese" (lo prende chi segni tre mete più dell'avversario) garantirebbe il mantenimento di un minimo di elettroencefalogramma non piatto nel team che abbia già segnato quattro mete e messo in sicurezza il risultato.
Sabato gli Hurricanes hanno ragione in casa sui Force, indeboliti dagli abbandoni e dagli infortuni, schiacciandoli sette mete a tre con doppietta dell'ala chiusa David Smith.
In casa i Bulls patiscono per quasi un'ora contro i Brumbies, uno dei team più rinforzatisi. Questi mandano in meta Rocky Elsom poi George Smith, centrano un drop con Matt Giteau e marcano quattro punizioni con Stirling Mortlock. I padroni di casa si tengono sempre in reach, poi dalla meta di Van den Heever al 55' si portano avanti e schiacciano gli avversari. Prestazione monstre di Mornè Steyn: due mete, cinque trasformazioni su cinque, cinque punizioni piazzate, trentacinque punti complessivi.
Altra prestazione molto convincente degli Stormers, mischia a parte, che battono i Waratahs per tre mete a zero, due delle quali di Bryan Habana. Enrico Januarie è schierato mediano titolare appena sceso dall'aereo che l'ha riportato da Swansea.

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