giovedì 31 gennaio 2008

Italia!

Come preannunciato, ieri (sorry per il ritardo a riferirne, impegni improcrastinabili in giro per il Mondo) Nick Mallett ha diramato la formazione italiana che scendera' (o salira'?) al Croke Park sabato per la prima sfida del Sei Nazioni contro l'Irlanda:

15 D Bortolussi (Montpellier); 14 K Robertson (Viadana), 13 G Canale (Clermont-Auvergne), 12 M Bergamasco (Stade Francais), 11 P Canavosio (Castres); 10 A Masi (Biarritz), 9 P Travagli (Overmach Parma); 1 A Lo Cicero (Racing-Metro), 2 L Ghiraldini (Calvisano), 3 M Castrogiovanni (Leicester), 4 S Dellape (Biarritz), 5 CA Del Fava (Ulster), 6 J Sole (Viadana), 7 M Bergamasco (Stade Francais), 8 S Parisse (Stade Francais, capt).
a disposizione: C Festuccia (Racing-Metro), S Perugini (Stade Toulousain), C Nieto (Gloucester), T Reato (Rovigo), A Zanni (Calvisano), A Marcato (Treviso), E Galon (Overmach Parma).

Cominciamo dalla panca: un trequarti allround (Galon), l'apertura di ruolo Marcato e cinque avanti, presumendo correttamente che sarà partita in trincea.
Belli comunque gli inserimenti in panca dei giovani Reato seconda linea, del flanker Zanni oltre agli espertoni della prima linea: Festuccia tall., i piloni Perugini e Nieto, che però è volato in Argentina causa la scomparsa del padre e verrà rimpiazzato dall'esordiente Cittadini di Calvisano.
Veniamo ai titolari, inedita la mediana con il rientro dopo tre anni di Marco Travagli in mischia e il gia' anticipato giro di Masi all'apertura: al "collezionista" mancava solo questo ruolo nei trequarti, dopo essere stato impiegato come ala, estremo e centro - il suo ruolo naturale.
Tutto il resto ricade nel previsto: come sintetizza da par suo Vittorio Munari al nostro Ringo, il problema del rugby Italia non sono i titolari, e' che non c'e' ricambio. Conseguentemente e' difficile avere soprese.
Nulla da dire of course sulla prima linea, il nostro punto di forza, dove anche i nostri panchinari costituiscono un set al livello del Sei Nazioni. Anche in seconda e terza linea nessuna sorpresa vista l'indisponibilita' dell'ex capitan Bortolami; lo stesso (mediana a parte) nelle linee arretrate.
La prima impressione sintetica dell'Italia di Mallett è il privilegio alla solidità: dall'aperura più ball carrier che tattica al mediano di mischia dal fisico da terza linea: che sia finalmente una Italia modellata sulla fisicità Sudafricana? Il mio sogno da sempre: aggressività, testa bassa e sfondare!
Vedarem, questo e' comunque l'anno uno di un progetto traguardato ai prossimi Mondiali 2011; ricordata l'osservazione di Munari - non abbiamo tanti gradi di liberta' - siamo solo all'abbozzo delle fondamenta.
Come se non bastasse l'Italia 'stavolta giochera' fuori casa tre partite su cinque e in casa ci arriva no' scherzetto come l'Inghilterra, telaraccomando. Non per caso i bookmakers vedono l'Italia favorita, ma per il cucchiaio di legno: e' data a 0,5. La sua vittoria del Sei Nazioni sarebbe pagata a 100.
A noi basterebbe, viste le circostanze, che la squadra rimanesse sempre in partita per 80 minuti. Oltretutto a molti dei nostri le motivazioni non dovrebbero mancare: c'è da vendicare un paio di "furti con destrezza" degli irlandesi l'anno scorso (Sei nazioni e partita preparatoria a Belfast) e i quarti di finale di Web Ellis Cup "regalati" alla Scozia.
Ce la potrebbero fare se sapranno eseguire il piano Mallett senza pause e distrazioni; a meno che non prendiamo troppi calci di punizione (nel senso di doverli tirare noi ...).

Ultime notizie dalla Rugby Nation

Riuscira questo Galles a uscire vincitore da Twickenham 20 anni dopo l'ultimo successo?

martedì 29 gennaio 2008

L'Irlanda per l'Italia, l'Inghilterra e il Galles

Coach Eddie O'Sullivan ha ufficializzato la formazione irlandese per la partita d'esordio del Sei Nazioni contro l'Italia in programma sabato ore 15.00 CET allo stadio Croke Park di Dublino:
15 Girvan Dempsey, 14 Andrew Trimble, 13 Brian O'Driscoll (capitano), 12 Gordon D'Arcy, 11 Geordon Murphy, 10 Ronan O'Gara, 9 Eoin Reddan, 8 Denis Leamy, 7 David Wallace, 6 Simon Easterby, 5 Malcolm O'Kelly, 4 Donnacha O'Callaghan, 3 John Hayes, 2 Rory Best, 1 Marcus Horan.
In panchina: 16 Bernard Jackman, 17 Tony Buckley, 18 Mick O'Driscoll, 19 Jamie Heaslip, 20 Peter Stringer, 21 Paddy Wallace, 22 Rob Kearney.
11 su 15 sono in linea con le ultima partita della Web Ellis contro l'Argentina (per la cronaca persa 30-15): il mediano Stringer rimane in panca lasciando il posto a Reddan, Rory Best dell'Ulster rimpiazza lo squalificato Flannery e la terza linea del Leinster Heaslip rimane in panca nonostante la forma, lasciando la terza linea "tradizionale"; il resto e' piu' o meno all'insegna della conservazione. Buon per noi, dovremmo conoscere a memoria i detentori della Triple Crown da tre stagioni su quattro.
Mallett annuncera' la formazione italiana domani alle 12.00.

Ma ora sentite la formazione inglese contro il Galles, sabato ore 17.30 CET a Twickenham:
15 I Balshaw (Gloucester); 14 P Sackey (Wasps), 13 M Tindall (Gloucester), 12 T Flood (Newcastle), 11 D Strettle (Harlequins); 10 J Wilkinson (Newcastle), 9 A Gomarsall (Harlequins); 1 A Sheridan (Sale Sharks), 2 M Regan (Bristol), 3 P Vickery (Wasps, capt), 4 S Shaw (Wasps), 5 S Borthwick (Bath), 6 J Haskell (Wasps), 7 L Moody (Leicester), 8 L Narraway (Gloucester).
In panca: L Mears (Bath), M Stevens (Bath), B Kay (Leicester), T Rees (Wasps), R Wigglesworth (Sale Sharks), D Cipriani (Wasps), L Vainikolo (Gloucester).
Boom! Sette nuovi su quindici rispetto alla finale della Web Ellis, beati loro che possono permetterselo. La mediana e' quella "classica" Gomarshall-Wilko e la prima linea collaudata da paura (Sheridan-Regan-Vickery .. brrr), ma oltre a questi abbiamo gli innesti nel pack di Narraway (24 anni, al posto di Easter infortunato), Haskell e Borthwick; Balshaw approfitta delle performance un po' scarsine in Guinness Premiership di Tait, il giovane migliore tra gli inglesi ai mondiali, "chiuso" anche dal rientro al centro di Tindall, al fianco del quale si conferma il giovane Flood; alle ali gli altrettanto giovani Sackey e Strettle.
E la panchina, ne vogliamo parlare? L'apertura del futuro Cipriani, il tongano Vainikolo e a parte Ben Kay tante facce nuove.
Se poi uno andasse a scrutare i nomi manco in panca ma rimasti nella training squad, allora capirebbe che probabilmente in questo 2008 non ce n'e' per nessuno: Tait, Cueto, Chuter, Easter, Jamie Noon, Charlie Hodgson, Paul Hodgson, Tim Payne, Louis Deacon, Tom Croft and Michael Lipman ...
I due fatti che possono separare questa Inghilterra da una vittora hands down del Torneo 2008, nella modestissima opinione dello scrivente, sono le tre partite su cinque fuori casa (l' Italia evabbè, Francia e Irlanda) e l'edizione post Mondiali, tipicamente "pazza".

Sull'altro fronte il neozelandese Gatland sceglie di forgiare il suo Galles per tredici quindicesimi sul blocco Ospreys:
15 L Byrne (Ospreys); 14 S Williams (Ospreys), 13 S Parker (Ospreys), 12 G Henson (Ospreys), 11 M Jones (Llanelli Scarlets); 10 J Hook (Ospreys), 9 M Phillips (Ospreys); 1 D Jones (Ospreys), 2 H Bennett (Ospreys), 3 A Jones (Ospreys), 4 I Gough (Ospreys), 5 A-W Jones (Ospreys), 6 J Thomas (Ospreys), 7 M Williams (Cardiff Blues), 8 R Jones (Ospreys, capt).
Rincalzi: M Rees (Llanelli Scarlets), G Jenkins (Cardiff Blues), I Evans (Ospreys), A Popham (Llanelli Scarlets), G Cooper (Gloucester), S Jones(Llanelli Scarlets), T Shanklin (Cardiff Blues).

L'allenatore neozel-gallese è uno indubbiamente in gamba, ma questa sua scelta "totalizzante" pro Ospreys fa pensare a un Torneo vissuto con obiettivi di breve termine, probabilmente dedicato alla ricostruzione di un clima di mutual trust nella Rugby Nation mediante qualche bella partita pro-morale in casa e un risultato di prestigio contro qualcuna delle più forti, ad esempio la Francia al Millennium.
Sotto questo profilo il Galles avrebbe il vantaggio delle tre partite in casa, ma le due partite esterne sembrano proibitive: Inghilterra e Irlanda.

6 Nations: la parola a Vittorio Munari

Ecco l'articolo che ho scritto oggi per IFG Online con il contributo di ... Vittorio Munari!

Torna a rimbalzare il pallone ovale per il torneo di rugby più antico del mondo. E’ il 6 Nazioni, che inizierà sabato e vedrà gli azzurri impegnati in trasferta a Dublino, al Croke Park, nuova casa della nazionale irlandese. Scenderanno così di nuovo in campo Francia, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Galles e Italia dopo il Mondiale francese che ha visto i sudafricani Springboks salire sul gradino più alto battendo i detentori, gli inglesi guidati dal piede di Jonny Wilkinson.
Qualcosa è cambiato - Dallo scorso 20 ottobre c’è chi ha deciso di mantenere, chi di rivoluzionare. Chi ha cambiato allenatore, come l’Italia che è passata dalle mani di Pierre Berbizier a quelle di Nick Mallet, chi ha confermato i vecchi volti, come l’Irlanda di Eddie O’Sullivan nonostante la brutta figura rimediata nella spedizione d’Oltralpe con l’eliminazione nel turno a gironi. Così questo 6 Nazioni si presenta imprevedibile, con molti interrogativi da risolvere per ogni nazionale e, forse, una sola conferma: gli esperti danno l’Inghilterra per favorita, grazie anche alla presenza di giovani talenti che andranno a sostituire la vecchia guardia. Il coach Brian Ashton, in una intervista rilasciata al The Guardian la scorsa settimana, ha confermato che nemmeno Wilkinson può rimanere sicuro con la concorrenza al ruolo di mediano di apertura guidata da Danny Cipriani.
La nuova Italia - E gli azzurri? Nick Mallet, a novembre, aveva chiesto tempo per poter girare i nostri campi e progettare la nuova nazionale. Si è informato, ha studiato ed ora è pronto per la nuova sfida, lui che comunque è abituato ad essere sotto pressione, avendo non solo giocato e allenato il Sud Africa, ma ottenendo successi anche in Francia con lo Stade Francais dove militano i fratelli Mauro e Mirko Bergamasco e il nuovo capitano azzurro Sergio Parisse.
Non vuole sbilanciarsi nemmeno Vittorio Munari, direttore generale del Benetton Rugby di Treviso con un trascorso da giocatore e allenatore del Padova con il quale ha conquistato in tutto quattro scudetti, manager in due occasioni del Resto del Mondo ed oggi commentatore per Sky: “Ci saranno sorprese come in qualsiasi edizione del 6 Nazioni che segue un Mondiale”. E avverte di rimanere con i piedi per terra. Concorda con Nick Mallet che il valore dell’Italia va misurato sull’esperienza dello scorso autunno in Francia e sul fatto che al momento non siamo in grado di qualificarci per i quarti.
Ma il 6 Nazioni è un discorso a sé: “Se guardiamo alle ultime deludenti prestazioni dell’Inghilterra in questo torneo e al suo cammino in Francia, dove è giunta di nuovo in finale, è evidente che le cose sono completamente diverse. Il 6 Nazioni ha perso il suo massimo valore da quando c’è la Coppa del Mondo”. Vale a dire: una volta era l’occasione per eccellenza per testare le condizioni delle nazionali, oggi si lavora in vista della prossima edizione del Mondiale. “E questo 6 Nazioni, anche per l’Italia, è utile per tornare a costruire un po’ alla volta”.
Alla domanda su cosa occorra alla nostra realtà per fare il salto di qualità, Munari non ha dubbi: il problema non è trovare buoni giocatrori dal momento che l’Italia ne ha sempre avuti. Il fatto è che non abbiamo ricambi: “Lo disse anche Berbizier prima della Coppa. Purtroppo queste dichiarazioni non vengono prese in considerazione. Si ragiona come se avessimo una macchina di 2000 di cilindrata, quando in realtà è un 1200”.
Soluzioni? “Beh, il discorso è piuttosto complesso. Non finiremmo mai di parlarne”.

lunedì 28 gennaio 2008

Go out, get drunk and fight!

Off Topic ma non troppo: se siamo appassionati di rugby e ci piace parlarne è anche perchè siamo consci dei valori su cui esso si fonda.
Ergo, segnaliamo un interessantissimo post psico-storico-sociologico su Maschi Selvatici: prende spunto da recenti comportamenti trasgressivi di campioni del rugby nel celebrare il "terzo tempo", analizza le valenze "iniziatiche" dello sport, l'incidenza di tivù e professionismo sui valori che rendono il rugby (ancora e nonostante tutto) molto più di uno sport come gli altri, piu' tante altre stimolanti riflessioni - ad esempio sulla attestazione omerica del dualismo forza/furbizia mediterraneo (Achille/Ulisse) contrapposto all'open fight tipicamente celtico incarnato dal rugby.
Il "cuore" del post e' incentrato sull'analisi dell'aggressività "regolamentata" e sugli effetti repressivi dei modelli "politicamente corretti" imposti oggi ai giovani:

".. In altri tempi e presso tutte le civiltà esistevano dei riti, iniziatici o di conferma, che consentivano l’espressione socialmente ed eticamente regolamentata dell’aggressività, una sorta di “recinto sacro” [oggi il campo sportivo, ndr] in cui misurarsi in combattimento, anche facendosi male, ma senza mettere a repentaglio la vita, quella propria e quella dell’avversario.
Esistevano un valore da conservare, la vita, ed un valore da consentire, l’aggressività, e questi valori erano reciprocamente funzionali: proprio per conservare la vita si doveva consentire e, facendoci i conti, accogliere e regolamentare l’aggressività [the rules of the game, ndr], all’interno del gruppo sociale di appartenenza e sotto lo sguardo degli adulti [l'arbitro, ndr], che si facevano garanti di questa operazione psicologicamente fondamentale.
Il “politicamente corretto”ha posto ideologicamente in contrasto ed in opposizione tali valori, per cui la pedagogia e la cultura contemporanee sono intrise di un perbenismo sdolcinato che non consente più l’aggressività (con il rischio che non venga conservata la vita).

E’ come se tenessimo presso di noi, in appartamento, un bellissimo grosso cane, docile e mansueto, che, comunque, almeno una volta al giorno dobbiamo portare fuori, nel parco, e togliergli il guinzaglio, e lasciarlo correre liberamente fino a quando si stanca e torna da noi soddisfatto, pronto a rientrare in casa. Se non lo facessimo, il cane prima o poi potrebbe diventare aggressivo e pericoloso
".
Tutto da leggere.

Panoramica (con inni) degli stadi dove giocherà l'Italia


Croke Park, Dublino


Millenium Stadium, Cardiff

... spiacenti, ma per la trasferta francese non ho trovato niente. Rimango in attesa di suggerimenti.

The 6 Nations are coming

Non c'è come avvicinarsi ad una edizione del 6 Nazioni che segue Mondiale. In questi mesi è successo di tutto e di più. Sono cambiati allenatori e si sono registrati addii alla carriera internazionale. C'è chi ha deciso di non stravolgere, chi capirà se la rivoluzione in atto avrà effetti benefici o tutto sarà sbagliato, tutto sarà da rifare.
Le ultime partite di Heineken Cup hanno sentenziato che i detentori del titolo, gli inglesi London Wasps, non potranno difendere la coppa. Mentre gli irlandesi di Munster hanno fatto una figura migliore della nazionale tutta verde nella spedizione francese, sbattendo fuori proprio la squadra di Dallaglio in un match a nervi scoperti. Tra le squadre gallesi sono i Blues di Cardiff ad aver lavorato bene, fprse attratti dal fatto che la finale si terrà al Millenium. Le altre hanno o continuano a balbettare, sia in Heineken che in campionato. La Scozia è sempre la solita Scozia degli ultimi anni, così mediocre che poi diventa impossibile fare un pronostico. La Francia deve ancora essere sbattuta dalle sberle rifilate dai Pumas. L'Italia è in cantiere con il nuovo geometra Nick Mallett e ci auguriamo che possa presto fregiarsi della qualifica di architetto.
Riassumendo: ai quarti ci saranno tre formazioni inglesi, due francesi, due gallesi ed una irlandese.
E che vuol dire, dirrà uno di voi? Vuol dire che al momento la competizione europea di club può - potrebbe - essere un metro di misura in vista del 6 Nations. In via ufficiosa, e non è un caso, il collega Danny ha pronosticato vincente l'Inghilterra. Con le nuove reclute a fare la differenza. La tentazione è di essere d'accordo con lui.
L'unica certezza, al momento, rimane che RightRugby continua a seguire a suo modo quanto accade nel pianeta ovale e così nelle prossime settimane sarà impegnato a seguire i match del torneo più antico al mondo. Ognuna delle nazionali avrà qualcosa di riscattare o da confermare. Quindi dovremmo goderci un bello spettacolo.
Poi, per il resto, niente previsioni. Sì, abbiamo detto England, ma il sottoscritto a settembre dava favoriti gli All Blacks. Mentre il collega il suo Zud Afrika che poi effettivamente ha vinto. D'altra parte io sono il romantico, lui il pragmatico.
Detto tutto, signore e signori. Ben tornati a bordo. Il nostro jet sta per decollare.

sabato 26 gennaio 2008

Super10 e.. SuperVideo

Mentre(foto) Mallett dialoga con Masi (Biarritz Olympique), provato in Nazionale nel ruolo inedito per lui di mediano di apertura in coppia con Picone (Benetton Tv) mediano di mischia, anche noi di RightRugby facciamo i nostri test in attesa del Sei Nazioni.
Annunciaziò: Right Rugby oggi lancia il test del suo canale web multimediale: RRVideo sulla piattaforma specializzata Magnify (cfr. sidebar), consente non solo una agile ricerca tematica dei video (per tags) su tutta la Rete, la loro facile presentazione e fruizione, ma anche il rating e i commenti dei filmati presentati, e soprattutto l'upload di video pubblici o privati da parte dei visitatori, una volta approvati: quasi un social networking se la parola non ci provocasse un principio di orticaria . ;)
Speriamo funzioni scorrevole (questo stiamo testando: la piattaforma Magnify è ancora in beta) e che vi (e ci) piaccia.

Torniamo alla nostra mission rugbistica del giorno: i risultati della 9a giornata del Super10 campionato d'eccellenza italiano disputato oggi, fine del girone d'andata e inizio della sosta Sei nazioni fino al 22 marzo:
Amatori Catania-Overmach CariParma 13-35 (punti: 0-5)
FemiCZ Rovigo-Cammi Calvisano 6-24 (0-4)
Montepaschi Viadana-Casinò di Venezia 28-13 (5-0)
Benetton Treviso-Carrera Petrarca 27-27 (2-2)
Rolly Gran Parma-AlmavivA Capitolina 25-18 (4-1)

Classifica: Montepaschi Viadana 29; Benetton Treviso e Overmach CariParma 27; Carrera Petrarca 25; Cammi Calvisano 23; FemiCZ Rovigo 22; AlmavivA Capitolina 19; Casinò di Venezia e Rolly Gran 13; Amatori Catania 9.

Viadana è campione d'inverno grazie alla sua vittoria su Venezia ma soprattutto al pareggio che il Petrarca strappa in casa Benetton - avevamo avvisato Zamax, okkio ... ;) .
S'erano di fatto notati la scorsa settimana nell'ultima gara dei trofei europei Challenge e Heineken Cup rispettivamente dei patavini pimpanti e dei trevigiani, più forti sulla carta, un po' privi di mordente e lucidità.
Chi può recriminare sono proprio i Petrarchini, soprattutto nei confronti della loro indisciplina, forse dovuta alla troppa carica e al clima da derby vissuto anche sugli spalti; la cosa gli costa ben mezz'ora complessiva in inferiorità numerica, durante la quale i padroni di casa han potuto segnare tre mete.
Il Calvisano batte la diretta rivale Rovigo grazie al 14-0 del primo tempo (mete di Zanni e Nitoglia) e si dirige a tutta velocità verso zona playoff, mentre il Gran Parma finalmente chiude la sua striscia di cinque sconfitte consecutive battendo la Capitolina che nel recupero piazza il calcio che vale il punto di bonus, e il fanalino di coda Catania perde in casa con l'Overmach che segna 5 mete.

giovedì 24 gennaio 2008

Pubblicità (per niente) occulta

Bel video per sponsorizzare Scrum.com

L'Italia a Dublino: ecco i convocati da Mallet

I 25 giocatori convocati da Nick Mallet in vista del debutto nel 6 Nations contro l'Irlanda (Dublino, Crocke Park, 2 febbraio)
Mauro Bergamasco (Stade Francais); Mirco Bergamasco (Stade Français); David Bortolussi (Montpellier); Gonzalo Canale (Clermont-Auvergne); Pablo Canavosio (Castres); Martin Castrogiovanni (Leicester Tigers); Carlo Antonio Del Fava (Ulster); Santiago Dellapé (Biarritz Olympique); Carlo Festuccia (Racing Metro Paris); Ezio Galon (Overmach Cariparma); Leonardo Ghiraldini (Cammi Calvisano); Andrea Lo Cicero (Racing Metro Paris); Andrea Marcato (Benetton Treviso); Andrea Masi (Biarritz Olympique); Carlos Nieto (Gloucester RFC); Sergio Parisse (Stade Francais) - capitano; Salvatore Perugini (Stade Toulousain); Simon Picone (Benetton Treviso); Matteo Pratichetti (Cammi Calvisano); Tommaso Reato (Femi CZ Rovigo); Kaine Paul Robertson (Montepaschi Viadana); Alberto Sgarbi (Benetton Treviso); Josh Sole (Montepaschi Viadana); Pietro Travagli (Overmach Cariparma); Alessandro Zanni (Cammi Calvisano).

lunedì 21 gennaio 2008

Sei (Nazioni) su la Sette?!

Apprendiamo e volentieri pubblichiamo:
"Con sei brevi filmati dedicati ognuno a una peculiarità del rugby, l´immenso Marco Paolini è in onda in questi giorni su La7 come mossa promozionale per l´imminente torneo delle 6 Nazioni che verrà trasmesso dall´emittente".
Paolini e' bravissimo (vedi sotto uno dei brevi filmati) e l'imminenza del Sei Nazioni ci eccita ... ma, ecco, come dire, rinunceremmo volentieri al suo immenso talento in cambio di un Sei Nazioni su altra Rete; infatti ci sovvengono dolorose - ci illudavamo rimosse per sempre - le telecronache di Cecinelli per l'emittente di Telecom Italia (o si chiama Telefonica gia'? Boh).
Roba altamente tossica, stile logo delle Olimpiadi torinesi (& della Settimana Santa): "Passion lives here"...
Tanta buona volonta' e passione, e va bene, ma quello ce lo mette di suo lo spettatore no? Detto sommessamente, gradiremmo dal commentatore un minimo supporto in termini di competenza al nostro tifo, evitando se possibile enfasi littorie e cadute su ipotetici "pregiudizi etnici" arbitrali; per non parlare delle derive scaramantiche tipiche di altri circenses popolari, che puntualmente e naturalmente si rivoltano contro il nostro tuttologo - ricordiamo l'America's Cup da Valencia.
Nessun relief e' venuto nel passato neppure dagli "esperti" via via affiancati al Nostro: ultimamente avevamo il tecnico fronscese che l'italien gli fibrilla indescifrabile quanto quello dell'ispettor Clouzot ("mi dia una stonsa"); prima ancora si ghignava grazie ai siparietti infarciti di vaffa tra il telecronista romanesco e un ex gloria rovigotta, un duo fatto per intendersi dal punto di vista culturale oltre che sul piano piu' squisitamente tecnico.
Sia come sia, non si pretende nulla; possiamo tranquillamente continuare a goderci il Sei Nazioni a volume azzerato o su tv estera come facciamo da anni, ma la speranza e' l'ultima a morire; chissa' che La Sette abbia finalmente in serbo qualcosa di diverso per gli appassionati di rugby. Non arrivo a dire un Munari, ci basta qualsiasi cosa purche' diversa: possono solo migliorare.

Quartidifinaliste Heineken

Iniziamo dalla fine, dicendo che RightRugby, chennoia, odia aver sempre ragione ... Ebbene si, diversamente ad esempio dal ben piu' qualificato Planet Rugby, RR ha azzeccate tutt'e otto le quarti-di-finaliste Heineken :
1) Saracens - Pool 4 winners - 24 points / 27 tries
2) London Irish - Pool 1 winners - 24 points / 25 tries
3) Gloucester Rugby - Pool 2 winners - 24 points / 24 tries
4) Toulouse - Pool 6 winners - 20 points / 13 tries
5) Cardiff Blues - Pool 3 winners - 20 points / 12 tries
6) Munster - Pool 5 winners - 19 points / 13 tries
7) Perpignan - Best runner-up - Pool 1 runner-up -22 points / 20 tries
8) Ospreys - Second best runner-up - Pool 2 runner-up - 21 points / 16 tries
Via, siamo umani dopotutto, anche RightRugby commette qualche piccola imperfezione: non ha centrato in pieno l'ordine di qualificazione e quindi i matchups di aprile, che saranno:
Saracens v Ospreys
London Irish v Perpignan
Gloucester v Munster
Toulouse v Cardiff Blues
Pur avendo azzeccato, prego notare, le prime quattro classificate cioe' le squadre che giocheranno in casa i quarti a eliminazione diretta (come si confa', ripetiamo per l'ennesima volta a beneficio dei calciofili pro torneo-all'-italiana, a tutti gli sport "seri").
Giocassero sabato prossimo, scommetteremmo che alle semifinali ritroveremmo due inglesi e due francesi, ma da qui ad aprile di acqua sotto i ponti ne passa troppa per poterci sbilanciare.

{Dal nostro inviato}
Punteggio bugiardo. I trevigiani (purtroppo) scendono in campo con l’incredibile seconda maglia di questa stagione (di un color rosa perfetto a mio maschio giudizio per le bronzee gambe di Naomi Campbell in minigonna aderente) e lasciano i colori biancoverdi agli Exiles. In tribuna c’è il coach azzurro Nick Mallet che, a quanto pare, si lamenta del fatto che la Benetton abbia in campo solo tre giocatori nati in Italia: giusto, ma questo è il prezzo che Treviso paga oggi per aver dato tanto al rugby italiano nell’ultima decade. Venti minuti di stallo e di assoluto equilibrio, nei quali però non si può non ammirare la superba prova del mediano di mischia dei London Irish: il very high spirited Peter Richards che non sbaglia una palla, sembra imprendibile ed è l’anima della squadra. Tuttavia la partita non si sblocca fino a che l’irritante arbitro francese Gauzere, contestatissimo dal pubblico e anche dal tecnico trevigiano Franco Smith, non espelle per dieci minuti il pilone della Benetton De Gregori. Tre mete in un quarto d’ora, la prima proprio di Richards. Il quale non rientra nel secondo tempo, a seguito di un probabile infortunio (alla coscia credo). Treviso paga anche l’inusuale cattiva giornata di Goosen nei calci; alla fine solo due centri, di cui uno con l’aiuto del palo, e se ho ben contato, almeno due errori (forse tre) su calci di punizione – uno facilissimo - e una trasformazione mancata: Marius dopo l’ultimo tentativo fallito caccia un grido di dispetto, ma il pubblico applaude lo stesso il suo beniamino. Privi di Richards gli Exiles, cui servirebbe una quarta meta per avere il bonus point e la matematica sicurezza del primo posto in classifica, non mordono, anche se la Benetton va ancora in inferiorità numerica per l’espulsione temporanea di Costanzo, che per la sorpresa manda a quel paese l’arbitro. I trevigiani comunque con due calci di Goosen e una bellissima meta di De Jager (nata da una coraggiosa apertura – finalmente – di Marcato, spesso col braccino “corto”) riducono il divario a soli 8 punti (11-19) a cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare. Allora i London Irish (che non sanno ancora che l’USAP Perpignan nella sua passeggiata a Newport segnerà solo tre mete) si gettano in un disperato assalto con la mischia per conquistare il bonus point. Il recupero non finisce più: sette-otto minuti se ne sono già andati. Sembra quasi che l’arbitro non aspetti che la meta per fischiare la fine. E questa arriva con Hewat già in meta nel primo tempo. Fine della commedia. Entusiasmo dei tifosi degli Exiles con gigantesca bandierona irlandese al seguito. Un buon pubblico sulle quattromila unità comunque riserva applausi a vincitori e vinti.
[A quanto pare le proteste trevigiane non erano infondate]
.
L'ultimo turno della "regular season" non ha riservato enormi sorprese quindi (non almeno per RightRugby).
Nella Pool 1 gli Exiles (nickname dei London Irish) si qualificano per la prima volta nella loro storia battendo 11-24 un Benetton troppo rassegnato, almeno nel primo tempo, mentre Perpignan si guadagna il passaggio schiacciando i Dragons 0-25.
Tutto come previsto nella Pool2, anche se Gloucester di capitan Bortolami (che si infortuna gravemente all'orbita oculare, ne avra' per sei settimane) si complica la vita in casa con il fanalino di coda Ulster vincendo "solo" 29-21, mentre gli Ospreys vanno a strappare la qualificazione con la loro prima vittoria in terra di Francia contro Bourgoin 21-28.
In Pool3 la vittoria dei Blues a Bristol 0-17 ha chiuso la storia, togliendo significato alla vittoria 10-31 dello Stade Francais a casa dei derelitti Harlequins.
Anche in Pool 4 tutto come previsto: la strenua resistenza dei Warriors in casa contro i Saracens (17-21) e la vittoria col bonus 25-16 del Biarritz su Viadana; le due mete del zimbabwese-americano Ngwenya non bastano ai basques per qualificarsi ai quarti.
Nella Pool 5, inutile la vittoria con bonus 0-41 di Clermont a Llanelli; la partita tra il Munster di O'Gara, vincitori della Heineken 2006, e i Wasps di Dallaglio campioni uscenti, ha visto prevalere i padroni di casa 19-3. Brillante performance del giovane mediano Danny Cipriani, ma decisive le assenze determinanti di Worsley, Sackey e Flutey tra gli inglesi; micidiale la partita di O'Callaghan tra gli irlandesi.
Munster ha chiuso la pool con 19 punti come Clermont ma con una miglior differenza punti negli scontri diretti, quindi passa per la decima volta di fila ai quarti, lasciando a casa i pur fortissimi francesi detentori della Challenge Cup.
Infine in Pool6 Toulouse batte come previsto Edimburgo 34-10, mentre registriamo l'orgogliosa quanto inutile vittoria 25-9delle Tigri di Leicester su Leinster.

Anche la Challenge Cup ha finito la sua regular season. E' una sorta di "Coppa Uefa" del rugby cui partecipano tutte le squadre di Premiership inglese e del Top14 francese che non abbiano raggiunto la qualificazione alla Heineken Cup, le prime quattro italiane (meno prima e seconda) e l'unica di Celtic League non qualificate alla Heineken, la vincitrice del campionato spagnolo e rumeno. I match per i quarti di finale usciti dalle Pool saranno:
Worcester Warriors v Montpellier (8)
Bath (2) v Leeds Carnegie
Sale Sharks v Brive
Newcastle Falcons v Castres Olympique

Cinque inglesi e tre francesi; notevole il fatto che tutte le squadre inglesi presenti si siano qualificate, mentre di francesi in lizza ce n'erano ben otto (piu' 4 italiane e una rispettivamente irlandese, rumena e spagnola a completare il quadro).
Notevole nell'utlima giornata la vittoria del Petrarca Padova sul Bayonne per 17-5, impresa sfiorata dall'Overmach fuori casa a Albi dove perde 26-23.
Ciononostante tre italiane su quattro presenti finiscono il torneo al fanalino di coda del loro girone -Overmach Parma 7 punti, Gran Parma 3 punti, Petrarca Padova 5 punti - e solo il Calvisano riesce a piazzarsi terzo nella Pool5 con nove punti, lasciando l'ultimo posto ai francesi del Dax che pure li batte 22-0 nell'ultimo turno.
Non un gran viatico per la Nazionale nell'imminente Sei Nazioni; speriamo in quel (piu' di) 50% di giocatori convocati militanti in campionati stranieri, anche se spesso partenti dalla panca.

mercoledì 16 gennaio 2008

Complimenti Nfl, Irb impara

I puristi non storcano il naso, spendiamo qui su RightRugby un link alla bellissima pagina Nfl video Galleries del sito della National Football League americana: contiene video spettacolari, di altissima qualita', visibili anche full screen, professionali e aggiornatissimi.
Ci potete trovare video storici, interviste filmate, video sulle squadre, le azioni piu' significative, i record etc.. Soprattutto sono reperibili - addirittura linkati direttamente dalle righe dei risultati - ottimi highlights delle partite di playoff (nove minuti circa a gara sulla gara, che manco la Domenica Sportiva ai tempi del mitico Pigna): favolosi per farsi un quadro completo. Check it out, ne vale veramente la pena.
RightRugby presenta questo link molto volentieri e con il massimo rispetto per quello sport, anche se 'e una invasione di campo. Dopotutto il football americano, oltre che spettacolare e coinvolgente e' pur sempre un gioco con la palla ovale, un figliastro naturale del rugby giocato secondo le regole della Rugby League.

Il vero purpose di questo link e' pero' polemico, 'sta cosa ci era rimasta nella strozza dai tempi dalla Coppa del Mondo: si vuole stigmatizzare la International Rugby Board - Irb - l'equivalente della Nfl, e la sua patetica arretratezza culturale del tutto europoide nei confronti dei new media. Il confronto con la Nfl non tanto in termini di qualita' del sito quanto di materiale disponibile, e' impietoso: di la' video aggiornati e professionali, di qua tutto molto british, ma solo chiacchiere e distintivo (e video a pagamento). Gli americani pubblicano quasi dieci minuti di highlights gratuiti per singola partita poche ore dopo la gara; noi rugby fanatics nell'era di Internet e di YouTube ci troviamo invece nelle condizioni di NON poter disporre nemmeno di due minuti ufficiali sulla recente Coppa del Mondo!
Gli incauti che provarono a postare su YouTube registrazioni artigianali delle partite prese dal loro sfrigolante tivu' casalingo si sono beccati bannazioni eterne per infringiment di copyright Irb. Alcuni ricorderanno ad esempio la querelle sul passaggio in avanti che porto' alla meta francese contro gli All Blacks: come recuperavamo un video su YouTube, mezz'ora dopo veniva rimosso; al terzo tentativo abortito desistemmo. Pissed me off.
Dice, si ma la Nfl e' ricca e puo' permetterselo, la Irb no. Uffah, siamo ai soliti discorsi left che prescindono dalle potenzialita' del mercato e pensano solo al "tifo" e alla "passione": neuroni pochi e infreddoliti, la Nfl e' ricca perche' "usa" il mercato e i nuovi media in modo creativo.
Mai scordare che la Coppa del Mondo di rugby e' uno dei primi quattro eventi mondiali a livello di audience; se pero' si adotta una mentalita' arretrata (tipo vedi solo se paghi), allora si guadagna meno e non si fa neppure promozione sportiva. E' stile Levantino, e' come smerciare mortazza in negozio e tenere il caviale beluga ringuattato in cantina only for families & friends.
Invece di vendere i diritti d'immagine su carta, tv e dvd E BASTA, gli americani IN PIU' lucrano sulla pubblicita' inserita nei video messi a disposizione a gratis su Internet. Ci vule tanto?
Provare per credere; se vuoi vedere ad esempio Cowboys-Giants giocata lo scorso weekend, nessun problema: partono trenta secondi trenta di pubblicita' evidentemente costosa perche' di ottima qualita' (con tanto di countdown che aiuta a pazientare), seguiti da nove minuti nove di highlights ben fatti.
Here's the deal
, onesto mi pare no? Col piu' classico dei win-win l'appassionato gode, si promuove il gioco e la Lega ci guadagna. Sveglia Irb, impara alla svelta!

Gia' che ci siamo, una rapida parola da tifosi inesperti sullo stato del Campionato Nfl.
Finita la lunga stagione regolare fatta di sedici partite per squadra, sono iniziati a gennaio i playoffs; si disputano i due posti al Superbowl le vincenti di ognuna delle Divisioni AFC (East: New England Patriots; North: Pittsburgh Steelers; South: Indianapolis Colts; West: San Diego Chargers) e NFC (East: Dallas Cowboys; North: Green Bay Packers; South: Tampa Bay Buccaneers; West: Seattle Seahawks), piu' le due squadre AFC e le due NFC dai punteggi piu' alti escluse le vincenti (le famose "wild cards": New York Giants e Washington Redskins entrambe NFC East, Jacksonville Jaguars e Tennesseee Titans entrambe AFC South).

Nel primo turno le 4 wild cards hanno visitato, partita secca chi perde e' fuori, le quattro peggiori vincenti delle ripettive Conference AFC e NFC (per prima e' riportata la squadra ospite, secondo il cortese uso americano):
- Jacksonville - Pittsburgh 31-29 (grande partita, recupero favoloso nel secondo tempo degli Steelers, poi un guizzo del qb dei Giaguari seguito da calcetto e i siderurgici per la prima volta nella loro storia perdono nella stessa stagione due volte in casa contro la medesima squadra);
- Tennessee - San Diego 6 -17
- Washington - Seattle 14- 35
- New York G. - Tampa Bay 24 - 14
Secondo turno di playoff: le vincenti dei wild card playoffs vanno a visitare le due migliori vincenti delle rispettive Conference; lo scorso weekend e' andata cosi':
- Jacksonville - New England 20 -31 (senza molte resistenze, troppo piu' forti i Patriots);
- San Diego - Indiana 28 -24 (un paio di intercetti ed ecco fatta fuori una delle favorite);
- Seattle - Green Bay 20 - 42 (sotto la neve, Brett Favre superbo grande vecchio);
- New York G. - Dallas 21 - 17 (testa a testa, alla fine Giants piu' lucidi dei Cowboys).

Siamo alle finali di Conference domenica prossima:
AFC Championship: San Diego Chargers - New England Patriots ( alle 15.00 ora locale su Cbs)
NFC Championship: New York Giants - Green Bay Packers (ore 18.30 ora locale su Fox) .

Quelli che se n'intendono puntano su un Superbowl (3 febbraio a Phoenix Arizona) tra Patriots e Packers, come dire presente (Brady) contro passato (Favre); ma la San Diego vista contro Indianapolis e soprattutto i Giants non sembrano molto d'accordo, anche se le previsioni del tempo a Green Bay giocheranno a favore dei formaggiari casalinghi.

lunedì 14 gennaio 2008

Magners League Review

La lega che racchiude le squadre provinciali gallesi, irlandesi e scozzesi resterà a riposo fino al prossimo 15 febbraio. Così ecco un breve riepilogo di quanto è successo sino ad ora.
Leinster ha soffiato il primo posto ai Blues di Cardiff che hanno perso gli ultimi due incontri. La squadra irlandese ora deve gestire un vantaggio di cinque punti sui rivali, contro i quali si scontreranno proprio alla ripresa della stagione, il 16 per la precisione. Uno scontro al vertice di fondamentale importanza per Cardiff chiamata a dare conferma di sé e del buon avvio rovinato da opache prestazioni nel periodo natalizio.
Al terzo posto ci sono i Gunners di Edimburgo. Gli scozzesi sono in forma, hanno già battuto Cardiff e dovranno vedersela con Munster, la formazione irlandese di O'Gara, uscita sconfitta dall'ultimo turno di Heineken Cup e non propriamente al 100% per tutto il campionato. A completare il quartetto iniziale Llanelli, che al ritorno affronterà i Warriors di Glasgow, al momento a metà classifica. Ulster riprenderà con i Dragons di Newport, nel disperato tentativo di non rimanere la cenerentola del gruppo. Ospreys e Connacht si sfideranno per dare un po' di brio al loro opaco campionato.
Ma adesso è tempo di 6 Nations.

Penultimo giro di Heineken

Ultimi sgoccioli di rugby europeo per club in questi weekend: tra venerdì e domenica si è compiuto il penultimo turno della regular season di Heineken Cup. L'ultimo appuntamento si giocherà sabato e domenica prossime, poi tutti (gli Europei) alle loro Nazionali per il Sei Nazioni, per i quarti di Heineken Cup se ne riparlerà a marzo, come del resto per i campionati nazionali.
Vediamo com'è andata girone per girone.
Pool 1:
tutto come da copione, i London Irish guidano il girone a 19 punti incalzati da Perpignan a 18, entrambe nettamente vincenti in casa rispettivamente contro Newport Dragons (41-24) e Benetton Treviso (55-13). Come ci dice il nostro inviato, Treviso ha resistito un tempo (15-13), poi il crollo.
L'ultimo turno vedrà entrambe le protagoniste del girone fuori casa ad avversari invertiti rispetto a questo turno; solo una debacle degli Exiles difficile da prevedere potrebbe sottrargli il primo posto e il passaggio ai quarti (gli basta un pareggio a Treviso per essere matematicamente qualificati); anche Perpignan ha i punti per passare il turno come una delle migliori seconde, purchè vinca a Newport.
Pool 2:
gli Ospreys sotto la pioggia scrosciante di Swansea sono riusciti a mettere sotto 32-15 la miglior squadra europea del momento, Gloucester, grazie all'ottima partita di Shane Williams e James Hook ma soprattutto a causa delle indiscipline degli inglesi (3 cartellini gialli); nonostante ciò Gloucester mantiene saldamente la leadership del girone con 19 punti contro i 17 dei gallesi. Nel turno finale Gloucester riceve Ulster ultimo mentre gli Ospreys visitano il rassegnato Bourgoin; anche qui buone chances di passare il turno anche per la seconda classificata: "basta" vincere.
Pool 3:
Vincono i Cardiff Blues sugli ultimi della classe Harlequins 23-12 e anche lo Stade Francais batte il sinora ottimo Bristol 19-11 senza concedere il punto di bonus. Con i Blues a 16 punti, parigini a 13 e Bristol a 12, solo una vittoria nell'ultimo turno di Bristol in casa sui Blues senza concedere bonus potrebbe cambiare le carte in tavola: in loro favore se nessuna delle concorrenti prende bonus, a favore dei francesi se questi riusciranno a prevalere sugli squinternati Quins col bonus point, in un girone dove verosimilmente riuscirà a qualificarsi solo la prima. In caso di parità di punti tra Cardiff e Stade, passano i Blues.
Pool 4:
dopo il 13-13 del primo tempo, il gran secondo tempo sabato della mostruosa seconda linea dei Saracens - capitan Vyvyan e il grandissimo Chris Jack - contro Biarritz ha prodotto il 45-16 e ha chiarito i rapporti di forza nel girone: la squadra di Watford con 20 punti lo vincerà, a meno di clamorose batoste a Glasgow nell'ultima partita (gli basta un solo punto); ai Warriors non rimane che preparare la partita della vita in casa, dopo aver raggiunto 15 punti grazie a una vittoria di stretta misura 18 -15 a Viadana.
Gli italiani rimangono un team di brave capace di tutto in casa: passare a condurre con gli scozzesi come surclassare i Saracens nel primo tempo il turno scorso, ma sono ancora totalmente sprovvisti del killer instinct necessario per chiudere le partite di questo livello.
Il Biarritz di Traille, Betsen, Ngwenya, Harinordoquy, Cronjie, Thion, del rumeno Balan e di un Andrea Masi in buona forma, con 13 punti chiude per quest'anno con l'Europa.
Pool 5:
i Wasps liquidano 40-7 il fanalino di coda Llanelli Scarlets (quest'anno piu' che mai Scarsett in Heineken) e approfittano della vittoria di Clermont su Munster 26-19 (Rougerie contro Howlett, un ottimo Brok James opposto a O'Gara, Mignoni vs. Stringer, Ledesma vs. O'Callaghan in mischia) in una partita bella ma forse troppo nervosa, dove gli irlandesi raggiungono l'obbiettivo minimo del punto di bonus, ottimo viatico per l'ultima partita in casa.
I londinesi di Dallaglio per ora guidano il girone con 18 punti, contro i 15 di Munster e 14 di Clermont. L'ultima partita decide tutto: dato per scontata la vittoria fuori casa dei francesi a Llanelli, che difficilmente però basterà ai francesi per conquistare uno dei due migliori secondi posti, avremo la madre di tutti gli spareggi a Cork tra Munster e Wasps: chi vince, passa.
Pool 6:
il Leinster di Contepomi batte in casa 20-13 la capolista Tolosa che però le strappa il punto di bonus; Edinburgh batte 17-12 i titolatissimi e celebratissimi Leicester Tigers, eliminandoli di fatto dal giro europeo. Nonostante il tardivo surge dei dublinesi i giochi sembrano fatti per la capitale del Midi, che dall'alto dei suoi 15 punti riceverà i Gunners all'ultimo turno, mentre Leinster con 12 punti andrà a caccia grossa nella tenuta dei Tigers, sperando in una improbabile sconfitta dei francesi.

Da quanto detto sopra scommettiamo che si qualificheranno: London Irish (23-24 pt.), Perpignan (21-22 pt.), Gloucester (23-24 pt.), Ospreys ( 21-22 pt.), Cardiff Blues (17 pt.), Saracens (21-22 pt.), Munster (19 pt.), Tolosa (19pt.).
Tre inglesi, due gallesi, due francesi, una irlandese.
Andasse così il vantaggio del campo nei quarti di finale a eliminazione diretta spetterebbe guarda caso ai tre team inglesi (Irish, Gloucester, Saracens) più una tra Munster e Tolosa (quella che vince con più punti il proprio girone).
Secondo le sopraddette ipotesi il tabellone dei quarti di finale - partita secca ad eliminazione diretta, come si conviene quando le cose si fanno toste ed è giunta l'ora dei tosti - potrebbe essere il seguente:
London Irish-Ospreys (partita aperta)
Gloucester-Perpignan (! una finale anticipata)
Saracens-Blues (spettacolo garantito)
Tolosa-Munster (o viceversa: non male in ogni caso).
Si accettano scommesse...

giovedì 10 gennaio 2008

The color of the coach


Siamo finalmente giunti all'epilogo della farsa sulla scelta del nuovo coach Springboks su cui ci dilungheremo alla fine; con essa si chiude la lunga fase post mondiale del cambio allenatori delle nazionali. Stagione inaugurata proprio dall'Italia: Nick Mallett andava a sostituire Pierre Berbizier, gia' reclutato prima dei mondiali per riportare ai fasti del passato il Paris Racing Metro in Pro d2 francese.
Alcuni allenatori, non tutti vincenti, sono rimasti alla guida di alcune "grandi": Brian Ashton il finalista inglese e' stato confermato, nonostante le sferzate raccolte da qualche ex mostro sacro poco impiegato come Dallaglio e Catt e il recente annuncio del ritiro del (l'ex-) capitano Martin Corry. Anche Graham Henry continuera' a guidare gli All Blacks ma solo per due anni: gli e' andata bene, era stato "sospeso" per un paio di mesi e sottoposto a pubblico processo con tanto di richiesta di prove a discarico, manco il Presidente della Federazione neozelandese si chiamasse Zamparini.
Il discreto successo della Scozia a RWC2007 ha ovviamente giovato a Frank Hadden: confermato, anche se solo con un "rolling contract" su base annuale. Anche Eddie O'Sullivan e' ancora alla guida dell'Irlanda, nonostante la Coppa del Mondo sia stato uno dei piu' deludenti in assoluto per la squadra del Trifoglio.
Per il resto delle "grandi" il post mondiale e' stato tutto un rebelot.
Ha iniziato la Francia: dato che Sarko' aveva assoluto bisogno di Laporte al Ministero dello Sport (ma forse ora ha "altro" per la testa, non l'ha ancora insediato ..) le Bleus hanno inopinatamente incaricato Marc Lievremont, ex stella come giocatore ma privo di grandi affermazioni in panchina. Lo vedremo a breve alle prese con la difesa del titolo nel Sei Nazioni.
La rabbia del Galles per la performance in Web Ellis Cup ha portato a un sack brutale del coach Gareth Jenkins senza neppure attendere le sue dimissioni. E' arrivato Warren Gatland, un All Blacks allenatore di discreto successo nel Waikato e precedentemente con la nazionale irlandese; di fatto in Galles avevano un buon ricordo di un altro neozelandese, Graham Henry ("the great redeemer", tra il '98 e il 2002, quando accumulo' anche dieci vittorie in fila).
Il successo dei coach neozelandesi si spinge sino al take over dell'Australia.
La delusione mondiale dei conterranei di Crocodile Dundee e' stata resa forse ancora piu' sanguinosa dalla ottima performance di Eddie Jones, l'ex allenatore australiano "consulente" dei sudafricani ai quali ha insegnato quel paio di cosette che gli mancavano per essere i migliori; devono essersi detti, nemo propheta in patria ...
Rotti gli indugi hanno affidato la panchina a un neozelandese e non uno qualsiasi: il mitico Robbie Dean, ex All Blacks allenatore dei Crusaders, la squadra che fece dire a Vittorio Munari: "A Christchurch c'e' l'Universita' del Rugby". Molti suoi connazionali l'avrebbero voluto al posto di Henry; il compromesso raggiunto tra le due Federazioni non molto amiche e' che Dean pur gia' "australiano" manterra' la carica di allenatore dei Crusaders sino alla fine del Super14 2008.

Dulcis in fundo si arriva alla farsa sudafricana.
Jake White, il piccolo grande uomo in giacca verde, ebbe il coraggio di difendere la sua squadra, prendendosi la responsabilita e dire no alle pressioni montanti della politica sudafricana sulle quote razziali in squadra. E' stato ripagato dalla squadra con la conquista della Coppa del Mondo.
La lezione non e' bastata ai politicanti; ora che il grande White ha tolto il disturbo, togliendosi nel contempo con eleganza qualche sassolino dalla scarpa, avidi parassiti razzisti au contraire, tra i quali si distingue per virulenza un certo Mr.Stofile alto dirigente della Federazione (Saru) e politico, hanno detto chiaro e tondo cosa li attende. Ridicolo, in un Paese dove i neri amano il calcio e i bianchi giocano a rugby: sarebbe come se in Italia si facesse la nazionale di hockey su ghiaccio o di curling con due trapanesi obbligatori in squadra.
Sia come sia, la short list tra cui scegliere il sostituto di White era composta da due allenatori "federali" senza infamia e senza lode - Peter de Villiers e Allister Coetzee, da una "icona" del rugby sudafricano nero con poche esperienze di panchina - Chester Williams - e dal piu' titolato degli allenatori sudafricani, Heyneke Mayer (in foto a sin.) coach dei Blue Bulls di Pretoria titolari del Super14 vinto nella tana dei nemici storici di Durban.
Sfortunatamente per Mayer lui era unico bianco del quartetto; sfortunatamente per il Comitato di Selezione, l'associazione dei giocatori di rugby sudafricana si era espressa per Meyer in modo chiaro e forte: un plebiscito, 198 su 258 giocatori hanno votato per lui, il secondo (DeVilliers) ha preso 36 voti.
Pero' il rugby in Sudafrica e' un giocattolo per politici: ieri la conferma ufficiale, hanno scelto Peter de Villiers (in foto a dex.).
Non molto da dire sull'uomo, non e' certo un Robbie Dean ma e' pur sempre l'allenatore della Under21 campione del mondo. Ha un bel dire ora DeVilliers che il colore della pelle non sara' un fattore nelle sue selezioni; il SUO problema e' la motivazione con cui e' stato eletto e con la quale dovra' convivere.
Il presidente della Saru Oregan Hoskins ha infatti testualmente affermato: ""I'm being honest with our country. We, as an organisation, value the importance of transformation in a society that is changing.. the appointment did not take into account purely rugby reasons".
Una volta rovesciato apartheid si dice transformation, buono a sapersi; un cretino di Sportingo (immagino sia un bianco) applaudiva qulache settimana fa senza vergognarsi alla "positive discrimination", senza riflettere, da buon dirigista illiberale, che la discriminazione, oltre che inerentemente ingiusta e disonesta (bel "modello" per i giovani di colore!), e' pure perdente: vincere un Mondiale non e' facile nemmeno per degli autentici campioni, figurarsi per delle mezze figure, figurarsi la coesione di una squadra zeppa di "raccomandati" e con un allenatore scelto non solo sulla base di motivazioni sportive. "Trasformation" si: da vincenti a perdenti.

mercoledì 9 gennaio 2008

Mallett innnova .. con juicio

Nick Mallett il coach sudafricano degli Azzurri inizia a scoprire le sue carte con le convocazioni per il raduno in programma da domenica 20 a martedì 22 gennaio presso il Centro Coni dell'Acqua Acetosa a Roma, ultimo collegiale di preparazione al Sei Nazioni 2008. La Nazionale si radunera' poi domenica 27 gennaio per la preparazione dell'incontro con l'Irlanda di sabato 2 febbraio al Croke Park.
Dei 32 convocati, abbiamo, dal campionato italiano:
Robert Barbieri, Andrea Marcato, Antonio Pavanello, Simon Picone, Alberto Sgarbi (Benetton Treviso), Denis Dallan, Ezio Galon, Pietro Travagli (Overmach Cariparma), Leonardo Ghiraldini, Ludovico Nitoglia, Matteo Pratichetti, Alessandro Zanni (Cammi Calvisano), Enrico Patrizio (Petrarca Padova), Ramiro Pez (Casinò di Venezia), Tommaso Reato (Femi CZ Rovigo), Kaine Robertson, Josh Sole (Montepaschi Viadana).
Dal campionato francese:
Mauro Bergamasco, Mirco Bergamasco, Sergio Parisse, (Stade Francais); David Bortolussi (Montpellier), Gonzalo Canale (Clermont-Auvergne), Pablo Canavosio (Castres), Santiago Dellapé, Andrea Masi (Biarritz), Salvatore Perugini (Stade Toulousain), Carlo Festuccia, Andrea Lo Cicero (Racing Parigi - Pro d2)
Da campionati anglosassoni:
Marco Bortolami, Carlos Nieto (Gloucester), Martin Castrogiovanni (Leicester Tigers), Carlo Antonio Del Fava (Ulster).

In sintesi siamo al meta' e meta' con il 53% di "italiani" e 47% da altri campionati: 5 giocatori dal Benetton, 4 da Calvisano, 3 da Overmach Parma e Stade Francais; 2 da Biarritz, Racing, Gloucester, Viadana; 1 da Ulster, Leicester, Castres, Clermont, Montpellier, Tolosa, Venezia, Petrarca, Rovigo.
Data l'incombenza dell'appuntamento piu' importante dell'anno, Mallett ha giustamente confermato molti dei "senatori" della nazionale reduce dai Mondiali pur apportando qualche taglio (tra i quali spiccano Ongaro, DeMarigny, Stanojevic, Griffen, Vosawai, oltre a Troncon ritirato e suo prossimo collaboratore).
C'e' anche il rientro di Dennis Dallan e qualche giovane da mettere alla prova: Marcato 24 anni apertura, Sgarbi centro della under 21, Travagli mediano di mischia, Patrizio 22 anni centro, Reato 23 anni seconda linea.
In bocca al lupo!

UPDATE: i profili di avanti e trequarti nazionali.

L'addio di Corry alla nazionale

Qui trovate il parere di Mick Cleary (Daily Telegraph)

domenica 6 gennaio 2008

Succede nel Continente

Pigghiamo uora u ferribotte e torniamocene in Continente.
I risultati dell'ottava giornata del Super 10 italiano:
Carrera Petrarca Padova-Mps Viadana 17-11
Casinò di Venezia-Rolly Gran Parma 13-9
Overmach Cariparma-Benetton Treviso 13-13
Cammi Calvisano-Amatori Catania 52-5
Classifica: Benetton Treviso 25; Montepaschi Viadana 24; Carrera Petrarca 23; Overmach Cariparma 22; Cammi Calvisano 19; FemiCZ Rovigo* 18; AlmavivA Capitolina* 17; Casinò di Venezia 13; Amatori Catania e Rolly Gran Parma 9.
(*): Roma Rovigo, spareggio per decidere chi potrebbe ancora giocarsi una chance di playoff, sara' giocata sabato prossimo.
Dilaga Calvisano a Catania con otto mete, mentre il Carrera Petrarca batte Viadana in uno scontro rude intenso e a tratti anche bello aperto nonostante il fango; Padova sale al terzo posto e serve la leadership solitaria alla Benetton che pareggia a Parma. Prosegue la risalita dai bassifondi del Venezia di Pez e il momento no del Rolly Parma assieme al Catania.
Il 26 gennaio, dopo la pausa Heineken, si chiudera' il girone di andata; poi sosta per il Sei Nazioni e di Super10 se ne riparlera' a fine marzo.

Rimanendo in Europa :) ecco i risultati della sesta giornata del Super14 francese:
Stade Français 33-6 Montpellier
CS Bourgoin-Jallieu 15-10 Aviron Bayonnais
SCA Albi 24-17 US Dax
Clermont Auvergne 26-6 FC Auch Gers
USA Perpignan 23-19 CA Brive-Corrèze
Biarritz Olympique 10-8 Montauban
Da disputare domenica: Stade Toulousain - Castres
In classifica Clermont dopo la quinta vittoria consecutiva guida (provisoriamente) con 22 punti su Tolosa a 19 con una partita in meno. Terza Biarritz a 18 punti - prevalente con gran fatica sul Montauban che gia' aveva battuto lo Stade; quarta lo Stade Francais a 17, largamente vincente ma senza arrivare al punto di bonus offensivo.
Delle "grandi" e' indietro a 12 punti il Perpignan di Percy Montgomery, finalmente vincente sia pur a a fatica con la terzultima Brive. Davanti ai catalani il Bourgoin, ottavo a 15 punti che ha battuto il diretto concorrente Bayonne, sesto a sedici punti col Montauban.

Nel Pro d2 francese, campionato che di seconda divisione ha solo il nome, continua la marcia trionfale del Tolone, pur reduce dalla prima sconfitta da parte dell'Agen, che festeggia l'ingresso di Victor Matfield in squadra con un 36-0 casalingo su La Rochelle e guida la classifica con 40 punti; secondo il Mont de Marsan a 32 .
Lievemente deludente sinora invece il campionato del Racing Metro, la risorta seconda squadra parigina affidata a Pierre Berbizier, ora sesta con 26 punti dopo la sconfitta 9-6 col Narbonne proveniente da cinque sconfitte consecutive.

sabato 5 gennaio 2008

Un bagno nel fango per Gloucester

Si interrompe a Bath la cavalcata di Gloucester, uscita sconfitta dal campo (particolarmente fangoso) per 10-5. I padroni di casa hanno ben interpretato l'incontro, gestendo molto bene palla nel primo tempo, concluso sul 3-0 grazie ad un piazzato di Olly Barkley. Nella seconda metà, Bath ha premuto ancora sull'acceleratore, conquistando spazio sul terreno pieno di insidie e andando in meta con il neozelandese Maddock dopo un'azione prolungatasi per oltre 20 fasi. Giunti ad un paio di metri dalla meta con gli avanti, Bath ha perso il controllo dell'ovale, ricacciato indietro da Gloucester, ma raccolto dall'estremo Abendanon che con un cross kick ha lanciato il compagno a raccogliere altri cinque punti, più la trasformazione di Barkley.
La reazione della capolista si è vista con il nuovo entrato Paterson: il cecchino scozzese, schierato estremo, si è infilato tra le maglie larghe di due avanti di Bath bruciandoli sulla velocità e andando a marcare la meta che ha riaperto il match, mancando però i punti preziosi della conversione.
Gloucester e Bath a questo punto, dopo dieci partite, hanno lo stesso ruolino di marcia: 8 vittorie e due sconfitte, ma è Gloucester a rimanere al comando (37 pts) grazie alla differenza di due punti di bonus.

Magners League - Altra sconfitta per i Blues di Cardiff che vanno a sbattere contro i Gunners di Edimburgo. All'Arms Park i gallesi perdono 10-11 e non approfittano della situazione per superare in vetta Leinster, impegnata oggi pomeriggio con gli Ospreys. Anche Llanelli perde contro Connacht (20-18 per gli irlandesi), lasciando così strada libera ai Gunners per il terzo posto in classifica, ad un solo punto dalla vetta. Almeno per ora. Newport invece va a vincere 18-16 contro i Warriors di Glasgow. Il match tra Ulster e Munster non si è giocato.

mercoledì 2 gennaio 2008

Magners League: Howlett torna a disposizione di Munster

E' questa la notizia della settimana in attesa della ripresa del campionato.
Nel frattempo, Capodanno amaro per i Blues che hanno perso 22-3 contro gli Ospreys, sciupando l'occasione di tornare in testa alla classifica. Nell'altro derby gallese anche Llanelli ha perso contro i Dragons (15-13 il finale per la formazione di Newport). Leinster rimane così al comando.

martedì 1 gennaio 2008

Guinness Premieship Update

Ecco i risultati dello scorso week end nella Guinness Premiership inglese. I Tigers hanno vinto contro i London Irish. Anche gli Wasps si sono assicurati la vittoria su Bath per 25-10, mentre Bristol è rimasta a secco di fronte alla prima forza del campionato Gloucester (27-0 il risultato finale). Gli Harlequins vincono di misura su Worcester 10-7, come i Newcastle Falcons che battono fuori casa i Saracens 22-19. Tra Leeds e Sharks è finita 20-34.
Approfittando della sconfitta contro London Wasps di Bath, Gloucester allunga di cinque punti in classifica: ora è a quota 36. Bath a 31, mentre Saracens e Sharks sono entrambe a 28. Staccati di un punto dalla zona post season i Tigers e di due gli Harlequins. A giocarsi la retrocessione rimangono Worcester (6 pts) e Leeds (5 pts).

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