mercoledì 30 settembre 2009

Magners League al centro

Magners Celtic League al quarto turno lo scorso weekend, con alcuni debutti, stagionali e assoluti, assolutamente degni di nota.
Inziamo dalla fine: domenica il Munster ha schiacciato i Dragons di Newport Gwent per 27-3.
Debutto stagionale per Ronan O'Gara e Donncha O'Callaghan tra gli irlandesi; un altro Lions previsto rientrante era Keith Earls, ma problemi allo stomaco l'han tenuto fuori e tutto un giro di giocatori per rimpiazzarlo ha provocato il debutto anticipato e per ottanta minuti in campo di Jean DeVilliers, schierato al centro a far coppia con Lifeimi Mafi.
Chissa' se giocare in linea col sudafricano fara' ricordare a O'Gara il "trattamento" subito da parte del suo compagno di reparto Jaque Fourie in Sudafrica, quel placcaggio a occhio gia' nero costato il tour ai Lions.
Prima mezz'ora con i Dragons a difendersi in modo molto ordinato, si deve arrivare al 35' per vedere i primi punti marcati da O'Gara dopo aver sbagliato il primo, subito pareggiati da Arlidge che manca di poco un tentativo di drop negli ultimi secondi.
Secondo tempo, c'e' lo show del nr.8 neozelandese Nick Williams di Munster che segna tre mete, seguito da quella finale del connazionale Doug Howlett entrato al posto di Barry Murphy, per il bonus.
Seconda sconfitta irlandese in fila per i Dragons che scendono al sesto posto con 9 punti, mentre Munster e' secondo a pari punti coi rivali di Leinster a 13 punti.
I quali Leinster hanno ragione dei capolista Edimburgh a casa loro per 19-21, mettendo fine alla loro striscia vincente in modo drammatico.Sei pari alla fine del primo tempo con due punizioni di Paterson e due di Fergus McFadden, ventitreenne centro irlandese; nel secondo tempo Jonathan Sexton rimpiazza l'apertura Shaun Bernie, l'australiano arrivato da Bath, ma le punizioni per gli irlandesi continua a tirarle McFadden. Il cui piede prima tiene in corsa i suoi e poi supera i padroni di casa, passati a condurre con la meta segnata dal centro Ben Cairns. 13-18 a un quarto d'ora dalla fine, gli scozzesi ottengono due punizioni piazzate del cecchino Paterson: 19-18, sembra fatta, sino al drop sulla sirena centrato da Sexton.
Edimburgo ancora prima, un punto davanti alle due irlandesi, tutte con una sconfitta in quattro gare.
Un derby gallese e uno irlandese:
- Cardiff finalmente vince la prima partita, 19-15 sugli Scarlets, con una meta di capitan Tito e 14 punti di Ben Blair, contro le due mete tardive del team di Llanelli.
- Ulster vince a Connacht 6-30, con 15 punti e una meta di Ian Humpreys.
Ulster quarto a 10 punti, Cardiff e Scarlets penultimi con 6 punti, Connacht ultimo a 5.
- Infine gli Ospreys vanno a vincere col lanciatissmo Glasgow per 16-26, recuperando il 16-6 del primo tempo (meta trasformata del centro McCall, due penalty e un drop di Parks per gli scozzesi), mandando in meta prima il Lions Tommy Bowe anche lui al rientro, poi Nikki Walker. Spiccano i 16 punti al piede (con un drop) del diciannovenne Daniel Biggar, apertura oramai regolarmente preferita a James Hook, per il quale si parla apertamente di trasferimento, forse in Francia.
Ospreys risaliti al quinto posto con 10 punti, Glasgow precipita al settimo con 8 punti.

martedì 29 settembre 2009

Steyn arriva al Top

Ottava giornata del Top14 disputata nel weekend, stasera inoltre si gioca l'ultimo recupero "influenza A", quello della quarta giornata tra Albi e Castres, cosi' la classifica ritorna finalmente significativa e veritiera (update a seguire su questo stesso post: non andate via, direbbe il bravo presentatore).
Un pareggio (significativo: in casa di Tolosa), cinque vittorie interne e una sola esterna, la dicono lunga sull'equilibrio raggiunto; dicono qualcos'altro i due rossi assegnati e qualche spintone tra giocatori al rientro negli spogliatoi ad Albi e Montauban. Riprende la distribuzione di bonus, tre difensivi e tre offensivi dopo la "stitichezza" nei turni precendenti . E a Parigi arriva un "cavaliere bianco" a risollevare le sorti di una compagine che molto ha investito ma sinora poco e' riuscita a raccogliere.

Lo scontro di testa Perpignan-Clermont, riedizione della finale di campionato scorsa, finisce 19-3 con tanto di tre mete a zero per il bonus offensivo ai campioni in carica, che recuperano la testa della classifica con due punti di vantaggio proprio sugli Alverni. Dodici minuti di furia devastante dei padroni di casa i quali, davanti a 12.000 spettatori, marcano due splendide mete col centro Grandclaude (2' minuto) e il flanker Gerrie Britz (12' minuto), entrambe trasformate da Laharrague. Al 50' la meta sigillo da manuale dell'ala Candelon a sostegno del tallonatore Guirado, partito da una rolling maul. Clermont priva di Canale schiacciata e non pervenuta, due subentrati, il mediano di mischia Audebert e il lock Cudmore, si fanno espellere temporaneamente e definitivamente.
Biarritz risale al terzo posto battendo la lanciatissima Tolone con un netto 23-9. Baschi finalmente al completo col rientro di Yachvili e soprattutto Harinordoquy, autore di una prestazione splendida con tanto di prima meta al 10' minuto, ma tutti i nazionali si mettono in luce - Traille, Thion, Barcella - davanti a 10.600 spettatori; l'ala Erinle ex Leicester gioca solo mezzora. Vanno in meta per Biarritz anche il tallonatore August e nel secondo tempo lo stesso Yachvili procurando il bonus offensivo, con l'apertura Courrent autore di otto punti. Tolone in pausa, ferma a venti punti e ora sesta; Wilkinson in campo al 65' al posto di Fauque' non riesce a iscrivere il suo nome a referto.

Quarto a 22 punti lo Stade Toulousain, fermato in casa dall'altro Stade, quello Francais, sul 9-9. Il 6-6 del primo tempo arriva con due punizioni di Michalak e due drop di Beauxis; nel secondo tempo alla punizione di Elissalde (ancora una volta i due si alternano al calcio) riponde il terzo drop dell'apertura parigina.
Problemi sempre piu' evidenti per Tolosa, secondo Medard estremo identificati nel reparto arretrato: sono la seconda miglior difesa del torneo dopo Perpignan ma sono solo sesti nel numero di mete segnate totali (10) e addirittura ottavi per numero di punti complessivi messi a segno.
I parigini risalgono al settimo posto con 19 punti; i due Bergamasco titolari, Mirco stavolta schierato ala destra. A proposito dei parigini, e' stata finalmente emessa sentenza (sportiva) su Bastareaud per i fatti incresciosi nella tournee neozelandese, dove aveva finto una aggressione di tifosi fuori dell'albergo per coprire una sua probabile ubriacatura molesta: tre mesi di sospensione commutati in 18 ore di servizi sociali da qui a giugno 2010. Se l'e' cavata a gran buon mercato, ma han tenuto conto che oltre che nazionale, il nostro cugino di Gallas dell'Arsenal ha vent'anni.

Quinto a venti punti come Tolone c'e' Castres prima del recupero ad Albi (UPDATE: dopo il recupero sale al terzo posto a 25 punti, gli stessi di Clermont!) : e' stasto sconfitto a Brive per 11-9 ma incamera il bonus difensivo. Rientro di Andy Goode all'apertura nella squadra del Correze, segna tutti i punti dei suoi nel primo tempo (un penalty e un drop), poi nel secondo tempo arriva la meta del flanker Forgues; tutti dell'estremo Teluet i punti al piede dei Tarnais. Orquera entra nel finale ma come primo centro. Brive risale ottava a 18 punti.
UPDATE: nel recupero di martedi' 29 sera, derby del dipartimento del Tarn, Castres va a vincere nel capoluogo Albi 21-25 segnando tre mete contro zero, quel che serve per portare a casa 5 punti. Primo tempo 12-13 con meta nel finale di McIntyre e immediato drop del mediano Boulogne di Albi; nel secondo tempo due mete per gli ospiti, dell'ala Marc Andreu prelevata da Tolone e del centro Yoan Audrin da Montauban, intervallati da un drop dell'apertura casalinga Manca; gli albigesi non si arrendono e segnano altre due punizioni chiudendo il gap, ma serve solo per guadagnare a loro volta il bonus.
Albi vince la prima partita del torneo sconfiggendo in casa 19-14 Baiona con Perugini e Gower titolari. Gli albigesi si portano avanti col lavoro nel primo tempo, chiuso 13-3 (due punizioni dell'apertura Manca e una meta trasformata del mediano Boulogne), anche grazie all'espulsione temporanea di Gower. Con Garcia sostituto di Arrayet in mediana i Baschi si fanno sotto, arrivando al sorpasso 13-14 al 50' con la meta dell'estremo Peyras. Ultimo quarto nervosissimo, Manca piazza due punizioni, un espulso di Albi nel finale e Gower che lamenta una "cravatte" da parte di Boulogne. Bayonne nona con 16 punti, Albi sempre ultima con sette punti (che diventano otto dopo il recupero).
In fondo alla classifica due sfide cruciali per molti aspetti incrociati:
- a Montauban prima vittoria esterna di Bourgoin per 12-15: partita noiosa e infarcita di errori, soprattutto casalinghi. Boyet autore di 5 calci contro i 4 di Audy (ma lasceranno almeno 15 punti per strada con gli errori al piede); squadre 9-9 pari a fine primo tempo, pari 12-12 all'inizio dell'ultimo quarto, punizione decisiva al 78' per Bourgoin'. Gli Iserani si lasciandosi dietro i tempi cupi della crisi finanziaria iniziale, mentre Montauban deve ridimensionare i sogni, dopo tre vittorie in fila viene prima fermata sul pareggio casalingo da Castres poi battuta a Perpignan e ora dai Bejallens. Entrambe le squadre a 16 punti con Bayonne.
- Si risolleva il Racing Metro, che riesce a vincere col Montpellier per 18-14, ora in crisi nera nonostante la sua miglior gara fuori casa sinora. La coppia in mediana schierata dai mediterranei - Tomas e Todeschini - tiene bene la situazione fino alla mezzora, segnando una meta trasformata; poi l'apertura argentina si becca il giallo e Chabal va in meta per i parigini e le punizioni di Merthens tengono avanti i parigini. Nel secondo tempo c'e' la meta del sorpasso di Trinh Duc subentrato da dieci minuti all'argentino, ma i parigini tornano immediatamente a condurre con una meta il centro parigino Chavancy che fissa il risultato, nonostante il veemente ma poco composto assalto finale della squdra dell'Herault e le barricate del Racing.
Fondamentale: al 50' esce il grande vecchio Mehrtens autore di otto punti e all'apertura subentra per mezz'ora Francois Steyn di un paio di generazioni successive, il suo esordio boreale porta fortuna ai suoi. LoCicero sempre titolare, Orlandi l'argentino ex Rovigo e Festuccia entrano assieme a Steyn.
Racing terz'ultimo con 15 punti, Montpellier penultimo con tredici. Ma siamo solo agli inizi. Sotto la classifica aggiornata, inclusiva del recupero giocato stasera.


Equipe Pts J G N P P. C. +/- BE BD
1 USAP 27 8 6 0 2 149 105 44 2 1 7
2 Clermont 25 8 5 1 2 196 140 56 2 1 13
3 Castres 25 8 5 1 2 165 139 26 2 1 13
4 Biarritz 24 8 5 0 3 166 123 43 2 2 4
5 Stade Toulousain 22 8 4 1 3 144 109 35 1 3 6
6 Toulon 20 8 4 1 3 155 143 12 0 2 4
7 Stade Français 19 8 3 2 3 219 189 30 2 1 3
8 Brive 18 8 3 1 4 130 130 0 2 2 -2
9 Bayonne 16 8 3 0 5 183 131 52 1 3 4
10 Montauban 16 8 3 1 4 155 188 -33 0 2 -4
11 Bourgoin 16 8 4 0 4 120 187 -67 0 0 0
12 Racing Metro 92 15 8 3 0 5 123 137 -14 0 3 3
13 Montpellier 13 8 3 0 5 131 200 -69 0 1 1
14 Albi 8 8 1 0 7 95 210 -115 0 4 -12

lunedì 28 settembre 2009

Attenti a quello

Cogliendo lo spunto del Socio sul football down under, eccone un altro sul football americano, parente diretto del rugby. Highlight dal match tra i Minnesota Vikings e i San Francisco 49ers, ultimi secondi di partita e il passaggio di Brett Favre.

Un elogio al suo talento, considerato anche il nome che si porta dietro.

Colpo d'occhio sulla Premier



Quarta pinta di Guinness nel fine settimana Oltremanica, con un programma mica male di incontri e scontri, che servono a solidificare alcune posizioni e a rendere interessante le lotte nelle retrovie. Giusto per dimostrare che il campionato inglese rimane tremendamente aperto a qualsiasi opzione. Il terzetto davanti c'è già, con i Saracens a guidare su tutti, ma tallonato dai London Irish e da Northampton. Con gli Irish che in quattro partite hanno conquistato anche tre punti di bonus. Attenzione: brutto infortunio all'occhio per Borthwick.

Newcastle 17 - 17 Harlequins - E così sì, finalmente gli Arlecchini non perdono grazie al solito Nick Evans contro i Falcons che, al contrario, hanno cominciato nel migliore dei modi il loro campionato: tre pareggi su quattro partite. Peccato che lo stesso Newcastle si fosse trovato a +13 sugli avversari nel corso del primo tempo. I padroni di casa partono bene con la coppia Tane Tu'ipulotu e Jimmy Gopperth che si conoscono dai tempi neozelandesi con gli Hurricane. I Quins rimangono schiacciati per gran parte del primo tempo nel loro 22, capaci di andare a segno solo con Evans per un piazzato nei primi 5 minuti. La seconda linea Tim Swimson partecipa all'allungo dei Falcons prima che gli Harlequins reagiscano. Nella ripresa, sempre un calcio di Evans e poi la meta di Ugo Moyne. Al resto ci pensa sempre Evans, con Newcastle che rimane in 14 per il giallo a Rob Vickers.

Worcester 24 - 18 Sale - Punti importanti per il Worcester di Chris Latham contro gli Sharks costretti ad inseguire per tutti gli 80' di partita. Fondamentale l'apporto di Willie Walker che si presenta con un drop al quale fa seguito (7') la prima meta, firmata Marcel Garvey. Nel giro di nemmeno dieci minuti, è 10-0. Sale risponde con la meta di Bell, ma ad inizio ripresa Miles Benjamin di fatto chiude il discorso con la meta che porta i suoi sul 21-8. Un calcio per parte, fino alla meta di Matt Taint per gli Sharks quando ormai i giochi sono fatti.

Northampton 30 - 10 Leeds - E pensare che gli ospiti erano partiti bene, poi hanno dovuto fare i conti con il brillante Shane Geraghty: il mediano si apertura sa di essere tenuta d'occhio da Martin Johnson e così piazza non solo i calci in mezzo ai pali, ma pure una meta, quella che segna il sorpasso iniziale dei suoi e il decisivo allungo. Leeds prova a battagliare nella seconda metà dell'incontro, ma di fronte ha una squadra ben solida e ben decisa a tenere il passo delle prime della classe. Settimana scorsa Leeds perse 7-56 con gli Harlequins, è comunque un passo in avanti in attesa delle sorprese dovute alle partite della nazionale.

Bath 20 - 20 Leicester - I presupposti per vedere un bel match c'erano. I Tigers, giusto per capire, rischiava di mettere a segno un triste record: quello di averci impiegato più tutte di tutte le altre per mettere una meta. Il digiuno più lungo era stata stabilito da Northampton nel 2004. E allora la meta la Mefin Davies al 27' ha rappresentato molto di più che una meta. Una liberazione. In compenso, Leicester battagliava con i Wasps del 2000 per comparire tra le migliori difese. Alla fine è saltato fuori che Leicester ci sa fare molto bene quando deve difendere, mentre fatica - e non poco - a pensare quando si trova in fase offensiva. Bath perde Maddock per un infortunio alla spalla, una costante nell'inizio di stagione Oltremanica. Tra quelli ko ci sono infatti anche Riky Flutey e Delon Armitage.

L'occhio di Steve - Saracens 19 - 16 Gloucester - Ok, per il risultato. Ma ad essere particolarmente rilevante in quanto accaduto tra le due è li brutto infortunio all'occhio per Steve Borthwick che rischia di tenerlo lontano dalla nazionale. Un calcio sulle testa da parte di Olivier Azam e il capitano dell'Inghilterra è finito in una clinica specialistica per capire esattamente il suo stato di salute. La partita di di Borthwick dura solo 13 minuti.
Quasi 8.000 spettatori per una delle partite di richiamo della quarta giornata, quando le aspettative facevano ben sperare: molti posti liberi nello stadio del Watford. Fondamentali i punti di Glenn Jackson dal piede, 14 in tutto, con la meta di Brits che fa la differenza. O meglio, la differenza l'ha fatta il drop sempre di Jackson, cosa che non è riuscita a Nick Robinson che ha provato a copiare il rivale nel tempo di recupero. Sarebbe stato un pareggio - un altro - e nessuno si sarebbe potuto lamentare. Buone le prestazioni dei nostri, con Fabio Ongaro e Carlos Nieto a tenere botta per tutto il primo tempo e i primi 10' del secondo in prima linea.

PosTeamPWDLFAF-ATBPLBPBPPts
1Saracens44007855+2300016
2London Irish430113851+8721315
3Northampton43019360+3311214
4London Wasps43018261+2100012
5Leicester42116250+1201111
6Worcester42027168+30119
7Bath41126573-80117
8Sale41126177-160117
9Newcastle40314857-90006
10Gloucester41036491-270115
11Harlequins40135080-300113
12Leeds Carnegie401333122-890002

domenica 27 settembre 2009

Modello Currie Cup in espansione


ABSA Currie Cup, campionato delle province sudafricane alla dodicesima e terz'ultima giornata; tutto secondo copione in una giornata decisiva - ma lo saranno tutte da qui alla fine - con l'ìmprevisto di un punticino di bonus forse decisivo strappato in casa di una squadra tornata tra le favorite col rientro dei nazionali.
La partita in questione di cui parleremo dopo, è un esempio lampante del valore della Currie Cup: godibilissime partite entusiasmanti giocate a viso aperto, con azioni interminabili fatte di ricicli e sfondamenti terrificanti, di barricate ricostruite lungo tutto il campo, di ripartenze fulminanti, il tutto sommato a qualche piedino d'oro. Un gran bel vedere insomma.

Anche l'assenza per larga parte della regular season dei nazionali o l'esistenza di (un paio) di squadre di livello più basso (ma quale campionato non ne ha?), non compromettono lo spettacolo offerto da ogni singola partita: laggiù tutti giocano a mille all'ora e senza paura, senza vie di mezzo.
Tornando alla situazione, la resilience dei Griquas dopo la corsa a inizio campionato ha scombinato il solito panorama a cinque contendenti per i quattro posti in semifinale, per la prima volta da anni ci sono quattro team a disputarsi due posti.


Due le partite decisive della giornata, entrambe chiuse secondo pronostici:
- Western Province regola i Griquas con un netto 43-3 sotto la pioggia battente di Newlands, Città del Capo - "When it rains like this in Kimberley, we don't even practice, so we were definitely not used to these conditions," ha dichiarato a mo' di giustifica Dawie Theron head coach dei Griquas.
Messo in sicurezza il risultato in venticinque minuti (19-0), la squadra in casa impiega comunque 70 minuti a raggiungere il bonus. 25 punti con una meta per JC Pietersen l'estremo calciatore dei WP.
Capetoniani lanciatissimi come non mai negli ultimi anni: secondi con 44 punti a un punto dai primi, nel prossimo turno il derby in casa con Boland, poi chiusura a Johannesburg coi Lions.
Griquas ancora terzi ma inchiodati a 38 punti, ora avranno le piu' che impegnative trasferte a Pretoria e a Durban; rimanere terzi e' pressocche' impossibile, ma anche per tenere il quarto posto serviranno almeno due se non tre punti.

- A Pretoria i Blue Bulls rigenerati dal rientro di molri Springboks (Mornè Steyn su tutti e poi Matfield, Spies, Roussow, Olivier), attendevano a piè fermo i Cheetahs di Heinrich Broussow, la cui rincorsa ai playoff era stata fermata la settimana scorsa dagli Sharks. In effetti i pronostici vengono rispettati, vincono i Bulls ma "solo" 30-27, alla squadra del Free State riesce di portare a casa un preziosissimo punto di bonus e a rialzare il morale dopo la rovinosa sconfitta di Durban.
Primo tempo in linea coi pronostici, i Bulls sembrano travolgere gli avversari raggiungendo il 20-3 in 25 minuti utilizzando un perfetto gioco cinico alla sudafricana: calcioni di Steyn in alto, percussioni fisiche di Spies e Roussow e sopra ogni altra cosa, due terze linee da paura, due che sarebbero titolari fissi in quasiasi altra nazionale, Gideon Stegmann e Dewald Potgieter (quest'ultimo capitano dei Junior Springboks). Dopo la meta iniziale dell'ala ventenne Van Den Heerver, arriva una fantastica meta "in doppio" per il 17-3: il mediano Cheetahs apre da una maul dentro ai 22m alla sua apertura Jacques Potgieter, per farlo calciare lontano e recuperare un po' di terreno: il malcapitato si ritrova addosso entrambe le terze linee Bulls, scattate all'unisono "a muro" stile pallavolo.
Chi ha giocato lo sa, quando le terze linee dominano non ce n'e' piu' per nessuno: questa meta tracotante pareva destinata a tagliare le gambe ai Cheetahs. Questi invece si scuotono e ripartono, anche perche' anche i Ghepardi non sono messi male in terza linea, con Broussow che inizia a "scavengerare" palle da tutte le ruck, e con queste attaccano da tutte le posizioni del campo. A cavallo del riposo arrivano due mete in sequenza dell'ala chiusa Juries, star del rugby Sevens, che riaprono la partita; la prima è bellissima, una prodezza individuale: ne scarta quattro in dieci metri dopo undici fasi veementi dei bianco arancio (vedere filmato sotto). Wynand Olivier ristabilisce le distanze al 53' con una penetrazione potente e veloce ma i Cheetahs non si arrendono e segnano dopo tre minuti con l'altra ala, la promessa ventunenne Lionel Mapoe (c'è chi afferma sia più veloce di Habana).
Blue Bulls quarti con 36 punti, riceveranno nel prossimo weekend i diretti rivali Griquas per salire al terzo posto e visiteranno i Leopards nell'ultima giornata per corroborarlo.Poi andranno alla semifinale, a Newlands o a Durban non importa, non sarebbe la prima volta che vincono un torneo (come anche il Super14) fuori casa ...
I Cheetahs sono tornati indietro sesti con 30 punti ma ora finalmente la strada è in discesa: avranno Leopards in casa e Kavaliers fuori, dieci punti fattibili, gli otto punti di distacco dai Griquas non paiono preoccupanti se questi ultimi non riusciranno a incamerare punti con Bulls e Sharks; attenzione puttosto alle prossime gare dei Lions, ora quinti a 32 punti.

Due le partite "scontate" della giornata:
- Natal Sharks ha ragione degli Impala Leopards senza dilagare, con un solido 34-20: quattro mete in mezz'ora per raggiungere il bonus a scanso di equivoci e mantenere il primo posto, sei mete in tutto (due del centro Strauss) contro due, John Smit risparmiato, la coppia Pienaar-Hernandez gioca per 50 minuti, Bismark e Jacobs mezz'ora.
Gli Sharks sono in testa a 45 punti, ora attendono i Lions poi andranno a Kimberley all'ultima giornata: la semifinale in casa pare garantita nonostante gli impegni non da poco con due team ipermotivati, ma non lo è il vantaggio della finale casalinga il 31 ottobre, come spetta alla prima in classifica. Sarebbe un peccato, Natal primo all'ultima giornata potrebbe anche "giocare" a selezionarsi l'avversario in semifinale: chi preferireste tra Cheetahs e Griquas?
- Molto più schiacciante il bottino dei Golden Lions sui Boland Kavaliers: 88-15, tredici mete con doppiette del flanker Cobus Grobbelaar, del nr.8 Willem Alberts e del centro Walter Venters. Allenatore di Boland gia' licenziato, in panchian e' arrivato il mitico Chester Williams.
I Lions risalgono al quinto posto con 32 punti, ma ora sono attesi a Durban e chiuderanno la stagione ospitando Western Province: difficile impresa i playoff, non basterà la caccia al bonus, servirà almeno una impresa.Quanto a Boland e Leopards, da tempo oramai pensano ai playout con le migliori della First Division, cioe' Pumas (nove partite vinte su nove giocate) e una tra SWD Eagles, Griffons o Mighty Elephants.


National Provincial Championship - NPC - neozelandese, nono turno su tredici di regular season: il progressivo rientro degli All Blacks agevola le vittorie dei team più titolati (Canterbury, Wellington, Waikato, Otago ma non Auckland) in quello che dovrebbe essere l'ultimo torneo NPC per come lo conosciamo sinora.
Dall'anno prossimo infatti si vira verso il modello Currie Cup, come ufficializzato domenica dal capo della NZRU Steve Tew: il torneo Air New Zealand Cup sara' a 10 squadre e ci saranno due divisioni inferiori, la Division One con 6 squadre di cui 4 retrocesse dalla ex NPC e più sotto l' Heartland Championship a dieci squadre: dieci, sei, dieci a coprire tutte le 26 Unions (vedi fig.), con una promozione e una retrocessione l'anno.


Quindi 4 squadre retrocederanno; non ai sa ancora quali , decidera' la Federazione (aja...) sulla base di criteri che includeranno la storia della Union, lo sviluppo e la quantità dei giocatori, i passati piazzamenti e la consistenza finanziaria; i nomi più gettonati da affondare sono Counties Manukau, Manawatu, Northland, Tasman. Qualcuno già contesta questo approccio un po' arbitrario; si preannuncia un inverno (boreale) molto caldo nell'Isola della Lunga Nuvola.
Per intanto, non lo avevamo ancora evidenziato, da quest'anno basta quarti di finale: anche in NPC i playoff saranno limitati solo alle prime quattro classificate. Come in Currie Cup.

Delle prime tre della settimana scorsa vince solo la prima:
- Canterbury nonostante atroci indiscipline batte Northland 31-21 e si tiene il Ranfurly Shield, senza Carter, McCaw o altri All Blacks in campo, ma con Colin Slade e Casey Laulala atteso in Europa. Per Northland 11 punti di Lachie Munro. I campioni in carica sono primi a 33 punti.
- Southland perde a Wellington 32-13 contro Rodney So'oialo, Corey Jane e Hosea Gear. Bonus offensivo al team della capitale e 12 punti per Kirkpatrick. La squadra di Invercargill è seconda con 28 punti, Wellington sesta con 24.
- Bay of Plenty viene sconfitta a Dunedin da Otago per 26-17. Alcuni reduci dall'Italia nel team dell'isola meridionale in via di risveglio: Charlie Hore ex Viadana schierato primo centro, l'estremo Ben Smith ex Calvisano oggi autore di due mete. Glenn Dickson segna 16 punti. Per gli Steamers capitanati da Colin Bourke a l'Aquila nel 2006/07, due mete degli avanti Retallick e Braid e soli 7 punti per Mike Delany. La squadra basata a Mount Maunganui e Rotorua è ora quarta con 25 punti, Otago risale la china, è decima con 18 punti.
- Ne approfitta Hawke's Bay, vincente su Manawatu per 35-30: 15 punti al piede per Matt Berquist e tre mete sulle 4 dei Magpies per Zac Guilford (per cui lasciamo la stessa sua foto della settimana scorsa), la terza decisiva a 4 minuti dalla fine; 3 mete per i Turbos e 15 punti per Isaac Thompson sostituto di Aaron Cruden. La squadra basata a Napier e' terza a 26 punti, quella di Palmerston North scende all'undicesimo posto con 17.
Tasman batte Auckland alla seconda sconfitta in fila per 12 -8, grazie a una splendida rush defense spinta dal pubblico e con una meta decisiva del centro Andrew Goodman, che annulla il calcio del sorpasso di Ash Moeke. Ora i Makos sono quinti a 24 punti, Auckland settima con 22.
In bassa classifica:
- Waikato continua la fase positiva, forse troppo tardiva, andando a vincere a New Plymouth col Taranaki. Una meta del capitano, il pilone Penn e 9 punti di Will Ripia con un drop a cinque minuti dalla fine non bastano contro i 12 punti di Callum Bruce e il drop nel finale del mediano Trent Renata.
- North Harbour batte Counties Manukau per 28-19: tre mete per team, 13 punti di Michael Harris contro soloi 4 al piede degli ospiti.
Per concludere l'abbuffata, un po' di numeri dei giocatori:


Punti
Mete




1
Delany Mike (Bay of Plenty)
115
2
Munro Lachie (Northland)
106
3
Bruce Callum (Waikato)
104
4
Berquist Matt (Hawkes Bay)
93
5
Goodman Andrew (Tasman)
91
6
Kirkpatrick Daniel (Wellington)
79
7
Carter Daniel (Canterbury)
76
8
Ripia William (Taranaki)
74
9
Robinson Robbie (Southland)
72
10
Harris Michael (North Harbour)
69
11
Bowden Daniel (Auckland)
60
12
Brett Stephen (Canterbury)
58
13
Cruden Aaron (Manawatu)
54
14
Noakes Chris (Otago)
53
15
Cameron Jack (Taranaki)
49







1
Gear Hosea (Wellington)
8
2
Guildford Zach (Hawkes Bay)
8
3
Maitland Sean (Canterbury)
6
4
Payne Jared (Northland)
5
5
Smith Ben (Otago)
5
6
Bekhuis Josh (Southland)
4
7
Cook Blair (Tasman)
4
8
Kamana James (Tasman)
4
9
Rokocoko Joe (Auckland)
4
10
Shoemark Jason (Hawkes Bay)
4
11
Tuala Ashee (Counties Manukau)
4
12
Anesi Sosene (Waikato)
3
13
Bateman Timothy (Canterbury)
3
14
Bowden Daniel (Auckland)
3
15
Hesketh Karne (Otago)



sabato 26 settembre 2009

Afl Grand Final



Ogni tanto facciamo incursioni fuori dal rugby union, nel variegato universo degli sport a palla ovale; tanti i flavour diversi, uniti da una comune piattaforma di compresenza di contatto fisico, capacità di raziocinio e di composture (cioè mantenimento di una disciplina).

Sabato (alle 6.30 am CET per gli aficionados, diretta su Eurosport) s'è celebrata a Melbourne davanti al solito centone (di migliaia) di spettatori nonostante un tempo da lupi la Grand Final dell'Australian Football League, il cosiddetto footy o Aussie Rule.
Per chi non lo conoscesse, il footy è lo sport nazionale australiano, una specie di calcio fiorentino o per i meno latini di calcio gaelico, giocato tra diciotto energumeni per parte in un campo da cricket (lungo 180m e largo 150m: quasi quattro volte un campo di calcio), senza fuorigioco e con palla - un ovale prolato di dimensioni intermedie tra quello del rugby e del football americano - passabile in tutte le direzioni e con (quasi) tutte le modalità. Scopo del gioco è calciare o gettare la palla nella porta avversaria, fatta di quattro pali; sono sei punti se la palla passa tra i due pali più interni, uno solo se tra quelli interni ed esterni ("behind"). Per informazioni più approfondite, seguire le telecronache di Luca Tramontin su Eurosport in epoca di campionato.
La Grand Final dicevamo: massimo rispetto, si tratta regolarmente della finale di un campionato a squadre con più pubblico ogni anno al Mondo, con i suoi oltre 100.000 spettatori surclassa regolarmente i Superbowl e le finali di Champions League.
Quest'anno si fronteggiavano i Saints di St.Kilda, Melbourne, la migliore in stagione regolare con un record di 22-2 e i Cats di Geelong, seconda città dello stato di Victoria (lo stesso di Melbourne, l'epicentro di questo sport), finalisti da tre stagioni in fila e sconfitti l'anno scorso.
I primi eran dati per favoriti dai giornalisti sportivi, i secondi dai bookmaker. Hanno vinto i bookmaker, o meglio i Cats per 80 - 68: per la precisione 12.8 (12 goal e 8 behind) contro 9.14 (9 goal e 14 behind).
Qui trovate tutti i commenti e analisi pre e post nonchè gallerie e quant'altro.
Il nostro cenno di commento da avventizi: intensissima partita giocata costantemente testa a testa; Saints nettamente prevalenti fino ai cinque fatali minuti finali nel costruire e gestire il gioco, ma poco precisi in fase di conclusione (il numero di "behind" segnati la dice lunga) e la colpa non e' solo delle avverse condizioni, mentre i Cats sono stati più "cinici" in fase d'attacco, aggressivi in difesa e coi nervi più saldi nei 5 minuti finali.
La difesa di Geelong è riuscita ad annullare quasi completamente il miglior giocatore del torneo, il nr.12 Riewoldt, una sorta di "centro boa" piazzato sotto la porta avversaria, cui la difesa ma anche la pioggia battente hanno consentito un solo "possesso" (mark) in tutta la partita.
La Medaglia Norm Smith che premia il miglior giocatore della finale è andata al pelato Paul Chapman di Geelong, autore di 3 goal e di 26 "possessi", nonchè del goal che ha portato al break decisivo a 5 minuti dalla fine, nonostante abbia giocato per 3 tempi su 4 con uno stiramento.
A proposito di Melbourne e dello stato di Victoria, esso pare destinato a rimanere terra di Aussie Rule e cricket: tornando al rugby infatti, fosche nubi si addensano sul sogno di basarci la quinta franchigia australiana del SuperRugby - oggi il torneo internazionale Super14, then Super15 a partire dal 2011.
SuperVic
, il "sindacato" più accreditato per ottenere l'assegnazione, s'è chiamato fuori non riuscendo a trovare l'accordo con un altro sindacato in lizza, ma forse è stata solo una graziosa scusa per uscirsene indenni.
Dopo nessuna squadra nelle semifinali del Super14, l'ultimo posto della nazionale al TriNations e la sconfitta nel mondiale League, questo e' un annus horribilis per lo sport australiano tutto, vedi Ashes perdute nel cricket. A questo punto la Aru (la federazione australiana) che doveva presentare entro la scorsa settimana la "sua" candidata alla Sanzar l'ente titolare del SuperRugby e del TriNations, ha chiesto una proroga e si sta grattando la ponza perplessa.
Ha colto la palla al balzo il sindacato sudafricano dei Southern Kings basati nel nuovo Nelson Mandela Stadium di Porth Elizabeth, Eastern Cape: ha ri-presentato ufficialmente la sua candidatura per quel 15' posto vacante.
Sei team sudafricani contro cinque neozelandesi e quattro australiani complicherebbero lo scenario del torneo sotto il profilo logistico e degli equilibri, ma dati i tempi e in mancanza di candidature australiane anche in Sanzar si stanno dicendo, piuttosto che niente ..
A riprova il suo Ceo Andy Marinos ha dichiarato: "Sanzar has to make a decision that makes rugby sense and business sense and the Southern Kings fills both criteria", aggiungendo a mo' di giustificazione "dimensionale" che, dopotutto, "There are 74 South Africans playing in the French Top 14 and English Premiership, compared to 20 Australians ...".
Il board Sanzar dovrebbe prendere una decisione entro il 21 ottobre, alla Aru rimane poco tempo per un eventuale "piano B".
Mal comune non fa mezzo gaudio, ma è interessante constatare come 'sta cosa delle "franchigie" ingeneri problemucci vari anche fuori dall'Italia. Con buona pace di quelli che, ispirati dalla classica "vocina" in testa ("italiani, non siamo degni") conclamavano, ma che indegna gazzarra per una franchigia internazionale assegnata o meno, al confronto con la anglosassone trasparenza, serietà e assenza di polemiche mostrate in pari frangenti nell'emisfero australe ... ;)

venerdì 25 settembre 2009

Dieci motivi perchè ...

Molti siti propongono il quindici ideale post TriNations e si trovano costretti a giustificare ogni posizione non occupata da sudafricani; qui la nostra formazione preferita, se Cory Jane va al posto di Sivivatu, se quest'ultimo divide il ruolo con Habana come Broussow con Elsom e Carter con M.Steyn, se Ashley-Cooper fa l'utility back in panca.
Esercizio svolto, argomento chiuso: un po' scontato e soprattutto fuorviante - il rugby e' un gioco DI SQUADRA, una spedizione Lions costa tre mesi di lavoro e campioni "sciolti" fanno al piu' i Barbarians. Preferiamo piuttosto tradurvi un articolo più generale (e più divertente) di Greg Smith su Sportingo.
Vi elenca i 10 motivi per cui gli Springboks dominano la scena del rugby mondiale.
Aldilà dell'en plein dei Boks nell'anno in corso - dententori del titolo mondiale, han battuto i "Turisti" Lions e han vinto il Tri Nations - va infatti ricordato ai molti che ritengono rugby sinonimo di Gran Bretagna e Nuova Zelanda, che il Sudafrica è da sempre potenza riconosciuta in questo sport, nonostante un decennale blackout anti apartheid negli anni ottanta, ed è riapparsa sulle scene internazionali subito vincente a partire dai mondiali del 1995.
Questa top ten alla Letterman ha ovviamente un tono scherzoso, ma ridendo si dicono le verità più spesse; mi piace perchè aiuta a farsi idee sulla nostra situazione, andando oltre i tatticismi delle ottiche a breve termine su chi mandare in Celtic, Mallett si o no ed equiparati in nazionale.


I dieci segreti del dominio Sudafricano sul rugby mondiale

10 - Il sole splendente. I raggi di sole baciano costantemente il South Africa e gli esperti insegnano come il loro apporto di Vitamina D extra sviluppi tipi solidi con le spalle color cuoio, esattamente come fan crescere le verzure.
Su questo fronte l'Italia non sarebbe messa poi male, dieta mediterranea a parte. E a parte anche la selezione dei soli alti e forti, come raccomandato da Ascione e Fir: in Italia un Broussow sarebbe stato scartato prima dei sedici anni ...

9 - Penetrazione sociale. Il Rugby union è il gioco per tutti in South Africa (in primis per tutti i bianchi, ndr), mentre altrove la squadra della prigione St.Albans non gioca esattamente nello stesso campionato in cui giocano gli universitari di Oxford o Cambridge.
Vero in certe aree d'Italia (Veneto centrale e sudest, Bassa Padana, l'Aquila), ma in generale da noi il rugby ricade tra gli sport minori, da frequentarsi un po' snobisticamente in contrapposizione alla plebe calcistica (in particolare a Roma).

8 - Birra. Il vero sport nazionale sudafricano è bere birra a basso costo. SABMillers Brewery è una delle birrerie più grandi del mondo e per quanto si possa ricordare, rugby e birra han sempre proceduto assieme dai tempi di Webb Ellis.
Non per caso il rugby è fenomeno (quasi) popolare nella regione dove l'alcool "grezzo" è più diffuso, ma negli ultimi anni qui s'è affermata purtroppo più largamente la cultura fighetta del mojito e dello sprizz ...

7 - Divertimento. I Sudafricani amano sghignazzare e da quando circa 200 anni fa fu introdotta l'idea di 30 adulti che corran dietro a una pelle di maiale gonfiata, fu subito un successo.
L'italiano in genere ama i giochi "furbi" per sfottere più che divertirsi, dove non sia detto che vinca necessariamente il migliore.

6 - Fa male ma gentilmente. I tipi di "big game" in cui ci si imbatte con regolarità da quelle parti è incrociare bufali incazzosi, addomesticare elefanti e tenere in casa leoni . Un impegno meno rischioso per i weekend come il gioco "gentile" del rugby, è essenziale per mantenersi in forma da quelle pericolose parti.
Il "big game" italico: Superenalotto?

5 - Acchiappa le pollastre. Lasciate perdere Paris chic, le ragazze del Sudafrica amano il maschio alfa, il tipo sexy alla Chuck Norris insito nel giocatore Bokke. Tale fenomeno belle-con-rugbisti offre quella selezione genetica naturale che più di tutto garantisce un futuro radioso al rugby sudafricano.
Le nostre pollastrelle son più sofisticate: molte percepiscono più acutamente l'odore dei soldi che non quello del sudore, e in ogni caso apprezzano il tipo depilato vagamente gayo alla D&G più del fisico da pilone. Don't worry comunque, nessun rischio di selezione genetica all'incontrario: di bimbi qui se ne fan talmente pochi che la statistica non conta.

4. I codici in rimessa. Afrikaans, Zulu e Xhosa sono solo alcune delle lingue che i Sudafricani usano regolarmente per confezionare le loro chiamate in rimessa a prova di code-cracker. 888 in Afrikaans suona qualcosa come 'acchh-hon-derden-acchhen-tacchhtaacchh'. Nessuna meraviglia che il South Africa domini in rimessa.
Se passasse l'idea di rinvigorire l'uso e lo studio dei dialetti (anche perchè la gente bi- o tri- lingue nativa è mediamente più sveglia degli altri), da noi si potrebbe usare il bergamasco (e non un Bergamasco) ...

3 - Talento. Le dimestichezza con gli attrezzi di gioco laggiù si sviluppa presto nei bambini mediante un'ampia gamma di attività all'aperto, grazie al sole sopra detto. Prima che abbiano raggiunto i cinque anni sono pratici di palloni, palle da tennis, da cricket e ovali. Per quelli che arrivano a livelli internazionali, tale antica dimestichezza si evidenzia negli skill di gestione dell'ovale (con mani ma anche piedi, aggiungo).
Da noi vige la monocultura pedatoria, il che pero' non produce buoni calciatori da rugby, la tecnica e' affatto diversa.

2. Attitudine mentale. I Sudafricani sono da sempre in lotta, a difendersi da uomini e fiere, da bianchi e da neri, a mettere i carri in cerchio stile FarWest. Non sorprende che gli Springboks siano da sempre i più tosti difensori nel rugby a livello mondiale. Spalle al muro, ne vengono fuori esaltati.
Anche noi spesso daremmo il massimo quando abbiamo l'acqua alla gola, quando l'affanno smorza la vocina in testa che ci sussurra costantemente, assieme a quella di Mallett: "in realtà non meritate di stare qui" . Nel calcio abbiamo vinto un paio di Mondiali cosi', ma li' e' normale che non vinca il piu' forte.
Non è comunque detto che quel che vale per uno culturalmente italiano, valga anche per un argentino o australiano, indipendentemente dal passaporto. Sotto questo profilo il piano mallettian-dondiano di "omogeneizzare" i nazionali convocando quindici equiparati su ventitrè ha paradossalmente una sua coerenza culturale.


1. I Fans. Molte squadre avversarie hanno imparato a loro spese che i giocatori Springbok moltiplicano le forze quando sono circondati dal loro pubblico. Si vedeva ad occhio nudo quanto carico fosse un qualsiasi giocatore Bok nel'95, quando Nelson Mandela radunò una intera nazione dietro a quei 15 uomini.
La Nazionale è un fenomeno unificante e molto seguito anche qui, nonostante tutto. Ci fu un momento in cui sembrò il pubblico potesse divenire un fattore anche qui, ma poi le vocine in testa di cui sopra, unite agli atteggiamenti snob di cui più sopra ancora ...

A proposito di fan, squadra, maschi alfa e attitudine, guardate qui sotto un tributo a Bakkies Botha, courtesy del Socio. Non ho parole per descrivere l'Uomo forse piu' sottostimato tra i tanti decisivi in quella nazionale, forse si puo' dire che e' la miglior sintesi dei dieci punti narrati da Greg Smith. Posso rivelare che, in tempi non sospetti, quando in una delle squadre ideali del TriNations che citavo all'inizio t'ho trovato Brad Thorn al posto suo, ho avuto uno scatto: c'e' veramente gente in giro che capisce gran poco di rugby e dei suoi valori, sportivi e non solo.

giovedì 24 settembre 2009

Super10 al piombo

Seconda giornata di Super10 italiano disputata lo scorso weekend, non ce ne siamo scordati.
Solo, consentiteci il secondo piano: ci pare una edizione sottotono, di transizione, partita in seconda marcia con una sola squadra motivata ed attrezzata, dietro al quale ci sta veramente pochino, con buona pace dei tifosi.
E il pubblico presente, che si attesta nell'intorno dei mille, millecinquecento massimo - robe da Palasport - ne da' ampia evidenza, mentre la fame di rugby di qualita' in giro ci sarebbe, vedi sold out di San Siro per gli All Blacks.
Del resto le verita' si leggono anche nei dettagli: mentre alcuni fanno le lodi al cambio di grafica del sito della Federazione (ma sotto il vestito c'e' molto poco di innovato in termini di contenuti), basta visitare il sito della fu Lire, la Lega dei team partecipanti al Super10, per trovare tutto cristallizzato a maggio scorso. Non un cenno, non un redirect, non un "chiuso per cessata attivita'", ma che razza d'immagine e' questa? Occorre impietosamente proporre un confronto tra parti del sito Fir dedicate al Super10 e www.guinnesspremiership.com, o quello della Celtic league stessa?

Vabe', andiamo al rugby giocato. Benetton in testa a punteggio pieno, unica con due vittorie in due gare, unica squadra per roster e motivazioni degna sinora di nota, nel senso di staccata dal prossimo futuro semipro.
Schianta in casa nell'anticipo di venerdi' (NON trasmesso da Rai Sport) il Petrarca per 36-3. Primo tempo in trincea per Padova, riesce al limitare i danni sul 9-3; nel secondo tempo il tracollo, in una dozzina di minuti Teviso infila 4 mete con Barbieri, Mulieri, Williams e Sgarbi, poi quella finale di Kingi.
Col Petrarca si atterra di botto nel futuro del rugby in Italia: finite le illusioni di performance come in Challenge l'anno scorso e i schei, la squadra dipende troppo dalla forma e dalle invenzioni di "chioccia" Mercier, come potrebbe essere diversamente vista la campagna acquisti e partenze? A Padova si puo' solo confidare nella rapida maturazione di qualche giovane.
Lato Benetton, seconda vittoria e secondo bonus, questo guadagnato sul campo mentre quello precedente era "courtesy" dell'ingenuita' della neopromossa Cavalieri Prato che nella prima giornata aveva schierato un non tesserato regolarmente, cedendo anche un punto supplementare e venendo penalizzata di 4 punti in classifica.
«La partita l’abbiamo fatta noi – dichiara il capitano trevigiano Antonio Pavanello – in particolare nel primo tempo siamo sempre rimasti in attacco, abbiamo avuto il possesso quasi totale della palla; il Petrarca ha dovuto spendere molte energie, nel secondo tempo ha pagato lo sforzo».

Treviso appare non solo la più forte in generale ma anche molto motivata quest'anno a "non fare prigionieri", il perchè è evidente e Pavanello lo illustra candidamente: «Tutti speriamo che ciò (lo spessore della squadra e i risultati, ndr) possa pesare anche nella querelle della Celtic League, penso che possa fare uno strano effetto vedere esclusa la compagine più accreditata, quella che sta più in alto di tutti». E che gode dello sponsor nettamente piu' solido e "committed" nel lungo termine, aggiungiamo.
Obiettivo immagine anche oltre l'Italia: «Il nostro obiettivo è di arrivare in condizioni fisiche ottimali agli appuntamenti con la Heineken Cup" afferma il capitano, "perché non solo in campionato, ma anche in campo europeo vorremmo far vedere i nostri progressi e le nostre qualità». Ecco un esempio di strategia del "fare" e non solo del "tramare".
Scopriremo a breve l'efficacia di tale strategia "frontal attack" e "no compromise" della Benetton, anche se siamo scettici che le gesta sportive pesino davvero in un ambiente dominato dalla politichetta.
Si avvicina il due ottobre, data cruciale per la querelle: i vari comitati Fir daranno o meno definitiva luce verde alle due prescelte alla luce delle credenziali economiche presentate (qualche problemuccio pare trapelare lato Pretoriano; del resto, chi di "pubblici appoggi" ferisce ...), lo stesso giorno la giustizia sportiva si esprimerà sul ricorso della Benetton.
Per intanto i Celtici han chiesto i giustificativi economici e tecnici presentati a suo tempo da tutte le 4 candidate ufficiali italiane al loro campionato e non solo delle due prescelte Fir. Chiaro il messaggio, la Fir PROPONE ma è la che League che DISPONE. O perlomeno controlla l'esito dei rododendri di 'sti italians.


In seconda posizione Rovigo, dopo il rocambolesco pareggio da tre punti della prima giornata batte in casa Parma per 15-10. Come nella precedente partita i bressalieri partono forte e si portano avanti sul 15-0 al 50' col solito duo Bustos - Basson autore di due mete (Petrarca ha solo una "chioccia", Rovigo due ...); poi come la settimana prima si fanno parzialmente recuperare. Partita comunque di basso livello e infarcita di errori, tanto per dire basti evidenziare i tre kickoff (e non solo) sbagliati da Irving di Parma, robe da campionati amatoriali. Tutti i punti degli ospiti vengono da due mete dell'estremo Ed Thrower arrivato dai Saracens.
Si attesta terza a sei punti come il Parma Viadana, grazie alla vittoria col bonus per 41-10 sul Venezia. Partono pari nel primo quarto, alla meta di Samuele Pace trasformata da Pierre Hola risponde quella di Fadalti trasformata da Pilat, poi i padroni di casa dilagano a fine primo tempo (mete di Garcia e Hola) e nel secondo (seconda meta di Pace, poi Quinell e seconda meta di Garcia). Grande potenzialita' d'attacco per la squadra base dei futuri Aironi, sono primi per punti fatti, 61 sinora, ma ne subiscono ancora troppi, 32 in due partite.
A cinque punti l'altra di Parma, il Gran, che ridimensiona i sogni de l'Aquila battendola 26-13 con 16 punti del mediano Tito Tebaldi (in foto) sempre piu' solida realta' e la meta di un interessante emergente come Venditti oltre a quella di Gerber. L'Aquila arranca per tutta la gara nonostante i tre cartellini gialli presi dagli avversari e i loro paurosi alti e bassi della mischia, con i punti di Fraser e una meta di Zaffiri.
In fundo ma poco dulcis, Olympic Roma batte i Cavalieri Prato 22-15; nonostante la giornata ventosa la lenta gara viene gestita coi piedi (in molti sensi), in equilibrio sui 4 centri di Wakarua e uno di Burton lato toscano, contro i 5 centri di Raineri per la Roma; 15 pari a sette minuti dalla fine (si fa per dire: chi puo' dirlo in Italia quanto manchi alla fine di una partita di rugby?), arriva la meta dell'australiano di Roma Alridge.
Roma solida in difesa ma priva di rimessa e ancora con molti punti oscuri, da media classifica per il Super10 una volta rodata; diciamolo chiaramente, lontana anni luce dal poter rappresentare una base per una franchigia celtica men che materasso.

Un aspetto che riguarda tutte le partite del Super10, gia' peraltro da noi qui accennato nello scorso report sul Super10, e' l'assenza di misura del tempo e di conseguente sirena. La trascuratezza, per non dire l'irregolarita', rende le partite di rugby in Italia squallidamente calciottarde, ci manca solo il quarto uomo che alzi la lavagnetta col recupero deciso dall'arbitro a sentimento.
Recuperi eterni in molte partite: in un caso non certo limite, sei minuti nel primo tempo e dieci nella ripresa. Magari era corretto, ma ci vuol tanto a piazzare un ragazzotto al cronometro che guardi l'arbitro quando alza la mano fischiando? Dovremo farci carico di una campagna tipo "moviola in campo" alla Biscardi per ottenerlo?
Fa specie dover perdere tempo su 'sti aspetti da Serie C, quando altrove si dibatte sulle decisioni arbitrali in fase di ruck (Francia, Inghilterra) o riguardanti la mischia chiusa (Sudafrica), su cui ce ne sarebbero di osservazioni intelligenti e pertinenti da riportare ...

mercoledì 23 settembre 2009

Terza di Premiership


Terza giornata di Guiness Premiership lo scorso weekend, i motori si scaldano e la classifica comincia a delinearsi, almeno per questa prima fase pre impegni di Coppa, pre torneo Anglo-Gallese, prima dei Test Match di novembre e del SeiNazioni (che per gli inglesi non significa necessariamente sosta) etc.etc.
Sia come sia, abbiamo due squadre con tre vittorie su tre gare, inseguite da altre tre con due vittorie; chiudono la classifica tre team con zero vittorie (uno ha due pareggi, un'altro uno) e in mezzo le quattro che han vinto una volta sola su tre.
Nella terza giornata abbiamo ben quattro vittorie esterne in sei partite e solo un bonus offensivo assegnato (agli Irish, fuori casa).

Le prime due della classe, pari a 12 punti in testa con zero bonus nei loro carnieri sinora, sono:
- i Wasps, che battono nettamente i casa i Warrions di Worcester per 23-3: meta nel primo tempo per la vecchia gloria Serge Betsen, uno dei pochi francesi rimasti di la' della Manica, bissata nel finale dalla meta di Tom Varndell alla quinta meta in tre gare, metaman del torneo, non male per l'ex Tigers che a ventiquattro anni era considerato pressocche' perduto per il rugby union, risorto grazie al Sevens - e alle Vespette, ora si puo' dire. Da notare che finalmente Danny Cipriani batte un colpo: segna 13 punti con due drop, non avendo Van Gisbergen cui delegare le responsabilita' (sostituito al'estremo dal giovane australiano Lachlan Mitchell). Per i Warriors di Latham e Rico Gear (in panca) solo un calcio di Willie Walker.
- I Saracens, i quali vincono a Londra con gli Harlequins, per 9-22: partono meglio i padroni di casa, Nick Evans segna due penalty; poi sale in cattedra Derick Hougaard. L'ex Leicester protagonista della finale del Super14 vinta dai Bulls un paio d'anni fa e dopo prono agli infortuni, inizia con un drop, prosegue con un altro, segna tre punizioni e la trasformazione della meta del centro Ratuvou. Adesso ci sara' un bel capire tra lui e un certo Glen Jackson (il Premiership top scorer della scorsa stagione) chi meriti il posto a fianco del mediano Neil DeKok nei Safracens, con Nieto loosehead prop titolare e Ongaro rilievo del tallonatore titolare Schalk Brits.
Il gruppo delle inseguitrici con due vittorie su tre gare comprende Irish con un bonus per ogni gara fatta, Saints e Tigers con uno in tutto (difensivo):
- London Irish vincono a Leeds con un poco discutibile 7-56, recuperando l'unico bonus assegnato nella giornata. Provano a resistere i casalinghi con la meta a meta' del primo tempo del giovane lock Myall trasformata da Ceiron Thomas, ma poi vengono travolti. Hat trick per l'ala ventiduenne Adam Thompstone, due mete per il flanker Hala'ufia e una per l'altra ala Tagikakibau, piu' 21 punti al piede di Ryan Lamb.
- vince fuori casa anche Northampton, davanti a 11.000 spettatori a Gloucester con Bortolami tornato titolare, per 14-27. Partita molto combattuta ed equilibrata nel primo tempo (14-19), quando alla meta di Tonga'huila e ai calci di Rehiana e Shane Geharty per i Saints rispondono i padroni di casa con la meta di Qera e i calci di Nicky Robinson; gli ospiti prendono il largo nel secondo tempo con la meta di John Clarke.
- la gara con piu' spettatori e' a Leicester, 24.000 presenti all'inaugurazione della nuova tribuna, dove le Tigri han ragione dei Falconi di Newcastle per 15-6. Punteggio tutto maturato al piede nonostante le continue percussioni delle Tigri, con Castro. e capitan Geordan Murphy in evidenza, ma non riescono nemmeno stavolta a segnare la prima meta del torneo: i Falcons si difendono con molto ordine ed efficacia. Peccato per una meta annullata perche' l'ovale tocca l'arbitro prima di finire in mano dell'attaccante dei Tigers. Cinque centri per Jeremy Staunton l'irlandese ex Wasps contro due del ventenne Rob Miller.
Dietro con una vittoria in tre gare ci sono Sale, Warriors, Bath e Gloucester, con in mezzo Newcastle che non ha ancora vinto ma vanta due pareggi in tre partite.
- Bath riesce a vincere la sua prima partita del torneo a Sale, per 12-25: a dimostrazione del suo potenziale nonostante l'assenza di Butch James piu' che per le mazzate del caso droga estivo; e' anche una dimostrazione della relativa pochezza degli Sharks in questo anno di transizione per loro.
Inizialmente la gara e' un duello tra i piedi di Lee Thomas e Nicky Little; alla mezzora arriva la prima meta del centro australiano Matt Carraro per gli ospiti. In sequenza vanno in meta Banahan e ancora Carraro per Bath.
Da notare la soluzione dell'ex petrarchino Little appena reclutato da Bath (10 punti, due trasformazioni su tre) che ha finalmente messo una pezza al disastro al piede nelle prime due gare senza aperture di ruolo; a Bath hanno anche appena assunto un nuovo allenatore per i calciatori. Quanto a Matt Carraro, il talenutoso centro italo-australiano neoreclutato da Bath assieme al connazionale flanker Julian Salvi, con tutta probabilita' non sara' disponibile per la prossima gara: sentendosi forse Mr.Crocodile Dundee, a casa s'e' messo a giocare coi coltelli di cucina e s'e' scannato un dito tra laghi di sangue.
Con zero vittorie sono fermi Newcastle (due pareggi), Leeds (un pareggio) e i derelitti Quins con un solo punticino da bonus difensivo, incapaci sinora di scrollarsi di dosso la scimmia del Bloodgate.

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